martedì 10 maggio 2022

In palude con Marco Mattei

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE Prog Rock/Dream Pop/World Music

DOVE ASCOLTARLO qui

LABEL 7D Media / Third Star Records

PARTICOLARITA’ qualcosa di nuovo ad ogni nuovo ascolto, un disco per viaggiare

SITO FB YOUTUBE

CITTA’ : Dallas, Texas

DATA DI USCITA: 19 Novembre 2021

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giovedì 31 marzo 2022

In palude con Araputo Zen

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE prog/etnica/classic rock/fusion/jazz

DOVE ASCOLTARLO qui

LABEL SoundFly/No Words

PARTICOLARITA’  giusto interplay fra strumenti acustici e suoni elettrici

INSTAGRAM FB

CITTA’ Napoli

DATA DI USCITA novembre 2021

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martedì 18 gennaio 2022

In palude con Frank Bramato

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE prog/pop/etnico

DOVE ASCOLTARLO qui

LABEL Seahorse Recordings

PARTICOLARITA’ non essere

INSTAGRAM  FB

CITTA’ Lecce

DATA DI USCITA 20.04.2021

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domenica 11 aprile 2021

In palude con i Qirsh

 

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE   prog-rock

DOVE ASCOLTARLO   QUI (per acquisti: infoqirsh@gmail.com OPPURE lizardopenmind@yahoo.it)

LABEL   Lizard Records

PARTICOLARITA’    un coraggioso concept album, un prog-rock originale e visionario” 

SITO INSTAGRAM FB

CITTA’   Savona

DATA DI USCITA   31 Ottobre 2020 

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sabato 12 dicembre 2020

Rece d'Alligatore: Beppe Cunico

 

Beppe Cunico, Passion, Love, Heart & Soul

Autoproduzione

Esordio sorprendente di questo vicentino con una storia musicale lunga: produttore e agli inizi batterista in una giovane band degli anni Ottanta (erano i D’as Hirt). Dopo lo scioglimento del gruppo ha deciso di aprire il suo studio di registrazione, l’X-Land Studio a Zugliano, dove sono stati prodotti un sacco di album… fino al 26 aprile del 2016, quando folgorato da un concerto di Steven Wilson ha deciso di studiare chitarra, iniziando poi a comporre e cantare canzoni … prog-rock, come il suo idolo.

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sabato 28 marzo 2020

In palude con i Fontanablu

 
NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE Cantautorato western-prog

DOVE ASCOLTARLO 

LABEL Marjucha Sound

PARTICOLARITÀ Capelli mori, occhi scuri, canzoni blu.


CITTÀ Verona

DATA DI USCITA 02.02.2020
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martedì 10 marzo 2020

In diretta con Jet Set Roger

Un rifugio per la notte, Jet Set Roger 2020

Jet Set Roger questa sera in diretta in palude. Ho voluto parlare direttamente con lui per l’unicità del suo progetto e l’unicità di un disco come Un rifugio per la notte in uscita a fine settimana (esattamente venerdì 13 marzo) con Snowdonia Dischi, gran bella label originale. Il cd, come il suo precedente disco presentato su questi schermi (Lovecraft nel Polesine), non è un semplice cd: è un cartonato rettangolare con una dotta intro sul perché di Un rifugio per la notte, un fumetto del grande Aleksandar Zograf che racconta tramite le nuvole parlanti la stessa storia, e infine i testi delle canzoni. Una cura del particolare da applauso. Quando l’ho tra le mani, mi sembra di avere con me un vecchio vinile (a parte l’inconfondibile odore dei vecchi vinili).
Un rifugio per la notte lo potrebbe definire oggi un prodotto multimediale, ma è qualcosa di più. È un vero e proprio concept-album in undici canzoni con al centro l’omonimo racconto di Robert Louis Stevenson (A loding for the night, il titolo originale) ambientato in una Parigi nevosa. Al centro le avventure picaresche del poeta medievale francese François Villon, che in una notte di novembre del 1456 va incontro al suo destino. Affascinante nel testo, cantato in italiano con la letteraria voce di Roger, che ha saputo creare attorno al racconto scritto da Stevenson, delle murder ballads di nickcaviana memoria, un po’ prog, un po’ musica rinascimentale. I disegni in bianco e nero sono sulla stessa lunghezza d’onda, come potete vedere dalla copertina, conservando lo stile unico di Zograf. Tutto molto bello. Pronti?

Come funziona l’intervista in diretta?

Tutte le domande e tutte le risposte di questa intervista sono nei commenti. Durante l’intervista puoi aggiornare la pagina per veder comparire i nuovi commenti. Se arrivi qui a intervista finita… la trovi comunque nei commenti, scendendo verso il fondo della pagina.

ps. segui Jet Set Roger su FB, ascolta il disco qui.

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venerdì 1 febbraio 2019

In palude con Bonifacio Madeyes

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Crossover di psichedelia, prog, rock-blues
DOVE ASCOLTARLO CD fisico (www.ultrasoundrecords.eu), Spotify e le altre piattaforme online
LABEL Ultra Sound Records
PARTICOLARITA’ Viaggio sonoro che migliora ad ogni ascolto
CITTA’ Milano - Sarzana
DATA DI USCITA 25 Gennaio 2019
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venerdì 27 novembre 2015

In palude con Elias Nardi Group


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE ….heh…difficile rispondere, ethno-jazz cameristico?...world-progressive……? Forse potrebbe essere meglio ascoltare e farsi un’idea propria…
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto)
spotify, soundcloud, youtube
LABEL
Visage Music/Materiali Sonori per la versione Cd-Mp3 www.materialisonori.com
PARTICOLARITA’
Disponibile in versione audiofila su bobina Reel To Reel Master Tape tramite l’etichetta produttrice del disco “Analogy Records” www.analogyrecords.org.
SITO O FB DEL GRUPPO
CITTA’:
Molte.
DATA DI USCITA
1 Luglio 2015 la versione su Bobina Reel To Reel Master Tape tramite Analogy Records, 29 Settembre 2015 la versione Cd/Mp3 via Visage Music/Materiali Sonori.

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venerdì 17 aprile 2015

Due parole con Not a Good Sign


Torna il progressive-rock in palude, torna con i Not a Good Sign, interessante giovane band milanese che sa giocare con i generi, ha le giuste citazioni e le buone vibrazioni. È da poco uscito il loro secondo disco, From a Distance, con l’etichetta regina nel settore a livello europeo, Fading Records/AltrOck Productions, come per l’esordio omonimo del 2013. Una collaborazione che conferma la giusta direzione per entrambi, riconoscimento delle capacità dei Not a Good Sign nel destreggiarsi con un genere mitico, rinnovandolo profondamente. A differenza di molta produzione prog-rock del passato e del presente, questo lavoro dei Not a Good Sign, non presenta lunghe suite virtuosistiche, ma dieci pezzi di media lunghezza (per cinquantun minuti e rotti di musica).
From a Distance offre un rock a volte melodico, a volte molto hard, senza però mai abbandonare le radici profonde del progressive. La band milanese, nata nel 2011 per volontà di Paolo 'Ske' Botta (tastiere), e Francesco Zago di Yugen insieme al produttore Marcello Marinone, in occasione del concerto/festa del 28 febbraio, ha presentato al pubblico il nuovo chitarrista, Gian Marco Trevisan, al posto di Zago, uscito dalla band dopo la realizzazione dell’album. Completano il gruppo Alessio Caladriello (voce), Alessandro Cassani (basso), Martino Malacrida (batteria). Ottimi ospiti hanno arricchito tutto il disco, del quale ho una gran voglia di parlare. Facciamolo. Pronti?

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venerdì 18 aprile 2014

Due parole con i Syndone



Arrivano per la prima volta in palude i Syndone. È un caso che passino oggi, venerdì santo, non c’è nulla di sacro, se non la loro musica, un prog-rock autentico, di gusto e collaborazioni internazionali. Il nuovo disco della band torinese, Odyssèas, dato alle stampe per la label Fading Records, collana progressive della AltRock, conta delle ospitate di autentico culto, a partire dal batterista tedesco Marco Minnemann, praticamente presente in tutto il cd, per arrivare a John Hackett, flautista magico, noto in particolare per le sue collaborazioni con il più noto fratello Steve Hackett. Due ciliegine su di una torta già molto ricca.
Odyssèas, quinto disco dei Syndone, gruppo storico del prog-rock italico sui palchi fin da fine anni ’80, è un vero e proprio concept-album,  un concept sulla dimensione mitica del viaggio (sarà una delle domande dell’intervista, ovvio). Chi capisce le cose della vita, sa bene che il viaggio è più importante della meta, ascoltando Odyssèas lo capirà ancora meglio. La copertina, perfettamente in linea con l’album, è la riproduzione di A Oriente (1979), tela di Lorenzo Alessandri, uno dei padri del surrealismo fantastico (approfondiremo anche questo). Me la giro e rigiro tra le mani, mentre già ascolto compiaciuto Odyssèas. Parliamone. Pronti?

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martedì 7 gennaio 2014

Due parole con Claudio Milano


Per la prima intervista del nuovo anno torna in palude Claudio Milano, torna per parlare di due suoi importanti album, gli ultimi, mi ha scritto nella mail, ultimi per un certo periodo, spero bene. Il perché cercheremo di capirlo insieme, di sicuro in questa scelta gioca molto l’imponenza del lavoro uscito nel 2013 con l’etichetta Lizard Records, una delle poche in Italia a produrre chicche per palati fini, poco convenzionali, ma di mirabile bellezza. Chi la vuole cercare qui la troverà. In sostanza, trattasi di ben due dischi doppi, che il nostro ha fatto come InSonar e come Nichelodeon, già ospiti su questi schermi. Due dischi che hanno il coraggio di volare alto, e per i quali si può parlare apertamente di concept-album.
Quello firmato InSonar, L’Enfant Et Le Ménure (ascoltate qui), ha come tema forte il potere dell'immaginazione infantile che trasforma l'orrore in meraviglia. Partecipano 62 musicanti provenienti dai 5 continenti, l’inconfondibile voce di Claudio gioca con un sacco di strumenti, anche molto poco sentiti, e rende omaggio, tra gli altri a Bowie e Brian Eno, Tim Buckley, The Velvet Underground (di culto Venus in Furs), arie di Gounod, Martini, Giordano, liriche da opere di Agatha Christie, David Lynch, Federico Garcia Lorca, la Bibbia e il Sutra del Loto, un omaggio ai Pierrot Lunaire di Gaio Chiocchio e Arturo Stalteri. Bath Salts è invece il titolo del disco firmato Nichelodeon, politicamente forte, con la partecipazione di importanti nomi dell’avanguardia  e dell’undergorund italico più vero degli ultimi cinquant’anni. Tutta questa bellezza, mi è arrivata da un paio di settimane, in un bel pacchettino artigianale, cartonato blu, racchiuso da uno spago giallo. Non vi dico dei deliziosi disegni dei booklet, ne parleremo nell’intervista che va ad iniziare. Pronti?  
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martedì 23 luglio 2013

Due parole con i Delay Lama



I Delay Lama per la prima volta in palude, tra poco arriveranno con la forza del pensiero e la loro carica ironica unita ad un entusiasmo contagioso. Ho scoperto questo trio geniale dopo il concerto di Dagger Moth in quel di Rovereto, incontrando in un bel locale della cittadina trentina Luciano Turella (batteria/voce/viola/synth), che assieme ad Antonio Dell’Aquila (tastiere/synth/elettronica/voce), ha dato vita nel 2008 al gruppo, al quale si è subito unito Marko Mikulcic (basso). Dopo alcune prove, il fatidico ep (Peace and Prog), concerti e sbattimenti vari, nella primavera del 2013 è uscito il loro primo cd Hablacablah, con la giovane label Technicolor Dischi.
Per rendervi conto di che pasta sono fatti, vi invito a vedere il gran video di Muore la moglie e lui per il dolore la segue dopo poche ore (messo tra i preferiti sul mio canale YouTube ALLYDIEGO clicca qua per vederlo), qualcosa che va oltre il concetto di musica, o ad ascoltare tutto il loro Hablacablah, generosamente messo online (clicca qui per ascoltarlo). Nove pezzi dove i Delay Lama cercano di infondere la musica nei robot, ribaltando la moda del periodo storico, in cui i robot cercano di infondere anima nella musica. Questa la loro missione dichiarata. Ascolto dopo ascolto posso dire: missione compiuta! E adesso parliamone in palude. Pronti? 
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lunedì 24 giugno 2013

Due parole con i King Suffy Generator



King Suffy Generator questa sera in palude per la prima volta, a portarci la loro visione del mondo. Sì, perché la musica progressive-rock, sempre troppo poco apprezzata alle nostre latitudini, spesso riesce a volare alta, in suoni, pensieri e azioni. È il caso di questo loro nuovo cd, il terzo della progressione dell’originale band toscana: The Fifth State, profonda riflessione strumentale sulle amebe che siamo diventati. Se il Quarto Stato aveva l’uomo protagonista, che avanzava compatto come in quel meraviglioso celebre dipinto di
Pellizza da Volpedo, il Quinto Stato ha l’uomo schiacciato e indifeso, non più motore del cambiamento, ma vittima.
Questa la tesi alla base dell’album dei King Suffy Generator , di recente dato alle stampe per I dischi del Minollo, tesi molto vicina a quel che si scrive e dice qui in palude da sempre. Liberamente ispirato alle opere del pittore e scultore Giorgio da Valeggia, è solo musica, ma una musica che parla forte. Psichedelia e hard-rock, momenti di rara intensità, a volte arrabbiati e bui, a volte densi e pieni di lucente speranza, che sembra vedersi in certi attacchi di chitarra. Sì, ascoltando The Fifth State io ho visto la luce. Provate ad ascoltarli anche voi, forse ci riuscirete. Pronti?  

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lunedì 4 marzo 2013

Due parole con Elias Nardi Quartet



Anche questa sera musica senza parole, ma una musica che lascia senza parole. Sono di scena in palude Elias Nardi Quartet, un gruppo di confine. Confine tra generi (classica, jazz, folk, world-music, progressive), continenti (Oriente/Occidente), mentalità. Il toscano Elias Nardi è uno specialista dell’oud, strumento a corda di origine araba simile al liuto, che ha studiato per anni, allievo del palestinese Adel Salameh, e che è grande protagonista della loro musica assieme a basso elettrico, alle tastiere, batteria... Una miscela perfettamente amalgamata in questa loro seconda uscita, The Tarot Album, data alle stampe per Zone di Musica, come l’esordio Orange Tree.   
The Tarot Album è liberamente ispirato al Giardino dei Tarocchi dell'artista franco-americana Niki De Saint Phalle, un parco popolato da statue ispirate alle figure dei tarocchi (si trova in Toscana, cercatelo in Rete, io non lo conoscevo e l’ho trovato veramente affascinate). L’album dell’Elias Nardi Quartet, è un gioco intellettuale sui tarocchi, che prenderà anche chi è completamente a digiuno di questa materia, come il sottoscritto. Diciotto pezzi per sessantanove minuti di musica incantevole, anche se non facile (forse per questo incanta) da ascoltare e riascoltare. Pronti?
PERCONOSCERLI MEGLIO CLICCA QUI 

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venerdì 15 febbraio 2013

Due parole con i Marchesi Scamorza



Per la prima volta in palude i Marchesi Scamorza, giovani di Ferrara specialisti nel prog-rock, genere poco compreso in Italia, ma che ha sempre dato grandi soddisfazioni: Premiata Forneria Marconi, Banco del Mutuo Soccorso, Orme, Goblin, solo per citare i primi che mi vengono in mente, per i Marchesi Scamorza fonte diretta di ispirazione. Influenze, che in La Sposa del Tempo, questo loro primo lavoro dato alle stampe per Flow Double H Records, si sentono: dai pezzi lunghi, dilatati e sognanti, cantati in italiano, alla copertina con simboli, storie, e oggetti particolari (i primo piano la campana portafortuna), alle tematiche fantastiche, epiche, le chitarre scintillanti...
Anche le atmosfere delle canzoni dei Marchesi Scamorza sono fortemente prog. Un nome simpatico, da maschera della commedia dell’arte quasi, nato quasi per caso mentre erano a tavola. Un misto di nobile e plebeo, niente borghesia nel loro dna, come la musica della band, lontana dal ritmo della città, e più legata a luoghi agresti pre-rivoluzione industriale (o molto post, nel futuro prossimo?). Pure un loro recente video, è stato girato in luoghi così: si tratta di Autunno, ambientato nel borgo fantasma di Castiglioncello sugli Appennini, con una sposa protagonista. Lo potete vederlo nel loro sito. Intanto sentiamo dal vivo cosa hanno da dirci i Marchesi Scamorza. Pronti?    
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martedì 28 agosto 2012

Due parole con Daniele Faraotti Band


Questa sera ci divertiremo un sacco qui in palude. Come vedete dalla copertina con piedi sani e piedi malati per aria, nature morte e colori vivaci, la Daniele Faraotti Band ama scherzare. Pure lo scambio di mail che ho avuto in questi giorni con Daniele è stato divertente: scrittura grande, spesso colorata di blu, con faccine sorridenti e/o perplesse …insomma, una saguma. Ma questa sera parleremo del disco, massima serietà dunque, questa sera è di scena Canzoni in salita … ci sarà da pedalare, ma anche da divertirsi.
Del resto il fondatore della band si è diplomato al conservatorio Cherubini di Firenze, ha insegnato chitarra nelle scuole, collaborato con Patty Pravo, Claudio Lolli (l’amico blogger Nico sarà contento, il disco era La scoperta dell’America). Poi il primo album della Daniele Faraotti Band (formatasi nel 2005), uscito nel 2008 per Alka Records Ciò che non sei più, ed ora, appunto, questo Canzoni in salita. Magico, multiforme, indefinibile, è stato dato alle stampe con Bombanella Records, label già ospite su questi schermi. Quando l’ascolto penso sia la cosa più vicina a Frank Zappa che mi sia capitato di sentire di recente. Paragone ingombrante? Lo sgombreremo subito …pronti?        
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