venerdì 27 febbraio 2026

La via veneta al cult-movie

 

Le città di pianura di Francesco Sossai è un film sorprendente, stupefacente, anzi alcolcentrico. Potrebbe avere come sottotitolo “Dell’importanza dell’alcool nella cultura veneta” perché i due protagonisti, Sergio Romano (non il diplomatico) e Pier Paolo Capovilla (il cantautore, questo sì) bevono di tutto e di più… pure birra analcolica in un autogrill di notte, accorgendosi schifati, dopo diverse bottiglie, che è senza alcool perché di notte negli autogrill gli alcolici sono vietati. È una delle gag più riuscite del film…

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mercoledì 8 maggio 2024

Il giardino delle vergini suicide a 25 anni dall'uscita


Non so perché non abbia mai visto prima di questa sera Il giardino delle vergini suicide, credo di avere visto tutti i film di Sofia Coppola, che adoro, tranne questo. Mi piacciono di lei anche i film contestati, tipo Bling Ring o Somewhere, ma questo suo esordio è potentissimo. La storia delle cinque sorelle suicide, perché soffocate da una famiglia borghese tradizionalista americana, è super. Non è tanto la storia, o almeno non solo la storia, magari già sentita in forme diverse in molti film della contestazione, ma è lo stile. Si vede il suo stile, che poi porterà avanti in tutte le opere successive. C'è uno spirito anarchico e una cultura rock ben amalgamanti, da sembrare la stessa cosa. La colonna sonora degli AIR è superba, ti resta dentro come le immagini, le carrellate, i volti delle ragazze bionde, a partire dalla più grande, interpretata da Kirsten Dunst allora diciassettenne, diventata poi grande in altri film indimenticabili della Coppola (Marie Antoinette su tutti). Perfetti nei ruoli di genitori conservatori il grande James Woods e la brava Kathleen Turner. Anche loro volti che restano impressi, come quelli dei ragazzini, inconsapevoli testimoni delle tragedie, ma anche inconsapevoli della vita. Il giardino delle vergini suicide è un film che ti resta dentro, anche dopo alcune ore. Senti ancora la musica, quella musica, le immagini al rallentatore, le festa a scuola. Uno dei migliori esordi della Storia del Cinema accanto a I 400 colpi di Truffaut. Ringrazio la Cineteca di Bologna per il restauro a venticinque anni dall'uscita.
 

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lunedì 26 dicembre 2022

Una poltrona per due, cult di natale


 
Dopo alcuni anni ho voluto rivedere Una poltrona per due, ormai classico del natale degli italiani (da 25 anni è il film natalizio di Italia 1, emittente sempre attenta a una certa comicità). Io non lo vedevo dal 2017, da allora molta acqua è passata sotto i ponti, pensavo di non gustamelo, invece manco la pandemia e questi pessimi ultimi anni riescono a guastare un classico del Cinema con la C maiuscola. 
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venerdì 18 giugno 2021

Tutto su Frankenstein Junior

 


Sono rimasto impressionato dall’umanità dei personaggi, dalle loro fragilità. Non sapevo che Mel Brooks avesse un così brutto rapporto con la critica. Io, probabilmente, ho iniziato a seguirlo quando l’avevano già rivalutato… forse l’inizio del successo con la critica inizia con questo film?

Mel Brooks non ha mai avuto un buon rapporto con la critica, i suoi film (quasi tutti) sono stati spesso giudicati volgarotti e di cattivo gusto. Il pubblico però è sempre stato dalla sua parte. Probabilmente “Frankenstein Junior” è il suo film più esaltato dalla critica, diede davvero il meglio di sé come regista.


Mia intervista a Isabella Di Leo a proposito di Si può fare!, splendido libro a fumetti di BeccoGiallo, che narra nascita e sviluppo di uno dei più grandi cult-movie del Novecento, Frankenstein Junior, e al contempo ricorda la grande amicizia tra Mel Brooks e Gene Wilder. Un libro che sembra un film...
QUI L'INTERVISTA COMPLETA

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martedì 25 maggio 2021

Citarsi addosso 2

 

Tieni conto che era marzo del 2020, la sera dell’intervista a Jet Set Roger il 10 marzo del 2020, una data che fa tremare i polsi (da qualche giorno era scoppiata la Pandemia, che ci avrebbe sconvolti). Le interviste agli altri furono fatte nelle settimane seguenti. Sentivo di avere in mano del materiale importante, i musicanti mi parlavano della situazione paradossale nella quale vivevano, senza potere suonare.
Dall'intervista che mi ha fatto per I-Libri, Simone Pozzati, che ringrazio, riguardo GIOVANI, MUSICANTI E DISOCCUPATI.
Per leggerla tutta qui.

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sabato 3 aprile 2021

Ultima cena? ... vegana!


 
Un menù di Pasqua Vegan. Troppo tardi? Ma potete farlo anche a paquetta, oppure la settimana dopo. Dopo il covid19 il tempo, le festività, hanno preso un passo strano, fuori dai rituali, fuori dai binari. E allora prendiamolo come un gioco, un nonsense alla Mel Brooks di questa surreale ultima cena. Almeno questa, sia vegana.

Vai al menù di Vegolosi.

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martedì 22 dicembre 2020

Shining quando arriva, arriva...


 

Shining di Stanley Kubrick, film che se non rivoluzionò, probabilmente influenzò un genere, usciva in sala quarant'anni fa esatti. Che effetto avrà fatto sugli spettatori questo film che vorrei rivedere. Non è uno dei miei Kubrick preferiti, ma è pur sempre un Kubrick. E voi che ne pensate? L'avete mai visto? magari in sala, quel 22 dicembre del 1980...

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sabato 16 novembre 2019

Troppa pioggia ... in Blade Runner

Si svolgeva proprio nel 2019, novembre 2019, Blade Runner film cult di Ridely Scott. Film amato da molti cinefili, che vorrei tanto rivedere perché non ne ho un così grande ricordo. Uno degli interpreti, il biondo Rutger Hauer è morto proprio quest'anno, come nel film (qui un bellissimo articolo di Antonello Catacchio apparso sul il manifesto in luglio lo ricorda). E voi, che ne pensate di quel cult-movie? L'avete visto? Vi piace? Profetico? Troppa pioggia? ... non sa, non risponde?

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domenica 13 ottobre 2019

3 film da vedere: Joker, Martin Eden, La vita invisibile di Eurìdice Gusmão


Joker di Todd Phillips (USA 2019)
Non è un film sui supereroi, con effetti speciali e spacconate varie. È un film tetro e realista, ambientato negli anni ’80, mai così grigi e depressi. Siamo a Gotham City (la città di Batman) e Joker è un sottoproletario con molte patologie, che si guadagna da vivere facendo il clown. Abita con la vecchia madre malata in un appartamento dei sobborghi, sogna di fare il comico televisivo, e intanto prepara un suo numero di cabaret. Ma la vita è dura se non sei ricco, ti tagliano i servizi sociali e le medicine, spazzatura agli angoli di strada, padroni che ti licenziano da un giorno all’altro. Non resta altra via che il disordine. Grande interpretazione di Joaquin Phoenix, tra i migliori attori della sua generazione, ottimo De Niro nella parte del comico televisivo famoso, come Jerry Lewis nel capolavoro meno celebrato di Martin Scorsese Re per una notte (Phillips lo omaggia e l’ha citato come fonte d’ispirazione per questa pellicola, come anche Taxi Driver e Toro scatenato), bella la fotografia, superba la colonna sonora. White Room dei Cream con la rivolta nelle strade, è il momento più emozionate di Joker, apice di un capolavoro assoluto, giustamente premiato a Venezia 2019 con il Leone d’oro come miglior film. 
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lunedì 19 giugno 2017

Locandine cult: Jackie Brown

Jackie Brown di Quentin Tarantino (Usa 1997)
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venerdì 19 maggio 2017

Locandine cult: Il grande freddo

Chi avrebbe detto che noi avremmo fatto i soldi, noi contestatori!? 
IL GRANDE FREDDO - THE BIG CHILL di Lawrence Kasdan (Usa 1983)
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sabato 22 aprile 2017

Auguri grande Jack!

Jack Nicholson compie ottant'anni oggi, mi pare doveroso ricordarlo e fare lui tanti auguri. L'ho sempre adorato, anche quando gigioneggiava troppo, anche in film di cassetta, perché in fondo si capiva che era sempre lui, con quella faccia ironica, da gaudente totale. E poi ha fatto un sacco di film memorabili, che senza la sua presenza memorabili lo sarebbero stati meno. Cito a memoria lungo la sua militanza d'attore: Qualcuno volò sul nido del cuculo, Cinque pezzi facili, L'onore dei Prizzi, Easy Ryder, Il re dei giardini di Marvin, Qualcosa è cambiato, Chinatown, La promessa, Conoscenza carnale, A proposito di Schmidt, Professione: reporter, Le streghe di Eastwick, Reds, L'ultima corvè, Shining ... ma sono solo una minima parte. Ditemi voi il vostro Jack Nicholson preferito. Io intanto l'attendo nel remake di Vi presento Toni Erdman, cult tedesco della stagione in corso, che non sono ancora riuscito a vedere, ma credo sarà nelle corde del grande Jack. A proposito: auguri Jack!

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lunedì 3 aprile 2017

Locandine cult: Down By Law

I scream, you scream, we all scream for ice cream
Down by law di Jim Jarmusch (Usa 1986)
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mercoledì 8 febbraio 2017

Locandine cult: Underground

Con dolore, con tristezza e con gioia ricorderemo la nostra terra. Quando racconteremo ai nostri figli storie che cominciano come le fiabe: c'era una volta un paese ...
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lunedì 23 gennaio 2017

Locandine cult: Birdman

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martedì 4 ottobre 2016

Settant'anni dalla parte del cinema

Susan Sarandon
(New York 4 ottobre 1946)

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martedì 20 settembre 2016

Daunbailò ... trent'anni dopo

Tom Waits, Roberto Benigni e John Lurie, diretti da Jim Jarmusch, un film incredibile uscito trent'anni fa negli Usa (era stato a Cannes nel maggio precedente, acclamato da critica e pubblico) ... sembra ieri che andavo al cineclub Corso d'essai (chiuso da anni) con mio fratello (lui l'aveva già visto, ma ci accompagnò volentieri). Daunbailò, genialmente tradotto così in italiano per volere di Benigni, come si pronuncia il titolo originale Down by
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giovedì 18 agosto 2016

Ottant'anni dalla parte del cinema

Robert Redford
(Santa Monica 18 agosto 1936)

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martedì 28 giugno 2016

Novant'anni di pazze risate, auguri Mel!

Mel Brook
(New York 28 giugno 1926)

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giovedì 7 aprile 2016

L'armata Brancaleone ... cinquant'anni dopo

Come oggi, cinquant'anni fa usciva in Italia L'armata Brancaleone, memorabile film di Mario Monicelli, presentato a Cannes nel maggio dello stesso 1966. Solo a sentir nominare il titolo mi viene da ridere, e ripenso a quel simpatico tormentone: branca, branca, branca, leon, leon, leon! A quelle facce, a partire da quella del protagonista, Vittorio Gassman, Brancaleone da Norcia, condottiero di un manipolo di straccioni nell'Italia delle crociate, non molto diversa da quella degli anni '60, e manco da quella di oggi: pregiudizi, furbizie, deboli strategie. C'era anche un giovane Gian Maria Volonté in quel film, reduce da successi nel western-spaghetti, e Carlo Pisacane, mitico vecchietto da commedia all'italiana (e non solo) dove non era quasi mai protagonista, ma ti restava dentro, Catherine Spaak, giovanissima e molto carina. Un autentico film culto, con un Monicelli in uno stato di grazia, con una sceneggiatura geniale, scritta assieme ad Age e Scarpelli. Il titolo del film divenne un modo di dire riguardo gruppi confusi e poco organizzati ... sono un'armata brancaleone, si dice da allora. Io me lo vedo in tv ogni volta che lo trasmettono. Non resisto. E voi? Forse qualcuno è riuscito a vederlo al cinema, proprio quel 7 aprile del 1966, o dopo ... fortunato.

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