lunedì 22 gennaio 2024

Ciao Gigi

Ho sempre amato poco il calcio, a parte il periodo del Chievo in serie A, ma se fossi stato ragazzino negli anni 60/70 avrei tifato per Gigi Riva. Ciao campione!
 

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giovedì 5 ottobre 2023

Rece d'Alligatore: Cris Tyler

Cris Tyler, Numero 10

Advice Music

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martedì 6 dicembre 2022

Maradona, Marty Feldman e Peter Handke

Continuo a perdere colpi, lo so. In queste settimane mi sono scordato dei due anni dalla scomparsa di Maradona, dei quaranta di quella di Marty Feldman e del compleanno di Peter Handke, che in realtà non dimentico, perché è oggi. Tre personaggi diversi, ma a loro modo iconici, con delle idee chiare e che hanno fatto la Storia nei loro rispettivi campi d'azione. Maradona è il più noto: geniale calciatore ha fatto tutto e di più fuori dal campo di calcio. Come pochi sportivi aveva una coscienza politica limpida, e amava il suo continente, il Sudamerica, denunciandone lo strapotere Usa in quel giardino. Forse anche per questo è stato lasciato solo. Ricorderò sempre quel 25 novembre del 2020, quando morì in maniera improvvisa. Potrei dire che è stato l'inizio della fine (ma questa forse, la capisco io e basta). Quel giorno ero solo in casa, e accesi la tv, di solito sempre spenta, per vedere un bel documentario su di lui. 
Marty Feldman è stato un attore inglese di gran talento, morto giovane causa un infarto. Era a Città del Messico a girare un film quel 2 dicembre del 1982, uno di quei film con la sua faccia incredibile e quell'umorismo tutto suo. Feldman è per tutti l'Igor di Frankenstein Junior (senza di lui quel film non sarebbe quello che è), ma nella sua breve vita ha partecipato ad altri pazzi e divertenti film della banda Brooks (alcuni da lui stesso diretti, altri da Mel Brooks, e uno pure da Gene Wilder), oltre a innumerevoli partecipazioni televisive. Sarebbe bello vederne una rassegna, un tutto Feldman. E poi era come me vegetariano, ateo e socialista. 
E da ultimo, ma non perché sia da meno, Peter Handke, lo scrittore che oggi compie 80 anni, e di cose ne ha fatte. Gran camminatore, Nobel per la letteratura nel 2019, autore di un sacco di romanzi, saggi, testi teatrali, libri di viaggio, ha scritto per Wim Wenders la sceneggiatura di Falso Movimento e insieme a lui di Il cielo sopra Berlino. Sulla guerra nella ex Jugoslavia ha preso una netta posizione a favore dei Serbi, scrivendo dei saggi ben documentati sulle fandonie di guerra. Una posizione scomoda, da intellettuale vero quale è. Un autore tutto da leggere, per la sua forza e capacità di andare oltre. Auguri Peter per i tuoi ottant'anni, ottanta anni veramente dalla parte del torto, per usare un noto slogan.

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giovedì 1 settembre 2022

Rece d'Alligatore: Eugenio Balzani

Eugenio Balzani, Italiòpolis

RNC Music

Un disco così poteva uscire solo in questo periodo di m… Italiòpolis è infatti uscito ad aprile di quest’anno, e risente della fine di tutto, di un periodo veramente nero dove ci sono rimasti solo i ricordi di un passato felice. Almeno io ho capito così il nuovo lavoro di Eugenio Balzani, medico chirurgo di Cesena alla sua quarta raccolta di canzoni.

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giovedì 25 febbraio 2021

W Maradona

 


Come è nato Diego Armando Maradona, questo tuo libro a fumetti sul mito del calcio per eccellenza?

Il libro è uscito la prima volta nel 2012 per BeccoGiallo, e ha avuto varie riedizioni e traduzioni estere. Nel tempo è diventato un piccolo cult per i maradoniani doc, una delle opere di riferimento per quanto riguarda il binomio calcio e fumetti, e questa è la soddisfazione più bella.

A tre mesi esatti dalla scomparsa del grande Diego Armando Maradona, ho intervistato Paolo Castaldi, autore di un libro a fumetti edito da BeccoGiallo incentrato sul campione di calcio argentino.

su MeLoLeggo tutta l'intervista.

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lunedì 24 aprile 2017

In palude con i Campos


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE  Folk, Elettronica e Pop
DOVE ASCOLTARLO  … in ogni luogo, se volete partite da qui

PARTICOLARITA’ Progetto nato a distanza tra Pisa e Berlino
FB
CITTA’ Pisa/Berlino
DATA DI USCITA 03/03/2017


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giovedì 6 ottobre 2016

In palude con Martino Adriani


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Cantautorale
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto) I singoli “Ma la domenica” e “Non vedo l’ora” sono già approdati su Youtube. L’intero disco uscirà, a breve, in anteprima su un sito che annunceremo al più presto, e successivamente su tutte le piattaforme digitali ...
LABEL autoproduzione
PARTICOLARITA’ Canzoni a colori
CITTA’ Abatemarco (Salerno)
DATA DI USCITA 4.10.2016

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giovedì 25 dicembre 2014

La Tregua di Natale ... sempre!

Questa mattina, andando al lavoro, ho ascoltato alla radio il ricordo della cosiddetta Tregua di Natale. Ne avevo già sentito parlare, letto, visto immagini e film, sentito canzoni (mi pare anche un bel fumetto, non ricordo dove e di chi). Forse anche voi: proprio 100 anni fa, la notte tra il 24 e 25 dicembre 1914, i soldati tedeschi e quelli inglesi (in minor numero francesi), in guerra da mesi, cessarono il fuoco, cominciando a fraternizzare.
Canti, candele sugli abeti, scambi di alcolici, cibo e sigarette. Si narra anche di fantastiche partite a calcio tra tedeschi e inglesi, o di altra nazionalità, contro gli ordini degli alti comandi schiumanti rabbia. Una tregua libera, venuta dalla testa di uomini semplici, non dai politici o dai vertici militari, che avevano respinto l'appello di Benedetto XV, pontefice di allora, e quello delle suffragette britanniche. Nei giorni seguenti, si cercò di nascondere il fatto, ma a partire dai giornali Usa (non ancora entrati in guerra), e grazie al lettere, foto e disegni mandati a casa, si diffuse la notizia nel mondo, e quel 25 dicembre 1914 diventò leggenda: la Tregua di Natale.
Un gesto semplice, il gesto giusto da compiere. Peccato durò lo spazio di qualche giorno (solo in alcune zone si arrivò fino al Capodanno), e nei seguenti anni della terribile I^ guerra mondiale, non successe più nulla di simile, se non sporadiche e subito bloccate azioni di pace. Al sistema, la puoi fare una volta, ma se riprende il comando, sei fritto.
Rompere le righe dal basso, agire con la propria testa, giocare, bere,  fumare, cantare, mangiare insieme ... è stato forse, uno dei pochi momenti della Storia dove si è dato il giusto valore al Natale. Da non credente, pacifista integrale, mi auguro e vi auguro un 25 dicembre così, ma anche il 26, 27, 28 ...
Sempre, sempre, rompiamo le righe!

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mercoledì 16 luglio 2014

Corsi e ricorsi storici: Mario Kempes 60

Ieri Mario Kempes ha fatto sessanta'anni. Sembra ieri, quando, dopo aver vinto il mondiale di calcio del 1978 con la sua Argentina, si rifiutò di stringere la mano al dittatore Videla. Un gesto storico, come i pugni chiusi a Città del Messico, il passaggio della boraccia tra Coppi e Bartali, e tanti altri ... mi piace festeggiarlo con un brano del libro di culto dell'amico Nicola Pezzoli, Quattro soli a motore
 
I miei eroi, quella sera, furono tutti olandesi. E solo più avanti, nel tempo, se ne sarebbe sovrapposto uno argentino. Uno solo, ma di una grandezza rilucente che allora non potevo capire: il centravanti Mario Kempes dai lunghi capelli. Lui, proprio lui, che con i suoi gol era stato decisivo, rifiutò, solo lui, in mondovisione di stringere lo zampone al torturatore gioppino Videla.

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sabato 21 giugno 2014

Il mondiale no, che palle ... altri 3 film

Ieri pomeriggio, verso le 18, ero in bici. C'era un silenzio irreale attorno al lago. Gente seduta ai tavolini, megaschermi accesi, uomini che smettevano di lavorare, donne con il tricolore in evidenza, in mezzo a turisti (tedeschi e olandesi perlopiù) ignari. Nella salita verso casa, dentro ad una valle sempre troppo fresca, ho incontrato solo donne. Solo allora ho capito che stava per iniziare la partita della nazionale. Questo per ribadire il mio disinteresse per il mondo pallonaro, scusate il mio snobismo radicale, è più forte di me. Meglio il cinema. Questa volta, consiglio di ri(vedere) Smetto quando voglio (cult italico dell'anno, finalmente pure io l'ho recuperato), Nymphomaniac I e II (film atteso, che non ha deluso le attese) e Locke (bella sorpresa british...  ne ho letto poco in giro, perché?).

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sabato 14 giugno 2014

Il mondiale no, che palle ... 3 film

Per chi non li ha visti, per chi vuole rivederli, per chi "il mondiale no, che palle!". Meglio il cinema, magari all'aperto, sotto le stelle, piccoli consigli cinematografici. Parafrasando Paolo Conte: e vai al cine...
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sabato 18 maggio 2013

Morto il torturatore gioppino Videla

I miei eroi, quella sera, furono tutti olandesi. E solo più avanti, nel tempo, se ne sarebbe sovrapposto uno argentino. Uno solo, ma di una grandezza rilucente che allora non potevo capire: il centravanti Mario Kempes dai lunghi capelli. Lui, proprio lui, che con i suoi gol era stato decisivo, rifiutò, solo lui, in mondovisione di stringere lo zampone al torturatore gioppino Videla.
Nicola Pezzoli, Quattro soli a motore, Neo

Il torturatore gioppino è morto. Oltre al libro di Zio Scriba, che non parla della dittatura argentina, ma è ambientato nel 1978, con un bambino protagonista spesso picchiato da un padre, per questo soprannominato Videla, consiglio spassionatamente anche il libro di Massimo Carlotto Le Irregolari, Buenos Aires Horror Tour edito da e/o.
Chi vuol sapere qualcosa sulla dittatura argentina legga qui.

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sabato 24 novembre 2012

Una paura fottuta - racconto inedito


L’altra sera me ne stavo tranquillo nella mia cucina a mangiare un bel trancio di pizza. Quella con la scamorza e i capperi. I capperi glieli avevo aggiunti io perché mi piacciono, li ficcherei dappertutto. La birra riempiva il mio bicchiere. Birra del frate, bionda, quella doppio malto, una delle poche birre che bevo (di solito bevo vino, ma con la pizza, bionda del frate).
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mercoledì 17 ottobre 2012

Quelli che... ricordano Beppe Viola

Giornalista della carta stampata, radiocronista, telecronista, milanista, sceneggiatore, autore di testi per cabaret e canzoni, personaggio di culto di una Milano prima di quella ... da bere. Di Beppe Viola, scomparso agli albori di quel pessimo decennio, il 17 ottobre di trent'anni fa, avevo ricordi confusi. Ero piccolo nel 1982, andavo ancora alle elementari, ma quella faccia non me la scordo. Ho trovato in Rete un amarcord molto inteso e senza fronzoli, di chi lo conosceva bene: Marina Viola, una delle sue quattro figlie.

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lunedì 30 giugno 2008

Spagna campione d'Europa

Mi dicono che la Spagna abbia vinto i campionati europei di calcio. Come ben sanno gli amici di blog, io, che me ne sbatto altamente di calcio, l'avevo pronosticato. L'occasione è buona allora, per rivedere un film di qualche anno fa, ancora molto attuale, con un titolo profetico: Viva Zapatero!

http://www.luckyred.it/minisiti/zapatero/

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lunedì 26 maggio 2008

Il Chievo in Serie A, i mussi ritornano a volare nel ciel …


"Quando i mussi volerà, faremo il derby in serie A". I mussi, in dialetto veronese, sono gli asini, divenuti uno dei simboli del Chievo Verona in seguito a questa battuta dei tifosi dell’altra squadra cittadina, che nutrivano seri dubbi sulla possibilità si vedere il Ceo nella massima serie. Ora i mussi sono ritornati a volare e questo mi piace. Non farò un discorso retorico su di un calcio a misura d’uomo, sulle famiglie allo stadio e sulla squadra di quartiere, pulita, con bilanci piccoli piccoli contro le grandi multimiliardarie, Davide contro Golia e via sbrodolando... Il calcio è un concentrato di interessi economici, politici, mafiosi troppo forte per risanarsi con una favola di squadra. È solo un illusione, però è bello vedere degli mussi volare nel ciel …

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domenica 9 marzo 2008

Charles Bukowski – Una cover


Come oggi, 14 anni fa, ci lasciava Charles Bukowski. Mi piace ricordarlo e salutarlo riproponendo una mia parodia di un suo racconto, già apparsa sul sito di Smemoranda in occasione del decimo anniversario della sua morte.
Una cover, come le chiama l’amico e maestro Moroz, che sul sito della rivista Fernandel ne propone spesso di sue, tutte un sacco divertenti.
VAI AL SITO DI FERNANDEL RIVISTA http://www.fernandel2.it/rivista

LEGGI LA MIA COVER
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