lunedì 8 luglio 2024

NUOVO FRONTE POPOLARE

Mi piace molto questa immagina, questa vignetta dell'ottimo disegnatore brasiliano Carlos Latuff. La macchina neonazista è stata fermata nelle urne elettorali, dalla grande bellissima vittoria del NUOVO FRONTE POPOLARE, una colazione di sinistra, non solo nel nome ma anche nei fatti, nei programmi, nelle lotte che ha fatto La France Insoumise di Jean Luc Mélenchon, ora chiamato a governare il suo paese. Una vittoria che nasce dalle mobilitazioni di piazza, da un programma avanzato, e che ha convinto la maggioranza dei francesci che sono andati in massa a votare per una vera sinistra. Molti i voti anche per la Le Pen, che comunque è terza dietro il deludente Macron. Per questo i miei migliori auguri a Mélenchon: che governi e porti avanti il suo programma da NUOVO FRONTE POPOLARE.

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giovedì 9 giugno 2022

Rece d'Alligatore: Tiberio Ferracane

Tiberio Ferracane, Magaria

MoovOn

Magaria vuol dire, in dialetto siciliano incanto/incantesimo, ma anche magia, fattura. Direi che tali parole rappresentano bene la musica di questo album di Tiberio Ferracane, nato a Collegno (To), da genitori nati in Tunisia da immigrati siciliani. Che giro di culture attorno al mediterraneo, con lingue, cibi, storie, sentimenti, viaggi. Tutto questo si ritrova in Magaria, gran disco fatto di sedici canzoni. Metà originali, metà grandi classici che non ti aspetti, riscoperte per me, ma anche per voi, se avrete voglia di ascoltarle.

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domenica 6 febbraio 2022

Francois Truffaut oggi farebbe 90 anni


Francois Truffaut (6.2.32- 21.11.84)

Truffaut è per me il Cinema. Oggi farebbe 90 anni, come mio padre quest'anno, anche lui scomparso tanti anni fa. Truffaut è I quattrocento colpi, il suo folgorante esordio (se non l'avete mai visto cominciate da quello) è l'amore per il cinema, per i libri, per la Storia. Truffaut è Jean-Pierre Léaud, il suo alter ego presente in tanti suoi cult, a partire proprio da I quattrocento colpi, quando era bambino. Truffaut è la cinefilia pura, è la bellissima Fanny Ardant, ultima sua compagna di vita (con lei anche l'ultimo film Finalmente domenica, altra pellicola che vi consiglio), è la pellicola in bianco e nero, è una faccia da francese, le canzoni popolari che contengono verità (come il suo Cinema). Truffaut è Jules e Jim, La mia droga si chiama Julie, Effetto notte, Tirate sul pianista, La signora della porta accanto, La camera verde, L'uomo che amava le donne, tutti i film del ciclo Antoine Doinel...

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sabato 29 giugno 2019

Sea Watch, appello di Le Monde

Pubblico integralmente l'appello di Le Monde, rigurado il vergognoso comportamento dell'Italia e dell'Europa in tema di immigrazione. Appella firmato fino a ora da più di 700 persone, che sottoscrivo parola per parola. 
L'APPELLO
Chiediamo al governo italiano di cambiare politica e di far entrare in porto la Sea Watch 3 e di lasciare proseguire la sua missione in piena sicurezza.
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domenica 4 novembre 2018

Euforia e i Novelle Vague

Ieri pomeriggio, sabato 3 novembre, abbiamo deciso di passarlo al cinema. Volevamo vedere il film della Golino Euforia. Valeria Golino è la regista, mentre a interpretarlo c'è Riccardo Scamarcio, Valerio Mastandrea, Isabella Ferrari, e in un piccolo ma importante ruolo anche Jasmine Trinca, anche produttrice. Ci sono due fratelli molto diversi in Euforia, uno estroverso, gay libertino, ricco, l'altro serio, piccolo borghese, malato terminale di cancro. Il primo lo ospita nel suo attico a Roma, cercando di essere il più possibile utile, a volte eccedendo. Nel complesso un discreto film, a tratti pesante (difficile essere leggeri con una trama così, forse), con dei momenti interessanti e delle invenzioni di regia non banali. Non mi è dispiaciuto, in parte può ricordare il primo Ozpetek, non solo per la tematica omosessuale, e certo cinema francese. Mi è piaciuto più di tutto ritrovare una canzone dei Novelle Vague, anzi la loro reinterpretazione memorabile di A Manner of Speaking dei Tuxedomoon. Tale pezzo è contenuto nel primo loro disco, che abbiamo ascoltato per ore ieri a cena Elle e io. E allora, riprendo la rece che scrissi nel 2004 per Smemoranda, consigliandone l'ascolto ...
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martedì 25 settembre 2018

Rece d'Alligatore: Andrea Gioè


Andrea Gioè, L’Ottimista
Pirames International
Entusiasmo e gioia di vivere a piene mani in questo disco, non a caso intitolato L’Ottimista, con la O maiuscola e il punto escalmativo. Enfasi e buoni sentimenti sono la nota dominante di Andrea Gioè, giovane cantautore di Palermo. Tra Baglioni e Ligabue, un pop-rock accattivante, fatto bene, ma che non mi convince molto, in particolare per i testi.
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sabato 4 novembre 2017

Locandine cult: L'uomo che amava le donne

  L'uomo che amava le donne (L'homme qui aimait les femmes)
di François Truffaut
(Francia 1977)
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sabato 23 settembre 2017

Elogio di Isabelle Huppert

Impeccabile in ogni suo film, sempre
uguale, con la sua personalità, ma
in ruoli diversi, è la migliore
attrice vivente.
Quest'anno l'abbiamo già vista in
un paio di film: Elle di Verhoeven,
giallo a tinte forti, e Le cose che
verranno, della Hansen-Løve.
In tutti e i due film è dura, una
donna dura, che non si arrende
alle avversità, e non si fa mettere
sotto da nessuno.
Non sono sempre belle persone,
quelle che interpreta, ma alla fine
rivelano le falsità del mondo, le
sue stupide consuetudini.

Per questo penso a lei come a un
attrice punk, cioè rivelatrice della
fine del sogno, delle sconfitte, e,
per questo, della lotta continua.

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martedì 5 settembre 2017

Crimine culturale: Domicile Conjugal ...

Film del 1970 del grande Francois Truffaut, quarto episodio delle avventure di Antoine Doinel, alter ego del regista stesso sempre interpretato da Jean-Pierre Léaud, commedia agrodolce tipicamente francese che descrive la vita coniugale di una giovane coppia borghese parigina, Domicile Conjugal, appunto, vergognosamente tradotto in Italia in ...
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martedì 9 maggio 2017

L'Europa dopo la pioggia II

Max Ernst - L'Europe après la pluie II

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mercoledì 9 novembre 2016

Frantz, un capolavoro!

Come avrete capito dal titolo del post, il film di François Ozon è per il sottoscritto un vero e proprio capolavoro. Imperdibile, se lo vedete nel cinema sotto casa non dovete perderlo. Noi siamo andati in un'altra città, Bologna, per riuscire a vederlo, in quanto nella nostra era passato quando eravamo in vacanza. Presentato alla recente Mostra del cinema di Venezia, Frantz è un film ambientato poco dopo la I^ guerra mondiale. C'è una ragazza tedesca sola, ha perso il suo promesso sposo in guerra, ucciso da un francese probabilmente ... e proprio un francese, trova un giorno a piangere sulla tomba del suo Frantz. Perché? Questo è il primo interrogativo di una pellicola che ne sottopone molti, ma alla fine esci con alcune certezze e una forza interiore come in poche altre occasioni ... e altre domande.
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mercoledì 4 maggio 2016

Ma che freddo fa ...

Il tempo sta cambiando, anzi, il tempo è già cambiato. Mi riferisco al meteo, al caldo e al freddo. Qui al nord, negli ultimi anni, abbiamo assistito a degli inverni strani: poco freddi, con poca neve, poca nebbia. Bello sotto alcuni aspetti, perché la neve, anche se poetica, complica gli spostamenti, sporca le vie, le strade, le auto, e la nebbia è fastidiosa (se c'è la nebbia, non si vede, diceva Totò), ma alla lunga dannosi. La nostra salute ne risente, vengono meno le riserve d'acqua, la salute della terra ne risente, e questo è uno dei sintomi di quel fenomeno chiamato surriscaldamento globale. Se poi in primavera, ti aspetti  il sole e il caldo, per andare in bici, ma trovi giornate di pioggia e freddo in aprile e maggio, capisci che il tempo è già cambiato e te ne stai in casa con la tosse per settimane (io non riesco a liberarmene da circa un mese).
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giovedì 7 gennaio 2016

Je Suis Checchò


Sono giorni che continuo a pensarci.
Oggi è già passato un anno, sembrano secoli.
Non è  cambiato un cazzo, nelle teste della gente.
In Italia, in Europa, nel mondo, tutti a gridare Je Suis Charlie, ieri.
A gridarlo per stupidi opportunismi di bottega.
Per un applauso in più, un voto in più, una sega.
Poi niente, altre guerre, altre bombe, sempre le stesse.
Poi altri attentati, altre bombe, altre guerre e solidarietà di facciata.
Frontiere chiuse, frontiere aperte, attenti a quelli con la barba.
Stars Wars 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 ... Checco Zalone.
In Italia poi, dove scambiano la satira con la baguette,
il massimo è Checcho Zalone e il suo filmone.

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domenica 15 novembre 2015

Liberté, Égalité, Fraternité ... per tutti

Sono momenti drammatici, lo sono da anni: la guerra irrompe nel cuore d'occidente, ancora una volta la Francia. Vediamo accadere in Europa quello che da anni accade in Afghanistan, in Iraq, in Siria: le nostre scelte di guerra ci stanno presentando il conto di anni di violenza e di distruzione, come dice lo stringato commento di Emergency, che condivido. Credo che in questi momenti, più che in altri, siano fondamentali le informazioni, anzi, la libera  circolazione delle informazioni, e non la stupida propaganda gonfiata dall'emotività. Per questo motivo, ho tolto la possibilità di commentare questo post, e invito a leggere, riflettendo sui fatti di Parigi di queste ultime ore.
IO LO FACCIO SU IL MANIFESTO

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lunedì 19 ottobre 2015

In palude con Emmanuelle Sigal



    NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE blues, jazz, pop, swing
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto)
LABEL Brutture Moderne
SITO O FB DEL GRUPPO
CITTA’:Paris/Bologna
DATA DI USCITA
23 ottobre 2015 

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mercoledì 7 gennaio 2015

Je Suis Charlie



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giovedì 30 ottobre 2014

Due parole con the Child of a Creek

Torna in palude, per la quarta volta The Child of a Creek, torna con non un semplice album, ma due, due dischi fuori in queste settimane con altrettante label diverse, trovate lontano dall’Italia. Quindi per questo blog, averlo qua è già un record. Vedremo di batterne altri parlando di Quiet Swamps, uscito con la francese Ruralfaune nelle prime settimane di ottobre, e Hidden Tales and Other Lullabies, uscito per la danese Metaphysical Circuits poco dopo. Due album legati al loro autore, sempre ricchi di suoni e atmosfere eteree, come potete intuire dalla copertina del primo.
Quiet Swamps appare un disco intimo, per dirla in critichese dilatato/dilatante, capace di momenti riflessivi di profondità abissale con accanto grandi staffilate rock. Come sottotiolo potrebbe andare bene Al di là del concetto di psichedelia. Hidden Tales and Other Lullabies è un tuffo ancora più intimo nella psiche di Lorenzo. Un album squisitamente strumentale, retto da un pianoforte magico, ma anche con chitarre e piano elettrico, e tante altre diavolerie usate dal musicante livornese come un alchimista. Indefinibile, assurdo perdere tempo a parlarne, bisogna ascoltarlo, anzi, ascoltarli. Pronti?

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martedì 21 ottobre 2014

Trent'anni senza Truffaut

Francois Truffaut
(06-02-1932 - 21-10-1984)

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venerdì 29 novembre 2013

Due parole con Cleo T

Direttamente da Parigi Cleo T. in palude. Intervista serale per permettere alla cantautrice francese di fare le prove per l’atteso concerto di domani, nella sua splendida città. Parleremo del suo primo disco, Songs of Gold & Shadow, titolo semplice e poetico, capace di racchiudere in immagini filmiche, dal neorealismo alla Novelle Vague, la vita favolosa e triste, ma vera, di una donna oggi. Un disco europeo, che con forza e ostinazione Cleo T. ha voluto per uscire da un periodo poco felice, e ora lo porta in giro con la sua band: Parigi, Londra, Berlino … dal 5 al 15 dicembre sarà pure in Italia, per un sacco di date (ne ho lette 11, provate a vedere qui se verrà anche vicino a voi).
Vicini a Cleo T. per questo disco, ci sono stati alcuni nomi importanti del rock a 360°: John Parish ha registrato e prodotto in quel di Bristol Songs of Gold & Shadow (la leggenda narra che si siano incontrati per caso a Milano, mentre lei era in attesa di un treno ritardatario …se fosse arrivato in orario, forse non si sarebbero visti), Robert Wyatt, dopo una fitta corrispondenza, le ha mandato una busta con delle parole scritte a lapis, e il testo che parlava di un loro incontro immaginario, in un luogo immaginario, con le indicazioni per la musica. Così è nata So Long Ago Yesterday, ghost-track dell’album, canzone del vento, e di come vedere la luce tra le foglie. Cose semplici e complesse allo stesso tempo. Parliamone. Pronti?  
PERCONOSCERLA MEGLIO

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lunedì 14 gennaio 2013

Due parole con gli Holiday in Arabia



Holiday in Arabia per la prima volta su questi schermi, e in palude si balla da subito. Si balla contro il grigiore dell’inverno, contro il grigiore delle politiche economiche, contro chi vuole farci credere che i giochi siano fatti. E allora Open Ending per chi ama i finali aperti, musica elettronica con un’anima, nove pezzi gioiosamente sintetici dati alle stampe per Baffo Music, label parigina di gusto sopraffino. Sì, per il loro disco d’esordio sono andati fino in Francia, Sebastiano Confetta e Marco Ghidelli, mente e corpo del progetto musicale, e hanno fatto un gran bene.
La mia coda non sta mai ferma un attimo quando Open Ending gira nel lettore. Nove tracce composte e prodotte dai due in nove mesi (come un bambino), assieme a Emanuele Battisti. Contributi vocali di Pietro Paletti dei The R’s (spesso graditi ospiti in palude), e Riccardo Bocci dei Nokeys, più il campionamento di una frase importate e rivelatrice di Milano calibro 9, stracult di Fernando Di Leo, per un pezzo intitolato emblematicamente Petrolio. Insomma, come capirete, c’è molto entusiasmo per questo cd. E allora pronti?  

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