martedì 20 agosto 2019

Un libro per l'estate: Fuori per sempre

Sono da sempre affascinato dai libri della Marcos y Marcos, e mi permetto di consigliarvene uno stupendo, uscito a primavera, libro dell'estate che si leggerà bene anche in autunno e in inverno (ma non andate oltre, non lasciatevi sfuggire questa lettura). Si tratta di Fuori per sempre di Doris Femminis, autrice della svizzera italiana. Il romanzo ha il gusto vintage dei luoghi dove è ambientato, tra montagne innevate, boschi incantati, piccoli paesi e città come Ginevra. Protagoniste assolute sono tre donne, tre ribelli (senza causa?), che finiscono in manicomio, ambiente che la Femminis conosce bene, essendo stata infermiera in quello di Mendrisio. La trama è il libro stesso, quindi non vi racconto altro. Aggiungo solo che ci sono molti personaggi, oltre le protagoniste, personaggi tutti ben descritti, senza cadere nel bozzettismo: dai pazienti ai parenti, dai medici al personale infermieristico ... tutti hanno una vita, tutti vengono da qualche parte e non sono lì a caso. L'autrice svizzera racconta con pazienza un piccolo mondo, il nostro, la fine della speranza di un modo diverso di vedere la malattia mentale, di cercare altre vie e il cinismo della modernità, dove non ci sono più vie di fuga, o almeno sembra. Solo grigio carrierismo dal quale sfugire in paradisi artificiali, momenti di estasi, sballo, tra uno spinello, del sesso, un concerto dei Jethro Tull (citati, amati, presenti in Fuori per sempre). C'è molta amarezza, nel mio raccontarlo, ma di quella buona, che serve. E poi, il modo di scrivere di Doris Femminis conquista pagina dopo pagina. Capisci che ha delle idee, un vissuto, una gran capacità descrittiva. Tutto questo si è trasformato in un romanzo avvincente. Da leggere!

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venerdì 19 aprile 2013

Due parole con Andrea Carboni



Per la prima volta in palude Andrea Carboni, un arrivo da me molto atteso, perché appena ho ascoltato il suo disco gli ho scritto per un’intervista sul blog, e poi, dopo una serie di considerazioni e impegni reciproci, siamo arrivati ad oggi. Sì, mi ha conquistato subito, amore a prima vista, direi… e l’amore (in tutti i sensi), è il tratto dominante delle canzoni dell’album, o almeno mi sembra. Due s’intitola, con accanto due parentesi quadre. Due perché è il numero alla base della vita: da due si nasce, si cammina, ci si innamora, si litiga, ci si trova, si vorrebbe tornare … le parentesi, sono un abbraccio.
Di Due [ ] oltre alle parole e alla musica, mi ha conquistato la copertina, e i disegni nel libretto interno, ben curato, con i testi delle canzoni. Due volti, che sembrano usciti dalla mente di Modigliani, legati da un fiore (e forse dall’amore, non solo per rima), due personaggi magari di una canzone di Andrea Carboni. L’artista pisano si è prodotto da solo l’album, a dimostrazione che anche senza una label si può fare un lavoro molto buono, curato nei dettagli. Sarà il suo spirito internazionale, (ha vissuto molto a Ginevra, da piccolo, ma anche di recente, forse questa sera chatta da lì …), sarà la passione per le cose belle, sarà quel che sarà… eccoci qua. Pronti?
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