lunedì 22 febbraio 2016

... con tre giorni di ritardo

Perché sei morto quando ero lontano dal pc?
Perché sei morto quando ero lontano dall'Italy?
Se fossi stato in casa, ti avrei fatto sicuramente
un post.
"Oggi ci ha lasciati anche Umberto Eco
un importante semiologo,
prima che scrittore."
"Ciao Umberto" l'avrei intitolato,
perché eri  un intellettuale rock,
come te nessuno spiegava meglio
i Peanuts.
Sarà limitante questo (ma io non lo penso),
e allora "Ciao Umberto"
... con 3 giorni di ritardo

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martedì 27 agosto 2013

Due parole con The Doormen



Tornano in palude The Doormen, band di Ravenna che con semplicità e determinazione si sta costruendo una solida reputazione. Torna con il nuovo disco, fuori da qualche mese, già rodato in buoni live sempre più numerosi e seguiti. Il disco s’intitola Black Clouds, e come il precedente è stato prodotto da loro come con la fattiva collaborazione di Paolo Mauri (Afterhours, Le luci della centrale elettrica, Massimo volume, tra gi altri), registrato allo Studio 73 di Ravenna da Riccardo Pasini. Squadra che vince non si cambia … hanno fatto bene, perché il disco è veramente ottimo (se volete, sentitelo tutto ciccando qui).
Dieci perle di pop dal sapore decisamente brit (non a caso hanno preso il loro nome da un pezzo degli Stereophonics), con ritmo e calore mediterraneo: pezzi come Silent Suicide, intimo e sofferto sbatticoda da combattimento, l’iniziale ipnotica di gusto eighty, Bright Blue Star, la perfetta pop-song My Wrong World (la manderebbero a palla tutte le radio, se fossero nati a Birmingham o Newscastle). Insomma The Doormen sono le loro canzoni, le loro canzoni sono The Doormen. Sentiamo cosa hanno da dirci. Pronti?  

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martedì 21 giugno 2011

Intervista a The Doormen

Rock genuino questa sera nella palude con The Doormen, band ravennate giovane dentro e fuori. Dai testi, alle parole, dai titoli dal modo di proporsi senti il vero rock, e fa piacere. Niente elettronica, ma analogico come dio comanda, si capisce guardandoli che sono forti, che sono veri. Perfetto esempio di band romagnola, da romanzo di Morozzi, The Doormen hanno da poco fatto con le loro mani un cd, il primo omonimo disco. Coprodotto e mixato da Paolo Mauri (Afterhours, Le luci della centrale elettrica), registrato allo Studio 73 di Ravenna da Riccardi Pasini, è un dischetto nero come la pece, che ultimamente gira spesso nel mio lettore cd.

Cantato in inglese, questo esordio compatto parla dei piccoli drammi interni, scazzi quotidiani, paranoie, quasi come il primo rock’n’roll, senza dimenticare qualche stoccata di sano impegno, come il rock venuto dopo. Storie di giovani che vogliono solo apparire, tra facebook e le feste giuste, storie sentimentali totalizzanti, la timidezza, la rabbia giovane inespressa accanto a qualcosa di più “politico”, cioè Italy, il primo brano dell’album con un ritornello emblematico nella sua semplicità loureediana: is out of control. Siamo fuori controllo? Ne parleremo con The Doormen, nell’intervista che va ad incominciare. Pronti?

VAI AL LORO MYSPACE

http://www.myspace.com/thedoormenmusicitaly


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