lunedì 18 marzo 2024

La magnolia mi ispira


La magnolia giapponese è fiorita / nonostante tutto ogni marzo non delude / forse è per farmi gli auguri. / Gli anni sono passati anche per lei/ quando la desiderai nel giardino facevo le elementari /fate i conti voi. / Era nel giardino del meccanico vicino alla scuola/ lui è morto da anni / fate i conti voi. / Ne ha viste passare tante / allegre e tristi/ ne vedrà ancora/ fate i conti voi.Continua a leggere...»

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mercoledì 17 febbraio 2021

Ciao, miao...

 

Oggi vi scrivo dell'incredibile capacità
dei gatti di trovare un buon posto
qualsiasi dove dormire.
Mi è venuto in mente ieri sera tardi,
mentre cercavo qualche foto per la
Festa dei Gatti, che è oggi.
Ho trovato questa, con GoodyGoody
gatto che chi frequenta da anni
il mio blog conosce molto bene.
GoodyGoody è venuto a vivere con me,
più o meno quando ho aperto questo
mio spazio web, nel 2007 circa.
La foto è di quel periodo, e mi viene da
ridere a vedere la sua sorpresa di essere
sorpreso a dormire tra i maglioni.
Scatoloni, maglioni, muretti, sul bordo
di muretti e/o di mobili, in cassetti
lasciati aperti, jeans, librerie.
Qualsiasi cosa, qualsiasi luogo era
buono per lui, ma credo anche per
qualsiasi gatto, per dormire.
E allora auguri agli spiriti liberi e a
quelli dormienti, ai gatti della mia
vita, e a quelli della vostra.

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giovedì 31 dicembre 2020

Sarebbe bello... il mio augurio per il 2021


 Sarebbe bello svegliarsi ubriachi,
felici e inconsapevoli, come in
un qualsiasi film demenziale.

Sarebbe bello svegliarsi così il
1 gennaio 2021, come se il 2020
sia stato solo un brutto sogno.

La neve a bordo strada, una lattina
di birra giusto per bere qualcosa
di leggero dopo la libagione.

Vecchie cose da buttare via,
lo sguardo ebete e allegro, 
un sigaro (per chi fuma).

Sì, è stato solo un lungo e brutto
sogno il 2020, manco negli horror
così devastante e nero.

Un sogno dopo un capodanno con
troppe cose bevute: niente virus,
niente lockdown, tutto normale.

Forse però questo "tutto normale" è
il male peggiore, che ci ha portato a
questo film horror troppo lungo.

E allora, visto che il 2020 è stato vero,
reale, ci ha toccato sulla pelle, con
malattie, separazioni, lutti.

Visto che ci siamo ancora dentro, che il
film non è finito, ma non si può ancora
tornare al cinema.

Visto che concerti, partite, cene, e tutto
quello che facevamo prima non si può
più fare come prima...

... ripensiamo il modello di sviluppo, il
sistema di vita, i consumi, il lavoro ...
questo il mio augurio per il 2021.

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domenica 1 marzo 2020

Alta meditazione


Per me, uno dei momenti di meditazione
più alti, è preparare il cavolo cappuccio,
di mattina, appena svegli.

Poco dopo colazione mi metto il mio
grembiule con effige di Che Guevara,
e in silenzio lo preparo.

Non piace molto a Elle, ma da quando
l'ha mangiato da mia zia, lo apprezza
molto di più.

E allora io lo preparo alla tirolese,
come da ricetta di zia: semi di
cumino e finocchietto.

Bisogna metterli in un'insalatiera
bella ampia, bagnarli con aceto
di mele e olio.

Inizio a meditare con il cucchiaio in
mano, sbattendo, come un uovo, i
semi in aceto e olio.

Poi passo ad affettare, con un buon
coltello, il cavolo cappuccio, che
deve essere tagliato fine.

L'ultimo cavolo cappuccio preso al
GAS, sembrava un pallone da calcio,
ci ho messo un sacco a tagliarlo.

Una bel modo di riflettere, meditare
sulle cose, tra un taglio e l'altro,
molto zen!

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mercoledì 1 gennaio 2020

Buoni propositi per l'anno nuovo

Vorrei riuscire a meditare, sedermi su di
un cuscino e meditare per qualche
istante.
Lo penso mentre mi faccio un tè, mentre
Elle qui vicino fa yoga, con un cd adatto
che ha lei.
Metto su l'acqua e mentre bolle guardo
fuori dalla finestra: vedo un pettirosso
su di un ramo dell'olivo.
Vedo le case costruite intorno alla nostra,
vedo altri vecchi ulivi, vedo delle nuvole
sopra la montagna.
Il pettirosso vola nel cielo dicendo cip,
sotto l'olivo che ho visto crescere da
bambino, c'è un gatto.
L'acqua è calda, pronta a incontrarsi
con il tè, come io con la meditazione,
forse ora l'ho fatto.

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lunedì 16 settembre 2019

Il problema è il lavoro

Ho cominciato ad avere mal di schiena
più o meno al compimento dei 30
anni di età, quando ho avuto il
posto fisso, dottore.

Impiegato, impiegato all'ufficio tasse,
ridete, come avessi detto impiegato
alle poste, o al catasto, o in banca,
dove si sta seduti per ore.

Troppo poco dottore? Lo stipendio non
è come il suo, ho la stessa auto da anni,
no la bella nuova motocicletta che ha
lei, che è quasi sempre in piedi.

In piedi come il benzinaio che vediamo
giù, o come le commesse dei negozi
qui sotto, in questo bel palazzo a 5
piani.

Anche loro dottore avranno male alla
schiena, prima o poi, anche loro
diventeranno suoi clienti, perché
seduti o in piedi poco cambia.

La malattia è il lavoro, troppo per
pochi, in piedi e/o seduti, e poco
per molti: il problema è il
lavoro.

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lunedì 27 maggio 2019

Anche Nanni ci ha lasciati

Ci ha lasciati anche Nanni, dico a
Elle, mentre fuori piove e io l'ho
letto solo sei giorni dopo, in un
uggioso pomeriggio elettorale.
Continua a leggere...»

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mercoledì 9 gennaio 2019

Tanto ne ho tanto

Il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo,
non ce ne rendiamo quasi mai conto, ci
pensiamo sì, ma poi lo sprechiamo.
Lo sprechiamo come l'acqua, dormendo,
oppure cazzeggiando al pc, guardando la
tv, oppure dicendo "ora mi organizzo".
Quando ne hai tanto, ne perdi ancora di
più: tanto, pensi, ne ho tanto, tanto, dici
avendone tanto mi organizzerò meglio.
Invece no, più ne abbiamo e più ne
sprechiamo, non capendo che è
importante fare, sempre, fare ...
Come ora, Rosebud.

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domenica 2 dicembre 2018

Non hanno mai fatto un film insieme, ma ...

Sembra siamo tornati al 2016,
anno maledetto per i grandi
Artisti, con la A maiuscola, di
cinema o musica o ...
Morivano come mosche, uno
dietro l'altro, ricordate? ...
in fila dopo Bowie e noi sul
web a ricordarli.
Adesso non abbiamo fatto in
tempo a finire le lacrime per
il grande Bertolucci, che leggo
della morte di Fantastichini.
Non hanno mai lavorato insieme,
ma se mettessimo in fila i loro
film, potremmo fare una bella
rassegna di festival.
Novecento o Porte aperte? Entrambi, e poi:
Ultimo tango a Parigi e Mine Vaganti, Il
conformista
e La stazione, Io ballo
da sola
, I cammelli, Prima della
rivoluzione
, Una storia semplice, La
tragedia di un uomo ridicolo
, Ferie
d'agosto
, The Dreamers - I sognatori,
Consigli per gli acquisti, Io e te, Saturno
contro
L'ultimo imperatore ...

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sabato 20 ottobre 2018

Cos'è un versaccio

Cosa è un versaccio?
... è PRRRRRRRRRRR
RRRRRRRRRRRRRR!
... una cosa oscena?
Una cosa che non si
può dire, o fare?
Un genere di poesia
che mi sono inventato
io, qui, per riempire
il mio blog?
Un grido disperato, o
anche pieno di gioia,
perché no, e speranza.
Bello, gioia e speranza
nel 2018: sono proprio
un inguaribile utopista.
Sono versi d'amore, e
sulla natura che c'è qui,
intorno a me.
Amore per Elle, per me, lei
e il nostro orto, con tutte
le nostre verdure belle.
Il versaccio come uno
spinaccio? O un albero.
Goody il gatto, le zucchine e
i pomodori rossi, Fritz la
cavalletta, l'indie-rock e
l'underground italico, el CHE,
il cinema più anarchico, un
peperoncino piccante.
La fine della politica, la fine
del blog, l'incendio dei social
e l'inizio della vita.
PRRRRRRRRRRRRRRR! ....

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domenica 7 ottobre 2018

In attesa della stufa

A Sucate sul Garda c'è il sole, oggi, ma
fa freddo: come dicevano tutti a fine
settembre sarebbe stato così.
Mi sono alzato presto, alle 7,30 come
il mio solito, non per andare al lavoro
ma perché aspetto la stufa.
Dicono che sarà un lungo inverno freddo,
così ci siamo ordinati una bella stufa a
legna, sì a legna, non a pellet.
La legna è più sana e più vera, la vedi, la
senti profumare fuori dalla finestra, e
poi useremo la cenere per l'orto.
In attesa degli operai mi sono messo a
scrivere questi versacci, Elle è ancora
a letto, la sento rigirarsi, arriverà.
Arriverà e faremo colazione insieme, poi
aspetteremo la stufa, non vediamo l'ora
di avere un caldo diverso.

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sabato 1 settembre 2018

Metafore ideologiche pensando al pane

Elle fa il pane, le piace e
anche a me piace
mangiarlo.
Lo fa praticamente dal 2015,
da quando stiamo insieme,
lo fa sempre.
Così ho imparato a conoscere
l'importanza delle farine,
che non sono una.
Non sono solo di grano e
all'interno dello stesso
cereale, variano.
C'è la '2, la '1, la '0, la '00,
numeri che indicano il
grado di raffinazione.
Praticamente più il numero è
basso, più è stata lavorata,
la '00 è zero.
Cioè è stata molto raffinata,
gli è stato tolto tutto, come
in questi anni '00.

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martedì 21 agosto 2018

Il colori dell'orto

L'orto è un mondo in miniatura,
e in estate si accende dei suoi
colori più vivi e lucenti.
Il sole, anche se poco come è
stato quest'anno, è il motore
di tutto questo splendore.
Poi c'è l'acqua, quella sì in
questa estate tanta e ricca,
l'orto ha bevuto molto.
E allora ecco i pomodori rossi,
i cetrioli verdi, con tonalità
diverse dai frutti alle foglie.
Le zucchine, verdi pure quelle,
hanno delle foglie stupende,
e i fiori ancora di più.
I fagioli, attaccati alle canne gialle,
passano dal verde al rosso quando
sono maturi, all'oro, secchi.
E che dire degli insetti? Avete
mai visto una cimice in un orto?
Indossa i colori della Jamaica.

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sabato 14 luglio 2018

Sorprese dall'Orto

Varda qua (mi viene sempre in dialetto, quando vedo
cose grosse nell'orto), varda qua, grido a Elle,
mentre sta controllando le nuove cipolle.
Vieni a vedere qui, dico con tutto l'entusiasmo di
un bambino di fronte alla sorpresa
di un melone grande e grosso.
Grande e grosso quasi come quelli che si trovano
dal fruttivendolo, qui nel nostro orto, abilmente
nascosto nel fitto delle foglie.
Cosa c'è, dice Elle curando le piante di pomodori,
e non capendo la mia fretta, perché non ha
visto quello che ho visto io.
Varda un melone grossissimo, è cresciuto in modo
incredibile, non l'avevamo visto perché si era
nascosto tra le foglie, ed essendo verde ...
Si avvicina pensando a uno dei miei scherzi, mi
piace farne, poi, quando dico qualcosa di vero non
mi credono, vecchia storia.
Questa volta invece Elle mi crede, resta letteralmente
a bocca aperta dopo avere spostato le foglie dove le
ho detto di farlo.
Sono soddisfazioni, veramente soddisfazioni vedere il
primo frutto di qualsiasi coltura: è stato così per le
zucchine, il primo cetriolo, le cipolle, i fagiolini ...

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domenica 10 giugno 2018

Un anno senza GoodyGoody

Per esempio, ora te ne staresti sulla tua poltrona, dentro,
all'ombra, oppure sul terrazzo, spanciato alla ricerca
di un po' di fresco, con il latte da bere ogni tanto.
Vero, che faresti così? Vero che è vero? 
Per esempio, aspetteresti sul divano in cucina, con mà,
un mio passaggio per una carezza, qualche discorso
che capivamo solo tu e io, un bacetto sulla testina.
Vero, che faresti così? Vero che è vero?
Per esempio, usciresti di rado da casa, solo per
mangiare le erbe che conoscevi tu, giusto
per digerire le tue scatolette preferite.
Vero, che faresti così? Vero che è vero?
Incredibile Goody, è già passato un anno senza
di te, una lunga estate calda, poi l'autunno, l'inverno
con la neve, la primavera piovosa e ora di nuovo estate.
Vero, che il tempo vola Goody? Vero che è vero?

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sabato 28 aprile 2018

Il profumo del frassino, una certezza ...

In questi giorni il profumo del frassino sovrasta
ogni cosa, come i suoi colori sulla collina,
è impossibile non accorgersene.
Dopo un lungo inverno freddo, è scoppiata la
bella stagione, e con lei questa umile pianta,
semplice, rinfrescante, profumata.
La  mattina, appena apro la finestra, sento il suo
profumo, accanto al canto di qualche merlo,
magari proprio appollaiato sui suoi rami.
Durante il giorno, se alzo lo sguardo, lo vedo
in mezzo al bosco, con il suo giallo pallido dei
fiori, simili a piume delicate, e le verdi foglie.
C'era prima di internet,  e ci sarà dopo, se ne
fotte delle crisi di borsa, o del teatrino della
politica, dei governi, delle guerre stellari.
L'ho sempre visto attorno a me, fin da bambino
(mi ricordo si facevano dei rudimentali flauti,
con i suoi rami), e lo vedrò fin che campo.

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domenica 22 aprile 2018

Nonsense domenicale

Ezechiele Lupo o lupo Ezechiele?,
questo è il dilemma del mio
risveglio domenicale.
Sono ancora a letto, ho aperto
gli scuri,  la luce filtra, vedo Elle
che si sta risvegliando.
Ezechiele Lupo o lupo Ezechiele?,
chiedo a Elle appena sveglia, e
lei sorride.
Di Scooby-Doo sono sicuro, sì, (e lei
ride), io sono sveglio da un po', ho
letto Dylan Dog.
Ti è piaciuto?, mi chiede lei che lo
ha letto prima di me e non era del
tutto convinta.
Sì, mi è piaciuto perché c'era il mare,
quella signora dai capelli bianchi, un
classico, però con cose nuove.
E poi la vecchia con la falce, che lo
incontra spesso, e poi lui che si
risveglia, come noi.
Ezechiele Lupo o lupo Ezechiele?,
questo è il dilemma, di Scooby-Doo
sono sicuro ...

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martedì 27 marzo 2018

L'importanza dell'elettricità per noi

Ieri era il nostro anniversario (mio e
di Elle) del nostro primo incontro
virtuale.
Sei anni sono passati da quel primo
dialogo nel blog, un saluto di Elle a
fine intervista e via.
Quella sera intervistavo il mio
gruppo preferito, gli Offlaga
Disco Pax, grandi!
Il terzo loro cd, l'ultimo di una
band definita da me la cosa più
bella della mia generazione.
Il caso ha voluto, che proprio ieri,
in tutta la nostra via, saltasse la
corrente elettrica.
Abbiamo per questo cenato a
lume di candela, candele rosse
per tutta la casa.
Pizzoccheri cucinati da me (adoro
farli) con le verze dell'orto di Elle e
Alli, le prime dell'anno.
Mangiando pensavo all'importanza
dell'elettricità: se allora fosse saltata
non ci saremmo conosciuti.

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lunedì 5 marzo 2018

Il nostro miglior cineasta vivente

Avrei voluto più Oscar a Luca Guadagnino,
per il suo splendido film Chiamami col
tuo nome.
Il premio a James Ivory, che ne ha scritto la
sceneggiatura tratta dal romanzo di Aciman,
mi sembra poco.
Lo meritavano i due splendidi protagonisti,
cento volte meglio di Gary Oldman nella
favoletta su Churcill.
Lo meritava Esther Garrel, primo amore etero
del protagonista, prima di quello gay; un po'
di coraggio Academy.
Lo meritavano le musiche di Surfian Stevens,
uno statunitense come voi, che ha fatto
qualcosa di magico.
Lo meritavano i costumi anni '80: vi posso
assicurare che ci vestivamo così, in Italia,
in quel decennio futile.
Lo meritava Luca Guadagnino, come regista
e film,  meglio del Toro e di tutta l'Arena:
è lui il nostro migliore cineasta vivente.

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venerdì 16 febbraio 2018

De André in tv

Lo schermo è piccolo, banale, banalizzante,
ma qualche volta s'illumina d'immenso,
come questa settimana, martedì e
mercoledì, su Rai 1.
C'era De André, il film su De André, con
il buon Luca Marinelli (un nostro bravo
giovane attore) a interpretare il nostro
maggior cantautore.
Ho trovato, come sempre, troppi spot,
(in un canale pubblico assurdi, se non
tra un tempo e l'altro), a rompere
l'emozione.
Ho trovato banali, da sceneggiato tv,
certi passaggi (l'amore per due donne,
il rapporto con il padre, con Tenco), ma
nel complesso mi è piaciuto.
Con Elle ci siamo sorpresi del finale troppo
veloce, un taglio netto, brutale, cretino, e
abbiamo spento subito, al primo ronzar
di vespa.

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