martedì 19 maggio 2026

Flotilla per un'umanità nuova

Ho letto su Il fatto quotidiano la cronaca fatta dal giornalista Alessandro Mantovani, a bordo di una delle imbarcazioni non ancora bloccate in acque internazionali dal governo fascista di Netanyahu. È incredibile come questo stato genocida possa fare tutto, nell’indifferenza internazionale, ma è altrettanto incredibile come ci siano centinaia di imbarcazioni facenti parte della Global Sumud Flotilla pronte a salpare. Sopra c’è gente consapevole del rischio che corre, uomini e donne da tutto il mondo, simile a una brigata internazionale contro la tirannia. Credo dovremmo salirci sopra tutti, perché un’umanità nuova, degna di questo nome passa da lì. O ci salviamo tutti o moriamo tutti. Io la penso così. E voi?


 

Etichette: , , , , , , ,

venerdì 17 aprile 2026

Massive Attack e Tom Waits


 
«Questa canzone arriva in un periodo caotico», dicono i Massive in un comunicato. «In tutto l’emisfero occidentale, l’autoritarismo degli Stati e la militarizzazione delle forze di polizia si stanno nuovamente fondendo con politiche neofasciste. Visto nel contesto dell’emergenza americana, sia in patria che all’estero, questo pezzo è attraversato da impulsi spietati e da una mente alla deriva».
Impeccabile presentazione dei Massive Attack per questa collaborazione epocale con Tom Waits. Due miti generazionali, dei fenomeni musicali che prendono posizione con una canzone con il loro stile. Mi piace....

Etichette: , , , , , , ,

venerdì 23 gennaio 2026

Billy Bragg Hundred Year Hunger


 Ricordiamoci ancora della Palestina, di quello che abbiamo fatto lo scorso autunno... caldo.

Etichette: , , , , , , , ,

giovedì 1 gennaio 2026

Esercitiamo il dissenso prima che l'esercito prenda noi



Auguri per il nuovo anno che verrà, anzi che è ora appena partito. Ne abbiamo bisogno, visto la brutta aria che tira, tra libertà negate, un governo che peggio non potrebbe fare, un'opposizione poco attiva e convincente nel palazzo, un'opposizione di piazza forte, ma intimidita perché l'unica in grado di creare una vera alternativa possibile partendo dalle manifestazioni per la P@lestina. E poi la guerra, tornata di gran moda, con i mercanti di armi (i nostri democratici stati Ue) gli unici a brindare tutti i giorni, come bene evidenziato dalla vignetta di Natangelo su Il Fatto Quotidiano di fine anno. E allora cito anche l'altro quotidiano che riesco a leggere assieme al Fatto, pur incazzandomi perché non è più il giornale che era, cioè il manifesto. Vi consiglio di leggere l'editoriale di questa mattina del suo direttore  Andrea Fabozzi che trovate qui. Lo sottoscrivo in pieno e non mi meraviglio di come ci siamo ridotti. Dagli anni '80 è iniziato un arretramento, che ha poi avuto scossoni sempre più forti alle fragili democrazie liberali e ai diritti conquistati negli anni '60 e '70, fino all'imbavagliamento di troppe coscienza (che si sono fatte imbavagliare per paura) nel periodo c@vid. Il resto è cronaca nera! E allora, esercitiamo il dissenso, prima che l'esercito prenda noi.

Etichette: , , , , , , , , , ,

lunedì 17 novembre 2025

Miscellanea incazzata, Palestina Libera

 

Nel giorno della morte di Alice ed Ellen Kessler, morte insieme, come sono vissute insieme, morte in modo civile a 89 con la pratica del suicidio assistito (una notizia che non dovrebbe essere una notizia), vengo a sapere che nella mia città negano l’aula dell’Università per un incontro sulla Palestina (tra gli ospiti ci doveva essere anche Greta Thunberg). Motivazione, leggo in un articolo online del quotidiano della mia città, la legge sulla par condicio (in Veneto ci saranno le regionali il 23 e 24 novembre). Mi viene da ridere per non piangere? Cosa centrano questi giovani studenti, universitari e medi con le elezioni, le noiose elezioni regionali dove si sa già come andrà a finire? Cosa centra la Palestina, dove stanno massacrando un popolo come gli indiani nelle Americhe, gli armeni eliminati dai Turchi, gli ebrei nel centro della civile Europa? Vi rendete conto? E intanto su Rai 3 passa finalmente No Other Land, documentario Oscar che fa vedere cosa succedeva e succede in Palestina (è una finta tregua, lo sanno anche i sassi). Commuove tutti, o quasi … io lo vedrò su Rai Play, cercatelo lì se non l’avete ancora visto. E poi mi andrò a bere un brulè dai giovani dell’università di Verona, che non possono fare il loro incontro sulla Palestina, con testimoni diretti del massacro in atto. Per la par condicio, pensate! Rido per non bestemmiare. E domenica andrò a votare comunista, come ho sempre fatto. Con poco entusiasmo questa volta, più che altro perché me lo consiglia l’amico Pier Paolo Capovilla. Oggi è pure la festa dei gatti neri. Auguri!  


Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,

venerdì 3 ottobre 2025

Sciopero!


 

Etichette: , , , ,

giovedì 4 settembre 2025

Con Global Sumud Flotilla

 

Oggi purtroppo avevo impegni di lavoro, altrimenti sarei andato anche io a manifestare sostegno di Global Sumud Flotilla, come in molte città italiane. Continuo a pensare, che mentre massacrano un popolo, da anni, ma in questi mesi con ancora più progettualità genocida, noi siamo impotenti. Come durante il nazismo, chi sapeva e non faceva nulla, ma all'ennesima potenza, in quanto i mezzi di comunicazione sono così sviluppati, che non possiamo non sapere, non vedere, stare fermi. Da blogger voglio dedicare più post al genocidio in atto sulla terra palestinese. Poco, ma è quello che riesco a fare oggi.

Etichette: , , , , , ,

venerdì 3 gennaio 2025

da smemo: Il mio Salinger



Continuo a pubblicare pezzi apparsi sul sito di SMEMORANDA, purtroppo ora chiuso, quindi scomparsi. Torno a un libro magnifico, per me un capolavoro del graphic novel. Si tratta di una parte della vita del grande scrittore J.D. Salinger, una parte poco nota, cioè quella del matrimonio con una donna tedesca, conosciuta in ospedale dopo la II guerra mondiale. S’intitola Il mio Salinger, scritto da Valentina Grande, disegnato da Eva Rossetti. Leggendo il libro, senti quanto noi, massa informe, siamo addormentati, illusi, che la vita sia bella, tra natali, vacanze, canzonette. Mentre la vita per molti è orribile, una carneficina continua per alimentare un sistema (dai lager alla Palestina di oggi). Be’, se pensate che sia un fumetto triste, vi sbagliate. È a colori! Dai, leggete quel pezzo di allora (era il 2018), e poi, magari, cercatevi sto libro. 


 Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , , , , ,

lunedì 14 ottobre 2024

Stanno bruciando vivi


 

Sì, è come Auschwitz, il paragone non è azzardato e manco provocatorio.  Oggi, grazie ai mezzi potenti che abbiamo, possiamo vedere tutti tutto in diretta, e domani, se vi saremo ancora, non potremo dire che non sapevamo. Stanno bruciando vivi.

Etichette: , , , , , , ,

giovedì 5 settembre 2024

Io non resto in silenzio davanti al genocidio palestinese!

 


La situazione in Palestina è una delle più gravi violazioni dei diritti umani nel mondo. Milioni di persone sono state sfrattate, uccise, torturate e oppresse da un regime di occupazione illegale. Io non resto in silenzio davanti al genocidio palestinese. Alzo la mia voce per chiedere giustizia, pace e libertà per il popolo palestinese. 

Non si può restare insensibile davanti a questo genocidio, prendi posizione e condividi questo post, basta indifferenza!

Etichette: , , , , ,

domenica 25 febbraio 2024

Piazze piene

Citando Faber, dico che "la cosa che più temo è che l'autorità attraverso il consenso della maggioranza, lasci le maggioranze stesse libere di scegliere come comportarsi nei confronti delle minoranze: emarginandole, magari non soltanto non rispettandole, ma non tollerandole..." Mi pare che è quello che è successo a Pisa, Firenze, Catania, Verona, e ancora prima a Genova nel 2001 o durante i lockdown. Fermo restando che chi va a manifestare per la Palestina non è una minoranza, numerica, ma è emarginata dal pensiero unico, propagandato dai dai media di regime. Risposta giusta è quella di riempire ancora di più le piazze, non per mera propaganda, ma perché la piazza è viva, a differenza dei media, che sono morti e passano solo le veline della maggioranza contro chi dissente. I politici che hanno giustamente riempito le piazze ieri, lo devono continuare a fare anche un domani, quando magari sostituiranno questo brutto governo. E dire chiaramente, che una cosa così con loro non potrà succedere, che metteremo i codici identificativi sulle divise, il reato di tortura intoccabile. Solo così potranno riconquistare il voto dei delusi, di chi, a torto, si astiene (io non l'ho mai fatto). Uno scambio alla pari per impedire alle maggioranze di scegliere come comportarsi nei confronti delle minoranze.
 

Etichette: , , , , , , , , , ,

lunedì 25 dicembre 2023

Auguri, un cazzo!

Un Altan d'annata che però sta bene anche quest'anno. A dirla tutta starebbe bene a tutte le feste natalizie e di fine anno che ho vissuto, visto la deleteria politica dei tagli da quarant'anni a questa parte (salvo qualche rara eccezione). Manco il covid19 ci ha insegnato qualcosa, nell'investire nella sanità e nei servizi sociali, sia da politici di centro-sinistra sia da politici di centro-destra (mettiamo una pietra sopra ai tecnici, finti apolitici). Il problema è quel centro, che annacqua tutto? Forse sì, ma anche no. Il male è una politica di destra economica che ci ha impoveriti e continua a impoverirci, dicendo che dobbiamo fare sacrifici per un domani migliore, come una religione laica. Ultima, in ordine di tempo, la bocciatura del salario minimo a 9 euro, portato in parlamento da un'opposizione che ogni tanto si sveglia (quando va all'opposizione), mentre una raccolta di 70.000 firme di Unione Popolare chiede che il salario minimo sia posto a 10, tramite una legge d'iniziativa popolare. Il governo, guidato dalla Meloni, proveniente dalla cosiddetta destra sociale (e con la Lega popolana del Salvini), ha detto no ai nove euro (dicasi 9 euro) di salario minimo. Questo mi è venuto in mente vedendo la vecchia vignetta di Altan, e mi è venuto naturale pensare Auguri, un cazzo! Per non dire della Palestina, terra dove è nato troppi anni fa il festeggiato di oggi, e dove si sta perpetrando l'ennesimo genocidio. Quindi, sì, ancora, Auguri un cazzo!

"Puoi regalarci dei bambini?"

 

 

Etichette: , , , , , , , , , ,

sabato 15 maggio 2021

Blog fermo per protestare contro la guerra ai palestinesi

 

Aderisco all'invito di Web sul Blog e fermo anche il mio di blog.

In queste ore continuano a morire civili innocenti in Palestina, mentre la comunità internazionale, resta a guardare in silenzio questo nuovo genocidio.

Anche se serve a ben poco, questo blog si ferma per 24 ore, per protestare contro l'indifferenza verso questi atti criminosi.

Invito tutti gli amici a fermare i propri blog e profili, per qualche giorno e far girare questa iniziativa.

Io dico no alla guerra!


Berlinguer dobbiamo essere noi, abbracciando idealmente il popolo palestinese sotto assedio, per il suo diritto, ancora una volta, a esistere. Perché RESTIAMO UMANI non è un semplice slogan, Vik ce l'ha insegnato.

Etichette: , , , , , , , , , , ,

giovedì 15 aprile 2021

Dieci anni senza Vik

 

Vik era Vik, scrissi anni fa per ricordarlo con dei versacci, ma forse ora per un giovane d'oggi che passasse di qui non basta.  Vik, al secolo Vittorio Arrigoni è stato un pacifista, un uomo che credeva fino in fondo in quello che faceva, tanto da rischiare la vita. 


L'ha persa nell'amata Palestina, dove era stato testimone vero e quasi unico di Piombo Fuso, offensiva israeliana sulla striscia di Gaza con più di mille morti nel giro di un mese (tra dicembre 2008 e gennaio 2009), in barba al diritto internazionale e al rispetto della vita. Pochi erano sul campo a raccontarlo, lui era sulle autoambulanze e vedeva in prima persona cosa stava succedendo. Aveva un blog Guerrilla Radio, dove scriveva questo, ma molti suoi pezzi passarono su il manifesto e poi in un libro che consiglio Gaza - Restiamo umani. Lui terminava i suoi pezzi con questa frase Restiamo umani, divenuta celebre. 


L'assassinio avvenne in circostanze misteriose, mai chiarite 10 anni fa (probabilmente tra il 14 e 15 aprile 2011). Ci fu un rapimento lampo e la sua esecuzione poche ore dopo, in sostanza. Mi ricordo che ero in un bar in città, e alla tv davano la notizia del suo ritrovamento. La cameriera che mi aveva servito il caffè disse che era morto, povero ragazzo. Mi venne la pelle d'oca, mi sentii impotente. Come fosse morto un mio parente, un caro amico.

Per approfondire qui

Etichette: , , , , , , , , , , , ,