sabato 10 febbraio 2024

Happy Days in Usa?



Happy Days in Usa? Non è il titolo di un film, è semplicemente una domanda che mi sono posto e ho posto a un amico americano, Robert Xeno, ingegnere del suono, artista, fotografo. In un post su Instragram o Fb, in un post dedicato al cinquantesimo di Happy Days aveva messo una faccina che sorrideva. Non capivo se ironica oppure no, così, ho posto a lui una domanda. 

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venerdì 2 febbraio 2024

Happy Days perché ci piaceva...


Sto rivedendo in queste settimane Happy Days, il telefilm culto degli anni Settanta, ambientato negli anni Cinquanta. Ho cominciato a rivedere alcuni episodi dopo aver sentito che Happy Days compiva 50 anni. Sì, il primo episodio di quella serie tv venne trasmesso negli Usa il 15 gennaio del 1974 (arriverà in Italia solo nel 1977). 

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lunedì 27 maggio 2019

Anche Nanni ci ha lasciati

Ci ha lasciati anche Nanni, dico a
Elle, mentre fuori piove e io l'ho
letto solo sei giorni dopo, in un
uggioso pomeriggio elettorale.
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giovedì 16 gennaio 2014

Buon compleanno Happy Days

Happy Days ha fatto quarant'anni. Come ieri, nel 1974, andava in onda la prima puntata sul canale statunitense ABC (in Italia dovemmo aspettare fino al 1977). Per me, lo confesso, è un telefilm culto, più passano gli anni e più lo identifico con la tv della mia infanzia. Ogni tanto lo ritrovo su qualche canale televisivo, e mi fermo a guardarlo ancora, ridendo come uno scemo delle avventure di Fonzie, Richie Cunnigham e la sua famiglia, gli amici, il bar di Arnold. Niente di clamoroso, sia ben chiaro, ma sicuramente una delle serie tv che maggiormente influenzarono il costume e la moda di più di qualche generazione tra gli anni '70 e gli anni '80 (pure i giovani dirigenti PCI lo guardavano, secondo un Nanni Moretti incazzato, che rimprovera loro questo in una scena di Aprile). Happy Days mitizzava gli anni '50, anni felici, come dice il titolo, rispetto agli anni '60 e '70, dopo l'assassinio Kennedy, la guerra in Vietnam, la fine del Sogno americano... Non voglio addentrarmi in analisi sociologiche o filosofiche sul telefilm, non è questo il contesto, ma semplicemente omaggiarlo con una piccola, parzialissima, carrellata di immagini, e porvi una domanda: a voi piaceva Happy Days?
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mercoledì 2 ottobre 2013

Rush, samurai su macchine volanti

Andatelo a vedere anche se non vi piace la F1 (io la detesto, comincio a sbadigliare al solo pensiero, mi scuso con i tifosi di questo sport). Rush è un film appassionante, senza un minuto di cedimento, mai noioso: in pratica il contrario dell'automobilismo (e mi scuso ancora con gli appassionati). Forse perché erano ancora anni eroici quelli raccontati dalla pellicola, i colorati anni Settanta (grazie Ron Howard, quelli sì erano giorni felici, di vere passioni e lotte, altro che grigi, come vogliono certi luoghi comuni). Il regista americano riprende la rivalità tra Niki Lauda (il tedesco Daniel Brühl, lo ricordate in Good Bye, Lenin!?) e James Hunt (l'australiano Chris Hemsworth), nata ancora, quando, giovanissimi, correvano in Formula 3, ribellandosi ai rispettivi ricchi genitori, che per loro si aspettavano una vita diversa, più borghese (e qui c'è un elemento tipico di rottura, comune a molte storie a cavallo tra i '60 e i '70). 
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