L'Alligatore ha compiuto 30 anni
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Cultura Rock a 360°
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| Charles "Hank" Bukowski alla macchina da scrivere |
Trent'anni fa esatti moriva Charles Bukowski, il mio scrittore preferito (era il 9 marzo del 1994). Io ho letto tutto di lui, anche libri usciti dopo, magari manco scritti da lui, ma pubblicati sull'onda del suo successo. Avrei voluto essere lui, diventare come lui, uno scrittore maledetto, un vecchio sporcaccione, uno senza santi ed eroi in un mondo in disfacimento. Il mondo da allora si è disfatto ulteriormente, chissà cosa avrebbe scritto lui in questa epoca ancora più folle e disastrata.
Io, nel 2004 collaboravo con Smemoranda, il sito della famosa agenda, bruciato pure lui. Pubblicai una cover, su quel sito, cioè una parodia di un suo racconto apparso in una delle sue più famose raccolte di racconti Taccuino di un vecchio sporcaccione. La ripropongo oggi, vent'anni dopo, anche se non sono diventato uno scrittore maledetto, forse solo un vecchio sporcaccione ...bella questa!
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Come promesso/minacciato, inizio a mettere alcuni pezzi apparsi sul sito di SMEMORANDA, durante i miei quasi vent'anni di collaborazione. Inizio con un piccolo articolo dedicato agli OFFLAGA DISCO PAX che parla dei loro concerti in alcuni importanti centri sociali italici. Come nel pezzo originale, c'è un link al mio blog, dove avevo raccontato del loro concerto al Centro Sociale Bruno di Trento del 13.11.2009, nella sede storica, ora purtroppo abbattuta, dove nel periodo andavo spesso a sentire grande musica.Continua a leggere...»
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Sarà banale dirlo, il tempo passa... probabilmente non invano. Era il giugno del 2003 quando iniziai a scrivere su Smemoranda, il sito della famosa agenda. C'era già chi scriveva di cinema, mia grande passione, chi di libri... mancava uno che scrivesse di musica e allora mi proposi. Mi chiesero di trovarmi un nome, decisi di chiamarmi L'Alligatore (poi Diego Alligatore) in onore dei romanzi di Massimo Carlotto, i romanzi più presenti nella libreria della mia cameretta. E da allora ho intervistato centinaia di giovani musicanti della scena Indipendente, fatto migliaia di recensioni dei loro dischi, concerti e diventato molto amico con tanti di loro (anche scrittori, fumettari, teatranti...). Siamo cresciuti insieme, da giovani trentenni con molte speranze a cinquantenni che hanno ancora grandi sogni. Qui sul mio blog nel mese di giugno, visto che purtroppo non c'è più il sito di Smemoranda, pubblicherò alcuni pezzi storici, pescando dal caos delle mie cartelline (sono un gran casinista, ma conservo tutto).
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Perché è importante questo titolo, secondo te?
Perché non siamo più usciti dall’ombra oscura proiettata da quell’evento.
Da quel momento in poi i paradossi generati dall’onda lunga degli accadimenti del luglio 2001 continuano a riverberarsi sulla concezione e sullo stato della democrazia attuale, nella quasi assoluta acquiescenza della popolazione.
DALLA MIA INTERVISTA AD ALBERTO CORRATI RIGUARDO A NESSUN RIMORSO, sul sito di SMEMORANDA. Qui per leggerla tutta.
Il meglio dei fumetto italiano,
più molti scritti e documenti importanti,
per non dimenticare Genova 2001.
PER ALTRE INFO qui
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Come è nato Io non sono io?
Nel momento in cui ho accettato tutte le mie incapacità e le ho unite, si sono formati i presupposti per il mio “non-fumetto”. Fin da quando ero molto piccola ho imboccato i più svariati propositi artistici e letterari. Ho sempre avuto una quantità esagerata di interessi che si sono inesorabilmente dispersi.
Per me ALPRAZ è una delle più grandi scoperte dell'anno. Il suo fumetto Io non sono io, fatto in completa autarchia, è qualcosa di surreale, magico, anzi psicomagico, che sembra uscire dagli anni Sessanta barra Settanta della gioiosa contestazione a tutto. A me a ricordato Jodorowski, la ragazza sarda, ma lei nell'intervista dice di non averlo molto in simpatia... ma di ispirarsi, tra i tanti, al Pazienza di Le straordinarie avventure di Pentothal. Grande Alpraz!
PER LEGGERE TUTTA L'INTERVISTA QUI
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Altra gran bella rece al mio Giovani, musicanti e disoccupati. Questa volta è il sito di Smemoranda, il sito della nota agenda sul quale scrivo da molti anni (ho iniziato nel 2003), e la soddisfazione è totale. Ora posso morire contento, per le parole usate, per dove sono state scritte, per il momento solenne ... Cosa volere di più dalla vita?
Dice Diego Alligatore nell’introduzione che è gente che “canta e suona magnificamente, quando è messa nelle condizioni di farlo”. Su questo ha ragione al 100%: Effenberg, Are you Real, Una, Jet Set Roger… tutti quanti fanno grande musica, ascoltare per credere. Sulle loro spalle di musicanti si sono caricati il compito di spingere la musica dal basso.
QUI la recensione completa.
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Spiazzante come l’autore che lo ha diretto. “Perduto amor” è fin dal titolo un film che prende i luoghi comuni è li fa a pezzi. C’è la Sicilia ma non è il solito film sulla Sicilia. C’è un ragazzino che vuole lasciare la sua terra per cercare fortuna al nord, ma non è il solito ragazzino che emigra per cercare fortuna a Milano. Il ragazzino, dopo i soliti lavoretti, prende contatto con l’ambiente musicale degli anni ’60, suona in un gruppo ma non diventerà un musicista famoso (no, non è un film autobiografico, non nel senso classico del termine). Potrei andare avanti all’infinito, senza dimenticare la locandina, con la ragazza sulla spiaggia che accostata al titolo potrebbe far pensare ad amori strappalacrime; niente di tutto questo, per fortuna. Il film viene segnalato, oltre che per la regia del cantautore siciliano, anche per alcuni imperdibili cammei di musicisti. Da Maurizio Arcieri dei Krisma che fa se stesso a 23 anni (ora, che ne ha cinquantotto) cantando "Cinque minuti” a Giovanni Lindo Ferretti, perfetto nelle vesti di mafioso siciliano, da De Gregori che filosofeggia in discoteca a Morgan, Radius, Mao …
L’Alligatore
[rece apparsa sul sito di Smemoranda nel 2003]
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Non c'è due senza tre, e poi continueremo. Sarà un rubrica fissa, con vecchie rece a dischi, film, libri del passato, perché siano utili al presente. Per riascoltare/rivedere/rileggere. Si chiamerà ADP (Alligatore da piccolo) e poi il titolo dell'opera scelta.
In questa
terza puntata sveliamo il nome. Non nasco come Alligatore, ma lo divento. Lo divento quando Smemoranda mi chiede di inventarmi un nickname, un alias, un nome d'arte insomma.
Mi trovavo davanti alla libreria in camera mia e pensavo, pensavo,
pensavo...vedevo delle copertine gialle in maggioranza. Erano quelle dei
libri di Massimo Carlotto con le avventure de L'Alligatore. Per questo decisi di firmarmi così.
Qui sotto metto una rece al cd di una band che mi piaceva molto, i
veronesi Lecrevisse. I componenti della band, dopo il terzo cd presero
strade diverse (unòrsominòre. è stato ospite più volte in palude). Io continuo a considerarli una delle migliori band dei
primo decennio del nuovo secolo...
Lecrevisse, (due.) Jestrai/Venus, 2003
Kappa, cantante e chitarrista dei Lecrevisse, in una recente intervista ha detto che quando gli chiedono che tipo di musica fa il suo gruppo lui dice che suonano rock, poi, se l’interlocutore è ancora interessato parte con una mezz’ora di definizioni. È quello che vorrei fare io per parlarvi di questi piccoli/grandi musicisti al loro secondo cd. Ascoltandoli saltano in mente un sacco di nomi, ma alla fine ci si accorge di aver sentito una sola grande band: i Lecrevisse. Sarà la loro abilità nel suonare duemila strumenti per creare i più svariati suoni, sarà la versatilità dei loro gusti musicali e delle loro esperienze, sarà quel che sarà ma questo loro cd profuma mito lontano un miglio: theremin, trombe, violini sapientemente sparsi per il cd, chitarre acide e testi malinconici cantati in italiano, momenti lisergici di rara potenza. Dal lungo viaggio della durata di ben 11 minuti di ncg 287 (puro Motorpsycho) alla malinconica di ieri, con il vociare caotico in sottofondo (sarebbe stata perfetta per l’ultimo film di Ozpetek), dalla tromba che accompagna il sorprendente jazz di divertissement all’originale cover di come è profondo il mare (si proprio lei) di Dalla. Un caleidoscopio di suoni, parole, immagini che ti colpiscono il cervello. Il modo migliore di festeggiare i trent’anni di The Dark Side Of The Moon.
www.lecrevisse.com …
L’Alligatore
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| Primo Alli-logo su Smemoranda 2003 | |
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I tre allegri ragazzi morti e la ripartenza della musica sarà la mia priorità prossima. Per i fumetti ho una novità per il prossimo autunno. Ma non posso dire molto… posso dire che sarà da ridere!
QUESTA è l'ultima domanda dell'intervista che ho fatto a Davide Toffolo sul sito di Smemoranda riguardo Come rubare un Magnus, capolavoro a fumetti dedicato alla figura di Magnus. Un libro uscito di recente per la OBLOMOV EDIZIONI, prima di essere stato su LINUS a puntate, come i romanzi d'appendice dei nostri nonni. Per me un vero capolavoro, che mi sono goduto sul mensile prima e poi nel bel volumone, ancora più gustoso, e con qualche divertente novità, come il disegno con il quale el Tofo ragazzino vinse il concorso del decennale di Alan Ford.
Se volete leggere tutta l'interessante intervista andate qui.
Sotto alcune tavole del libro Come rubare un Magnus.
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Da mezzogiorno a mezzanotte, dodici ore di musica per “Voci X Patrick – Maratona musicale per chiedere la liberazione di Patrick Zaki”, un grande evento in streaming in programma l’8 febbraio e promosso da Amnesty International Italia, MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti e Voci per la libertà. Pierpaolo Capovilla, Roy Paci, Grazia di Michele,
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Partiamo dal titolo, Tutto quello che non dimenticherai mai del tuo Erasmus. È fedele all’originale?
No, il titolo originale tradotto letteralmente suonava un po’ forzato (“Le cose che non dimenticherai mai del tuo Erasmus”); inoltre con un titolo dal forte richiamo intertestuale – pensiamo al film di Woody Allen, ad esempio – si strizza l’occhio anche alla prima generazione Erasmus, quella dei quasi cinquantenni che in questo graphic novel possono ritrovare lo spirito di quegli anni, ma anche uno sguardo sul presente.
per leggere tutta l'intervista vai sul sito di SMEMORANDA
Tutto quello che non dimenticherai mai del tuo Erasmus
di Raquel Piñeiro e Amaia Arranzola
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