sabato 15 ottobre 2022

15 ottobre: 24h non stop per Julian Assange


 

Julian Assange è un uomo, un giornalista che ha rivelato i crimini e i criminali delle guerre in Afghanistan e in Iraq degli Stati Uniti.

Julian Assange per questo è stato punito, è stato ingiustamente incarcerato e imbavagliato, gli è stato impedito di fare informazione. Mentre i crimini e i criminali sono impuniti e assolti.

Julian Assange rischia di essere estradato negli Stati Uniti e condannato a morte con 175 anni di carcere.

Oggi in tutto il mondo si terranno iniziative per Julian, maggiori informazioni su 24 ore per Julian Assange.

 

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giovedì 14 luglio 2022

Buon compleanno Woody

Oggi Woody Guthrie, se fosse ancora vivo, compirebbe 110 anni. Potrebbe ancora esserci, dai! Era nato a Okemah il 14 luglio del 1912, ed è considerato, a ragione, il padre della canzone di protesta. Senza di lui, la nostra musica sarebbe molto meno bella e importante, senza di lui, forse non sarebbe mai nato questo blog. Devono a lui molto Bob Dylan e tutti i cantautori folk-rock della Storia della nostra musica. Per questo, ritengo un dovere ricordarlo.

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giovedì 4 marzo 2021

In palude con Luca Burgalassi

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE Blues / Folk / Americana / Acoustic Rock

DOVE ASCOLTARLO Spotify, Itunes, Deezer, …

LABEL indipendente

PARTICOLARITA’ registrato e masterizzato negli Stati Uniti

SITO - IS FB

CITTA’ Yorktown, Virginia

DATA DI USCITA 14/10/2020

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lunedì 25 gennaio 2021

Bernie Sanders, un meme nostro

E ora arrivo io con il mio meme su Bernie Sanders, anzi #BernieSanders. Forse già qualcuno l'ha fatto, forse graficamente non è perfetto, ma il mio Bianca e Bernie è per contribuire a far conoscere il pensiero di Bernie Sanders. Un uomo di sinistra, uno che sta con gli ultimi della terra, dai lavoratori alla difesa dell'ambiente, dalle lotte antirazziste a quelle femministe. Un uomo di una sinistra vera. Ecco perché ha colpito l'immaginario collettivo così in profondità. Bisogna essere veri, autentici, se si vuole rappresentare qualcosa. Per questo a Bernie Sanders darei carte bianca...
QUI UN ARTICOLO DI BERNIE SANDERS

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domenica 17 gennaio 2021

Pacifista integrale da 30 anni

17 gennaio del 1991, inizio della prima guerra del Golfo. Un inferno di fuoco sull'Iraq che aveva invaso il Kuwait, da parte di Bush padre, dopo che gli Usa avevano per anni foraggiato Saddam Hussein nelle guerre contro l'Iran (cosa successa molte volte in altri contesti poi, di voltare le spalle ai mostri creati da loro stessi). Mi ricordo il mio essere contro quell'aggressione da subito, gli scioperi a scuola, il mio intervento in assemblea con la voce rotta dall'emozione, il mio scoprirmi pacifista integrale. Forse è questo il mio primo atto politico esplicito, forte, che ha poi creato la mia identità di pacifista integrale quale mi dichiaro ancora dopo trent'anni. Era il primo coinvolgimento di guerra con militari italiani dopo il 1945, violando l'art. 11 della nostra Costituzione. Era la prima guerra mediatica, con tante immagini di soldati, bombardamenti, carriarmati, pozzi in fiamme (ricordo poi un film di Werner Herzog) visti dalla tv. Le munizioni all'uranio impoverito, l'invenzione dell'ossimoro guerra umanitaria... vi ricordate?
Qui per saperne di più.
 

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venerdì 7 dicembre 2018

Buon compleanno Noam Chomsky

Mi era rimasto impresso in un film di due anni fa, Captain Fantastic, visto proprio in questo periodo, il festeggiare il compleanno di Noam Chomsky, linguista, filosofo, scienziato cognitivista (e tante altre cose, leggetele qui, da dove sto pescando io) e lo scambiarsi regali il 7 dicembre, giorno del suo compleanno. In Captain Fantastic c'è un padre radicale e anticonformista (Viggo Mortensen), che vive nel bosco con i suoi innumerevoli figli. Cerca di vivere una vita diversa, lontano dalle consuetudini borghesi, ma è dura. Tra le consuetudini borghesi c'è ovviamente il natale, quindi loro si scambiano i doni il 7 dicembre, giorno del compleanno di Chomsky, perché il padre  non vuole che i suoi figli credano in un personaggio di fantasia amato dai cristiani, ma in un personaggio reale che ha fatto tanto per la cultura. Mi sembra un'ottima idea. E voi che ne pensate? Avete visto il film? Credete sia possibile sfuggire alle consuetudini borghesi? Intanto auguro buon compleanno a Noam Chomsky, che oggi di anni ne fa 90.

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mercoledì 11 aprile 2018

Ervas intervistato su I Think Magazine


La parte finale del romanzo è occupata da una favola moderna. È nata appositamente per questo libro o l’avevi già in testa autonoma? Perché per questa c’è un cambio cromatico? Parole scritte in bianco su foglio nero …
La fiaba nasce come tentativo del nonno di sottrarre il suo nipotino ai pericoli del mondo. Perché un mondo dove due adolescenti psichici, uno negli USA e uno in Corea, dissertano sulla lunghezza e potenza dei loro missili, è un luogo pericoloso per bambini e adulti. Quindi rischiamo di trascinare il mondo in un’epoca tremenda, dalla quale si potrà emergere solo grazie all’energia e all’immaginazione dei bambini. Che leggono.
...riguardo al libro Nonnitudine, uscito con Marcos Y Marcos da qualche mese
 

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sabato 23 dicembre 2017

Locandine cult: Una poltorna per due

Una poltrona per due (Trading Places)
di John Landis
(Usa 1993)
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sabato 11 marzo 2017

America oggi: Soviet Soviet respinti

Che sia l'effetto dell'elezione di Trump? Delle sue leggi anti storiche contro la libertà di circolazione? Contro chi è diverso, contro chi è straniero? Forse sì, forse no, comunque sia non ricordavo a memoria d'Alligatore una band del nostro rock alternativo respinta e fatta tornare in Italia su due piedi. Questo è successo ai SOVIET SOVIET qualche giorno fa.
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martedì 4 ottobre 2016

Settant'anni dalla parte del cinema

Susan Sarandon
(New York 4 ottobre 1946)

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giovedì 18 agosto 2016

Ottant'anni dalla parte del cinema

Robert Redford
(Santa Monica 18 agosto 1936)

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martedì 12 luglio 2016

Tutto su "I jeans di Bruce Springsteen ..."

Il titolo del libro è anche il titolo del racconto finale. Tu hai veramente i jeans di Springsteen? A leggere il racconto sembrerebbe di sì …
Certo che li ho. Sono stati appesi per anni alla parete della mia stanza, poi li ho messi dentro una scatola e li conservo come una reliquia, anche se in realtà ...

Per sapere tutto (o quasi) su I jeans di Bruce Springsteen e altri sogni americani leggi il resto della mia intervista a Silvia Pareschi sul sito di SMEMORANDA cliccando qui ...

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martedì 7 giugno 2016

I jeans di Bruce Springsteen libro dell'estate

Abbiamo il libro dell'estate: I jeans di Bruce Springsteen di Silvia Pareschi. Di chi sono questi jeans? Di Springsteen o di Silvia? Questa è una delle domande che mi balzano in testa dopo aver letto questi 10 racconti dal cuore pulsante degli Usa. Per chi non la conosce, Silvia, è una traduttrice di molti scrittori statunitensi (da Johnatan Franzen a Don DeLillo, Corman McCarty, Zadie Smith ...), vive tra il lago Maggiore e San Francisco, dove insegna la nostra lingua, è sposata con l'artista e scrittore Jonathon Keats. Inoltre cura il suo blog, Nine hours of separation, nel quale mi diverto spesso a leggere e commentare. Conoscendola da anni, posso dire con cognizione di causa, che è la più adatta a narrare il sogno americano (come dice il sottotitolo), nell'accezione più ampia. Anche l'incubo, nel quale si è, purtroppo, tramutato. Il più bel racconto del libro per me è Katrina, emblema delle insicurezze e paure di questi anni (mi ha ricordato il Dick di Cronache del dopobomba). E per voi?

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giovedì 26 maggio 2016

Rece d'Alligatore: NewTella

NewTella, Spoon
BMA MUSIC
Giovane gruppo simpatico, dinamico, al disco d’esordio. Sono i NewTella (si scrive tutto attaccato), due ragazzi e una ragazza (all’inizio erano tre ragazzi), due italiani, di Genova, e un statunitense, di Boston. Si sono conosciuti e formati nella città ligure nel 2011, e da allora non hanno fatto altro che accrescere il loro affiatamento. Nel 2013 le prime canzoni, con i relativi video, nucleo iniziale di questo Spoon, uscito nel 2015 per Bma Music.  
Undici canzoni dentro le quali si sentono citazioni ad ampio raggio, dagli anni ‘60 ai ’90, gli anni migliori per la musica del diablo. Dagli echi Stones di She’s My Baby, alla rabbia e il ritmo stile Clash di Mary Don’t You Wanna, storia di formazione, la psichedelia sixty di Kaleidoscope, il primo pezzo da loro composto, la sfrontatezza grunge di C’est La Vie (C’est la Merde) … e via di questo passo.  
Musica sempre piacevole ascoltare, anche se non colpisce per originalità, si apprezza per la precisione, il ritmo, l’ironia e le staffilate di chitarra. Dovranno trovare la loro strada. Con semplicità, i jeans e le scarp da tennis ci potranno forse riuscire.

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giovedì 24 marzo 2016

Letti a Berlino: Storia popolare dell'impero americano a fumetti

Howard Zinn, Paul Buhle, Mike Konopacki
(traduzione Annamaria Baldassarre e Marina Lanzavecchia)
Hazard Edizioni/il manifesto
Howard Zinn è stato uno dei più importanti storici Usa, e questo libro è la versione a fumetti della sua più nota pubblicazione. Semplicisticamente potrei dirvi che racconta le malefatte del suo paese (per il quale ha pure combattuto), in giro per il mondo. Anzi, inizia a casa loro (anche se, veramente non era casa loro, ma degli indiani d'America), narrando il sanguinoso massacro di Wounded Knee. E poi la guerra contro la Spagna per "liberare" Cuba, e dopo per "liberare" le Filippine. Liberare, messo tra molte virgolette, in quanto, gli Stati Uniti, intervennero in questi stati per il loro interesse, e i paesi liberati passarono da un oppressore (la Spagna) all'altro (gli Usa). Le opposizioni rivoluzionarie cancellate, a parte chi accettava lo status quo.
Questo è uno schema, bene o male, sempre usato dalla superpotenza Usa, fino ai giorni nostri (quante operazioni chirurgiche per la libertà abbiamo visto e sentito?... quante ancora ne sentiremo?). Pochi potenti, in nome di sacri principi, hanno da sempre mandato a morire per la bandiera e le loro tasche, uomini bianchi e uomini neri (anche loro, sì, magari nelle missioni più pericolose, sono stati chiamati a esportare la democrazia). In tutte le guerre c'è questo dato di fatto, anche in quella contro Hitler. Howard Zinn in quella vi partecipò direttamente, da volontario, e lì si formò la sua coscienza pacifista: dovette eseguire l'assurdo ordine di bombardare dei tedeschi in un paesino francese, questo lo scosse dentro. Un po' come Oliver Stone in Vietnam. Già, il Vietnam, qui raccontato in modo splendido, da protagonista nel movimento pacifista (uno dei momenti più alti della controcultura). Poi gli anni '70 con il Watergate del perfido Nixon, costretto a dimettersi. Il Nicaragua, Reagan e i Bush (padre e figlio), che prima sostengono i loro dittatori, da Saddam Hussein in giù, poi, dopo averli mollati, guerra.
La guerra, il più grande business  da sempre. Questa la "lezione"di un libro davvero appassionante, che si apre con le immagini della caduta delle Torri gemelle e le successive guerre infinite di Bush jr, per chiudersi con la caduta del muro di Berlino (dove ho per caso letto il fumetto) e il nuovo Sudafrica di Mandela. Due episodi che sembravano aprire una nuova era, invece ...

La simpatica immagine di Zinn, dalla bianca chioma, salta fuori ogni tanto a spiegare alcuni passaggi, come un professore universitario per nulla noioso. Il libro, grazie anche a questo, non è per nulla didascalico, ma incalzante e davvero bello. Gli altri due autori, Paul Buhle, Mike Konopacki, già impegnati in fumetti così, hanno saputo rendere al meglio la Storia dell'impero americano. Ottima versione italiana, meritoriamente data alle stampe da Hazard Edizioni con il quotidiano il manifesto, nel 2011.

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venerdì 4 settembre 2015

Franzen in testa ...

Superato il fatto di dover prendere un inserto del giornale confindustriale, superate patinate pagine di pubblicità, superati alcuni articoli dei quali potevo vivere senza (tipo Renato Pozzetto sdoganatore di omosessualità, tipo Bevi e Pedala), sono arrivato alle ultime pagine di questo IL Idee e Lifestyle del Sole 24 ORE, dove ho trovato la succosa anticipazione di un capitolo del nuovo romanzo di Jonathan Franzen tradotto da Silvia Pareschi (non ha certo bisogno di presentazioni per gli amici della palude, e non solo), che dal suo blog me l'aveva segnalato.
Come vedete dalla foto, Franzen mi ha preso alla testa, tanto scrive bene. Non ho mai letto un suo libro, ma dopo questa scorcio di Purity, credo inizierò presto. In uscita a settembre negli States, Purity sarà in Italia solo a febbraio 2016. Si respira aria di miti smitizzati, la Storia intrecciate con le storie, sottili ironie di un Wes Anderson con la penna: dalla Berlino est ottanta/novanta, dove un figlio di funzionari di Partito fa il ribelle in chiese di sovversivi, scopazzando a più non posso con ragazze disagiate socialmente, alla San Francisco di oggi, tra case occupate e povertà diffusa, dove vive Purity, per gli amici Pip, giovane squattrinata. E poi la Bolivia, in un campeggio cablato, dove chissà come si incontreranno i due ... e cosa faranno per la libertà d'informazione internazionale/internazionalista?
Questo è quanto trapela riguardo il romanzo evento. L'anticipazione si svolge a Berlino, città mito per molti, dove facciamo la conoscenza con Andreas Wolf, eccentrico figlio di dirigenti del Partito, decisamente poco in linea con loro. S'intitola La Repubblica del Cattivo Gusto, e se il romanzo è tutto su questi livelli, ci sarà da divertirsi ...  

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giovedì 6 agosto 2015

... Comma 22?


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lunedì 1 giugno 2015

Regionali 2015: l'astensionismo primo partito

Il voto delle regionali di ieri ha un autentico grande vincitore: l'astensionismo. Solo il 52% degli aventi diritto ha votato (pure troppo, visto il livello dell'attuale classe politica, si potrebbe pensare). Una vera sconfitta per la democrazia, invece tutti i partiti, da Pd alla Lega, da Grillo alle varie destre con i nomi più fantasiosi, gridano vittoria. Uno spettacolo da Prima Repubblica, un vero schifo quello offerto dai ieri notte ad oggi sui vari tg nazionali e locali. Non guardavo la tv da tempo, ieri mi sono perso a sentire blaterare sul risultato elettorale i politici di casa nostra, con vero masoschismo mio. Qualcuno citava l'esempio delle elezioni presidenziali Usa, come esempio avanzato di democrazia a bassa affluenza alle urne, scordando che quello è da sempre un grande neo. Un neo oggi presente anche da noi. Forse era quello che volevano.

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mercoledì 5 febbraio 2014

Nebraska, Cinico TV made Usa

Ha dovuto attendere la vecchiaia Bruce Dern, per avere le giuste soddisfazioni, come il premio a Cannes, il riconoscimento di molti spettatori, e forse, presto, l'Oscar. Ha dovuto attendere questo meraviglioso film, Nebraska, di Alexander Payne, regista sempre più bravo. Bravo nel raccontare gli States più veri e profondi, quel paese sottoproletario senza sogno americano, fatto di gente che campa di espedienti, tra bevute, scazzottate, guerre. L'avevo già apprezzato nel precedente Paradiso amaro, ma qui, cambiando scenario, riesce a fare un altro centro. Anzi, diciamola tutta, riesce a fare un grandissimo film...
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sabato 10 agosto 2013

Occupy Wall Street – 99% contro il potere



Un bel libro denso, pesante/pensate, impegnato, ne senti la consistenza a tenerlo in mano e a guardare la sua rossa copertina. Uno di quei libri che dimostrano ancora una volta quanto sia superato il pregiudizio nei confronti dei libri a fumetti. Questo è un signor fumetto, che racconta alla perfezione il movimento di Occupy Wall Street con disegni, storie, passi scritti in modo fitto, documenti, testimonianze in presa diretta come manco un film di Oliver Stone …
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