giovedì 18 aprile 2024

In palude con i Pinhdar

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE Art Rock/ Trip Hop

DOVE ASCOLTARLO qui o qui o qui

LABEL Fruits de Mer

PARTICOLARITA’ emoziona

INSTAGRAM FB

CITTA’ Milano

DATA DI USCITA 22.03.2024

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martedì 10 marzo 2020

In diretta con Jet Set Roger

Un rifugio per la notte, Jet Set Roger 2020

Jet Set Roger questa sera in diretta in palude. Ho voluto parlare direttamente con lui per l’unicità del suo progetto e l’unicità di un disco come Un rifugio per la notte in uscita a fine settimana (esattamente venerdì 13 marzo) con Snowdonia Dischi, gran bella label originale. Il cd, come il suo precedente disco presentato su questi schermi (Lovecraft nel Polesine), non è un semplice cd: è un cartonato rettangolare con una dotta intro sul perché di Un rifugio per la notte, un fumetto del grande Aleksandar Zograf che racconta tramite le nuvole parlanti la stessa storia, e infine i testi delle canzoni. Una cura del particolare da applauso. Quando l’ho tra le mani, mi sembra di avere con me un vecchio vinile (a parte l’inconfondibile odore dei vecchi vinili).
Un rifugio per la notte lo potrebbe definire oggi un prodotto multimediale, ma è qualcosa di più. È un vero e proprio concept-album in undici canzoni con al centro l’omonimo racconto di Robert Louis Stevenson (A loding for the night, il titolo originale) ambientato in una Parigi nevosa. Al centro le avventure picaresche del poeta medievale francese François Villon, che in una notte di novembre del 1456 va incontro al suo destino. Affascinante nel testo, cantato in italiano con la letteraria voce di Roger, che ha saputo creare attorno al racconto scritto da Stevenson, delle murder ballads di nickcaviana memoria, un po’ prog, un po’ musica rinascimentale. I disegni in bianco e nero sono sulla stessa lunghezza d’onda, come potete vedere dalla copertina, conservando lo stile unico di Zograf. Tutto molto bello. Pronti?

Come funziona l’intervista in diretta?

Tutte le domande e tutte le risposte di questa intervista sono nei commenti. Durante l’intervista puoi aggiornare la pagina per veder comparire i nuovi commenti. Se arrivi qui a intervista finita… la trovi comunque nei commenti, scendendo verso il fondo della pagina.

ps. segui Jet Set Roger su FB, ascolta il disco qui.

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martedì 17 dicembre 2019

Il mio natale ideale

Arriva il tag sul natale ideale, tramite l'invito fatto a me dall'amico blogger MikiMoz
Immaginate di dover cristallizzare un natale perfetto, attraverso vari argomenti, mi ha detto.
Cosa vi piacerebbe ci fosse nel vostro periodo più magico dell'anno?
In cosa consiste il tag?
1- Elencare tutti gli elementi del nostro  natale ideale, in base ai vari macroargomenti forniti;
2- Avvisare Moz dell'eventuale post realizzato, contattandolo in privato o lasciando un commento a
https://mikimoz.blogspot.com/2019/12/natale-ideale.html
Ovviamente avvisare anche me, lasciando un commento in questo post qui.
3- taggare altri cinque bloggers, avvisandoli.
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giovedì 16 novembre 2017

[TAG] Very Pop Blog - I miei anni '90

E' giunto il momento di rispondere alla sfida dell'amico Fperale del blog Cent'anni di nerditudine che mi aveva sorteggiato per parlare dei miei anni '90 (questo il suo post), a sua volta invitato dall'amico MikiMoz (per il post completo vi rimando al suo blog qui).
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mercoledì 3 settembre 2014

Ritorno al cinema con delitti ... Under the Skin

Sono ritornato al cinema dopo un  bel po' (solo due film visti a luglio, uno ad agosto), e ho trovato una pellicola molto strana, perturbante, con una Scarlett Johansson in un ruolo difficile, lontano da molti suoi personaggi. Un'aliena cattiva, un'aliena che giunta sulla terra ruba ad una donna defunta le vesti, e gira su di un furgoncino alla ricerca di uomini da eliminare. Sì, letteralmente eliminare, dopo averli attirati in trappola con il suo fascino, spogliati di tutto, conduce i malcapitati in una stanza buia per farli scomparire in un buco nero, dove si disintegrano in un blob melmoso.
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giovedì 31 gennaio 2013

Due parole con i Mimes of Wine

I Mimes of Wine per la prima volta in palude, ed è un vero piacere, perché per me il loro album è uno dei migliori usciti nel 2012. Dato alle stampe lo scorso novembre per la Urtovox, label dal gran fiuto, Memories for the unseen l’ascolto spesso, per le sue atmosfere magiche, molto adatte alle nebbie di questi giorni… ma anche al sole, visto le sua natura sfaccettata, ricca di momenti introspettivi, con molti di cambi di marcia. La voce di Laura Loriga, mai monotona, mai uguale, incanta e crea storie, comportandosi, a volte, come un altro strumento musicale (domani, venerdì 1 febbraio, aprirà in solo il concerto di Thony al Covo di Bologna, sarà una gran serata, fortunato chi ci sarà).
Album decisamente internazionale, poco italiano Memories for the unseen, mostra l’esperienza americana della cantautrice bolognese, e piacerà a chi ama gente come Nick Cave, PJ Harvey, per fare due esempi a me cari. Registrato dal Mariposa Enzo Cimino alla Casa del Vento, prodotto artisticamente, suonato ed arrangiato dagli stessi Mimi, fa sentire quello che la misteriosa copertina e il bel titolo promettono. Memorie per l’invisibile, memorie invisibili … questa sera cercheremo di fermarle per fissarle nella mente, rispecchiandoci come nella copertina. Pronti?

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venerdì 20 gennaio 2012

Due parole con Nordgarden

Ospite internazionale questa sera nella palude: Terje Nordgarden, norvegese innamorato dell’Italia, dove ha deciso di vivere da un po’ e da dove si collegherà per la blog-intervista. Bologna e Firenze le sue prime città italiche, e ora Acitrezza, località siciliana nota per essere, tra l’altro, luogo di ambientazione de I Malavoglia e dove Visconti girò La terra trema …  e ora dove Terje ha registrato buona parte del nuovo cd, nello studio casalingo con vista sul Mar Mediterraneo. S’intitola You Gotta Get Ready, l’ha prodotto lui stesso con la sua GDN Records, profuma di sogno rock dell’Altra America, e sarà ufficialmente fuori lunedì prossimo.
Io, che ho avuto la fortuna di sentirlo in anteprima da qualche settimana, continuo a dirmi “questo è un gran disco, inizia bene musicalmente il 2012”. La copertina mi ricorda il Nick Cave di The Boatman’s Call, le canzoni risentono dei viaggi e dei concerti fatti negli States, della sua passione per Springsteen, del non abbattersi e continuare a correre. Una voce calda, chitarre, armonica, banjo, ukulele, piano, organo, per un disco pensato e realizzato tra la Norvegia e Acitrezza. Ci sento dentro una gran forza, ma mi fermo qui. La parola a Terje Nordgarden. Pronto?

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sabato 15 maggio 2010

Massimo Bubola intervista-email

Nella mia città vive Massimo Bubola, un nome storico del cantautorato italico, tra il folk e il rock, tra la poesia e il cinema, tra l’Irlanda e la pianura padana, tra i miti dell’America latina e quelli degli States, tra De Andrè, con il quale ha scritto alcune delle sue migliori canzoni lungo 13 anni di sodalizio e Garibaldi in camicia rossa e avventure sudamericane. Tutte cose che mi rendono fiero, almeno per una volta, di essere veronese (le altre due sono il Chievo e il vino Valpolicella).
È da poco uscito Live in Castiglione, film di un concerto in quel di Castiglione delle Stiviere, dove con la sua Eccher Band al gran completo ha dato vita a momenti di vero rock nostro con pezzi immortali come Fiume Sand Creek, Marabel, Camicie rosse, Il cielo d’Irlanda …per due ore e passa di musica. Per chi vuole rivivere quella grande emozione c’è un’altra occasione speciale. Sarà giovedì 20 maggio al teatro CIAK di Milano dove presenterà il dvd.

Tra una cosa e l’altra Massimo ha trovato il tempo di rispondere a delle mie domande per un’intervista, che metterò presto online completa. Qui un’anticipazione.
ALLIGATOREUn dvd molto rock come questo, un cd con la Barnetti Bros Band molto folk, la riscoperta del liscio con il cd Romagna Nostra … che relazioni ci sono tra questi progetti usciti in un arco di tempo molto ristretto?
BUBOLA
Credo che le mie esperienze di scrittore di canzoni e di produttore di album mi abbiamo dato una visione d'insieme. Come fare l'attore, il regista e lo sceneggiatore contemporaneamente. Ho spesso collaborato con artisti molto diversi tra loro come De Andrè, i Gang o Fiorella Mannoia. Quindi ho una visione dei progetti sia dal punto di vista musicale che poetico.
Credo che in Italia molto lavoro su folk non sia stato fatto negli anno passati e questo sia un grave handicap per tutti. Molti ragazzi che vogliono scrivere canzoni hanno scarsi riferimenti, poiché la gran parte del songwriting nel mondo è legata alla conoscenza del folk e alla rielaborazione di tante vecchie belle canzoni. Basti pensare a Dylan o Nick Cave o Leonard Cohen e al loro profondo legame con le folk -ballads.
Essendo nato in ambiente contadino ho sempre subito il fascino della musica da ballo essendo di fondo ritualistica e durante i miei primi soggiorni irlandesi a metà degli anni Settanta, ho ascoltato e visto ballare su pura poesia. Quindi si possono scrivere canzoni incantevoli non solo per l'ascolto ma ballarle. Come diceva il poeta americano Edward Cummings " Non solo l'auto che mi hai regalato è bella, ma mi porta in giro veloce".
PER ALTRE INFO SULCONCERTO QUI http://www.teatrociak.it/
SUL SITO DI SMEMORANDA LEGGI Intervista a Massimo Bubola

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lunedì 22 marzo 2010

Intervista ai Bad Apple Sons

Spesso nell’intervista sul blog parliamo di concorsi musicali per giovani o meno giovani (fino a che età si è giovani?) band. Questa sera ho il piacere di avere sul blog un gruppo che un concorso lo ha vinto. Sono i Bad Apple Sons, vincitori del Rock Contest 2008, la prestigiosa rassegna di Controradio – Popolare Network di Firenze, che tanto buon rock ha sempre lanciato. Il loro è un rock oscuro, vibrante e stordente, da ascoltare a volumi alti se si hanno vicini tolleranti (attenti, magari è una finta per poi rubarvi il cd).
Il Bad Apple Sons un cd lo hanno fatto. Un’autoproduzione uscita da alcune settimane con il sostegno e il supporto di ABuzzSupreme. Dieci pezzi isterici e vari, con momenti rilassati e staffilate di rock noise, alternative molto vicino al primissimo Nick Cave, se proprio volete un nome, schegge acide e dilatate alla Pink Floyd, se ne volete un altro. Ma, al di là di paragoni altisonanti, mi sento di affermare che i Bad Apple Sons sono i Bad Apple Sons, una band con una personalità ben definita, senza tanti fronzoli. Ma ora mi accorgo di sbrodolare troppo e allora lascio la parola a loro. Anzi, il flusso di in(coscienza) dell’intervista sul blog può partire…se sono pronti i BAS.
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/badapplesons

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