sabato 16 dicembre 2023

da Smemo: The L Word


Dopo avere messo quel pezzo dedicato a John Belushi, pubblicato a suo tempo sul sito di Smemoranda nel novembre/dicembre del 2004, per la rubrica L'ALTRA AMERICA, un'amica di fb mi ha chiesto di poter leggere anche il pezzo dedicato al serial TV The L Word. Lo metto così, come l'avevo pubblicato allora. Era il 28.12.2004, rileggendolo mi sono chiesto se oggi lo riscriverei così... credo di no, non avrei tutto quell'entusiamo, anche se le idee di fono sono rimaste a 20 di distanza..

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venerdì 1 dicembre 2023

da Smemo: Un ricordo di John Belushi

 

Nel novembre/dicembre del 2004 pubblicai sul sito di Smemoranda questo pezzo dedicato a John Belushi. Era per una minirubrica dove parlavo di cinema/tv/libri dedicati a fenomeni culturali a parte, o almeno, che allora mi sembravano così. Si chiamava L'ALTRA AMERICA. Scrissi di Hunter S. Thompson e della serie tv The L Word, del libro di Art Spiegelman L'ombra delle torri e di altro ancora. Copio e incollo qui il pezzo dedicato al grande Belushi, attore che ho sempre adorato.

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lunedì 26 dicembre 2022

Una poltrona per due, cult di natale


 
Dopo alcuni anni ho voluto rivedere Una poltrona per due, ormai classico del natale degli italiani (da 25 anni è il film natalizio di Italia 1, emittente sempre attenta a una certa comicità). Io non lo vedevo dal 2017, da allora molta acqua è passata sotto i ponti, pensavo di non gustamelo, invece manco la pandemia e questi pessimi ultimi anni riescono a guastare un classico del Cinema con la C maiuscola. 
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sabato 5 marzo 2022

Pasolushi

 

Che post faccio oggi? Ricordo i 100 anni della nascita di Pier Paolo Pasolini, il nostro più importante intellettuale del Novecento, secondo solo a Gramsci, oppure i 40 anni della morte di John Belushi, l'ultimo vero grande mito del Cinema? Un bel dilemma, sapete. Chi mi conosce sa della mia passione per il cinema, anzi il Cinema di entrambi. Certo, Pasolini non ha fatto solo Cinema, è stato intellettuale militante, poeta e scrittore. Certo Belushi oltre a un paio di cult-movie sicuri, e altri film memorabili, ha fatto tanta televisione, quella bella di una volta, comicità demenziale. Insomma, sono legato a entrambi allo stesso modo, sono stati importanti per la mia formazione entrambi. Come chiedere a un bimbo: meglio mamma o papà. Quindi dedico il post a entrambi. Il mio film preferito di Pasolini è Salò o le 120 giornate di Sodoma, film attualissimo, film che ho avuto la fortuna di rivedere al Cinema qualche anno fa. Forte, dilaniante, osceno, forse ha costato la vita a Pasolini, intellettuale scomodo, scomodo veramente, che avrei voluto oggi, nell'epoca dell'emergenza senza fine. Il mio film preferito di Belushi è invece Animal House, film eccessivo, vero capostipite del Cinema demenziale. Anche questo ho avuto la fortuna di vederlo, qualche anno fa al Cinema. Potevo dire Blues Brothers, l'altro suo cult, ma mi viene d'istinto, da sempre Animal House. E voi che ne pensate? Quali sono i vostri preferiti di Pasolini e Belushi?

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giovedì 11 marzo 2021

Premio Amnesty Emergenti 2021

 

Sei un musicante? Di quelli che hanno cose da dire? ... tutti, bene o male ne hanno, certo, ma questo concorso, di Amnesty International cerca un "messaggio" in linea con la sua missione: la difesa dei diritti umani. Un concorso che ho visto nascere, crescere, e portare avanti tanta buona musica con accanto la missione de diritti umani. In missione, come i Blues Brothers che videro la luce.


 PER ALTRE INFO QUI

 

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martedì 17 dicembre 2019

Il mio natale ideale

Arriva il tag sul natale ideale, tramite l'invito fatto a me dall'amico blogger MikiMoz
Immaginate di dover cristallizzare un natale perfetto, attraverso vari argomenti, mi ha detto.
Cosa vi piacerebbe ci fosse nel vostro periodo più magico dell'anno?
In cosa consiste il tag?
1- Elencare tutti gli elementi del nostro  natale ideale, in base ai vari macroargomenti forniti;
2- Avvisare Moz dell'eventuale post realizzato, contattandolo in privato o lasciando un commento a
https://mikimoz.blogspot.com/2019/12/natale-ideale.html
Ovviamente avvisare anche me, lasciando un commento in questo post qui.
3- taggare altri cinque bloggers, avvisandoli.
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sabato 23 novembre 2019

Intervista impossibile?

CLICCACI SOPRA PER INGRANDIRE
Insisto nel consigliarvi questo libro, Vita eccessiva di John Belushi - Quando il gioco si fa duro, uscito per BeccoGiallo di recente, scritto da Francesco Barilli e disegnato da Lele Corvi. Ho intervistato i due autori riguardo questa sorta di intervista impossibile a fumetti al mito John Belushi. Qui, sul sito di MeLoLeggo la potete leggere integralmente.

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domenica 27 ottobre 2019

La vita di Belushi a fumetti


Grande libro per gli appassionati di cinema e in particolare di cult-movie: Vita eccessiva di John Belushi, quando il gioco si fa duro. Una sorta di intervista impossibile fatta dai due fumettisti Francesco Barilli (testo) e Lele Corvi (disegni), con un Belushi divertente e scaltro, rotondo fumetto, a ricordare gli eccessi della sua vita. Ho intervistato i due autori del libro, (l’intervita sarà presto online) e la mia ultima domanda è stata: Il vostro film preferito di John Belushi?per la loro risposta vi rimando all’intervista. Per me è Animal House, anche se vicinissimo di un pelo metto The Blues Brothers e incollato Chiamami aquila (li rivedo spesso, perché ho una confezione co i 3 dvd, anche Elle ora li conosce). 
... e il vostro film preferito con Belushi?

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mercoledì 2 ottobre 2019

Mi sono rotto il blog

In queste ultime settimane sono stato lontano dal blog, un po' (circa una settimana), perché sono giunte le tanto sospirate vacanze, un po' perché, tornato dalle vacanze, non ne avevo più voglia. Mi sono trovato bene in vacanza, senza nulla da scrivere, senza dover per forza commentare (perché poi devo farlo?), dire la mia, incazzarmi, fare rivelazioni shock, appelli, dirvi che film ho visto, cosa ho mangiato, se sono andato di corpo ... e tutte queste cose. Sono pure riuscito in una settimana a leggermi 4/5 libri, l'ultimo dei quali è stato L'anno del dragone di Robert Daley. Conoscevo il film del compianto Michael Cimino, ma non pensavo avrei mai letto il librone dal quale è tratto (576 intense pagine, ben scritte tra Chinatown e Hong Kong). Ecco, questo per dirvi che, anche se non ho nessunissima intenzione di chiudere questo mio spazio nato nel lontano dicembre del 2007, sarò meno presente nella blogosfera, nei commenti di altri blog, amici stimati, con le loro passioni in parte da me condivise, ma, ma ... mi sembra si sia esaurita la spinta propulsiva, per dirla con una frase celebre e dolorosa, che il blog non sia più quello di una volta, o almeno non lo è per me.

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giovedì 24 gennaio 2019

Locandine cult: Animal House

  ANIMAL HOUSE (Usa 1978) di John Landis
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giovedì 17 novembre 2016

Prima di soffrire di vertigini

Prima di soffrire di vertigini non sapevo
di soffrirne, direi che è stato un vero
e proprio fulmine a ciel sereno.
Camminavo in alta montagna con fratello
maggiore e amici suoi, due donne e due
uomini, io ero un ragazzo.
Camminavo in alta montagna, tra alberi
verdi, cime sempre più alte, la valle giù,
in parte a dove mettevo i piedi.
Camminavo inconsapevole di soffrire di
vertigini, e mi godevo tutta la natura
attorno, gli uomini piccoli, laggiù.
La strada era stretta, sempre più stretta,
in certi passaggi ci stava giusto un solo
piede, sotto c'erano crepacci.
Si saliva sempre di più, la nostra meta
era un rifugio a 2200 metri, le piante
man mano che salivamo, sparivano.
Sparivano anche le persone giù in
fondo a valle, un paesaggio bello
da vedere, sì, mozzafiato.
Una del gruppo, sorridendo, ferma
su di un sasso, dice: che bello qui,
però, se uno soffre di vertigini ...
Ecco, in quel momento io ho capito
di soffrire di vertigini, e non c'è verso
di scordarlo. Mannaggia a lei ...

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giovedì 19 maggio 2016

25 indiscrete domande cinematografiche


Dal blog dell'amico Lucien, ho trovato questo divertente gioco sul cinema, mia grande passione, un meme, ideato da Sofàsophia. Queste le mie risposte (se volete, provatelo anche voi ...).
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domenica 15 maggio 2016

Cecità


Che gonfiore, che gonfiore,
rosso come un gambero, è
impossibile non toccarsi, io
non resisto.

A toccarsi si diventa ciechi,
dicevano ‘na volta ai bambini
forse avevan ragione.

Io non riesco proprio a non
toccarlo, mi prude troppo,
impossibile star fermo con
le mani.

A toccarsi si diventa ciechi,
dicevano ‘na volta ai bambini
forse avevan ragione.

Anche il dottore me l’aveva detto:
Alligatore non si tocchi, rischia di
diventare “cieco” da tutti e due gli
occhi.

A toccarsi si diventa ciechi,
dicevano ‘na volta ai bambini
forse avevano ragione.

Io non ho resistito, mi sono
grattato, ho toccato l’occhio
malato, e poi il sano, e la
congiuntivite l’ha preso.

A toccarsi si diventa ciechi,
dicevano ‘na volta ai bambini
avevano ragione, purtroppo.

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domenica 7 dicembre 2014

Privatizzazione dell'acqua? No, cazzo!


Abbiamo vinto un REFERENDUM, vi ricordate? L'abbiamo vinto insieme, con piazze piene, e anche (secondo me fondamentale), con il web. Ora, complice una crisi senza precedenti, menti addormentate, persone che non vedono al di là del proprio naso e credono che basti non avere più Berlusconi a Palazzo Chigi per essere felici, sta passando, nella quasi totale indifferenza, tutto ciò che dispone il governo Renzi. Oggi tocca all'acqua, alla privatizzazione dell'acqua, contro la quale avevamo detto un netto no, cazzo! E allora mobilitiamoci ancora, firmate e fate firmare, usate il vostro blog o qualsiasi altro social come un megafono, perché, come diceva il grande John Belushi: quando il gioco si fa duro, i duri incominciano a giocare.

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mercoledì 28 maggio 2014

Elogio di Mia Wasikowska

Bella non è bella, almeno non è il mio tipo, di sicuro è un tipo, e con soli tre film ha conquistato gli occhi dei cinefili più attenti, compresi i miei. L'attrice australiana di chiare origini est-europee (ha preso il cognome dalla madre, fotografa polacca) ha recitato in più di un film, nonostante sia abbastanza giovane (è del 1989), ma a me sono bastati tre per notare la sua bravura: Stoker, di Park Chan-wook, dello scorso anno, e due film usciti in Italia quest'anno, quali Tracks - Attraverso il deserto (Australia 2013) di John Curran, e il recente sorprendente Maps to the Stars, del sempre più gigantesco David Cronenberg.
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domenica 17 marzo 2013

Promised Land, un film da vedere


È un gioiellino di film, capace di raccontare l’oggi come pochi altri narrando semplicemente i nudi fatti. Mi ha sorpreso molto di non vederlo incensato come si dovrebbe in giro per la blogosfera, e ho trovato le dichiarazioni di Matt Damon a Berlino 2013, dove è stato presentato con successo, immodeste (tra l’altro è un progetto suo, scritto da lui assieme all’attore John Krasinski, anche lui presente nel film, doveva essere l’esordio nella regia del bravo ragazzo americano, ma per troppi impegni ha ceduto il posto all’amico regista). Così è diventato un film di Van Sant, tra i suoi migliori accanto ai “minori”, da me amatissimi Da Morire, Elephant, Paranoid Park
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venerdì 18 gennaio 2013

Due parole con La notte dei lunghi coltelli



Sarà una notte dei lunghi coltelli quella che si annuncia questi schermi… che notte! Sì, con la voce rotta dall’emozione annuncio l’arrivo in palude di questo nuovo soggetto musicale, atteso da molti, annunciato come qualcosa che spacca e riapre i giochi: è qui con noi Karim Qqru degli Zen Circus a presentare il suo nuovo progetto solista. Solista per modo di dire, perché in Morte a credito hanno lavorato, oltre a lui, anche Izio Orsini e Ale Demonoid Lera, e un sacco di ospiti cult, quali Nick Manzan, Diego Pani, Emanuele Braca, Aimone Romizi, nomi già sentiti da queste latitudini. Insomma, un progetto forte, non solo nei titoli e riferimenti, ma anche nel gruppo.
In uscita il 22 gennaio con la Black Candy Records, label fiorentina che ho sempre seguito ad occhi chiusi, per l’estrema semplicità nel fare le cose belle, Morte a credito è un disco duro, adatto ai tempi duri (John Belushi insegna). Un percorso in nove tappe dentro il lato oscuro della Storia (e delle storie) degli uomini. Un rock denso, hardcore ed elettronico, punk e sperimentale. Nove pezzi dove il gusto per la parola si sente, come l’autore citato in modo esplicito nel titolo, quel Louis Ferdinand Céline sempre maledettamente attuale. E allora porte aperte a La notte dei lunghi coltelli. Pronti?     

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giovedì 5 luglio 2012

Due parole con i Margareth


Ritornano in palude i Margareth, giovani veneziani che posso dire di aver visto crescere. Apprezzati fin dai primi ep autoprodotti (passarono di qui nel 2009, con un bel dischetto di quattro sole canzoni e una copertina malinconica), dopo alcuni assestamenti nella loro formazione sono usciti nel 2010 con il loro primo lungo, White Lines, per Macaco Records degli amici Grimoon, e in questo 2012 hanno fatto il bis con Fractals, disco tra il mistico e il sensuale, senza perdere di vista l’ironia. Sempre prodotto dalla label veneziana, sempre in progressione. La copertina di questo disco mi ricorda quella frase dei Blues Brothers: io ho visto la luce! …
In realtà, ad ascoltare Fractals si rischia veramente di vedere la luce. Registrato in presa diretta con la produzione artistica dell’ottimo Giovanni Ferrario, sono nove pezzi che crescono ascolto dopo ascolto, elettrici e vibranti, con un’anima romantica e un pop virato verso gusti acidi. Un disco ben calibrato, da giovani musicanti ormai maturi. L’esperienza e la mano di Ferrario, uno dei migliori produttori della scena underground (per non dire in assoluto), si sente. Fractals, frattali: oggetti geometrici che si ripetono nella loro struttura allo stesso modo su scale diverse … chissà che non sia una perfetta metafora del cd. Forse sbrodolo in critichese, forse no … meglio iniziare. Pronti?      

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sabato 28 aprile 2012

Parole chiave? ... belle e perverse!


Nelle parole chiave per la ricerca (voi che avete un blog capite cosa dico) tra le più cliccate e demenziali:

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giovedì 31 marzo 2011

Voglio la t-shirt di John Cazale

Oggi ho letto un articolo dove si citava John Cazale, mitico attore di una manciata di film. Ho voluto fare una ricerca sul web e ho scoperto la data della sua morte: 12 marzo 1978. Chiapperi, il giorno del mio compleanno (di qualche anno dopo). Ha fatto solo cinque film da protagonista, ma dire solo è riduttivo. Sono delle pietre miliari della Storia del Cinema: Il padrino, La conversazione, Il padrino - Parte II, Quel pomeriggio di un giorno da cani, Il cacciatore. Chi può vantare una filmografia così in pochi anni, a parte James Dean e John Belushi? Eppure non ho mai visto una maglietta con la faccia di John Cazale…non è giusto.

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