giovedì 5 maggio 2022

Vi conosco mascherine

Non so voi, ma io vivo con disagio questi ultimi mesi pandemici. Mi pare di essere in un mondo che fa finta di nulla, preoccupato solo di consumare. La cazzata "ne usciremo migliori" ha dimostrato alla lunga di essere stata una cazzata, uno spot, e pochi, pochissimi si sono accorti di quanto il mondo sia cambiato e cambierà ancora. Non abbiamo fatto tesoro dei mesi chiusi in casa, tra un corso online, esercizi di yoga e capelli rasati a zero. Eppure la pandemia è stato un fatto forte, di rottura decisa, quelle rotture che segnano un'epoca. Tipo la I^ guerra mondiale. Anche la politica non ha capito questo, anche in politici nei quali avevo un po' di fiducia non ho visto una progettualità forte. Anzi, hanno fatto le solite cose, seguendo la corrente, i soliti riti, le solite risposte.
Questa mattina parlavo con un ex collega di lavoro in pensione da anni, ormai contadino nel suo piccolo podere con viti e ulivi vista lago. Veniva da un funerale. Pessimista di natura, pasoliniano senza averlo mai letto, da sempre contro la società dei computer (secondo lui, hanno rovinato il mondo, e non credo abbia torto), mi ha detto: adesso hanno tolto le mascherine, ci hanno liberati un po', per il turismo. Poi, passati i mesi estivi, ci rinchiuderanno di nuovo. Non so se sia una previsione corretta, però è forte la sensazione che siamo guidati da politici che pensano solo all'economia. Economia malata, capitalismo di rapina (di gente, territorio, culture...), quello che ci ha portato sull'orlo della catastrofe.  Sono quelli che c'erano prima, ormai da troppi anni a malgovernarci. Potrei dire, con una facile battuta: vi conosco, mascherine. 

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sabato 5 marzo 2022

Pasolushi

 

Che post faccio oggi? Ricordo i 100 anni della nascita di Pier Paolo Pasolini, il nostro più importante intellettuale del Novecento, secondo solo a Gramsci, oppure i 40 anni della morte di John Belushi, l'ultimo vero grande mito del Cinema? Un bel dilemma, sapete. Chi mi conosce sa della mia passione per il cinema, anzi il Cinema di entrambi. Certo, Pasolini non ha fatto solo Cinema, è stato intellettuale militante, poeta e scrittore. Certo Belushi oltre a un paio di cult-movie sicuri, e altri film memorabili, ha fatto tanta televisione, quella bella di una volta, comicità demenziale. Insomma, sono legato a entrambi allo stesso modo, sono stati importanti per la mia formazione entrambi. Come chiedere a un bimbo: meglio mamma o papà. Quindi dedico il post a entrambi. Il mio film preferito di Pasolini è Salò o le 120 giornate di Sodoma, film attualissimo, film che ho avuto la fortuna di rivedere al Cinema qualche anno fa. Forte, dilaniante, osceno, forse ha costato la vita a Pasolini, intellettuale scomodo, scomodo veramente, che avrei voluto oggi, nell'epoca dell'emergenza senza fine. Il mio film preferito di Belushi è invece Animal House, film eccessivo, vero capostipite del Cinema demenziale. Anche questo ho avuto la fortuna di vederlo, qualche anno fa al Cinema. Potevo dire Blues Brothers, l'altro suo cult, ma mi viene d'istinto, da sempre Animal House. E voi che ne pensate? Quali sono i vostri preferiti di Pasolini e Belushi?

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domenica 2 agosto 2020

La strage di Bologna

E sono quaranta anni oggi, da quella vergognosa strage, da quel bagno di sangue in nome della strategia della tensione, degli equilibri politici, della divisione tra est e ovest. L'Italia doveva rimanere sotto la Nato e non poteva avere governi di sinistra, quindi attentati, bombe, morti, causati da esaltati dell'estrema destra foraggiati, spesso e volentieri, dai servizi segreti. Questa la storia, molto semplicemente. Ci sono stati depistaggi, falsità, invenzioni a tavolino, anche su questa strage, una delle poche con dei colpevoli accertati da processi con condanne definitive. Come diceva Pasolini, conosciamo i nomi, ma non abbiamo le prove... di quel periodo infame iniziato con la Strage di Piazza Fontana a Milano nel 1969, e forse finita nel 1980 quel due di agosto a Bologna.  
Leggi su wikipedia Strage di Bologna

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domenica 29 marzo 2020

CINEMA #iorestoacasa

Non avrei mai immaginato di vedere un sacco di film a casa, in tv o al pc, rinunciando al Grande Schermo. Ovviamente è una scelta forzata, i Cinema, come i teatri, i bar, i ristoranti e tutti i luoghi di ritrovo sono chiusi, e allora abbiamo dovuto organizzarci per vedere CINEMA a casa. Come detto in altri post, sono molti i siti che propongono film da vedere senza pubblicità, gratuitamente e a tutte le ore. Tra i più interessanti MYmovies, che da alcune settimane e fino al 5 di aprile, sta proponendo una serie di film molto belli, gratis, e simulando la prenotazione posti al cinema. L'orario delle proiezioni è fissato in anticipo, ci si iscrive, prenota e vede il film. 
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lunedì 14 dicembre 2009

Intervista ai Primochef

Ritornano sul blog i Primochef del Cosmo. Almeno, più di un anno fa (era l’otto aprile del 2008) così si chiamavano, ora forse solo Primochef (sarà una delle terribili domande). Ritornano con la stessa forza e ironia di allora e la voglia di rinnovare la nostra musica più amata, il rock. Sì, perché oggi suonano molto rock alle mie orecchie e alla mia coda questi cinque allegri ragazzi di Sassari. Ho da poco ascoltato il loro nuovo cd, Bouganville e mi danno questa impressione.
Più rock? Saranno le chitarre molto presenti, saranno certi pezzi diretti, che sembrano pronti da cantare/gridare insieme ad un loro concerto, sarà l’ospite di grido Giorgio Canali (voce in Siamo seduti qui, tratto da Il libro degli abbracci di Eduardo Galeano e La città dell’oblio di Renè Fregni, chitarre in Fine stagione, strumentale finale), sarà che Pier Paolo Pasolini, al quale si sono ispirati per il pezzo che ha dato il nome all’album, è stato il nostro intellettuale più rock… chissà cosa ne pensano di tutto questo i Primochef? Ci siete per dirmelo?
VAI AL LORO MYSPACE www.myspace.com/primochefdelcosmo

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giovedì 5 novembre 2009

The Gang e il Web

DOMANDA Blog, myspace, facebook, tra un’ora chissà cosa ci sarà … che rapporto con Internet?
RISPOSTA Non sono di questo mondo. Potrei dire delle stupidaggini in proposito. Non frequento amicizie del genere e non per snobbismo ma perché il mio tempo non me lo permette né il mio istinto, che solitamente è curioso. Di tutto ciò in genere, vedi la tua lista, posso solo sottolineare che Internet è la fine della Città, quindi della Civiltà così come per secoli l’Umanità l’ha intesa e considerata.
Cosa prenderà il posto di ciò, chi e cosa colmerà questo vuoto io non lo so…Quello però che mi stupisce è che in questo Paese non esista alcuna tradizione intellettuale che si dichiari contro la modernità e che ne analizzi i mali e informi circa l’altra faccia della luna. Questo significa che nessuno ripercorre le orme del grande profeta Pasolini e che la cultura della Minoranza è stata definitivamente sconfitta, forse senza alcuna battaglia o combattimento, il che è grave, molto grave per le sorti che ci aspettano.
Marino The Gang Severini
Una risposta che mi ha fatto molto riflettere.
PER LEGGERE IL RESTO DELL’INTERVISTA
Passato e futuro dei Gang

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giovedì 28 maggio 2009

Intervista ai Tecnosospiri

Mi sembra che la band ospite questa sera su questi schermi abbia trovato uno splendido luogo per collegarsi: al mare, con la chitarra pronta all’uso, una scacchiera per stare ben concentrati e il portatile vicino. Non si fanno mancare niente i Tecnosospiri, come non manca nulla alla loro musica, un pop-rock con venature cantantuorali molto maturo, nonostante la giovane età.
Io i Tecnosospiri li seguo da alcuni anni. Li seguo dal loro precedente cd, In confidenza, uscito come il recente I lupi, per la romana CinicoDisincanto. Devo dire che sono cresciuti, molto cresciuti. I lupi è un concept-album che tocca tematiche sociali e politiche senza perdersi in discorsi banali o complicati, ma facendo vera musica.
Non dimenticano la melodia, non dimenticano la tenerezza i Tecnosospiri (come potrebbero, con un nome del genere?) e passano con incanto e consapevolezza dalle macerie di Sarajevo all’amato Pasolini, da Varsavia sporcata dalle multinazionali ai palazzinari delle nostre metropoli. Ma questo non è un comizio, è un concept-album sullo stato di crisi dei nostri giorni con dieci pezzi perfettamente legati insieme. Per questo lascio la parola a loro. Ci siete?

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