mercoledì 20 agosto 2025

30 anni senza Hugo Pratt

 

Che dire di Hugo Pratt, scomparso il 20 agosto del 1995 a soli 68 anni? Che era un genio, che era un mito al pari del suo personaggio più famoso Corto Maltese, fumetto stupendo in ogni sua pagina. Per chi, colpevolmente non l'avesse mai letto, consiglio di iniziare da Una ballata del mare salato, ma potete dovete leggere tutto di lui. Mentre scrivo ho davanti la locandina di una mostra a Bologna di qualche anno fa Hugo Prattt e Corto Maltese, 50 anni di viaggi nel mito che visitai come regalo di compleanno. Tanti ricordi, tanta riconoscenza per tutta sta bellezza. Basta chiacchiere, leggiamo Pratt oggi, domani, sempre C'è tanto da imparare.

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venerdì 3 gennaio 2025

da smemo: Il mio Salinger



Continuo a pubblicare pezzi apparsi sul sito di SMEMORANDA, purtroppo ora chiuso, quindi scomparsi. Torno a un libro magnifico, per me un capolavoro del graphic novel. Si tratta di una parte della vita del grande scrittore J.D. Salinger, una parte poco nota, cioè quella del matrimonio con una donna tedesca, conosciuta in ospedale dopo la II guerra mondiale. S’intitola Il mio Salinger, scritto da Valentina Grande, disegnato da Eva Rossetti. Leggendo il libro, senti quanto noi, massa informe, siamo addormentati, illusi, che la vita sia bella, tra natali, vacanze, canzonette. Mentre la vita per molti è orribile, una carneficina continua per alimentare un sistema (dai lager alla Palestina di oggi). Be’, se pensate che sia un fumetto triste, vi sbagliate. È a colori! Dai, leggete quel pezzo di allora (era il 2018), e poi, magari, cercatevi sto libro. 


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martedì 12 marzo 2024

Kerouac, un racconto

Kerouac

Kerouac non è il mio scrittore preferito, anche se romanzi come Sulla strada o I vagabondi del Dharma o Big Sur sono tra i miei romanzi preferiti in assoluto, e si meritano la fama che hanno.

Non sono mai riuscito a leggere invece I sotterranei, che è il suo primo romanzo comprato da me. Lo comprai a una festa di DP di un paesino vicino al mio. DP era un piccolo partito della sinistra extraparlamentare, che con l’1,8 % riusciva ad avere rappresentanza politica e a fare qualcosa, anche feste in paesi sperduti. Perché allora non c’era la legge truffa, inventata dopo tangentopoli per impedire alle idee più libere di emergere. Ma lasciamo stare, non è di questo che volevo scrivere.

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sabato 9 marzo 2024

Volevo diventare Bukowski

 

Charles "Hank" Bukowski alla macchina da scrivere
 

Trent'anni fa esatti moriva Charles Bukowski, il mio scrittore preferito (era il 9 marzo del 1994). Io ho letto tutto di lui, anche libri usciti dopo, magari manco scritti da lui, ma pubblicati sull'onda del suo successo. Avrei voluto essere lui, diventare come lui, uno scrittore maledetto, un vecchio sporcaccione, uno senza santi ed eroi in un mondo in disfacimento. Il mondo da allora si è disfatto ulteriormente, chissà cosa avrebbe scritto lui in questa epoca ancora più folle e disastrata. 

Io, nel 2004 collaboravo con Smemoranda, il sito della famosa agenda, bruciato pure lui. Pubblicai una cover, su quel sito, cioè una parodia di un suo racconto apparso in una delle sue più famose raccolte di racconti Taccuino di un vecchio sporcaccione. La ripropongo oggi, vent'anni dopo, anche se non sono diventato uno scrittore maledetto, forse solo un vecchio sporcaccione ...bella questa!

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giovedì 26 ottobre 2023

L'ultima volta che siamo stati bambini, il film

Andate a vedere L'ultima volta che siamo stati bambini il film d'esordio come regista di Claudio Bisio perché  è davvero stupendo, questa è una rece, ma anche un appello. Soave e delicato come il bel romanzo omonimo dal quale è tratto (qui la mia rece al libro di Fabio Bartolomei, autore anche di altri gioiellini editi da e/o, come ad esempio Giulia1300 e altri miracoli, da cui è tratto il film di Edoardo Leo Noi e la Giulia, We Are Family, Lezioni in Paradiso). 

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giovedì 19 gennaio 2023

Gertrude Stein a fumetti

 

Gertrude Stein a fumetti, sì, la grande donna madrina de la generazione perduta ritratta con il suo mondo a cominciare dalla compagna Alice e poi gli scrittori, i pittori, i poeti di quella immortale Parigi anni Venti. L'hanno fatto, questo Gertrude Stein e la generazione perduta (uscita sul finire del 2022 con Centauria) due grandi artiste di oggi, già apprezzate e intervistate per altri libri a fumetti che ho amato tantissimo (a partire da Il mio Salinger) Valentina Grande e Eva Rossetti. Le ho intervistate a proposito di questo libro per il sito MeLoLeggo

Valentina Grande: Gertrude Stein a oggi è conosciuta da poche persone, alcune di queste la ricordano come uno dei personaggi del film Midnight in Paris di Woody Allen. Oggi più che mai è necessario riconoscerla come autrice, poeta e intellettuale.
Eva Rossetti: Uno degli intenti era di raccontare la figura di Gertrude Stein non soltanto nel ruolo di mecenate o di donna in grado di far incontrare grandi talenti, ma di riscoprirla come la scrittrice innovativa che non ha avuto gran voce nel corso degli anni.
QUI TUTTA L'INTERVISTA
 

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martedì 6 dicembre 2022

Maradona, Marty Feldman e Peter Handke

Continuo a perdere colpi, lo so. In queste settimane mi sono scordato dei due anni dalla scomparsa di Maradona, dei quaranta di quella di Marty Feldman e del compleanno di Peter Handke, che in realtà non dimentico, perché è oggi. Tre personaggi diversi, ma a loro modo iconici, con delle idee chiare e che hanno fatto la Storia nei loro rispettivi campi d'azione. Maradona è il più noto: geniale calciatore ha fatto tutto e di più fuori dal campo di calcio. Come pochi sportivi aveva una coscienza politica limpida, e amava il suo continente, il Sudamerica, denunciandone lo strapotere Usa in quel giardino. Forse anche per questo è stato lasciato solo. Ricorderò sempre quel 25 novembre del 2020, quando morì in maniera improvvisa. Potrei dire che è stato l'inizio della fine (ma questa forse, la capisco io e basta). Quel giorno ero solo in casa, e accesi la tv, di solito sempre spenta, per vedere un bel documentario su di lui. 
Marty Feldman è stato un attore inglese di gran talento, morto giovane causa un infarto. Era a Città del Messico a girare un film quel 2 dicembre del 1982, uno di quei film con la sua faccia incredibile e quell'umorismo tutto suo. Feldman è per tutti l'Igor di Frankenstein Junior (senza di lui quel film non sarebbe quello che è), ma nella sua breve vita ha partecipato ad altri pazzi e divertenti film della banda Brooks (alcuni da lui stesso diretti, altri da Mel Brooks, e uno pure da Gene Wilder), oltre a innumerevoli partecipazioni televisive. Sarebbe bello vederne una rassegna, un tutto Feldman. E poi era come me vegetariano, ateo e socialista. 
E da ultimo, ma non perché sia da meno, Peter Handke, lo scrittore che oggi compie 80 anni, e di cose ne ha fatte. Gran camminatore, Nobel per la letteratura nel 2019, autore di un sacco di romanzi, saggi, testi teatrali, libri di viaggio, ha scritto per Wim Wenders la sceneggiatura di Falso Movimento e insieme a lui di Il cielo sopra Berlino. Sulla guerra nella ex Jugoslavia ha preso una netta posizione a favore dei Serbi, scrivendo dei saggi ben documentati sulle fandonie di guerra. Una posizione scomoda, da intellettuale vero quale è. Un autore tutto da leggere, per la sua forza e capacità di andare oltre. Auguri Peter per i tuoi ottant'anni, ottanta anni veramente dalla parte del torto, per usare un noto slogan.

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venerdì 8 luglio 2022

L'ultimo raccolto, un racconto di Paolo Zardi


Finalmente ho letto un libro di Paolo Zardi, amico blogger che conosco e del quale qui ho scritto spesso. Finalmente l'ho letto, ma non perché manchino suoi libri (i suoi ultimi due sono sul cassetto, pronti da leggere da qualche anno), ma per mancanza di concentrazione mia. Questo libro, L'ultimo raccolto, è un racconto di 90 pagine, perfette per un viaggio in treno. Infatti l'ho letto in treno, dove sappiamo lo scrittore padovano ha spesso lavorato ai suoi testi. La storia di L'ultimo raccolto è scritta con il suo stile di borghese colto e progressista, e racconta la crisi sentimentale di un uomo di 50 anni abbandonato dalla moglie. 

Seconda uscita per Tetra Edizioni, che punta a pubblicare libri di singoli racconti, in un formato tascabile a un prezzo di 4 euro. L'ideale per per me, che riesco a leggere poco, ma che ho da sempre adorato la forma racconto, bistrattata in Italia. 

L'ho trovato un libro molto suo L'ultimo raccolto , con i suoi temi classici, dall'amore alla sofferenza, il sesso, la coppia, i figli, il corpo, la morte. In parte è stato doloroso leggerlo, per motivi miei, ma mi è piaciuto farlo. Consigliatissimo, come tutti i libri di Paolo Zardi.

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sabato 12 marzo 2022

Auguri Jack


Kerouac oggi farebbe 100 anni, io maledetti 50, e in un flusso di in(coscienza) mi ricordo il primo suo libro che comprai da ragazzino I sotterranei. Lo comprai alla festa del partito Dp, in un paese vicino a dove vivo, il paesino dove sono nato quando c'era ancora un ospedale (ora trasformato in primo soccorso, pensate a quanti passi indietro abbiamo fatto in questi 50 anni). Be' insomma, c'era in copertina una donna di colore nuda, e tornando all'auto incontrammo una signora amica di mia madre, che mi chiese che libro avevo preso. Quando vide la copertina s'impressionò, e mi disse, con fare di rimprovero: ma ti piacciono questi libri? Io dissi, sì, perché? Non si giudica un libro da una copertina, infatti, quel libro, nonostante la bella copertina, non è il mio libro preferito di Kerouac. In seguito ho letto On the Road (Sulla strada), un vero capolavoro, uno dei pochi libri che si meritano tutta la fama che hanno. Come del resto I vagabondi del Dharma, che metto al secondo posto tra i miei Kerouac preferiti. Poi ovviamente c'è Big Sur. Non mi pare di avere letto altro di lui. I libri di Kerouac sono autobiografici, nel suo intento volevano essere un'unica grande opera a rappresentare la sua vita tormentata. Credo di avere molte cose in comune con lui, o almeno mi piace pensarlo (anche se ho smesso di bere) e mi fa piacere condividere la data di nascita con un tale mito. Un mito letterario che è andato oltre la letteratura, sforando nella cultura di massa, simbolo del pacifismo, tra una rissa e l'altra, e massimo rappresentate della letteratura beat. Auguri Jack.

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domenica 6 febbraio 2022

Francois Truffaut oggi farebbe 90 anni


Francois Truffaut (6.2.32- 21.11.84)

Truffaut è per me il Cinema. Oggi farebbe 90 anni, come mio padre quest'anno, anche lui scomparso tanti anni fa. Truffaut è I quattrocento colpi, il suo folgorante esordio (se non l'avete mai visto cominciate da quello) è l'amore per il cinema, per i libri, per la Storia. Truffaut è Jean-Pierre Léaud, il suo alter ego presente in tanti suoi cult, a partire proprio da I quattrocento colpi, quando era bambino. Truffaut è la cinefilia pura, è la bellissima Fanny Ardant, ultima sua compagna di vita (con lei anche l'ultimo film Finalmente domenica, altra pellicola che vi consiglio), è la pellicola in bianco e nero, è una faccia da francese, le canzoni popolari che contengono verità (come il suo Cinema). Truffaut è Jules e Jim, La mia droga si chiama Julie, Effetto notte, Tirate sul pianista, La signora della porta accanto, La camera verde, L'uomo che amava le donne, tutti i film del ciclo Antoine Doinel...

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martedì 28 luglio 2020

Il buio e il miele in spiaggia

Il buio e il miele di Giovanni Arpino è il romanzo dal quale è poi stato tratto Profumo di donna, prima film con un grande Gassman diretto da Dino Risi (vedi mia rece qui), poi remake con Al Pacino diretto da Martin Brest (l'ho prenotato in biblioteca, spero di vederlo presto, dopo le opinioni disparate su questo film da parte degli amici blogger). 
Il libro l'ho letto in spiaggia, durante la vacanza al mare, e mi è sembrata una lettura adatta al luogo. La cosa che balza subito agli occhi è che sembra scritto appositamente per Vittorio Gassman, e sembra anche un bel soggetto per raccontare l'Italia di allora (fine '60, primi '70). Come nel film, nel romanzo si assiste a questo viaggio in Italia, in treno, tra Torino e Napoli, con soste a Genova e Roma. A fare questo viaggio sono un ex militare ferito durante delle esercitazioni (è rimasto cieco e con una protesi alla mano) e un giovane militare di leva che l'accompagna. Il militare cieco è duro, anzi, cattivo con il mondo attorno. Cinico e puttaniere, vuole sempre avere l'ultima parola su tutto. Gran bevitore, costringerà il giovane a molte figuracce. Sembra quasi il passaggio da un'Italia all'altra, ma non ci sono scontri, non c'è il Sessantotto sullo sfondo. La parte più fiacca, come nel film del resto, e l'approdo a Napoli, con l'innamorata giovanissima e il piano di un doppio suicidio con l'altro milite rimasto ferito come lui. Ho spoilerato un po', scusatemi, ma la vicenda è nota. 
Mi è sembrato un romanzo classico, con il tipico personaggio novecentesco in crisi. Libro fortunato, con molte edizioni anche grazie ai due passaggi cinematografici, l'edizione nostra è quella Baldini e Castoldi del 1993 con in copertina Al Pacino e un utile segnalibro allegato.

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martedì 10 marzo 2020

In diretta con Jet Set Roger

Un rifugio per la notte, Jet Set Roger 2020

Jet Set Roger questa sera in diretta in palude. Ho voluto parlare direttamente con lui per l’unicità del suo progetto e l’unicità di un disco come Un rifugio per la notte in uscita a fine settimana (esattamente venerdì 13 marzo) con Snowdonia Dischi, gran bella label originale. Il cd, come il suo precedente disco presentato su questi schermi (Lovecraft nel Polesine), non è un semplice cd: è un cartonato rettangolare con una dotta intro sul perché di Un rifugio per la notte, un fumetto del grande Aleksandar Zograf che racconta tramite le nuvole parlanti la stessa storia, e infine i testi delle canzoni. Una cura del particolare da applauso. Quando l’ho tra le mani, mi sembra di avere con me un vecchio vinile (a parte l’inconfondibile odore dei vecchi vinili).
Un rifugio per la notte lo potrebbe definire oggi un prodotto multimediale, ma è qualcosa di più. È un vero e proprio concept-album in undici canzoni con al centro l’omonimo racconto di Robert Louis Stevenson (A loding for the night, il titolo originale) ambientato in una Parigi nevosa. Al centro le avventure picaresche del poeta medievale francese François Villon, che in una notte di novembre del 1456 va incontro al suo destino. Affascinante nel testo, cantato in italiano con la letteraria voce di Roger, che ha saputo creare attorno al racconto scritto da Stevenson, delle murder ballads di nickcaviana memoria, un po’ prog, un po’ musica rinascimentale. I disegni in bianco e nero sono sulla stessa lunghezza d’onda, come potete vedere dalla copertina, conservando lo stile unico di Zograf. Tutto molto bello. Pronti?

Come funziona l’intervista in diretta?

Tutte le domande e tutte le risposte di questa intervista sono nei commenti. Durante l’intervista puoi aggiornare la pagina per veder comparire i nuovi commenti. Se arrivi qui a intervista finita… la trovi comunque nei commenti, scendendo verso il fondo della pagina.

ps. segui Jet Set Roger su FB, ascolta il disco qui.

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mercoledì 4 dicembre 2019

Come scrive un libro Pulcini

Come è nato e si è sviluppato questo romanzo?
Francamente non riesco a ricostruire quando mi si è depositata nella mente l’idea di scrivere un poliziesco sul mondo dei bambini prodigio. Però, vedendo su YouTube la piccola pianista cinese Anke Chen, mi è stato chiaro il soggetto. Come faccio sempre, ne ho fatto una scaletta con la cronologia dell’indagine, dove ho distribuito lo sviluppo degli accadimenti e delle scoperte. L’ho modificato, man mano che procedeva, e, in sede di editing, ho fatto qualche taglio e qualche aggiunta. L’impianto è però rimasto quello concepito in origine. Le storie si narrano in genere da metà, sapendo come vanno a finire.
Leggi il resto della mia intervista su MeLoLeggo

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martedì 5 novembre 2019

Contrattacco

Mi piace il VAG61, è il posto dove ho visto uno dei miei concerti migliori di sempre, quello dei Gang qualche anno fa (il post più letto di questo blog, tra l'altro). Così, se avete occasione di andare a Bologna, vi consiglio di farci un salto. Magari il 15-16-17 novembre, quando lì ci sarà un festival davvero alternativo, con libri, impegno sociale, teatro, musica ...
LEGGI QUA IL PROGRAMMA DAL SITO DEI WU MING

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lunedì 21 ottobre 2019

Cinquant'anni senza Jack Kerouac


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martedì 20 agosto 2019

Un libro per l'estate: Fuori per sempre

Sono da sempre affascinato dai libri della Marcos y Marcos, e mi permetto di consigliarvene uno stupendo, uscito a primavera, libro dell'estate che si leggerà bene anche in autunno e in inverno (ma non andate oltre, non lasciatevi sfuggire questa lettura). Si tratta di Fuori per sempre di Doris Femminis, autrice della svizzera italiana. Il romanzo ha il gusto vintage dei luoghi dove è ambientato, tra montagne innevate, boschi incantati, piccoli paesi e città come Ginevra. Protagoniste assolute sono tre donne, tre ribelli (senza causa?), che finiscono in manicomio, ambiente che la Femminis conosce bene, essendo stata infermiera in quello di Mendrisio. La trama è il libro stesso, quindi non vi racconto altro. Aggiungo solo che ci sono molti personaggi, oltre le protagoniste, personaggi tutti ben descritti, senza cadere nel bozzettismo: dai pazienti ai parenti, dai medici al personale infermieristico ... tutti hanno una vita, tutti vengono da qualche parte e non sono lì a caso. L'autrice svizzera racconta con pazienza un piccolo mondo, il nostro, la fine della speranza di un modo diverso di vedere la malattia mentale, di cercare altre vie e il cinismo della modernità, dove non ci sono più vie di fuga, o almeno sembra. Solo grigio carrierismo dal quale sfugire in paradisi artificiali, momenti di estasi, sballo, tra uno spinello, del sesso, un concerto dei Jethro Tull (citati, amati, presenti in Fuori per sempre). C'è molta amarezza, nel mio raccontarlo, ma di quella buona, che serve. E poi, il modo di scrivere di Doris Femminis conquista pagina dopo pagina. Capisci che ha delle idee, un vissuto, una gran capacità descrittiva. Tutto questo si è trasformato in un romanzo avvincente. Da leggere!

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lunedì 29 luglio 2019

Un libro per l'estate: Primo Levi

Fumetti, ancora fumetti di spessore: Primo Levi, di Matteo Mastragostino e Alessandro Ranghiaschi. Bella l'iniziativa del quotidiano La Repubblica, di vendere in edicola questo prezioso libro della sempre ottima BeccoGiallo (era uscito nel 2017), in onore del centenario di Primo Levi, il grande scrittore sopravvissuto al campo di concentramento. Proprio il 31 luglio di quest'anno compirebbe 100 anni, e mi fa piacere lo si ricordi anche così. Poco più di cento pagine di grande intensità, in un bianco e nero realista, con ottime soluzioni grafiche e l'idea di raccontare un Primo Levi poco prima della morte, in una scuola a raccontare a dei ragazzini la sua esperienza. Come era finito a Auschwitz, come era sopravvissuto a Auschwitz, i segni che aveva lasciato, i rimorsi, la sua breve esperienza come partigiano, interrotta, appunto, dall'arresto dei fascisti e dal suo trasferimento forzato prima a Fossoli e poi nel lager più tristemente noto. Inutile dire quanto ritenga importante, una lettura così. Corrette in edicola!

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lunedì 27 maggio 2019

Anche Nanni ci ha lasciati

Ci ha lasciati anche Nanni, dico a
Elle, mentre fuori piove e io l'ho
letto solo sei giorni dopo, in un
uggioso pomeriggio elettorale.
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domenica 31 marzo 2019

Le gente non esiste, l'umanità sì

La gente non esiste, nuova raccolta di racconti di Paolo Zardi, uscita da qualche giorno per la Neo.Edizioni, casa editrice con la quale c'è da sempre un certo feeling con lo scrittore padovano, incanta per la bellezza e intelligenza. La gente non esiste, sembra dirci, ma l'umanità sì. I protagonisti dei racconti di Zardi, dicono questo. Borghesi, come sempre, registrano la cattiveria dell'oggi, la nostalgia per il prima, la mancanza di sensibilità di adesso. Io sono da sempre un grande appassionato lettore di racconti (li preferisco ai romanzi) e con Paolo Zardi non resto mai deluso. Vi consiglio di leggere tutto di lui, a partire dai racconti, dai racconti usciti con la Neo.Edizioni. Magari partite da questo, poi vorrete leggere tutti gli altri ...
Paolo Zardi, La gente non esiste, Neo.Edizioni 2019

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domenica 24 marzo 2019

Buon compleanno Lawrence

Lawrence Ferlinghetti (New York 24.03.1919)
Ho pronta questa foto dal 2015 per un post intitolato Ciao Lawrence, credo che abbia portato bene al gande intellettuale della beat generation. Infatti oggi compie 100 anni, cento magnfici anni dalla parte dei libri, della controcultura, del pacifismo, ambientalismo, radicalismo... sì, l'ismo che porta bene. Lui è cultura rock a 360°, nelle sue poesie, nell'unico romanzo pubblicato a suo nome, nei libri che ha promosso e difeso, negli amici della beat generation della quale è stato l'anima più vera e completa. Sto esagerando? Per uno come Lawrence Ferlinghetti questo e altro. Ma ora festeggiamolo!

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