sabato 9 marzo 2024

Volevo diventare Bukowski

 

Charles "Hank" Bukowski alla macchina da scrivere
 

Trent'anni fa esatti moriva Charles Bukowski, il mio scrittore preferito (era il 9 marzo del 1994). Io ho letto tutto di lui, anche libri usciti dopo, magari manco scritti da lui, ma pubblicati sull'onda del suo successo. Avrei voluto essere lui, diventare come lui, uno scrittore maledetto, un vecchio sporcaccione, uno senza santi ed eroi in un mondo in disfacimento. Il mondo da allora si è disfatto ulteriormente, chissà cosa avrebbe scritto lui in questa epoca ancora più folle e disastrata. 

Io, nel 2004 collaboravo con Smemoranda, il sito della famosa agenda, bruciato pure lui. Pubblicai una cover, su quel sito, cioè una parodia di un suo racconto apparso in una delle sue più famose raccolte di racconti Taccuino di un vecchio sporcaccione. La ripropongo oggi, vent'anni dopo, anche se non sono diventato uno scrittore maledetto, forse solo un vecchio sporcaccione ...bella questa!

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domenica 9 marzo 2014

Vent'anni senza Hank

Come oggi, vent'anni fa, moriva Charles Bukowski, per gli amici Hank. Se mi chiedete chi è il mio scrittore preferito vi farò sempre il suo nome, la sua scrittura mi ha preso totalmente, mi ha letteralmente acciuffato e costretto a leggere tutto di lui. Senza grandi pretese, ha descritto un mondo impazzito (in questi ultimi anni ancora di più, ci vorrebbe un Bukowski a narrarlo), con ironia, gusto per i paradossi, realismo immaginario gigantesco, tra grandi bevute e tanto, tanto, tanto piacevole strano sesso. Volevo mettere una delle sue poesie per ricordarlo, ma mi piacciono tutte, una sarebbe riduttiva. Se volete, vi in invito a leggere una parodia di un suo racconto scritta da me e pubblicata sul sito di Smemoranda dieci anni fa (la trovate qui, ripresa sul blog), ma non potete esimervi da leggere un libro di Hank, entro questo mese, (altrimenti non vi guarderò più in faccia) ... e poi Hank adorava i gatti.

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martedì 1 gennaio 2013

Buon 2013 ... ancora vivo

Charles Hank Bukowski e Linde Lee Beighle
Dedicato in partcolare a chi, come me, è andato a letto alle 9 (credici) senza cenone, consapevole che oggi è un giorno come un altro e l'importante è essere vivi, come mi ricorda sempre il mio vecchio amico Hank, del quale riporto questi versi decisamente in tema. 
Buon 2013, siate ancora vivi ...

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venerdì 13 luglio 2012

Tre Sante - racconto inedito

Il mio amico Zio Scriba pubblica alcune volte racconti di quando ha svolto il servizio militare. Io ho fatto l'obiettore di coscienza, e in questi giorni sono passato in bici dove molti anni fa avevo fatto un campo estivo. Per questo mi è venuto in mente di pubblicare questo mio vecchio racconto indedito, in parte ispirato a quei giorni felici. Il racconto è datato 25.7.2000, quando volevo essere Bukowski ... perdonate certe ingenuità.

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mercoledì 4 luglio 2012

Volevo essere Bukowski

Volevo essere Bukowski da ragazzo, per questo leggevo qualsiasi cosa di lui. Posso dire di essermi avvicinato, visto che bevo come lui. 
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lunedì 28 maggio 2012

Due parole con gli Elettrofandango


La terra trema in pianura padana, e questa sera in palude tremerà ancora di più, per l’arrivo degli Elettrofandango a presentare il loro Achab, appena uscito presso Blinde Proteus (la nuova label di Simona Gretchen, con due rettili, forse alligatori, nel simbolo, che in realtà, mi hanno spiegato nell'intervista, sono 2 protei, anfibi ...) e la classica Scriveremale, accanto al gruppo veneto da sempre. Sette pezzi per nulla facili, a partire dall’intro Antro di Achab: un ragliare di cani che ha fatto alzare le orecchie al mio gatto, registrato di nascosto al canile di Venezia una notte, per rappresentare i cani che biblicamente sbranarono Achab. Come di consueto riferimenti alti per gli EF.
Gruppo tosto, sempre alla ricerca del male dentro e fuori di noi, come ogni buona band del Veneto che si rispetti, non riescono ad essere banalmente felici. Non lo erano tre anni fa, con il gran disco d’esordio In quanto già peccato, presentato anche in palude (con Remo Remotti a declamare Bukowski … da culto), non lo possono essere ora, con il finto sogno della crescita infinita miseramente caduto. E allora il mare di Achab, un mare per nulla tranquillo, un mare con onde violente, tempesta e impeto. Tutto questo dentro e fuori di noi, dentro gli EF, dal vivo ancora più duri e puri, abituati a concerti infiammati (spesso in compagnia dell’amico Pier Paolo Capovilla e soci …). Pronti Elettrofandango?    

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domenica 25 dicembre 2011

Gioco: 7 Links Project ... per 7 bloggers

L'amica Minerva Jones a fine novembre mi aveva invitato a partecipare ad un gioco, ad una una sessione di autocoscienza sui nostri blog con questo suo post: Gioco: 7 Links Project 
Approfittando di questo periodo di feste oggi l'ho fatto, cioè ho risposto ad alcune domande sul mio blog. Eccole.
1. Il post il cui successo mi ha stupito
"Due parole con Tommi" Mi ha stupito perchè di solito le blog-interviste vengono commentate poco. Questa invece, complice una copertina estiva, vacanziera, spensierata, veramente bella, ha ottenuto un sacco di complimenti e commenti. Bene, perchè anche la sua musica merita di essere ascoltata.
p.s. l'ho detto pure nell'intervista, mi ricorda il mare del film di Ferreri tratto da Bukowski, Storie di ordinaria follia (visto un centinaio di volte, fino a che non si è consumata la videocassetta).
2. Il mio post più popolare
"Facciamolo senza protezione ..." Mi piace perchè parla di un argomento caro a molti bloggers, il captcha, cioè quel fastidioso verificaparole che fa perdere tempo, impedisce ai nonvedenti di commentare, non serve a nulla perchè il programma anti-spam dei nostri blog è molto forte e risponde colpo su colpo ai nuovi maledetti spammatori. Mi dispiace che non tutti abbiano capito, e allora rilancio ancora una volta: stop al captcha.
3. Il mio post più controverso
"Temperature a picco, Frigidaire in tutta Italia" Perchè parlava di un argomento tabù, anche tra chi ragiona, cioè quello della legalizzazione delle droghe leggere. In Italia c'è molta ipocrisia, si lascia fare basta che non si dica (è così con il sesso a pagamento, e con molte altre cose, e questo è dannoso per la morale, come per l'econiomia, oltre ad essere un sistema ottimo per foraggiare la criminalità organizzata). Antiproibizionista da sempre ...
4. Il mio post più utile
"4 SI "per quelli che passeranno"" Abbiamo vinto i REFERENDUM anche per la Rete, non solo, ma anche per la Rete. Credo sia stato utile, se non decisivo, per far conoscere a più persone quello che i media ufficiali e i grandi partiti nascondevano.
5. Il post che non ha avuto l'attenzione che meritava
"Piccolo spazio solidarietà" Forse perchè distratti dal natale, forse perchè sembrava solo una richiesta di fondi, non ha avuto l'attenzione che meritava. In particolare mi aspettavo che qualcuno si ricordasse chi era Jerry Essan Masslo - Wikipedia . Visti i fatti di sangue e razzismo di questi giorni, è meglio ricordarsi chi era ...
6. Il mio post più bello "Quasi fuori strada per andare da Gino Strada" perchè la pace è bella.
7. Il post di cui vado più fiero "Quando hanno ucciso Carlo io giocavo a tennis" Perchè credo non bisogna dimentiCarlo, anche se sono passati più di 10 anni.

Bene, adesso dovrei indicare altri 7 bloggers per fare la stessa cosa, ma destesto le catene e allora... spezzo le catene e rigiro le domande a tutti  i bloggers che vorranno fare liberamente autocoscienza.

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sabato 3 dicembre 2011

30: Bukowski, i Coen e la pizza


Da: jacopo@30.it

A: lorenzo@30.it

Data invio: lunedì 3 dicembre 2001 18.51

Oggetto: La ragazza della domenica


C’è sempre la luna splendente quando esco con lei. Che strano modo di iniziare un e-mail, dirai. Chissà cosa diranno quelli del grande fratello? Non mi riferisco alla trasmissione televisiva, ma a quei spioni che ci tengono tanto alla mia corrispondenza. Saranno contenti come matti, visto che gli offro tanto materiale di lavoro. O forse saranno incazzati se è un lavoro stupido/noioso come il mio. Lasciamo stare, continuiamo con le note dolci. Sì, caro Lorenzo, ieri sera è stata una bella serata. Il sabato Teresa è sempre impegnatissima, non vuole uscire, mentre la domenica la trovo libera, felice, disponibile. Vorrà dire che la ribattezzeremo La ragazza della domenica, parafrasando un vecchio film di Comencini. Mi raccomando, mantieni il segreto.

Ieri pomeriggio verso le sei sono andato da lei. Poi siamo usciti a mangiare una pizza nella nostra pizzeria (ormai la pizzeria vicino alla casa di Stefania è diventata la nostra pizzeria).

"Io prendo una pizza con le patate, con tanto rosmarino", ha ordinato lei al cameriere.

"Io la prendo margherita", ho detto per evitare di fare sempre le stesse cose.

Ho preso questa anche perché non avevo molta fame. Forse per l’agitazione di uscire nuovamente con lei.

"La fanno buona qua, è una delle pizzerie dove la fanno meglio", ha cominciato a discorrere lei sgranocchiando un grissino.

"Già…Grazie per il libro di Bukowski".

"Di niente. L’hai pagato, no?".

"Sì, ma l’ho pagato meno di quello che avrei dovuto. È un libro raro, quasi introvabile. Di Buk buttano fuori tanti libri ogni anno, ma quelli vecchi non li ristampano. È un peccato".

"Bukowski è uno scrittore che ha molto seguito. Non immaginavo. Da quando me ne hai parlato tu mi sono accorta che è molto letto".

"Si, perché è lo scrittore più attuale che c’è. La nostra società è completamente americanizzata. Lavoretti precari, follie, megasupermercati…".

"… l’Italia è un paese ancora chiuso su molte cose. Si è americanizzata prendendo il peggio dell’America e ha mantenuto il suo di peggio".

"Per esempio?".

"La cultura. Chi tenta di fare qualcosa di culturale è guardato come un pazzo. Se dici che stai scrivendo un libro ti chiedono: ma quanti soldi prendi?".

"E dalle altre parti del mondo è diverso?".

"Si, certo", mi ha detto quasi incazzata. "In Inghilterra se tu dici che stai scrivendo un libro ti chiedono di vederlo. Vogliono leggerlo! Ti fanno i complimenti".

"Anche se il libro non gli piace?", l’ho presa in giro per evitare di cominciare a parlare dei miei racconti; sai che è un argomento tabù.

Per fortuna sono arrivate le pizze. Lei l’ha mangiata più velocemente di me. Aveva una fame.

"Mi daresti il tuo numero di cellulare", mi ha chiesto lei. "Magari ne ho bisogno. Tu come hai fatto ad avere il mio?".

"Ascoltando la tua segreteria telefonica. Il mio è 3…".

"Ho voglia di andare al cinema. Tu che sai tutto, cosa fanno di bello?".

"Io andrei a vedere L’uomo che non c’era dei fratelli Coen".

"Wow! Sì, andiamo a vederlo? Sono veramente grandi i Coen. Non esistono altri così".

Siamo andati a vedere il film subito dopo la pizza. Seconda serata in pizzeria, seconda serata al cinema io e lei. Il film dei Coen è piaciuto ad entrambi. In sintesi: con la solita maestria i Coen ci fanno entrare nella squallida vita di un barbiere impassibile, taciturno, con la voglia repressa di uscire dal suo stato (un grande Billy Bob Thornton). L’ometto ricatta un amico che se la fa con la propria moglie (pensa te che ridicolo). Un bel giorno litiga con il ricattato e per caso lo uccide. La colpa cade sulla moglie del barbiere stesso mentre lui sembra farla franca, ma…ma il barbiere viene alla fine accusato per un delitto commesso da un altro. Sarcastico apologo sulla cecità della giustizia? Decisamente. Ottimo, anche se a volte eccessivamente perfetto. Bianco e nero d’autore.

Teresa ha voluto stare dentro nel cinema fino alla fine dei titoli di coda. Voleva sapere in che zone degli Stati Uniti è stato girato L’uomo che non c’era. Degli scenari inediti di un’America decisamente originale. Altro punto a favore dei Coen. Mi è piaciuto molto starle seduto accanto mentre tutti gli altri lasciavano la sala. È stato l’inizio di qualcosa di importante.

Nella prossima e-mail il seguito della serata.

A presto.

CineJac

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mercoledì 12 gennaio 2011

Che libro indossare questa sera?

Book Bloc(k) sono una delle idee più geniali del Movimento studentesco: Il sole nudo, Tropico del cancro, L’armata Brancaleone (già, anche un film), Q, L’Orlando Furioso, Lo straniero, Cecità, End Game …corazze di cultura contro l’arroganza del potere.
Quale libro indosserei io? Uno qualsiasi dell’amato Bukowski? Difficile sceglierne uno (Storie di ordinaria follia, magari), o un John Fante (Chiedi alla polvere) o La svastica sul sole di Dick … Anche Il fu Mattia Pascal di Pirandello mi è sempre piaciuto, e non solo perché il protagonista è nato il mio stesso giorno (di qualche anno prima). Forse però indosserei Addio alle armi, romanzo perfetto, il vero capolavoro di Hem. Un titolo giusto per lunghezza e forza.
E voi?
PER SAPERE COME SI COSTRUISCE UN BOOK BLOC(K)

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sabato 6 marzo 2010

Rainbow Warrior in Italia contro il nucleare

Guardate che bella. A me è sempre piaciuta la Rainbow Warrior. Mi ha sempre dato un senso di libertà assoluta, forse per il mare…Be’, vi annuncio che sarà in Italia nei prossimi giorni, nei porti di Civitavecchia, Genova, Napoli e idealmente nella mia palude. Farà pure da palco agli Artisti contro il nucleare.
Martedì 9 marzo (è anche l’anniversario della morte di Bukowski, 16 anni fa), potrete seguire i 99 Posse, Piotta, Punkreas, Adriano Bono & Torpedo Sound Machine e Leo Pari che canteranno insieme per la prima volta dal vivo il nuovo singolo No al Nucleare. Alle ore 13 in diretta streaming su sul sito Nuclear lifestyle

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martedì 19 gennaio 2010

Beniamino ci vedeva dentro

DALLA QUARTA DI COPERTINA DELL'EDIZONE DI QUESTO LIBRO
"Rispetto alla tradizione letteraria americana si sente che Bukowski realizza uno scarto, ed è uno scarto significativo", ha scritto Beniamino Placido su La Repubblica, aggiungendo: "in questa scrittura molto 'letteraria', ripetitiva, sostanzialmente prevedibile, Bukowski fa irruzione con una cosa nuova. La cosa nuova è lui stesso, Charles Bukowski. Lui che ha cinquant'anni (al tempo in cui scrive questi racconti, attorno al '70), le tasche vuote, lo stomaco devastato, il sesso perennemente in furore; lui che soffre di emorragie e di insonnia; lui che ama il vecchio Hemingway; lui che passa le giornate cercando di racimolare qualche vincita alle corse dei cavalli; lui che ci sta per salutare adesso perché ha visto una gonna sollevarsi sulle gambe di una donna, lì su quella panchina del parco... Lui, Charles Bukowski, 'forse un genio, forse un barbone'. Anzi, 'io Charles Bukowski, detto gambe d'elefante, il fallito', perché questi racconti sono sempre, rigorosamente in prima persona. E in presa diretta."

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giovedì 30 luglio 2009

Intervista agli Elettrofandango

È una band molto forte quella ospite questa sera. L’ascolto in auto da un po’ di giorni e l’unico paragone che mi viene in mente è Il Teatro degli Orrori. Forse perché al loro recente cd, In quanto già peccato, ha collaborato Giulio Ragno Favero, forse perché sono eretici come loro. Ma in realtà gli Elettrofandango possono andare anche oltre, sento che se lo vogliono, possono diventare la band rock-blues-sporco più sporca d’Italia. Non per niente vengono dal profondo nord-est, zona di malessere diffuso quanto di benessere esibito.
Titoli come Caino e Ferro, Dal Furore alla Cenere, Verrà la Morte e Avrà i tuoi Occhi, sono inequivocabili. Dovreste sentire come spaccano e inquietano. Ma più di tutti dovreste sentire il grande Remo Remotti che declama il grande Bukowski (ritorna spesso con i miei giovani musicanti, e non credo sia un caso) di Confessioni di un Vecchio Sporcaccione (perfetta, puntuale, l’ascolterei ogni mattina), o il Salmo di Guido Rizzo Confessioni di un Garibaldino.
Malata come tutto il cd la copertina nera, dove non si vede subito una donna nuda, distesa in poltrona con un corvo sulla testa, e i disegni interni, anche quelli caldi, decadenti, perdutamente belli. Se in questi giorni sudate, leggendo del nostro incontro suderete ancora di più (sudare è salutare). Ecco perché lascio la parola agli Elettrofandango, prima che il calore sciolga il mio pc. Pronti?
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/elettrofandango

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lunedì 9 marzo 2009

A 15 anni dalla morte del più grande scrittore vivente ri-leggere Charles Bukowski

Certo, la storia della letteratura mondiale è leggermente più lunga di quella del cinema e definire Charles Bukowski il più grande scrittore può sembrare un azzardo (più facile definire Kubrick il più grande cineasta). Io credo però, che lui sia il più grande scrittore vivente. Nel senso che i suoi libri sono energia pura, vita incandescente, ormoni in continuo movimento. Ho capito questo fin dal primo suo racconto letto tanti anni fa, ambientato al tavolo di un ristornate (mi pare) dove ne succedevano di cotte e di crude. Per questo, per tutti i libri venuti dopo (non me ne sono perso uno, credo, di Buk leggerei pure i biglietti della spesa), voglio ricordarlo a15 anni dalla morte: il 9 marzo del 1994, quando smettemmo per un attimo di bere…
RILEGGI IL MIO POST DELLO SCORSO ANNO
Charles Bukowski – Una cover

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domenica 9 marzo 2008

Charles Bukowski – Una cover


Come oggi, 14 anni fa, ci lasciava Charles Bukowski. Mi piace ricordarlo e salutarlo riproponendo una mia parodia di un suo racconto, già apparsa sul sito di Smemoranda in occasione del decimo anniversario della sua morte.
Una cover, come le chiama l’amico e maestro Moroz, che sul sito della rivista Fernandel ne propone spesso di sue, tutte un sacco divertenti.
VAI AL SITO DI FERNANDEL RIVISTA http://www.fernandel2.it/rivista

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