martedì 12 marzo 2024

Kerouac, un racconto

Kerouac

Kerouac non è il mio scrittore preferito, anche se romanzi come Sulla strada o I vagabondi del Dharma o Big Sur sono tra i miei romanzi preferiti in assoluto, e si meritano la fama che hanno.

Non sono mai riuscito a leggere invece I sotterranei, che è il suo primo romanzo comprato da me. Lo comprai a una festa di DP di un paesino vicino al mio. DP era un piccolo partito della sinistra extraparlamentare, che con l’1,8 % riusciva ad avere rappresentanza politica e a fare qualcosa, anche feste in paesi sperduti. Perché allora non c’era la legge truffa, inventata dopo tangentopoli per impedire alle idee più libere di emergere. Ma lasciamo stare, non è di questo che volevo scrivere.

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lunedì 10 giugno 2019

Ciao Giorgio

L'ho conosciuto quando ero ragazzino Giorgio Bertani, aveva dormito a casa mia dopo una serata alla festa di Democrazia Proletaria, piccolo partito dalle grandi idee. Sinistra extraparlamentare si diceva allora, area politica nella quale ha militato una vita. Editore di importanti testi politici, tra i primi a pubblicare Dario Fo a partire dal capolavoro Mistero buffo, pacifista integrale, girava sempre in bici, tifava Chievo, ed è stato pure consigliere comunale a Verona dei Verdi nei primi anni del nuovo millennio. Ha sempre rappresento una fetta importante di opposizione sociale e politica nella mia città, anche con azioni clamorose. Del resto, fin da ragazzo non aveva mai mostrato paure, come quando a soli 25 anni rapì il vice console spagnolo a Milano nel 1962, per impedire la condanna a morte di un trentenne nella Spagna franchista, ottenendo la commutazione a 30 anni di carcere (e per lui 6 mesi, con sospensione della pena perché incensurato). Così, quando ho saputo della sua morte, ho pensato a quella sera d'estate degli anni '80, quando Bertani non aveva ancora la folta barba, ma solo dei baffi e un codino per niente fighetto (ricordava il Seymour Cassel di Minnie e Moskowitz, che ho scoperto è morto il 7 aprile di quest'anno), epoca dove sembrava ancora possibile un cambio di sistema. Si sognavano arcipelaghi rossoverdi, per ricostruire un mondo diverso e una sinistra nuova. Credo che, nonostante tutto, il progetto sia ancora valido. La vita di Bertani lo testimonia.

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domenica 8 dicembre 2013

Mandela, un'altra politica è possibile

Per me Nelson Mandela rappresenta la politica. Quando ho letto della sua morte, ho pensato subito ad uno striscione messo all'inizio del paesello dove sono nato, dagli allora ragazzi di Democrazia Proletaria. Mandela Libero, c'era scritto. Erano gli anni Ottanta, Mandela era ancora in carcere, e rappresentava, assieme ad altri leader internazionali (Arafat, Sankara, Bobby Sands, el Che ...), un esempio di pensiero e azione in una persona sola, il classico rivoluzionario idealista, che metteva le proprie idee prima dell'interesse personale. Politica disinteressata, era infatti una delle convinzioni circolanti in quella sinistra. Ecco, Mandela è un uomo, che ha dimostrato il lato bello della politica. C'è ...

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martedì 9 ottobre 2012

Un uomo Che sognava forte ...

Ho cercato in Rete questa immagine, un Che Guevara romantico tra i fiori, disegnato da Milo Manara anni fa per una campagna di Democrazia Proletaria, ma non l'ho trovata. Ho provato scrivendo "Che Manara", "Che Guevara disegnato da Manara", "Manara per DP" e tante altre combinazioni, ma niente. Pure nel sito del disegnatore non l'ho trovato (mi sono perso tra le sue donniene/donnone). Allora ho preso la mia splendida spilletta, l'ho scanerizzata e lavorata con un minimale programma di grafica: sembra un sole (dell'avvenire?). Potevo fare meglio, ma ora, chi cercherà Che Guevara disegnato da Manara, lo troverà nel mio blog. Tutto questo per ricordarlo a 45 anni dalla sua morte. Già, era il 9 ottobre del 1967, el Che cercava di esportare la Revolucion. Sognava forte ...

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