mercoledì 17 giugno 2026

Auguri compagno Loach

 

Ken Loach compie oggi 90 anni e voglio ricordarlo qui perché se lo merita. Coerente fino al midollo, i suoi film parlano della/alla classe operaia, di qualsiasi epoca o stato/colore della pelle. Il politico è la sua poetica, che non dimentica mai dietro o davanti alla macchina da presa, nelle piazze dove c’è, negli appelli internazionali, nella politica vera, non in quelle delle segreterie e tantomeno dei pessimi governi europei. È uno di noi Ken il rosso, dagli inizi di carriera fino all’ultimo film. 

Degli ultimi mi piace ricordare Sorry We Missed You, o Io Daniel Blake, o La parte degli angeli,  o Il mio amico Eric …più indietro Terra e libertà, Piovono pietre, My name is Joe, Ladybird, Ladybird

E voi?                                                                                                                                                                                                                                                                                


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sabato 28 marzo 2026

Film di Primavera 2026

 

Il filo del ricatto

Torna Gus van Sant con un film molto bello, teso, tosto. Tratto da una storia vera ambientata nel ‘77 nella provincia USA, dove la piccola borghesia si confonde/confina con il proletariato. Un tipo semplice viene fregato da una banca, con un prestito per compare un terreno da rivendere poi a una ditta che ci farà sopra un supermercato. L’affare non va a buon fine, l’uomo resta con il debito e decide di rapire il responsabile della banca. Non riesce a trovarlo perché è in vacanza, ma becca suo figlio.

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martedì 24 marzo 2026

Una battaglia vinta!

 

Il NO ha vinto e noi BLOGGER UNITI PER IL NO festeggiamo questo risultato. Fin dall'inizio sapevamo che il NO a questa controriforma avrebbe prevalso, consapevoli che la battaglia era però dura. Per questo abbiamo deciso di dire la nostra, come avevamo fatto in passato, per difendere in primo luogo la COSTITUZIONE sotto attacco come non era stata mai. Sapevamo che non era la semplice separazione delle carriere in ballo, sapevamo che c'era un'Italia migliore in grado di capirlo e votare con coscienza NO. Ma con i mass-media quasi tutti schierati da un parte, i social disturbatori di coscienze, il disimpegno degli ultimi decenni, la battaglia sarebbe stata difficile. Ma noi siamo quelli di una battaglia dopo l'altra, come il titolo di un recente film che c'è piaciuto molto. Per questo l'abbiamo combattuta e vinta con tutti voi. Grazie e adesso pronti per le prossime battaglie!

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giovedì 19 marzo 2026

NO, un film sul REFERENDUM

Vi invito a vedere questo film, o a rivederlo, e a leggere o rileggere la rece che scrissi nel 2013, dopo l'uscita tardiva in Italia di NO  I GIORNI DELL'ARCOBALENO. di Pablo Larrain

Parla di quel REFERENDUM concesso da Pinochet nel 1988 dopo 15 anni di dittatura. L'inizio della sua lenta caduta, troppo lenta. Allora in Cile, come adesso in Italia, bisognava votare NO. E il NO, nonostante i pochi mezzi e l'opposizione fatta fuori negli anni precedenti, vinse. Non dico che la Meloni sia Pinochet (anche se tra i consiglieri del dittatore c'era Gelli, che oggi voterebbe sì, era nel suo Piano di rinascita democratica la separazione delle carriere), ma mi piace pensare a una vittoria del NO, come inizio della fine di questo governo, e spero sia meno lenta di quella del dittatore cileno. Comunque sia cliccate qui per leggere la rece di allora (e quanta partecipazione nei commenti del blog ... altri tempi).

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venerdì 27 febbraio 2026

La via veneta al cult-movie

 

Le città di pianura di Francesco Sossai è un film sorprendente, stupefacente, anzi alcolcentrico. Potrebbe avere come sottotitolo “Dell’importanza dell’alcool nella cultura veneta” perché i due protagonisti, Sergio Romano (non il diplomatico) e Pier Paolo Capovilla (il cantautore, questo sì) bevono di tutto e di più… pure birra analcolica in un autogrill di notte, accorgendosi schifati, dopo diverse bottiglie, che è senza alcool perché di notte negli autogrill gli alcolici sono vietati. È una delle gag più riuscite del film…

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giovedì 29 gennaio 2026

50 anni dal rogo di Ultimo tango a Parigi

 

Continuo ad essere affascinato da sta pellicola, Ultimo tango a Parigi, forse più per la sua sorte che per altro… ma voglio rivederlo e vi dirò se dopo tanti anni il film maledetto di Bernardo Bertolucci è ancora valido oppure no. Intanto oggi parliamo della condanna al rogo, cinquant’anni fa come oggi.

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sabato 10 gennaio 2026

Salò 50 anni dopo


Cinquant’anni fa usciva, come oggi Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini. Usciva dopo il brutale assassinio dell’intellettuale comunista. Usciva scatenando polemiche, denunce al produttore e il ritiro del film dalle sale (vi ritornerà solo nel 1978, e poi a seguire con nuove edizioni: io l’ho visto solo al cinema qualche anno fa). Primo film di una trilogia sulla morte, purtroppo interrotta dalla morte stessa di Pasolini, Salò è una pellicola utile e necessaria, sempre attuale in questo mondo violento e fascista. Non è per tutti ma nel consiglio comunque la visione. Anzi, sarebbe da farne un remake oggi… voi l’avete mai visto?


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domenica 30 novembre 2025

Woody Allen, 90 anni di risate



Manhattan, Provaci ancora Sam, Io e Annie, Celebrity, La rosa purpurea del Cairo, Radio Days, Brodway Danny Rose, Zelig, La ruota delle meraviglie, Irrational Man, Harry a pezzi, Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere, Il domiglione, Amore e guerra, Match Point, Misterioso omicidio a Manhattan ... potrei andarre avanti ancora, così a memoria, tanto quanto adoro il cinema di Woody Allen, che oggi compie 90 anni. Ho visto e rivisto tutti i suoi film, che appena uscivano dovevo andare a vedere al cinema. Tra le cose più divertenti e interessanti della mia vita. Auguri Maestro.
 

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venerdì 26 settembre 2025

Claudia Cardinale la ricordo così

Claudia Cardinale la ricordo così, con alcuni suoi film, solo i primi che mi vengono in mente di una sterminata produzione: La ragazza di Bube, Il Gattopardo, Il giorno della civetta, C'era una volta il West, Fitzcarraldo, Un maledetto imbroglio, Gli indifferenti, La ragazza con la valigia ...
 

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martedì 11 marzo 2025

Tre film

 

Io sono ancora qui è un film stupendo, l'ennesima prova del grande regista brasiliano Walter Salles. Racconta in modo semplice e diretto la dittatura dei militari brasiliani, dittatura tanto anonima quanto brutale. La racconta attraverso le vicende della bella famiglia dell'ex deputato socialista Rubens Paiva. Vive con moglie e cinque figli a Rio de Janeiro, sembra un piccolo paradiso con il mare e una natura rigogliosa. Un brutto giorno dei governativi vengono a prendere lui, poi la moglie e la figlia. La loto vita non sarà più la stessa. Non dico cosa succede (lo si può immaginare), dico che la moglie lotterà fino alla fine, avvenuta qualche anno fa, per avere giustizia. Bel personaggio il suo, come quello del marito e dei figli. E poi, quella voglia di lottare e resistere nonostante tutto. E quel tutto era la dittatura, che ti prendeva e portava via, a volte per sempre.
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domenica 26 gennaio 2025

A Complete Unknown e la svolta elettrica di Dylan

 

A Complete Unknown è un film molto bello e molto importante, in rete fioccano le recensioni a favore (o contro) quindi è il momento di dire la mia. È importante per me, perché legato ai molti temi che sono da sempre girati su queste pagine del blog, e poi anche sui social: anni Sessanta, Musica, Politica, gli Anni della contestazione (che anticipa), Bob Dylan. Di sciuro è molto bello per le tante canzoni proposte, pare cantate dal divo Timothée Chalamet, entrato perfettamente nella parte del menestrello di Duluth. In questo film è protagonista assoluta la musica, le ballate, le prime ballate del Dylan folk, le canzoni di protesta contro i maestri della guerra. 

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giovedì 9 gennaio 2025

Un anno al cinema… il 2024

Torna su questo blog Un anno al cinema, rassegna visti al cinema l'anno precedente, quindi il 2024. Un annata di buoni film, su tutti Il giardino delle vergini suicide, che non avevo mai visto (non so perché) riproposto nei cinema dopo 25 anni dall'uscita. L'esordio di Sofia Coppola è un vero capolavoro, curato nei minimi dettagli eppure spontaneo e vero. Poi, nel corso degli anni ha dimostrato di valere molto, ogni suo film è da vedere (in dvd ho pure recuperato la sua seconda pellicola Lost in Translation, ora mi pare di averli visti tutti). Per quanto riguarda film nuovi usciti nel 2024 non mi hanno entusiasmato i film di Kaurismaki, Wenders e Guadagnino, deluso il Virzì di Un altro ferragosto, lasciato perplesso quello di Almodovar, l'ultimo (mentre mi è piaciuta un sacco la riedizione di Kika). Non mi è dispiaciuto il Jocker 2, criticato da molti, ho adorato Berlinguer, Povere Creature e The Holdovers - Lezioni di vita. Il resto vedrete qui sotto con il voto e per alcuni il link a mie recensioni messe su FB. Buona visione.

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domenica 11 agosto 2024

10 anni senza Robin Williams

Resterà sempre il professor Keating de L'attimo fuggente, film della mia generazione (una delle poche cose alte della mai generazione). Anche se potrei dire che era entrato nella mia vita di spettatore, molto prima, quando interpretava Mork da Ork in  Mork e Mindy, film tv di fine anni Settanta, primi Ottanta. Chi è della mia generazione se lo ricorderà bene, e anche qualche generazione prima. Sono i miei ricordi di lui più vivi, anche se potrei citare un sacco di film o serie (c'era anche in Happy Days, sempre come Mork da Ork): Good Morning Vietnam, Will Hunting - Genio ribelle, La leggenda del re pescatore, Risvegli, Popeye, One Hour Photo, The Final Cut, Harry a pezzi, cito a memoria, film magari non famosissimi, ma che ho visto al cinema e che vorrei rivedere. Mi impegno a cercarli e riguardarli nei prossimi mesi, per tenere alto il ricordo di questo splendido attore, che ci ha lasciati solo dieci anni fa.
 

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martedì 4 giugno 2024

Trent'anni senza Troisi

 


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mercoledì 8 maggio 2024

Il giardino delle vergini suicide a 25 anni dall'uscita


Non so perché non abbia mai visto prima di questa sera Il giardino delle vergini suicide, credo di avere visto tutti i film di Sofia Coppola, che adoro, tranne questo. Mi piacciono di lei anche i film contestati, tipo Bling Ring o Somewhere, ma questo suo esordio è potentissimo. La storia delle cinque sorelle suicide, perché soffocate da una famiglia borghese tradizionalista americana, è super. Non è tanto la storia, o almeno non solo la storia, magari già sentita in forme diverse in molti film della contestazione, ma è lo stile. Si vede il suo stile, che poi porterà avanti in tutte le opere successive. C'è uno spirito anarchico e una cultura rock ben amalgamanti, da sembrare la stessa cosa. La colonna sonora degli AIR è superba, ti resta dentro come le immagini, le carrellate, i volti delle ragazze bionde, a partire dalla più grande, interpretata da Kirsten Dunst allora diciassettenne, diventata poi grande in altri film indimenticabili della Coppola (Marie Antoinette su tutti). Perfetti nei ruoli di genitori conservatori il grande James Woods e la brava Kathleen Turner. Anche loro volti che restano impressi, come quelli dei ragazzini, inconsapevoli testimoni delle tragedie, ma anche inconsapevoli della vita. Il giardino delle vergini suicide è un film che ti resta dentro, anche dopo alcune ore. Senti ancora la musica, quella musica, le immagini al rallentatore, le festa a scuola. Uno dei migliori esordi della Storia del Cinema accanto a I 400 colpi di Truffaut. Ringrazio la Cineteca di Bologna per il restauro a venticinque anni dall'uscita.
 

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sabato 13 aprile 2024

Kissing Gorbaciov, un film da sostenere

Kissing Gorbaciov è un film documentario stupendo. Diretto a quattro mani da Andrea Paco Mariano e Luigi D’Alife, racconta in modo punk-rock e sbarazzino una storia incredibile, una storia che non sembra manco vera. Kissing Gorbaciov è il racconto di tre concerti, con al centro la band dei CCCP, ora ritornati di gran moda: uno a Melpignano,  caldo Salento, uno a Mosca e uno a Leningrado. Concerti uniti dalla cultura dell’est, dal comunismo in disfacimento (siamo nel 1988/1989), dal rock sovietico e da quello italiano più indipendente (oltre ai CCCP anche i Litfiba e altre band del periodo della scena più alternativa, quelle che se avessi avuto il blog allora, sarebbero di sicuro finite in una delle mie interviste).

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