Il segreto dei suoi occhi di Juan Josè Campanella

Giallo con alti e bassi, è la storia di un impiegato del Pubblico Ministero, che scrive oggi il romanzo su di un caso di 25 anni prima: stupro e uccisione di una donna, arresto del colpevole poi liberato dai militari per ripicche interne. Già, perché siamo in Argentina, poco prima che i generali prendessero il potere. Senza voler fare un film di denuncia, il regista mostra come sia stato il passaggio dalla democrazia alla dittatura, per la passività della classe media, il terrore e la violenza di certe istituzioni. Scena d’antologia nello stadio, all’inseguimento dell’assassino (già, gli stadi, poi utilizzati come macelleria). Scena hard durante l’interrogatorio, con l’assassino che mostra a noi e al PM donna la sua virilità, da lei messa in discussione per farlo palesare. Scena cinefila, con i protagonisti in fuga alle prime avvisaglie del cambio di regime, in un romantico saluto sul treno, Dottor Zivago-style. Vincitrice dell’Oscar come miglior film straniero 2010. Chi l’ha visto?
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Remake italico del francese
Giù al nord, rovesciato geograficamente ma con intatto lo spirito e il voler giocare con i luoghi comuni. Se nella versione originale, l’impiegato postale che si fingeva invalido per passare avanti nella graduatoria e andare a Parigi, finiva in uno sperduto paese del nord della Francia, qui si finge invalido per andare a lavorare a Milano e viene trasferito in un paesino del napoletano. È terrorizzato, si scontra con l’ospitalità del sud, che scambia per ruffianeria, ma alla fine non vorrebbe più tornare a casa. Film riuscito, grazie anche al cast perfetto a partire da
Bisio nel ruolo della sua vita, all’eccezionale
Angela Finocchiaro, alla giovane
Lodovini, procace bellezza del sud (anche se è toscana) … scritto bene, si ride parecchio, è da vedere.
VAI AL SITO DI Benenuti al sud Inception di Chistopher Nolan 
È un film che mi ha deluso. Forse mi aspettavo troppo: il trailer era stupendo, ne avevo letto bene da amici di blog e sui giornali, c’era di mezzo il sogno e la realtà, temi a me molto cari. Insomma, ero pieno zeppo di attese, pure troppo, invece… Se la prima parte, più teorica e filosofica, mi ha preso bene, la seconda, tutta colpi di scena, mi è sembrata un videogioco impazzito dentro al quale mi sono perso (sto invecchiando?). Dopo lo
Scorsese dello scorso anno, un altro film psicotico e labirintico per
Leonardo Di Caprio. Spero non si specializzi nel genere. Meravigliose le scenografie.
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