sabato 2 febbraio 2019

L'indie-rock a Sanremo

Ci hanno visti nuotare in acque alte fino alle ginocchia / Ed inchinarci alle zanzare pregandole di non mescolare / Il nostro sangue a quello dei topi arrivati in massa con le maree / Le porte aperte, i porti chiusi e sorrisi agli sconosciuti / Che ci guardano attoniti mentre ci baciamo, da uomo a uomo, mano nella mano ...
da L'amore è una dittatura - pezzo degli Zen Circus per Sanremo 2019
qui il testo completo (o quasi) 

Etichette: , , , , , , , , ,

giovedì 11 dicembre 2014

Due parole con La Fine

La Fine in palude, tra poco. Non la fine di tutto, ma i La Fine, giovane band nichilista, nei suoni e nelle parole, con un disco veramente esplosivo uscito ufficialmente solo ieri. Il titolo, tanto per continuare nella metafora, è Scontento, a produrlo la Superdoggy Music di Karim degli Zen Circus. La leggenda narra, che abbia sentito solo alcuni brani della band, e ne sia stato così folgorato da decidere di prenderli sotto la sua ala protettiva. I tre giovani di Cosenza, attivi da un po’ di anni in alcune band dell’area calabrese, si sono formati da solo un anno, e la prima cosa fatta è stato registrare 4 pezzi in meno di tre ore. Fatti poi girare un po’ in giro fino a che non sono finiti nelle mani giuste.
Scontento è rock con venature noise, un certo gusto cantautorale sporco e cattivo. La cartella stampa suggerisce: le canzoni del disco trattano temi centrali come l’amore, la precarietà e la scoperta di se stessi attraverso l’introspezione. Direi che è una buona traccia. C’è dentro il male di vivere, classico, da giovani ribelli, un po’ intellettuali, ed è gridata con stile. Molto centrata la surreale malinconica copertina, in linea con le sette canzoni dell’album (provate a sentirle cliccando qui). Io è da un bel po’ che sento in cuffia Scontento, e non sono affatto scontento, anzi … la mia coda ha preso il ritmo giusto. Mi pare sia ora di sentire cosa ne pensa la band.  Pronti?

Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

lunedì 31 marzo 2014

Due parole con i Progetto Panico



Questa sera, per la prima volta in palude, i Progetto Panico. Presenteranno su questi schermi il nuovo album fresco di incisione: Vivere stanca. Titolo letterario, con rimandi al male di vivere tipico di una certa scrittura novecentesca, è in verità un disco pompante energia pura; sarcasmo a piene mani e un ritmo sbatti-coda incredibile, che non sentivo da un po’. Alla produzione artistica c’è, non a caso, Karim Qqru degli Zen Circus (i Progetto Panico sono la support band ufficiale per il tour del recente Canzoni contro la natura), incontrato durante la presentazione dell’esordio autoprodotto dei Progetto Panico Maciste in Paranoia.
Vivere stanca è uscito da solo una decina di giorni, marchiato Tirreno Dischi/Superdoggy, ma sta facendo già molto rumore (provate qui a sentire come suona). Come la forte copertina lascia immaginare, è nuovo punk con tante cose da dire, parole e suoni sparati a raffica dal power-trio di Spoleto. Registrato e mixato da Mattia Cominotto e Karim Qqru al Greenfog Studio di Genova, Vivere stanca non stufa mai. L’immediatezza del live è la loro cifra stilistica: hanno macinato tanti chilometri e, se le mie orecchie non tradiscono, ne macineranno ancora tanti. Per questo non poteva mancare una sosta in palude. Pronti?

Etichette: , , , , , , , , , , , , ,

martedì 2 aprile 2013

Due parole con i Fast Animals And Slow Kids

Fast Animals And Slow Kids, che nome ragazzi, e che copertina... appena l’ho vista ho pensato che dovevo subito invitarli in palude perché sul mio blog una copertina così poteva fare la sua porca figura (mi ricorda le copertine e i mondi immaginati da Philip K. Dick). Poi ho ascoltato le canzoni e mi sono deciso definitivamente a contattarli: undici pezzi cantati in italiano per un rock giovane, ma senza tempo. Dopo uno scambio di mail abbiamo trovato la data buona (non è stato facile, sono pieni d’impegni), per parlare con loro di Hýbris, disco uscito da qualche settimana con Woodworm (una famiglia più che un’etichetta, dicono in giro). La data buona è oggi, 2 aprile 2013.
Secondo album per la band di Perugia, che già con l’esordio di due anni fa Cavalli, dato alle stampe con la label degli Zen Circus, aveva conquistato i cuori della giovane scena underground più vera. Sì, perché i FASK sono un gruppo giovane veramente. Nati solo nel 2007, sui banchi del liceo della loro città, hanno fatto tutta la trafila tipo: prime canzoni in inglese, prove nel tempo libero, primi pezzi in italiano, concertini per amici, concerti per platee sempre più ampie, dall’Italia Wave Love Festival all’apertura per Zen Circus, Il Teatro degli Orrori, Ministri. E poi concerti tutti loro. Dopo un ep, un primo cd, un secondo, erano destinati a finire in palude… pronti?

Etichette: , , , , , , , , , , , , ,

venerdì 18 gennaio 2013

Due parole con La notte dei lunghi coltelli



Sarà una notte dei lunghi coltelli quella che si annuncia questi schermi… che notte! Sì, con la voce rotta dall’emozione annuncio l’arrivo in palude di questo nuovo soggetto musicale, atteso da molti, annunciato come qualcosa che spacca e riapre i giochi: è qui con noi Karim Qqru degli Zen Circus a presentare il suo nuovo progetto solista. Solista per modo di dire, perché in Morte a credito hanno lavorato, oltre a lui, anche Izio Orsini e Ale Demonoid Lera, e un sacco di ospiti cult, quali Nick Manzan, Diego Pani, Emanuele Braca, Aimone Romizi, nomi già sentiti da queste latitudini. Insomma, un progetto forte, non solo nei titoli e riferimenti, ma anche nel gruppo.
In uscita il 22 gennaio con la Black Candy Records, label fiorentina che ho sempre seguito ad occhi chiusi, per l’estrema semplicità nel fare le cose belle, Morte a credito è un disco duro, adatto ai tempi duri (John Belushi insegna). Un percorso in nove tappe dentro il lato oscuro della Storia (e delle storie) degli uomini. Un rock denso, hardcore ed elettronico, punk e sperimentale. Nove pezzi dove il gusto per la parola si sente, come l’autore citato in modo esplicito nel titolo, quel Louis Ferdinand Céline sempre maledettamente attuale. E allora porte aperte a La notte dei lunghi coltelli. Pronti?     

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , ,

venerdì 12 ottobre 2012

Due parole con i Flora & Fauna

Flora & Fauna in palude, rigogliosa e viva sempre di più. Flora & Fauna, avrete capito, è il nome della band ospite questa sera, a presentare un nuovo (vecchio) disco uscito di recente. Si tratta dell’omonimo esordio, l’unico vinile ufficiale della band livornese, dato alle stampe nel 1998 per Minimomovimento, label inventata assieme all’amico attore Edoardo Gabriellini, ed ora riproposto tramite IceForEveryone, etichetta gestita dagli Zen Circus specializzata in opere prime. Un nuovo inizio per il power-trio toscano, che sta preparando materiale musicale inedito da portare in giro per il tour autunnale insieme alla band di Appino.
Venti minuti dilatati/dilatanti che non danno un attimo di tregua alla mia povera coda. Sette pezzi essenziali, di autentico alternative-rock cantato in italiano. Del resto questa è la via da sempre seguita dai Flora & Fauna fin dagli inizi, quando, nei primi anni novanta, suonavano nei centri sociali occupati della Toscana. Sintomatico che abbiano deciso di ripartire ora (la prima apparizione live del nuovo corso è stata la primavera scorsa alla festa per il trentennale di Trippa Shake, al Sonar di Colle Val d’Elsa), sintomatico che abbiano accettato di passare anche nella palude dell’Alligatore. Pronti?  
PER CONOSCERLI MEGLIO 

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,