domenica 25 febbraio 2024

Piazze piene

Citando Faber, dico che "la cosa che più temo è che l'autorità attraverso il consenso della maggioranza, lasci le maggioranze stesse libere di scegliere come comportarsi nei confronti delle minoranze: emarginandole, magari non soltanto non rispettandole, ma non tollerandole..." Mi pare che è quello che è successo a Pisa, Firenze, Catania, Verona, e ancora prima a Genova nel 2001 o durante i lockdown. Fermo restando che chi va a manifestare per la Palestina non è una minoranza, numerica, ma è emarginata dal pensiero unico, propagandato dai dai media di regime. Risposta giusta è quella di riempire ancora di più le piazze, non per mera propaganda, ma perché la piazza è viva, a differenza dei media, che sono morti e passano solo le veline della maggioranza contro chi dissente. I politici che hanno giustamente riempito le piazze ieri, lo devono continuare a fare anche un domani, quando magari sostituiranno questo brutto governo. E dire chiaramente, che una cosa così con loro non potrà succedere, che metteremo i codici identificativi sulle divise, il reato di tortura intoccabile. Solo così potranno riconquistare il voto dei delusi, di chi, a torto, si astiene (io non l'ho mai fatto). Uno scambio alla pari per impedire alle maggioranze di scegliere come comportarsi nei confronti delle minoranze.
 

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sabato 16 aprile 2022

No alla base militare

Penso che il governo Draghi sia il peggior governo dell'Italia repubblicana, e anche tra quelli venuti prima è difficile trovarne di peggiori (forse uno due al massimo). Dalla campagna disastrosa e antilibertaria sul covid al salire vertiginoso del costo della vita, dalle botte a chi manifesta liberamente a una stampa imbavagliata, dall'invio delle armi in una guerra che rischia di portarci in un vicolo cieco invece di fare sforzi diplomatici agli investimenti pubblici PNRR che vanno nella stessa catastrofica direzione di sempre: palazzinari, guerrafondai, inquinatori .... E ora anche la geniale trovata di costruire una cittadella militare nello stupendo parco di San Rossore, visitato da me anni fa (ho il ricordo di uno dei posti più belli d'Italia). Per questo vi invito a firmare la petizione per dire NO alla nuova base militare nel Parco di San Rossore Migliarino in quel di Pisa. Un primo gesto per mandare a casa il governo Draghi, con la promessa di non votare più chi l'ha sostenuto e dare fiducia a una diversa classe politica. Questa ha fallito su tutto!
FIRMA QUI

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domenica 15 marzo 2020

In palude con Hibou Moyen


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Pop/rock con influenze folk e psichedeliche
DOVE ASCOLTARLO YouTube, Spotify
LABEL Private Stanze
PARTICOLARITA’ Registrazione e mix in analogico
CITTA’ Colline metaliffere
DATA DI USCITA 21 Febbraio 2020
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lunedì 30 ottobre 2017

In palude con i Fiori di Hiroshima

 
NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE : Rock
DOVE ASCOLTARLO: Spotify/Itunes ; in movimento, in viaggio.
LABEL: Phonarchia Dischi
PARTICOLARITA’ : Tristi, terribilmente tristi.
CITTA’:  Pisa
DATA DI USCITA: 03/11/2017

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mercoledì 11 ottobre 2017

In palude con gli Etruschi From Lakota


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Rock
DOVE ASCOLTARLO su SOUNDCLOUD
LABEL Phonarchia Dischi
PARTICOLARITA’ Contemporaneo
FB

CITTA’: Montecastelli Pisano (PI)
DATA DI USCITA: 13-10-2017

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lunedì 24 aprile 2017

In palude con i Campos


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE  Folk, Elettronica e Pop
DOVE ASCOLTARLO  … in ogni luogo, se volete partite da qui

PARTICOLARITA’ Progetto nato a distanza tra Pisa e Berlino
FB
CITTA’ Pisa/Berlino
DATA DI USCITA 03/03/2017


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mercoledì 29 marzo 2017

In palude con i Piet Mondrian


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Pop/Canzone d'Autore
DOVE ASCOLTARLO Macchina, viaggio lungo. NO TELEFONINO O PORTATILE!
… a partire da qui
LABEL Borgo Allegro/Audioglobe
PARTICOLARITA’ Realizzato con il contributo del progetto Toscana100Band – Ancora attiva la campagna “Prima o mai” per l'acquisto del vinile.
CITTA’ San Miniato/Fucecchio (Pisa/Firenze)
DATA DI USCITA Gennaio 2017

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mercoledì 21 dicembre 2016

In palude con Hibou Moyen


                                 NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE: Folk/Cantautorato

DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto): sul mare, su una collina, o a letto sudati o qui
LABEL: Private Stanze // Audioglobe // Ufficio stampa: Prom O Rama
PARTICOLARITA’: ..........
FB
CITTA’: Toscana tra le colline metallifere, Pisa e Firenze
DATA DI USCITA: 11 Novembre 2016

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giovedì 5 febbraio 2015

Due parole con gli Etruschi From Lakota



Allegri e scanzonati, così tanto che mi hanno tenuto con il fiato sospeso per l’intervista di questa sera fino a poco fa, pieni di parole e impegni, tanto che l’arrivo in palude sarà una vera apparizione. Domani gli Etruschi From Lakota suoneranno a Sasso Pisano, alla Festa Messicana, zona vicina a casa. Questa la dice lunga sul loro essere legati al territorio e alla gente, popolani nel vero senso del termine. Come la musica che fanno, a partire dal disco d’esordio del 2013 I nuovi mostri, e questo, Non ci resta che ridere, entrambi prodotti da Phonarchia Dischi, label toscana, anzi Collettivo artistico/musicale indipendente.
Non ci resta che ridere, riecheggiante nel titolo quel famoso film di Benigni e Troisi, è un disco che colpisce subito per la verve del cantante Dario Canal, istrionico e senza peli sulla lingua a ironizzare senza sosta sul presente. Sembra proprio un Benigni della fase giovanile, tra case del popolo e taglienti battute da toscanaccio autentico. La band ci va dietro alla grande tra rock, cantautorato e allegre parodie. Sono in cinque ma sembrano molti di più. Se poi ci mettete l’omaggio alla cultura degli indiani di Toro Seduto richiamato nel nome Etruschi From Lakota, capirete quanto mi siano simpatici. Per questo, non solo per questo, ho chiesto loro un passaggio in palude … speriamo bene. Pronti?

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lunedì 1 dicembre 2014

Due parole con Tommaso Tanzini



Tra poco in palude Tommaso Tanzini per parlare con noi di Piena, splendido disco uscito da qualche settimana. Giornata adatta, visto la pioggia caduta in questi mesi/giorni. Lo stesso album si intitola così proprio perché mentre lo registravano si temeva la piena dell’Arno invadesse lo studio. Metafora perfetta per un disco d’esordio, con dentro tante cose messe da parte alcuni anni, che come un fiume in piena arriva: urgenza espressiva al quadrato. In effetti, sentendo la voce, particolare, riconoscibile, da giovane cantautore, si vede il fiume arrivare. Provate anche voi ascoltandolo qui.
Tommaso Tanzini è all’esordio con Piena, ma ha una storia musicale ricca e varia: la sua formazione è classica, e dopo aver cominciato a suonare la chitarra da autodidatta, ha frequentato l’Accademia musicale di Fiesole. Il chitarrista pisano è stato poi tra i fondatori dei Criminal Jokers, fortissimo gruppo che ha lasciato qualche anno dopo. Ha suonato con l’orchestra afrobeat Sonalastrana (Community, 2013), dedicandosi contemporaneamente al suo progetto solista. Ora, finalmente è uscito, con la Making Sensible Records, Piena. Ne parliamo tra pochissimo. Pronti?

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venerdì 11 luglio 2014

Due parole con Hibou Moyen

Sta per arrivare in palude Hibou Moyen, forse con un bel volo, visto il significato del suo nome (gufo comune). Arriverà non appena buio, e, visto questa estate molto autunnale, buio sarà presto. Hibou Moyen presenterà un album uscito a maggio, che sembra essere perfetto nel titolo, per questa pazza stagione. Il disco si intitola Inverni, e al suo interno ha dei pezzi molto in tema, tipo Non ci toglieranno i temporali, Grandine, L'ultima glaciazione, Non estate... metteteci pure la copertina, il suo pop cantautorale, giovane e intimista, e avrete un disco perfettamente in linea con la fredda estate del 2014. Provate ad ascoltare Inverni cliccando qui, magari al calduccio sotto le coperte. Ormai va così, cavalchiamo l'onda con Inverni.
L'album è il primo a nome Hibou Moyen, originale progetto musicale nato nel 2011 grazie all'intuizione del fotografo naturalista Giacomo Radi. Si è scelto questo nome pensando di assomigliare a quel rapace notturno, perché amante delle notti buie e fredde (perfetto per il 2014), ermetico e solitario. Ha creato così il suo primo disco, Inverni, uscito con il collettivo Private Stanze, attorniato da fedeli amici. È scaturito un album curato nei minimi dettagli, tra la copertina che sembra uscire da qualche film anni '60, la cura dell'artwork, le canzoni, nove pezzi ben calibrati. Ma ora sento volteggiare sulla palude Hibou Moyen, credo che si fermerà e potremo iniziare l'intervista. Pronti?

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lunedì 27 gennaio 2014

Due parole con i NUT



NUT per la prima volta su questi schermi. Incontro inevitabile, essendo i due membri del gruppo appassionati di Storia e Filosofia, Fumetti e Mitologia (in particolare quella greca). In palude troveranno il loro ambiente ideale, Matteo D’Ignazi (chitarra e batteria) e Matteo Sciocchetto (voce, chitarra e basso), trovando me, uomo-alligatore, mostro mito-logico. Con questo nuovo disco, uscito da qualche settimana per Blotch Records/The Orchard, i NUT si sono trovati in due e per la prima volta hanno provato a cantare in inglese. Esperimento riuscito, Babylon è un album spiccatamente psichedelico, con punte di prog e un sapore di autentico alternative-rock. Difficile immaginarlo in italiano.
Prodotto artisticamente dai due insieme a Marco Gorini, che l’ha pure registrato, mixato e masterizzato al Sam Studio di Lari (Pisa), conta su cinque brani più due intro. Tematiche introspettive, tra il mistico e il sensuale, momenti dilatati/dilatanti (scusate se il critichese prende il sopravvento nella mia scrittura), tutta un’atmosfera strana; come a guardare la copertina, ascoltando il disco si è presi da un sentimento misto tra stupore e paura: c’è un corpo umano, anzi, una parte, poi un lucchetto, e sul retro una chiave. A me viene in mente una storia torbida, magari da fumetto di serie B, sull’inquisizione. Ma è solo una mia idea. Chiederemo lumi ai NUT, tra poco online. Pronti?
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martedì 23 luglio 2013

Due parole con i Delay Lama



I Delay Lama per la prima volta in palude, tra poco arriveranno con la forza del pensiero e la loro carica ironica unita ad un entusiasmo contagioso. Ho scoperto questo trio geniale dopo il concerto di Dagger Moth in quel di Rovereto, incontrando in un bel locale della cittadina trentina Luciano Turella (batteria/voce/viola/synth), che assieme ad Antonio Dell’Aquila (tastiere/synth/elettronica/voce), ha dato vita nel 2008 al gruppo, al quale si è subito unito Marko Mikulcic (basso). Dopo alcune prove, il fatidico ep (Peace and Prog), concerti e sbattimenti vari, nella primavera del 2013 è uscito il loro primo cd Hablacablah, con la giovane label Technicolor Dischi.
Per rendervi conto di che pasta sono fatti, vi invito a vedere il gran video di Muore la moglie e lui per il dolore la segue dopo poche ore (messo tra i preferiti sul mio canale YouTube ALLYDIEGO clicca qua per vederlo), qualcosa che va oltre il concetto di musica, o ad ascoltare tutto il loro Hablacablah, generosamente messo online (clicca qui per ascoltarlo). Nove pezzi dove i Delay Lama cercano di infondere la musica nei robot, ribaltando la moda del periodo storico, in cui i robot cercano di infondere anima nella musica. Questa la loro missione dichiarata. Ascolto dopo ascolto posso dire: missione compiuta! E adesso parliamone in palude. Pronti? 
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venerdì 19 aprile 2013

Due parole con Andrea Carboni



Per la prima volta in palude Andrea Carboni, un arrivo da me molto atteso, perché appena ho ascoltato il suo disco gli ho scritto per un’intervista sul blog, e poi, dopo una serie di considerazioni e impegni reciproci, siamo arrivati ad oggi. Sì, mi ha conquistato subito, amore a prima vista, direi… e l’amore (in tutti i sensi), è il tratto dominante delle canzoni dell’album, o almeno mi sembra. Due s’intitola, con accanto due parentesi quadre. Due perché è il numero alla base della vita: da due si nasce, si cammina, ci si innamora, si litiga, ci si trova, si vorrebbe tornare … le parentesi, sono un abbraccio.
Di Due [ ] oltre alle parole e alla musica, mi ha conquistato la copertina, e i disegni nel libretto interno, ben curato, con i testi delle canzoni. Due volti, che sembrano usciti dalla mente di Modigliani, legati da un fiore (e forse dall’amore, non solo per rima), due personaggi magari di una canzone di Andrea Carboni. L’artista pisano si è prodotto da solo l’album, a dimostrazione che anche senza una label si può fare un lavoro molto buono, curato nei dettagli. Sarà il suo spirito internazionale, (ha vissuto molto a Ginevra, da piccolo, ma anche di recente, forse questa sera chatta da lì …), sarà la passione per le cose belle, sarà quel che sarà… eccoci qua. Pronti?
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venerdì 18 gennaio 2013

Due parole con La notte dei lunghi coltelli



Sarà una notte dei lunghi coltelli quella che si annuncia questi schermi… che notte! Sì, con la voce rotta dall’emozione annuncio l’arrivo in palude di questo nuovo soggetto musicale, atteso da molti, annunciato come qualcosa che spacca e riapre i giochi: è qui con noi Karim Qqru degli Zen Circus a presentare il suo nuovo progetto solista. Solista per modo di dire, perché in Morte a credito hanno lavorato, oltre a lui, anche Izio Orsini e Ale Demonoid Lera, e un sacco di ospiti cult, quali Nick Manzan, Diego Pani, Emanuele Braca, Aimone Romizi, nomi già sentiti da queste latitudini. Insomma, un progetto forte, non solo nei titoli e riferimenti, ma anche nel gruppo.
In uscita il 22 gennaio con la Black Candy Records, label fiorentina che ho sempre seguito ad occhi chiusi, per l’estrema semplicità nel fare le cose belle, Morte a credito è un disco duro, adatto ai tempi duri (John Belushi insegna). Un percorso in nove tappe dentro il lato oscuro della Storia (e delle storie) degli uomini. Un rock denso, hardcore ed elettronico, punk e sperimentale. Nove pezzi dove il gusto per la parola si sente, come l’autore citato in modo esplicito nel titolo, quel Louis Ferdinand Céline sempre maledettamente attuale. E allora porte aperte a La notte dei lunghi coltelli. Pronti?     

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venerdì 5 ottobre 2012

Due parole con i CARisMA



CARisMA per la prima volta in palude. Non è uno slogan, ma il crossover guitar duo, che questa sera affronterà la blog-intervista. Lo farà in viaggio, tramite una piccola tavoletta collegata con la palude. Detta così sembra una cosa magica, come magica è la musica di questo nuovo duo: Magdalena Kaltcheva e Carlo Corrieri, chitarristi classici, amanti delle contaminazioni e delle sperimentazioni. Insieme dal 2010, dopo tante esperienze, nonostante la giovane età (sono nati a fine anni ’80) in campo classico, sono arrivati a questo cd, Confessions, uscito per Almud Music.
Quattordici brani di musica poco frequente su questi schermi, ma di sicuro fascino.  Pezzi tratti da colonne sonore composte da Rachel Portman (dal film Chocolat) oltre ad una selezione di standards jazz e di musica classica. Un concentrato di energie positive, che si sprigionano grazie al loro virtuosismo chitarristico, con l’apice nell’Overture de La Gazza Ladra di Rossini. Veramente forti, hanno incantato pure il maestro Boccelli, conquistato dall’Overture de Il Barbiere di Siviglia, li ha voluti a suonare con lui in più occasioni. Ma ci racconteranno tutto nella blog-intervista in partenza. Pronti?  
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venerdì 21 ottobre 2011

Due parole con i Piet Mondrian

Ritornano nella palude i Piet Mondrian, ritornano con una line-up rinnovata: in fase di post-produzione del recente disco, programmaticamente intitolato Purgatorio, Caterina Polidori ha lasciato il duo, che ora è un trio, essendo arrivate Francesca Storai e Valeria Votta, accanto al fondatore dei Piet Mondrian, Michele Baldini. I temi ispirati al Purgatorio di Dante sembrano essersi intrecciati con la vita stessa della band, ora in una fase intermedia, di rinnovamento, di ricerca. Un disco-ponte dunque, dove si vedono/sentono i Piet Mondrian del passato e s’intravedono quelli del futuro.
In uscita ai primi di novembre sempre per Urtovox, Purgatorio sembra distante dal precedente Misantropicana. Se in quello predominava l’attualità, i temi banali di tutti i giorni intelligentemente frullati insieme, in questo c’è uno sguardo universale sulla vita. Nove pezzi, non facili, ciascuno dei quali intitolato ad uno dei vizi capitali, più l’apertura Paradiso Terrestre e la chiusura Antipurgatorio. Insomma, un vero e proprio concept-album, come quelli di una volta. Ci saranno molte cose da dire nella blog-intervista che sta per incominciare …pronti? Via!
VAI AL LORO SITO http://www.myspace.com/pietmondrianband

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