lunedì 18 maggio 2020

In palude con Gallus

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Rock Blues Sperimentale
DOVE ASCOLTARLO Spotify
LABEL Autoproduzione
PARTICOLARITA’
L’album è registrato in presa diretta dando ampi spazi all’improvvisazione. Il
Blues è solo un pretesto, un punto di partenza dal quale avventurarsi in spazi
non protetti, il più possibile fuori dagli schemi di genere.
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CITTA’ Brescia
DATA DI USCITA 20.03.2020 italian lockdown time 

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martedì 31 marzo 2015

Due parole con Pasquale Demis Posadinu



Ritorna in palude Pasquale Demis Posadinu, ritorna con il suo nome e la sua faccia. Era passato di qui nel lontano 2008, in una delle primissime interviste sul blog, con il suo gruppo dal nome poetico, i Primochef del Cosmo (da un racconto di Benni, se non ricordo male), e ora lo ritrovo qui con la stessa label di Cagliari, la Desvelos Records, tornata con questo disco omonimo a produrre. Un doppio piacere, moltiplicato dal fatto che a produrre artisticamente l’album è un’altra mia vecchia conoscenza, mai direttamente passata di qui, ma sempre presente nel miglior underground italico ascoltato in palude. Si tratta di Giovanni Ferrario, ottimo chitarrista apprezzato anni fa in un live con la Le Luci della Centrale Elettrica, giusto per dire …
Viste tutte queste premesse, il disco di Pasquale Demis Posadinu poteva deludermi? Certo che no! Sono dieci tracce di pop-rock cantautorale molto intimo, delicate quanto sentite. Cantante in italiano dalla voce calda dell’autore sardo, fotografano l’attimo dalla sua posizione: da un omaggio vero alla sua terra, contro chi se la vuole pappare, all’esperienza di una madre, dall’amore che non vuole prendere il largo al cercare l’autenticità nel rock sotterraneo. Un album che prende piano, ma poi non ti lascia più. Forse perché ha tante cose dentro, come l’originale copertina. Ma ne parleremo tra poco con Pasquale Demis Posadinu.  Pronti?

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giovedì 5 luglio 2012

Due parole con i Margareth


Ritornano in palude i Margareth, giovani veneziani che posso dire di aver visto crescere. Apprezzati fin dai primi ep autoprodotti (passarono di qui nel 2009, con un bel dischetto di quattro sole canzoni e una copertina malinconica), dopo alcuni assestamenti nella loro formazione sono usciti nel 2010 con il loro primo lungo, White Lines, per Macaco Records degli amici Grimoon, e in questo 2012 hanno fatto il bis con Fractals, disco tra il mistico e il sensuale, senza perdere di vista l’ironia. Sempre prodotto dalla label veneziana, sempre in progressione. La copertina di questo disco mi ricorda quella frase dei Blues Brothers: io ho visto la luce! …
In realtà, ad ascoltare Fractals si rischia veramente di vedere la luce. Registrato in presa diretta con la produzione artistica dell’ottimo Giovanni Ferrario, sono nove pezzi che crescono ascolto dopo ascolto, elettrici e vibranti, con un’anima romantica e un pop virato verso gusti acidi. Un disco ben calibrato, da giovani musicanti ormai maturi. L’esperienza e la mano di Ferrario, uno dei migliori produttori della scena underground (per non dire in assoluto), si sente. Fractals, frattali: oggetti geometrici che si ripetono nella loro struttura allo stesso modo su scale diverse … chissà che non sia una perfetta metafora del cd. Forse sbrodolo in critichese, forse no … meglio iniziare. Pronti?      

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mercoledì 7 settembre 2011

Due parole con i Sarah Schuster

Ritornano nella palude i Sarah Schuster, ritornano per la terza volta direttamente da Vicenza. La prima nel 2008, si presentarono con un ep e tanto entusiasmo (dovevano andare all’Italia Love Festival di Livorno, come vincitori del contest regionale del Veneto). Poi nel 2009 con il sospirato esordio Rain From Mars, cd elegante e forte, quanto il pianeta rosso in copertina. Ora è la volta di Possibilities, nuova strada imboccata dalle sorelle Dal Zotto (Daniela, voce e chitarra, Eleonora, chitarra) e Matteo Mosele (batteria), con un rock più classico nelle loro vene e l’inedita formazione a tre.

Nove pezzi autoprodotti dalla Viola e Fucsia Production, con il sostegno di ABuzzSupreme, GattoRosso e il contributo di Andrea Rovacchi (il cd è stato registrato in gran parte nel suo Bunker Studio di Rubiera), e Giovanni Ferrario, produttore artistico di alcuni pezzi, uno dei quali scritto insieme alla band. Entrambi suonano in più di una canzone, e Possibilities prende quota con dei bei giochi di voce, chitarre acustiche accanto a chitarre elettriche, ballatone, l’organo in evidenza. Io ho avuto la fortuna di ascoltarlo quando era ancora un progetto iniziale, ora che ho la possibilità di ascoltarlo nella sua forma definitiva mi rendo conto dei passi avanti fatti. Questo può essere il disco della definitiva consacrazione. Parliamone con i diretti interessati. Pronti? Pronte?

VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/sarahschuster1

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domenica 4 settembre 2011

Le Luci Della Centrale Elettrica live in Verona

È stato uno dei concerti più emozionanti della mia vita, quello di ieri al Teatro Romano di Verona. Conosco, ma ho sempre seguito poco Vasco Brondi, in arte Le Luci della Centrale Elettrica, però ho sempre sentito nei suoi confronti una condivisione del mondo (potrei dire empatia) e di come raccontarlo. Lui ha una capacità straordinaria di trasformare in canzoni le idee, senza risultare pesante o banale.

Mi sono comprato i suoi due cd all’entrata, due cuscini per stare comodo, e mi sono messo a leggere i testi, sorridendo, dicendo tra me “è così …che forza … come scrive bene, con due parole racconta …vorrei essere lui”. Lui è sicuramente una parte di me. Poi lui è arrivato sul palco, e quelle parole si sono trasformate in energia rock.

Fuochi artificiali, ultimo suo concerto di presentazione di Per ora la chiameremo felicità, ha riunito sul palco amici con i quali ha collaborato negli ultimi anni, dando vita a dei veri e propri fuochi artificiali. Se sul palco ci sono stati stabilmente Lorenzo Corti alla chitarra elettrica (impeccabile), Sebastiano De Gennaro alla batteria e alle percussioni (generosissimo e in disparte), Giovanni Ferrario al basso e tanto altro (l’autorevolezza dell’esperienza del vecio, finalmente l’ho visto live, dopo tanti “suoi” cd discussi nelle blog-interviste), le guest-star succedutesi sono state infinite. Il meglio della scena alternative italica: Rachele Bastreghi, Giorgio Canali, Manuel Agnelli, Davide Toffolo, Rodrigo D’Erasmo … insomma, sogno o son desto?

Con la splendida voce di Rachele dei Baustelle, Vasco ha eseguito per la prima volta live Un campo lungo cinematografico, la canzone scritta per il film Ruggine di Daniele Gaglianone, presentato la sera prima al Festival di Venezia (esperienza strana, lunare andare a Venezia per lui, ha raccontato). Bella, riesce ad entrare nel suo mondo fatto di licenziamenti ai call center, che ci fregano sempre, che ci fregano sempre …

Alle spalle della band, ad un certo punto cominciano ad affiorare dei disegni. Anzi, prima una mano tutta sporca di colori. È quella di Davide Toffolo (sto leggendo il suo libro in questi giorni, Cinque Allegri Ragazzi Morti, l’omnibus, ve lo consiglio), che in un angolino, con la solita maschera, disegna in diretta: un corvo in una città, poi la città è sempre più sporca di nero e l’uccello vi rimane sotto, fino a scomparire … poi una ragazza nuda, poi un uomo nudo con la faccia da cavallo accanto a lei (o un cavallo con il corpo da uomo?), poi alla ragazza spuntano le ali, è un angelo …poi Toffolo si concede anche una canzone con Vasco. I due artisticamente mi sembrano i più lontani tra quelli presenti, anche se c’è affetto sincero e Toffolo è il responsabile della label dei suoi primi cd, La Tempesta, mitica, se non ci fosse bisognerebbe inventarla.

Manuel Agnelli si siede al piano elettrico con il codino e l’aria intimidita ma autorevole come sempre, ed esegue qualche pezzo. Tra i due c’è simpatia, si conoscono ed apprezzano, però anche qui, la distanza artistica si sente. Giorgio Canali è quello più a suo agio, quello con il quale Vasco mostra maggiore vicinanza. Esegue le sue canzoni migliori, tra la quali La gigantesca scritta coop (… e i ccp non ci sono più/e i ccp non ci sono più/ i ccp non ci sono più da un bel po’); cortocircuito emotivo, ironia della sorte cantarla davanti alla faccia del grande Giorgio Canali, che di quella storia è stato in parte protagonista.

Gran finale ricco di emozioni, con tutti sul palco, Toffolo ancora a disegnare e il pubblico tutto incollato al palco, in una specie di amplesso scatenato. Vasco salta, corre, ruba la maschera ad un allegro ragazzo morto, sembra improvvisare canzoni come una storica dei CCCP (quale?... la canto mentalmente con lui, ma non chiedetemi il titolo), e una versione stratosferica de La domenica delle salme. Rachele e Manuel insieme al piano, Giorgio Canali una roccia, una scultura (è lui?), inossidabile.

Le Luci Della Centrale Elettrica illuminano la notte. Mi prendo pure il suo libro e la spilletta. La maglietta no, ho finito i soldi. Sulla via di casa, finestrino aperto e il suo cd a manetta. Abbandono la mia città per tornare verso la palude e nella mezzora di viaggio riesco ad ascoltarlo quasi tutto. Due ore di storia del rock, in uno scenario splendido quale l’antico Teatro Romano (http://www.eventiverona.it/teatro_romano.asp). Qualcuno dice non sia adatto al rock, ma solo a Shakespeare e al jazz. Io lo trovo stupendo, ho sempre goduto ottimi concerti. È stato bello vederlo sconsacrato da Le Luci Della Centrale Elettrica. Sconsacralo ancora Vasco.

http://www.leluci.net/

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giovedì 30 giugno 2011

Intervista ai Saint In A Row


Se la ridono di gusto i Saint In A Row, e con loro il cane. Non sembrano essere in fila, ma rilassati in attesa di buone vibrazioni, quelle della loro musica. I Saint In A Row non sono una semplice band, ma un progetto, il side-project di Pierluigi Ballarin, membro e fondatore dei R’s, già graditi ospiti nella palude (allora si chiamavano The Record’s). Si è ritrovato nell’ormai mitico TUP Studio, dove lavora e produce musicalmente il meglio della scena bresciana, alcuni amici di tale scena: Fabio Dondelli (Annie Hall), Michele Marelli (Ovlov), Stefano Moretti (Pink Holy Days) e Giovanni Ferrario (). È uscito un disco da favola.
Prodotto dalla Foolica Records di Mantova, è un cd senza tempo, con otto pezzi facili da gustarsi in una notte d’estate con il cielo stellato sopra la testa (e la legge morale …), da collezionisti maniacali (versione vinile 180gr special edition, con cd allegato), artwork raffinato a cura di Giovanni Ferrario. Insomma, una cosa fatta per durare, per il piacere di farlo, e, magari senza volerlo, un prodotto in grado di fare il punto su ciò che si muove in quel di Brescia. I protagonisti sono tra i più rappresentativi, c’è il loro zampino in altri progetti, e il luogo del delitto è sempre quello. Ma comincio a sbrodolare troppo. Meglio ascoltare i Saint In A Row. Siete pronti? In fila? …

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venerdì 21 gennaio 2011

Intervista ai GuruBanana

Credo che l’immagine sia molto veritiera: i GuruBanana, nuovo progetto musicale di Andrea Fusari (con il bicchiere in mano) e Giovanni Ferrario (con l’aria di chi guarda lontano), sono come nella foto. Sono ironici, attaccati al piano (e magari anche alla bottiglia, quel tanto che basta per divertirsi), con Frank Zappa e The Mothers of Invention alle spalle, alcuni buoni libri/dischi e la capacità di fare musica con stile. Sì, perché la cosa che colpisce è lo stile della loro musica. I GuruBanana hanno stile da vendere.

Solo due cd per ora con il nome di GuruBanana, ma le esperienze del duo nel recente passato si sentono tutte. Karmasoda, il disco ufficialmente fuori lunedì prossimo, è un sunto del passato e del futuro della musica rock, con nove pezzi affilati, ognuno diverso dall’altro, ma uniti dalla passione. Prodotto da Shyrec, label che non sbaglia un colpo, con l’essenziale partecipazione di Rambla, colpisce a partire dalla colorata copertina alla metafisica title-track, Karmasoda, la ricerca della rivoluzione interiore. L’ennesimo gruppo di Brescia, la Seattle d’Italia? Molto di più…Pronti, attenti, via …

VAI AL LORO MYSPACE
http://www.myspace.com/gurubanana1

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martedì 8 aprile 2008

Intervista ai Primochef del cosmo


Che dirvi dei Primochef del Cosmo? Con un nome così potrei dirvi tutto e il contrario di tutto. Il sestetto sassarese, giunto al primo importantissimo disco targato Desvelos, lo vedete entrare con tutta la sua simpatia e allegria per l’intervista in diretta sul/nel blog dell’Alligatore. Basta guardarli, direi …
Una sintesi ben riuscita tra cantautorato e rock’n’roll, si sente in giro leggendo recensioni al loro omonimo esordio. Rolling Stones più La Crus, più Tenco, più Velvet Underground. E poi la passione per certa letteratura “rock” come Stefano Benni e Chuck Palahniuk … ma li sento bussare alla porta del blog …li vedo entrare.
Benvenuti, se siete pronti partiamo subito con la prima domanda …
PRIMA DOMANDA
Chi sono i Primochef del Cosmo?

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lunedì 24 marzo 2008

Intervista agli Zabrisky


Come vedete dalla foto, gli Zabrisky stanno entrando nel mio blog per l’intervista in diretta. L’antro per raggiungere il blog non è grandissimo, ci si deve piegare, all’inizio è scuro, ma una volta entrati ci si sente a proprio agio.
I quattro rocker veneziani non temono l’incontro in diretta, del resto cosa dovrebbero temere dopo un cd attesissimo (dopo cinque anni), bello vibrante, con chitarre in gran spolvero, la giusta incazzatura e la capacità di suonare come un musicista solo tipica di chi si conosce da anni?
In giro dal 1995, un disco d’esordio molto importante, toccante direi, come Orangegreen, partecipazioni a compilation e mini cd, concerti e concerti e ora questo Northside Highway
ma non voglio sbrodolare commenti a vanvera, ormai vedo avvicinarsi Marco, Alberto, Juri e Nicola … pronti per la prima domanda.
Poi tutti nei post a postare risposte, altre domande e curiosità all’infinito …
PRIMA DOMANDA
Chi sono gli Zabrisky?

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giovedì 20 marzo 2008

Anteprima Primochef del cosmo


Questa volta non mi potrete rimproverare di parlare solo di band emiliane. Questi baldi giovani vengono da Sassari, sono cocciuti e profondi come la loro bella Sardegna, si chiamano Primochef del cosmo grazie ad un racconto del grande Stefano Benni e ti sanno raccontare un sacco di storie interessanti.
Di primo orecchio ricordano i La Crus, un certo Tenco, certi Baustelle, e, se devo straripare in un campo non mio, i Negramaro; come saprete sono ignorante in materia mainstream, e i Negramaro li ho ascoltati poco, giusto le volte che sono stato in auto con un amico architetto che ascolta solo questi, ma a tratti mi richiamano alla memoria loro. Sarà solo un’impressione?
Prodotti artisticamente dal talentuoso Giovanni Ferrario, ultimamente molto attivo nell’underground italico di spessore (e non solo italico e non solo underground: collaborerà al prossimo disco di PJ Harvey), usciranno per l’etichetta Desvelos ai primi di Aprile. Sono la casella 14 della label di Cagliari. Una casella da aprire e gustare come le altre 13 (Marta Collica, Hugo Race, Micevice …)
Canzoni preferite: Wait for me, perfetta sintesi tra cantautorato e rock con una chitarra molto Lou Reed e la voce ispirata, Per rispondermi (sì, sono i nuovi La Crus), Cadono per ore, suggestiva popsong senza tempo, Quando il mondo riposa, giocoso finale acido con ritmo per i migliori adolescenti d’Italia.
Saranno famosi …
http://www.desvelos.it/
http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendID=112281813

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