giovedì 22 agosto 2024

L'Ichnusa è diversa se la bevi a casa

Quest'anno sono stato in vacanza in Sardegna e nonostante sappia che loro rinomata birra, l'Ichnusa, non è più di loro proprietà da anni (come molte altre italiane industriali è della multinazionale Heineken), ne ho bevuta parecchia. Ho trovato molto buona quella non filtrata: un gusto particolare, secco ma non troppo, e un colore ambrato. Poi sono tornato a casa, in Veneto e ho provato a bermi una Ichnusa non filtrata, ma il gusto e il colore non erano uguali: mi sembrava una birra come tante altre del gruppone olandese, e anche il colore era sul giallo (parlo della non filtrata). Possibile che la birra Ichnusa che si beve in Sardegna sia diversa da quella venduta nel continente? Provate anche voi se andate in vacanza da quelle parti e ditemi... o ditemi comunque.

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lunedì 10 luglio 2023

Rece d'Alligatore: Gabriele Masala


Gabriele Masala, Avevamo ragione

MegachipMusic/Anyway Music

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lunedì 18 ottobre 2021

Io non sono io, un gran fumetto da leggere


Come è nato Io non sono io?

Nel momento in cui ho accettato tutte le mie incapacità e le ho unite, si sono formati i presupposti per il mio “non-fumetto”. Fin da quando ero molto piccola ho imboccato i più svariati propositi artistici e letterari. Ho sempre avuto una quantità esagerata di interessi che si sono inesorabilmente dispersi.

Per me ALPRAZ è una delle più grandi scoperte dell'anno. Il suo fumetto Io non sono io, fatto in completa autarchia, è qualcosa di surreale, magico, anzi psicomagico, che sembra uscire dagli anni Sessanta barra Settanta della gioiosa contestazione a tutto. A me a ricordato Jodorowski, la ragazza sarda, ma lei nell'intervista dice di non averlo molto in simpatia... ma di ispirarsi, tra i tanti, al Pazienza di Le straordinarie avventure di Pentothal. Grande Alpraz!

PER LEGGERE TUTTA L'INTERVISTA QUI

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domenica 26 luglio 2020

In palude con Marcella Carboni Trio


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE JAZZ
DOVE ASCOLTARLO Spotify e Compra ildisco
LABEL Barnum for Art
PARTICOLARITA’ Surreale
SITO 
CITTA’ Cagliari/ROMA
DATA DI USCITA 26/06/2020
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martedì 21 aprile 2020

Rece d'Alligatore: Beppe Dettori/Raoul Moretti


Beppe Dettori/Raoul Moretti, InCanto rituale - Omaggio a Maria Carta
Undas Edizioni Musicali
Fortunato incontro tra il cantautore Beppe Dettori, noto musicista con un sacco di esperienze nella musica pop italiana (non ultima, essere stato voce dei Tazenda per un certo periodo dopo la scomparsa di Andrea Parodi) e l’arpista italo-svizzero Raoul Moretti, nel nome di Maria Carta. Un omaggio alla grande artista sarda sotto forma di sette canzoni del suo repertorio più un inedito.
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mercoledì 14 agosto 2019

In palude con i Trigale

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE rock-country-blues in italiano
DOVE ASCOLTARLO su cd, lp, varie piattaforme streaming, come qui o qui
LABEL Trigale
PARTICOLARITA’ disco autoprodotto
CITTA’ Cagliari
DATA DI USCITA dicembre 2018
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sabato 3 agosto 2019

In palude con Ester Formosa e Elva Lutza


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Folk, World, Canzone d’autore
DOVE ASCOLTARLO Su tutte le piattaforme, spotify, apple, il CD è distribuito Felmay ed è di facile reperibilità, esiste il video clip di A Su Tramontu e varie clip live di altri brani (La Violetera etc.), visibili su YouTube.
LABEL Tronos Digital (distrib. Felmay)
PARTICOLARITA’
CITTA’ Sassari/Barcellona
DATA DI USCITA 12/10/2018
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lunedì 17 giugno 2019

Rece d'Alligatore: Beppe Dettori


Beppe Dettori, @90
Undas Edizioni Musicali
Pop cantautorale con venature rock anni ‘90, per questo s’intitola @90. E poi perché è stato tenuto in frigo vent’anni, per uscire solo ora. Beppe Dettori, musicante sardo con molte esperienze (non ultima essere stato voce dei Tazenda per un certo periodo, dopo la scomparsa di Andrea Parodi), l’aveva scritto con Giorgio Secco nel 1998 e registrato tra gennaio e febbraio del 1999. Per vicissitudini varie non uscì, ma ha trovato oggi la strada della pubblicazione con l’etichetta sarda Undas.
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mercoledì 22 maggio 2019

Berlinguer, una riflessione politica

Enrico Berlinguer (Sassari 25 maggio 1922 - Padova 11 giugno 1984)



I partiti di oggi sono sopratutto macchine di potere e di clientela.

Enrico Berlinguer

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domenica 17 marzo 2019

In palude con Medicamentosa

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Ambient Techno e Psychedelic Rock
DOVE ASCOLTARLO In bicicletta, in spiaggia, sotto la doccia, o da spotify
LABEL Tempura Dischi
PARTICOLARITA’ Rilassante, danzereccio, riflessivo ed evocativo
CITTA’ Modena
DATA DI USCITA 28 gennaio 2019
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domenica 28 ottobre 2018

Stagione di cenere, grande letteratura d'inchiesta

Ho letto questo romanzo di Pasquale Ruju al pc, un e-book, ma mi sono divertito come un libro vero, di carta, che consiglio di prendere. Io di sicuro prenderò anche i precedenti libri di Ruju usciti con e/o, la casa editrice delle avventure dell'Alligatore. Molti di voi conosceranno Ruju come autore di un sacco di sceneggiature di fumetti della Bonelli (Tex, Dylan Dog, Nathan Never, Dampyr ...), quindi conoscono la sua abilità nello scrivere storie, tra il fantastico e l'impegnato. Qui, con Stagione di cenere, lo fa davvero bene. Appassionante e intricato come un noir di Raymond Chandler o Dashiell Hammett, con un personaggio cinico e disincantato dal passato politico, il paparazzo Franco Zanna suo malgrado trasformatosi in detective dopo la morte di un industriale belga in mezzo a un incendio. Storia torbida nell'epoca del neoliberismo senza freni, con un sacco di personaggi importanti (in particolari quelli femminili, ma non solo). Si sente molto il lavoro d'indagine sull'industria degli incendi, che dalla Grecia alla Francia, non dimenticando l'Italia (isole comprese), è tutt'uno con la speculazione edilizia. Qui siamo in Sardegna, raccontata in modo molto cinematografico (a tratti ho pensato a Chinatown di Roman Polanski), tra vip, mare, mirto, Nepente e abbardente, coste splendide, scherzi, avventurosi viaggi in canadair, banditi gentiluomini  ... bello, veramente bello. Si legge che è un piacere.

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sabato 11 febbraio 2017

Odio gli indifferenti ... Gramsci 100 anni dopo

Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che "vivere vuol dire essere partigiani". Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. 

L'indifferenza è il peso morto della storia. E' la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica. 

L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; e ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza, all'assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch'io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano. 

I più di costoro, invece, ad avvenimenti compiuti, preferiscono parlare di fallimenti ideali, di programmi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze. Ricominciano così la loro assenza da ogni responsabilità. E non già che non vedano chiaro nelle cose, e che qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi più urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti. Ma queste soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla vita collettiva non è animato da alcuna luce morale; è prodotto di curiosità intellettuale, non di pungente senso di una responsabilità storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze di nessun genere. 

Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze virili della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano nel sacrifizio; e colui che sta alla finestra, in agguato, voglia usufruire del poco bene che l'attività di pochi procura e sfoghi la sua delusione vituperando il sacrificato, lo svenato perché non è riuscito nel suo intento. 

Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.

La città futura, numero unico pubblicato nel febbraio del 1917 a cura della Federazione giovanile piemontese del Partito Socialista. 

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sabato 1 ottobre 2016

Per vent’anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare



Durante le nostre recenti vacanze in Sardegna, la
prima cosa fatta è stata visitare la Casa Museo di
Antonio Gramsci, il nostro più grande intellettuale
degli ultimi duecento anni o forse più.

Antonio Gramsci era nato in Sardegna, in quel di
Ales, e si era trasferito poi a Ghilarza, sempre in
Sardegna, dove c’è la sua Casa Museo, quella
da noi visitata con molto piacere.

La casa si trova al centro del paese ed è facile da
trovare: posta su due piani, ha un piccolo giardino
ricco di piante mediterranee, un tetto di paglia, un
pozzo per l’acqua interno, come una volta.   

Siamo stati accolti da una ragazza carina, brava e
appassionata della materia, si vedeva che non era
lì per caso: ci ha detto cosa c’è nella casa, poi un
paio di cose sul fondatore del PCI.

In una bella giornata di sole, abbiamo letto su dei
tabelloni girevoli le tappe della vita di Gramsci, con
le sue famose lettere in evidenza, poi sfogliato dei
vecchi numeri de l’Unità, de L’Ordine Nuovo …

Abbiamo comprato un paio di magliette con il suo volto,
parlato con la ragazza che ci aveva accolti, brava nel
raccontarci di iniziative: con degli occhioni così grandi,
sembrava uscita dal fumetto Nino mi chiamo.

La cosa che più mi ha colpito è stata la frase incisa
nei piani alti, dove si trova la camera e articoli degli
ultimi anni di vita nel carcere, frase pronunciata
dal P.M. Isgro nel processo del 1928.

“Per vent’anni dobbiamo impedire a questo cervello di
funzionare”, così pensavano i fascisti del nostro più
grande intellettuale. Lo temevano veramente tanto
da finire per assassinarlo di carcere.   

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domenica 18 settembre 2016

No Cannonau, no Vermentino


No Cannonau, no Vermentino, almeno non solo loro,
questo ho imparato dalla vacanza in Sardegna,
me lo hanno detto in molti, anzi, tutti!

Tutti, dico tutti: dal cantiniere a quello dell’enoteca
sotto il nostro B&B (sì, B&B con sotto l’enoteca, vi
pensate che felicità? Grazie Elle per averlo scelto).

Tutti quanti a dirmi che non c’è solo il Cannonau e il
Verementino, vini buoni, conosciuti dai turisti, come
le spiagge (ma non ci sono solo loro).   

Ci sono un sacco di altri vini, oltre il rosso Cannonau
e il bianco Vermentino, “prova ad assaggiarli, turista
ignaro, turista massificato”, mi hanno detto.

Visto che sono aperto al nuovo, mi piacciono le sfide,
ho provato a berne alcuni, nell’enoteca sotto al B&B
(grazie Elle!), al bar, al ristorante, in spiaggia.

Non solo Cannonau, non solo Vermentino, vero, ora
lo posso testimoniare: c’e anche il Bovale, rosso da
riscoprire, rustico come il suo nome.

C’è anche il Monica, dal colore rosso rubino intenso,
avvolgente come il corpo di donna dal quale ha
preso il nome (è un Cannonau femmineo).

C’è anche Is Solinas, vino rosso perfetto per me, che
berrei il rosso anche con il pesce; questo, dai riflessi
violacei, si abbina anche con piatti di mare.

Potrei andare avanti con altri nomi di vini, ma non vi voglio
annoiare, non sono l’ufficio stampa di cantine sarde, però
da questa vacanza l’ho capito: non solo Cannonau …

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venerdì 9 settembre 2016

Carasau, Cannonau ...

... ciau

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martedì 16 agosto 2016

In palude con Irene Loche



NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE: Pop, Soul, Blues
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto): Disponibile in streaming gratuito su Spotify, Deezer, iTunes
LABEL: Autoprodotto e distribuito
PARTICOLARITA’: Suonato interamente da due persone, con strumenti convenzionali e non: paiolo da muratore per il rullo, iPhone  per il mellotron (traccia 1), microfono SM58 per simulare la cassa della batteria.
CITTA’: Oristano
DATA DI USCITA: 8 Gennaio 2016

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lunedì 15 agosto 2016

Buon Ferragosto ... con un libro

Grazia Deledda vista da Gef Sanna
Al mare o sui monti, in campagna o in città. In vacanza in un luogo esotico o a casa a riposare (e domani, come me, a lavorare) ... dovunque voi siate, vi auguro un buon Ferragosto con un libro.

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venerdì 22 luglio 2016

Buon compleanno al papà dell'Alligatore

Oggi Massimo Carlotto compie 60 anni, e il mio blog vuole festeggiarlo come si deve. Senza il personaggio creato dallo scrittore padovano, non esisterei come alligatore, un nome che alcuni anni fa decisi di scegliermi davanti alla libreria della mia camera. Il nome più ricorrente era il suo, a partire dai romanzi con l'Alligatore protagonista. Così, alla redazione di Smemoranda, che mi chiedeva un nome d'arte, dissi: chiamatemi Alligatore. Auguri papà Carlotto!

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mercoledì 30 marzo 2016

Intercalari ...

Nei miei ultimi due viaggi (l'estate scorsa in Sardegna e a febbraio 2016 in Berlin), mi sono accorto di alcuni intercalari tipici di queste zone. Una parola, o frase ripetuta spesso. In Sardegna, in particolare tra i giovani era "Ma stai scherzando?", a Berlino invece "Genau", che vuol dire "Esattamente". Parlando con la gente del posto ho avuto conferma essere un intercalare tipico. E il vostro? Della vostra regione/zona? O di altre, che avete riscontrato? ... io per esempio non saprei della mia.

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lunedì 14 dicembre 2015

Storie di libraie coraggiose


L'abbiamo preso perché c'è la storia di una nostra amica, una libraia raccontata in questo Storia di libraie coraggiose, e abbiamo trovato una magnifica lettura. Dalla Sardegna alla Sicilia, dal sud al nord Italia (e anche la Svizzera italiana), Matteo Eremo ha raccolto 20 storie di libraie, pubblicandolo poi con marcos y marcos
Donne che hanno deciso di aprire una piccola libreria indipendente, molte delle quali oggi, quando, si dice, siano scomparse, fagocitate da Internet, libri elettronici, grandi catene, amazon e i suoi fratelli ... e poi la crisi, chi vuoi che compri un libro oggi? E invece ... 
Un piccolo volume appassionante, quattrocento pagine che si leggono in un attimo, lasciandoti in bocca la voglia di leggere e vivere la propria vita nonostante tutto. Sì, dopo aver letto questo libro, ti viene voglia di combattere contro i mulini a vento ... e non è una cosa da poco. Consigliatissimo!

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