venerdì 3 gennaio 2025

da smemo: Il mio Salinger



Continuo a pubblicare pezzi apparsi sul sito di SMEMORANDA, purtroppo ora chiuso, quindi scomparsi. Torno a un libro magnifico, per me un capolavoro del graphic novel. Si tratta di una parte della vita del grande scrittore J.D. Salinger, una parte poco nota, cioè quella del matrimonio con una donna tedesca, conosciuta in ospedale dopo la II guerra mondiale. S’intitola Il mio Salinger, scritto da Valentina Grande, disegnato da Eva Rossetti. Leggendo il libro, senti quanto noi, massa informe, siamo addormentati, illusi, che la vita sia bella, tra natali, vacanze, canzonette. Mentre la vita per molti è orribile, una carneficina continua per alimentare un sistema (dai lager alla Palestina di oggi). Be’, se pensate che sia un fumetto triste, vi sbagliate. È a colori! Dai, leggete quel pezzo di allora (era il 2018), e poi, magari, cercatevi sto libro. 


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venerdì 3 giugno 2022

Chi era Waldheim?

 

Chi era Kurt Waldheim? Era un politico e diplomatico austriaco, che nonostante il suo periodo nella Wermacht durante il nazismo, fu segretario generale delle Nazioni Unite dal 1972 al 1981 e poi presidente dell'Austria per il Partito Popolare dal 1986 al 1992 , quando scoppiò il "caso Waldheim"... alla buonora, direi. Si parlò del suo passato nazista, chissà perché non emerso prima (un nazista segretario generale dell'ONU, vi rendete conto?), si scrissero molti articoli, libri, canzoni come la stupenda Good Evening Mr. Waldheim di Lou Reed.Continua a leggere...»

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mercoledì 9 marzo 2022

Violenza di Stato con siringa

Ora so come sta una donna
dopo una violenza, dopo
che il suo corpo è stato
violato.
Ora so come sta una donna
costretta a essere infilzata,
con un organo di potere
dentro.
Ora so come sta una donna
infamata: ti piace, ne hai
bisogno, devi farlo, è per la
salute.
Ora so come si sente una
donna costretta a subire
una cosa che non vuole,
dentro.

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sabato 25 gennaio 2020

Giorno della Memoria in musica

Anticipo la giornata della Memoria per regalarvi la colonna sonora giusta per ricordare. Si tratta della riedizione della compilation Sulla Memoria, pubblicata nel 2004 da CNI (Compagnia Nuove Indye), promossa dal Mei – Meeting delle Etichette Indipendenti, in collaborazione con Materiali Musicali e Materiali Sonori e con il patrocinio di AudioCoop.
Ci sono alcuni brani già presenti nell'edizione 2004, dalla quale si è ripresa anche la copertina, con l'aggiunta di nuovi sempre in linea con le tematiche del Giorno della Memoria, per ricordare quanto successo a causa delle dittature nazifasciste, che sterminarono etnie, oppositori politici, omosessuali, zingari. 
Sulla Memoria 2020, playlist creata dal profilo Spotify di Materiali Musicali, la potete ascoltare liberamente cliccando qui

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domenica 27 gennaio 2019

L'ultima volta che siamo stati bambini, e la Memoria

Non sono abituato a fare post per il Giorno della Memoria, perché mi sembra sia spesso fatto solo per dovere istituzionale, dimenticandosene tutti gli altri giorni. Questa volta però mi è capitato di leggere un libro geniale, intelligente, ben scritto da Fabio Bartolomei, autore contemporaneo, che ritorna a quei giorni. Lo fa in modo naturale, cioè cercando di raccontare una storia di ragazzini travolti dal dramma dei campi di sterminio in L'ultima volte che siamo stati bambini, edizioni e/o.
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venerdì 19 gennaio 2018

Salinger a fumetti, un altro capolavoro


Il mio Salinger è un libro a fumetti molto speciale, uscito da qualche settimana per BeccoGiallo. Scritto da Valentina Grande, disegnato da Eva Rossetti, racconta in modo poetico la vita del famoso scrittore J. D. Salinger, poco prima del successo mondiale di Il giovane Holden. A narrarlo, in prima persona la sua prima moglie, la tedesca Sylvia, conosciuta alla fine della Seconda Guerra Mondiale in ospedale, mentre Salinger era in cura per un disturbo post traumatico da stress, dopo aver assistito agli orrori della guerra e aver visto i campi di sterminio nazista. 
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giovedì 15 giugno 2017

Un Dylan Dog da leggere assolutamente

Tra il lavoro d'ufficio in questo periodo molto pesante in termini d'orario, la nostra passione per l'orto, e le tante cose della vita, mi sono ritrovato a leggere solo oggi il Dylan Dog di maggio (uscito a fine aprile). Poco male, un Dylan Dog si può leggere sempre, e questo lo si leggerà a lungo, perché è uno dei numeri più belli della nuova serie, un classico al primo sguardo. S'intitola Il passo dell'angelo, è scritto e disegnato da Gigi Simeoni, al quale faccio i complimenti per la bellezza della storia, il modo di disegnarla e l'equilibrio nel farci stare tutto nelle canoniche 98 pagine. Inizia come la classica storia adolescenziale, con due ballerine, di una prestigiosa scuola inglese, che si tolgono la vita per l'eccessiva rigidità della loro insegnante. Scotland Yard viene subito chiamata a indagare (in particolare Rania Rakim, poliziotta di origini arabe, sempre più importante nel nuovo Dylan Dog), e poi arriva anche il nostro eroe, che troverà il mostruoso, l'innaturale, l'esoterico ... e anche vecchi nazisti. Ma non aggiungo altro. Se non avete mai letto Dylan Dog, vi consiglio di provare cominciando con questo numero.

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mercoledì 10 giugno 2009

CINEMA: Uomini che odiano le donne, un film Rapace

A volte vado al cinema per il solo gusto di farlo, non sapendo bene a cosa vado incontro. Mi butto nella sala, come mi buttassi nel mare, e poi nuoto, se mi piace. Come in questo caso, Uomini che odiano le donne. Sapevo solo che era tratto da un bestseller di uno scrittore del nord Europa. Mi sono trovato subito a mio agio, diciamo che l’acqua era calda e ho nuotato bene. Uomini che odiano le donne è un film strano, perturbante, demodè; a tratti sembra un Hitchcock-movie (dell’ultimo periodo): il mistero, la fantapolitica, il sesso morboso. Siamo però ben piantati nella nostra epoca da piccole iene, con computer, hacker, microtelecamere, dati e foto disponibili con un clic.
La vicenda si dipana grazie a queste nuove tecnologie, usate per scoprire il mistero della scomparsa di una ricca ereditiera. Legati a lei, nel corso degli anni, mostruosi delitti di donne rimasti impuniti. Al centro una ricca famiglia industriale, con personaggi eccentrici, alcuni dal passato nazista (ora vecchi nostalgici) e un patriarca alla ricerca della verità. Incaricato di dipanare il mistero un giornalista d’estrema sinistra, al quale si affianca una giovane hacker inquieta, a sua volta vittima di violenze, con il riformatorio alle spalle e un tutore che più figlio di puttana non si può.

È lei il vero motore del film (forse anche nel libro?). Sconvolge l’impianto di una pellicola altrimenti avviata su binari convenzionali con il suo spirito punk. I suoi tatuaggi, le sue abitudini sessuali, i suoi piercing, il suo corpo androgino. Difficile non innamorarsi di lei. A darle corpo è la giovane attrice Noomi Rapace, moretta poco nordica (il cognome tradisce le sue origini italiche?), vera ribelle senza causa dei nostri giorni. Senza causa?
QUESTO IL SITO DEL FILM http://www.uominicheodianoledonne.it/

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