sabato 9 marzo 2024

Volevo diventare Bukowski

 

Charles "Hank" Bukowski alla macchina da scrivere
 

Trent'anni fa esatti moriva Charles Bukowski, il mio scrittore preferito (era il 9 marzo del 1994). Io ho letto tutto di lui, anche libri usciti dopo, magari manco scritti da lui, ma pubblicati sull'onda del suo successo. Avrei voluto essere lui, diventare come lui, uno scrittore maledetto, un vecchio sporcaccione, uno senza santi ed eroi in un mondo in disfacimento. Il mondo da allora si è disfatto ulteriormente, chissà cosa avrebbe scritto lui in questa epoca ancora più folle e disastrata. 

Io, nel 2004 collaboravo con Smemoranda, il sito della famosa agenda, bruciato pure lui. Pubblicai una cover, su quel sito, cioè una parodia di un suo racconto apparso in una delle sue più famose raccolte di racconti Taccuino di un vecchio sporcaccione. La ripropongo oggi, vent'anni dopo, anche se non sono diventato uno scrittore maledetto, forse solo un vecchio sporcaccione ...bella questa!

Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , ,

sabato 7 gennaio 2023

Un anno senza Vitaliano Trevisan

Un anno fa ci lasciava Vitaliano Trevisan, scrittore, attore, intellettuale come pochi. Guardatelo nella foto e capirete molto di lui: diretto, lucido, senza falsità o giri di parole o compromessi. Da quando ho saputo della sua morte ho iniziato a leggere tutto di lui, e cercare di vedere film, come lo stupendo Primo amore di Matteo Garrone del quale scrisse la sceneggiatura oltre a interpretarlo. Mi colpisce il suo modo di raccontare le storie, personali o no, le sue osservazioni sul mondo dalla morte alla prostituzione, dai giardini delle case venete alle strade della Nigeria. Troppo forte, troppo vero, lontano da conventicole o dai poteri, stampa, teatro, cinema, intellettuali di regime... lui era lontano da tutti. Forse per questo ci ha lasciati, ma ci ha lasciato un patrimonio di libri da leggere e rileggere, per cercare di essere un po' come lui.

Etichette: , , , , , , , , ,

sabato 12 marzo 2022

Auguri Jack


Kerouac oggi farebbe 100 anni, io maledetti 50, e in un flusso di in(coscienza) mi ricordo il primo suo libro che comprai da ragazzino I sotterranei. Lo comprai alla festa del partito Dp, in un paese vicino a dove vivo, il paesino dove sono nato quando c'era ancora un ospedale (ora trasformato in primo soccorso, pensate a quanti passi indietro abbiamo fatto in questi 50 anni). Be' insomma, c'era in copertina una donna di colore nuda, e tornando all'auto incontrammo una signora amica di mia madre, che mi chiese che libro avevo preso. Quando vide la copertina s'impressionò, e mi disse, con fare di rimprovero: ma ti piacciono questi libri? Io dissi, sì, perché? Non si giudica un libro da una copertina, infatti, quel libro, nonostante la bella copertina, non è il mio libro preferito di Kerouac. In seguito ho letto On the Road (Sulla strada), un vero capolavoro, uno dei pochi libri che si meritano tutta la fama che hanno. Come del resto I vagabondi del Dharma, che metto al secondo posto tra i miei Kerouac preferiti. Poi ovviamente c'è Big Sur. Non mi pare di avere letto altro di lui. I libri di Kerouac sono autobiografici, nel suo intento volevano essere un'unica grande opera a rappresentare la sua vita tormentata. Credo di avere molte cose in comune con lui, o almeno mi piace pensarlo (anche se ho smesso di bere) e mi fa piacere condividere la data di nascita con un tale mito. Un mito letterario che è andato oltre la letteratura, sforando nella cultura di massa, simbolo del pacifismo, tra una rissa e l'altra, e massimo rappresentate della letteratura beat. Auguri Jack.

Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

lunedì 21 ottobre 2019

Cinquant'anni senza Jack Kerouac


Etichette: , , , , , , , , , ,

venerdì 12 aprile 2019

Da leggere: Genesi 3.0

Un libro “difficile da raccontare”, dicono… è così? Ti diverte che lo descrivano in questo modo?
Secondo me non è così difficile da raccontare. Sempre che tu non ti riferisca alla trama. Ma a un libro del genere, che è un lungo incubo ad occhi aperti, non puoi chiedere la coerenza della fabula o dell’intreccio e io, d’altra parte, me ne sono sempre fottuto di rispettare il rapporto tra causa ed effetto…
Insomma, per affrontare Genesi 3.0 devi farti investire dal flusso, devi essere disposto a giocare e devi farti sorprendere, mettendo in conto che un libro può e deve anche essere un’esperienza per così dire estetica, che è un concetto diverso da estetizzante. Non sono tra quei lettori che giudicano un libro dalla trama. La trama è una schiavitù, e noi non scegliamo mai in base alla trama, ma al modo in cui un libro è scritto.
Angelo Calvisi, autore di Genesi 3.0 (Neo.Edizioni) da me intervistato per il protale MeLoLeggo.it
E voi che ne pensate? Quanto è importante la trama per i libri che leggete?
leggi tutta l'intervista a Angelo Calivisi su MeLoLeggo.it 

Etichette: , , , , , , , , ,

domenica 31 marzo 2019

Le gente non esiste, l'umanità sì

La gente non esiste, nuova raccolta di racconti di Paolo Zardi, uscita da qualche giorno per la Neo.Edizioni, casa editrice con la quale c'è da sempre un certo feeling con lo scrittore padovano, incanta per la bellezza e intelligenza. La gente non esiste, sembra dirci, ma l'umanità sì. I protagonisti dei racconti di Zardi, dicono questo. Borghesi, come sempre, registrano la cattiveria dell'oggi, la nostalgia per il prima, la mancanza di sensibilità di adesso. Io sono da sempre un grande appassionato lettore di racconti (li preferisco ai romanzi) e con Paolo Zardi non resto mai deluso. Vi consiglio di leggere tutto di lui, a partire dai racconti, dai racconti usciti con la Neo.Edizioni. Magari partite da questo, poi vorrete leggere tutti gli altri ...
Paolo Zardi, La gente non esiste, Neo.Edizioni 2019

Etichette: , , , , , , , , ,

domenica 24 marzo 2019

Buon compleanno Lawrence

Lawrence Ferlinghetti (New York 24.03.1919)
Ho pronta questa foto dal 2015 per un post intitolato Ciao Lawrence, credo che abbia portato bene al gande intellettuale della beat generation. Infatti oggi compie 100 anni, cento magnfici anni dalla parte dei libri, della controcultura, del pacifismo, ambientalismo, radicalismo... sì, l'ismo che porta bene. Lui è cultura rock a 360°, nelle sue poesie, nell'unico romanzo pubblicato a suo nome, nei libri che ha promosso e difeso, negli amici della beat generation della quale è stato l'anima più vera e completa. Sto esagerando? Per uno come Lawrence Ferlinghetti questo e altro. Ma ora festeggiamolo!

Etichette: , , , , , , , , , , ,

mercoledì 11 aprile 2018

Ervas intervistato su I Think Magazine


La parte finale del romanzo è occupata da una favola moderna. È nata appositamente per questo libro o l’avevi già in testa autonoma? Perché per questa c’è un cambio cromatico? Parole scritte in bianco su foglio nero …
La fiaba nasce come tentativo del nonno di sottrarre il suo nipotino ai pericoli del mondo. Perché un mondo dove due adolescenti psichici, uno negli USA e uno in Corea, dissertano sulla lunghezza e potenza dei loro missili, è un luogo pericoloso per bambini e adulti. Quindi rischiamo di trascinare il mondo in un’epoca tremenda, dalla quale si potrà emergere solo grazie all’energia e all’immaginazione dei bambini. Che leggono.
...riguardo al libro Nonnitudine, uscito con Marcos Y Marcos da qualche mese
 

Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

lunedì 2 ottobre 2017

Genghini intervistata su I Think Magazine

Come è nato Sposerò Manuel Agnelli?
È nato in realtà dieci anni fa. Quando ho scritto Volevo sposare Kurt Cobain o fidanzarmi per sempre con Manuel Agnelli (Coniglio editore, 2007). Ai tempi non lo potevo sposare, perché l’editore diceva che Manuel Agnelli non lo conosceva nessuno. E così ho sposato Kurt Cobain, su consiglio dell’editore. Ma sono dieci anni, o forse di più, che voglio sposare Manuel Agnelli.

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,

sabato 26 agosto 2017

Harry a pezzi ... vent'anni dopo

Come oggi, vent'anni fa veniva presentato alla Mostra del cinema di Venezia Harry a pezzi, uno dei miei film preferiti di Woody Allen (ho consumato la videocassetta a furia di vederlo). Costruito in maniera non lineare, racconta il blocco dello scrittore, Harry Block, interpretato dallo stesso Allen. Ovviamente è solo un pretesto per mettere in scena ancora una volta le ossessioni del geniale comico, le sue paure, le sue insicurezze, gli hobby, le antipatie e simpatie. Trovate geniali e battute memorabili, spesso citate, si affollano in ogni episodio (ma non è un film a episodi), come il memorabile cast che vede riuniti attori come Elisabeth Shue e Billy Crystal, un Robin Williams fuori fuoco (letteralmente), Demi Moore, Mariel Hemingway, Stanley Tucci, Judy Davis, Eric Bogosian ... il titolo italiano, pur non essendo letteralmente impeccabile, rende bene l'idea, cioè quella di un uomo a pezzi: sia perché si trova in crisi, sia perché la sua vita è ricostruita, tra fantasia e realtà, personaggi veri e personaggi inventati (che poi si raccolgono vicino al loro autore) proprio a pezzi. Divertente, geniale, liberatorio, una pellicola per mettere d'accordo chi preferisce l'Allen più comico e quello più d'autore ... per me, quello comico è d'autore.

Etichette: , , , , , , , , , , , ,

martedì 18 luglio 2017

Fernanda 100!

Fernanda Pivano con Hemingway, o con Kerouac, o forse, meglio, con Allen Ginsberg, o con Ettore Sottsass, suo marito. No, Fernanda e Faber, anzi, Fernanda e Lou Reed? Con Burroughs o con Ferlinghetti? Con Montale ... Però con Bukowski, il mio amato Hank sarebbe il massimo ...
Invece ho deciso di mettere una foto da sola. Se lo merita nel giorno del suo 100^ compleanno di essere ricordata così. Purtroppo non c'è, se ne è andata a 92 anni, ma c'è, in tutti i libri tradotti, i personaggi cult intervistati, che ha frequentato. Una cultura profonda come pochi in Italia, credo dovrebbe essere ricordata di più, molto di più. Questo blog, che si dichiara da sempre di cultura rock a 360° non può esimersi dal farlo. Auguri Nanda!

Etichette: , , , , , , , , , , , , ,

giovedì 13 luglio 2017

Zardi intervistato su I Think Magazine

Leggendo La passione secondo Matteo, sembra ci sia una critica, non tanto velata, al Sessantotto. O mi sbaglio? Quali sono i tuoi sentimenti in merito?
Houllebecq, in un’intervista di due anni fa al Corriere della Sera, diceva che uno scrittore non dovrebbe mai avere idee troppo precise, o pareri consolidati, sugli argomenti di cui parla: sono d’accordo con lui. Nel libro Matteo, quarantenne benpensante con formazione cattolica, e Giovanni, settantenne ex sessantottino, si confrontano, e si scontrano, sul tema del Sessantotto, e lo fanno da fronti opposti. Io non mi schiero con nessuno dei due. Non mi interessa esprimere un parere sul Sessantotto – di questo, dovrebbero occuparsi gli storici, i sociologi, i politici, non gli scrittori - ma creare una situazione di tensione dialettica.

Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

venerdì 16 dicembre 2016

Venticinque anni senza Tondelli

Pier Vittorio Tondelli
[Coreggio 14.09.1955 - Reggio nell'Emilia 16.12.1991]

Etichette: , , , , , , , , , ,

sabato 5 novembre 2016

Zio Scriba ... "sul" Veneto - Padova


Non ho potuto resistere, anche se non era nella mia città, ma nella vicina Padova, non ho potuto resistere, dicevo, ad andare a sentire/vedere/toccare Zio Scriba per la sua venuta "sul" Veneto. La mia seconda volta (la prima era stata per Quattro soli a motore più di tre anni fa, a Verona) la prima di Elle. Volevamo andare a visitare una mostra sugli ebrei in Europa in quel di Venezia, ne abbiamo approfittato per fare tutto in un giorno: la mattina/pomeriggio a Venezia, la sera/notte a Padova. Fantastica come sempre Venezia, interessante ma anche no la mostra sugli ebrei (meglio il ghetto, che consiglio di visitare se andrete in laguna, è poco lontano dalla stazione dei treni), da favola l'incontro con Zio Scriba.
Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

venerdì 22 luglio 2016

Buon compleanno al papà dell'Alligatore

Oggi Massimo Carlotto compie 60 anni, e il mio blog vuole festeggiarlo come si deve. Senza il personaggio creato dallo scrittore padovano, non esisterei come alligatore, un nome che alcuni anni fa decisi di scegliermi davanti alla libreria della mia camera. Il nome più ricorrente era il suo, a partire dai romanzi con l'Alligatore protagonista. Così, alla redazione di Smemoranda, che mi chiedeva un nome d'arte, dissi: chiamatemi Alligatore. Auguri papà Carlotto!

Etichette: , , , , , , , , , ,

martedì 12 luglio 2016

Tutto su "I jeans di Bruce Springsteen ..."

Il titolo del libro è anche il titolo del racconto finale. Tu hai veramente i jeans di Springsteen? A leggere il racconto sembrerebbe di sì …
Certo che li ho. Sono stati appesi per anni alla parete della mia stanza, poi li ho messi dentro una scatola e li conservo come una reliquia, anche se in realtà ...

Per sapere tutto (o quasi) su I jeans di Bruce Springsteen e altri sogni americani leggi il resto della mia intervista a Silvia Pareschi sul sito di SMEMORANDA cliccando qui ...

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,

venerdì 10 giugno 2016

La definitiva scomparsa di Muhammad Ali

Anche Muhammad Ali ci ha lasciati,
in questo 2016 triste per molti
grandi artisti, icone mitiche,
attori, registi, scrittori ...

A dire il vero pensavo fosse già morto
Muhammad Ali, eroe di un'epoca
passata, di uno sport dimenticato:
chi guarda più la boxe?

Se penso al pugilato penso a Hemingway,
a mio povero nonno e a mio povero padre,
che guardavano in tv la boxe, penso a
una tv in bianco e nero.

Locali fumosi per vecchi scommettitori,
Toro scatenato di Scorsese (che gran film),
miss sorridenti con il n. dei match
scritto sui cartelloni, l'uppercut.

Ma i pugilato esisterà ancora
dopo la definitiva scomparsa
di Muhammad Ali?

Etichette: , , , , , , , , , , , , ,

martedì 10 maggio 2016

Mailand su Smemoranda



Perché Mailand … Milano in tedesco? Perché Milano?
Il protagonista la chiama così per rivendicare fin da subito un senso di estraneità, di spaesamento, di reciproca non accettazione fra lui e la città. Ci si trova così male da definirla “a misura duomo” (senza apostrofo dopo la “d”), cioè qualcosa di troppo grande per essere umanamente vivibile.

Dalla mia intervista a Zio Scriba pubblicata sul sito di Smemoranda.

Etichette: , , , , , , , , , , , , ,

lunedì 22 febbraio 2016

... con tre giorni di ritardo

Perché sei morto quando ero lontano dal pc?
Perché sei morto quando ero lontano dall'Italy?
Se fossi stato in casa, ti avrei fatto sicuramente
un post.
"Oggi ci ha lasciati anche Umberto Eco
un importante semiologo,
prima che scrittore."
"Ciao Umberto" l'avrei intitolato,
perché eri  un intellettuale rock,
come te nessuno spiegava meglio
i Peanuts.
Sarà limitante questo (ma io non lo penso),
e allora "Ciao Umberto"
... con 3 giorni di ritardo

Etichette: , , , , , , , , ,

mercoledì 7 ottobre 2015

Ritorno alla vita ... salvata dal rock

Ritorno alla vita, ritorno ad un cinema di "finzione" per Wim Wenders, con questo film freddo negli scenari quanto nella precisa esecuzione. A settantacinque anni suonati (anche se la pellicola era stata girata un po' prima) il cineasta tedesco si conferma un maestro di cinema, di quelli che potrebbero girare ad occhi chiusi, tipo il suo amico e collega, maestro Michelangelo Antonioni.
Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,