Deadburger, anzi,
Deadburger Factory questa sera per la prima volta in palude. Lo storico gruppo
toscano sarà presto qui per presentare non un semplice album, ma un blocco di
tre dischi (si presenta proprio come un blocchetto compatto, con i tre cd più
un ghiotto libretto e un poster spaziale), nati come colonne sonore per il
teatro. Nonostante questo il lavoro è godibile da solo, in quanto il materiale
è stato rielaborato per essere semplicemente ascoltato. C’è un intreccio di arti
da far paura, non solo musica e teatro, ma anche fumetto, letteratura,
politica, sesso, gioia, rivoluzione e travolgenti passioni …difficili descriverle,
molto più semplice sorbirle. Un oggettino di culto a partire dal progetto
grafico ad opera di Paolo Bacilieri, fumettista versatile ed originale (vi
ricordate Sweet Salgari?), che ha disegnato le copertine, da mettere una
accanto all’altra per creare l’immagine del poster. Gulp!
Una confezione ricca,
tanto ricca da sfiorare l’incoscienza commerciale. Il primo cd del pacco è Puro
Nylon, ed è firmato in tre (Alessandro Casini,
Vittorio Nistri e Tony Vivona), dove partiture cameristiche si alternano
ad algida elettronica, Satie con Samuel Beckett
e Giorgio Saviane. Il secondo cd, Microonde (di Nistri) e Vibroplettri (di
Casini) è sperimentalismo puro, tra composizioni nate grazie ad un forno a microonde
le prime, e un uso originale di dildos, anelli per la stimolazione sessuale
maschile, e rotori per lecca lecca come plettri vibranti le seconde (William
Burroghs, ispiratore del testo teatrale per il quale era previsto l’uso, ne
sarebbe stato entusiasta). Il terzo, che ha dato il titolo all’intero pacco, La
fisica delle nuvole, è firmato Deadburger, ed è acidissimo rock con una formazione
che passa da cinque ad otto elementi (ma allungabile fino ad otto). Post Atomic
Cafè il titolo della pièce, ispirata da Kurt Vonnegut, con citazioni, tra gli
altri, di Nanni Balestrini, Douglas Coupland, Michel Houellebecq,
Neil Gaiman e ancora Satie. Troppa roba? … meglio parlarne con i diretti
responsabili. Pronti?
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