domenica 25 aprile 2021

Viva il 25 aprile



... e perché il 25 Aprile resti vivo, non si perda la memoria della RESISTENZA, ottima notizia la nascita di NOI, PARTIGIANI - MEMORIALE DELLA RESISTENZA ITALIANA, che vi invito a visitare e diffondere.

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sabato 29 giugno 2019

Sea Watch, appello di Le Monde

Pubblico integralmente l'appello di Le Monde, rigurado il vergognoso comportamento dell'Italia e dell'Europa in tema di immigrazione. Appella firmato fino a ora da più di 700 persone, che sottoscrivo parola per parola. 
L'APPELLO
Chiediamo al governo italiano di cambiare politica e di far entrare in porto la Sea Watch 3 e di lasciare proseguire la sua missione in piena sicurezza.
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giovedì 25 aprile 2019

Giù le mani dal 25 aprile


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domenica 7 gennaio 2018

Torino

Elle e io siamo stati a Torino per natale,
perché non l'avevamo mai vista,
né io né lei, questa città.
Ci è sembrata una città discreta, sì,
per niente chiassosa, diversa da
le altre viste di recente.
Per esempio, abbiamo notato pochi
addobbi di natale sulle case private,
bravi, e belli quelli in centro.
Pochi gatti in giro, purtroppo, ma molti
cani, con padrone, a lasciare per terra
ricordini color gianduiotto.
A parte questo, dobbiamo dire che ci è
piaciuta: il museo del cinema, il cibo, i
gianduiotti (quelli veri).
Una menzione speciale la faccio al Parco
del Valentino, pieno di scoiattoli, sportivi,
natura viva anche in inverno, il fiume ...

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giovedì 12 gennaio 2017

Locandine cult: Amarcord

AMARCORD (Italia 1973)
di Federico Fellini
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venerdì 11 marzo 2016

Compleanno di pace

Domani è il mio compleanno, lo dedico alla PACE e a tutte quelle mobilitazioni dal basso contro il ventilato nuovo attacco alla Libia da parte del nostro governo. Perché sia l'inizio di un fiorire di iniziative pacifiste. Vi invito ad approfondire e diffondere ...

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venerdì 4 marzo 2016

Letti a Berlino: La melodia dei perdenti

Simone Pagiotti
La melodia dei perdenti
Ass. Culturale Il Foglio
L'ho letto quasi tutto in treno, dall'Italia verso Berlino, dove l'ho finito; è stato un bene, La melodia dei perdenti è un libro da leggere tutto d'un fiato, si lascia leggere veramente così. Vorresti sapere come va finire questa storia di un trentenne senza aspirazioni e ideali, lasciato dalla sua ragazza alle soglie del matrimonio (dovevano decidere solo la data). Il giovane sprofonda in una depressione che lo porta a farsi prima licenziare, per poi vagare in un grande nulla fatto di bevute, prostitute, liti, allontanandosi sempre più dalla sua città, Perugia. Una città che odia. Questo è il lato più affascinante, ma anche, alla lunga, il più noioso, questo odio punk verso tutto e tutti, senza avere uno straccio di alternativa è pesante.
La sua ex non si è comportata bene con lui (l'ha lasciato senza un motivo, rifiuta ogni risposta, ogni richiesta di chiarimento, cerca solo avventure, salvo poi ... ), ma lui stesso, vista la passività e "comodità", non è esente da colpe. Senza contare che pure lui si comporta male con altri: la grassa barista con la quale instaura un qualche rapporto (ma solo quando ha bisogno, solo di carattere mangereccio e sessuale, poi la snobba), il figlio del suo ex datore di lavoro (l'unico suo vero amico, contro il quale vomita tutto il giusto disgusto per gli anni di lavoro, "giusto" sì, ma lui, sempre vicino, non era il giusto interlocutore). Questo odio per la città lo porta verso la campagna, la campagna umbra dove vivono i nonni. Lì ricomincia a vivere facendo il contadino, ritrovando quella verità, anzi, genuinità del rapporto con la terra, ritrovando forse l'amore, per la badante dei nonni (però ad un certo punto parte per il Perù, al capezzale del padre malato ... forse tornerà in primavera), trovando la durezza dell'inverno, con le sue perdite dolorose.
La melodia dei perdenti (il titolo è ispirato da un motivetto imparato dal nonno, uomo tutto d'un pezzo, brusco e attaccato alla terra), è un esordio simpatico e di buona lettura. Ha però dei limiti, quale il fatto siano passati alcuni anni dalla sua scrittura (mamme e nonne così, danno l'impressione essere di qualche anno fa: 5/10 anni?), l'eccessivo odio contro tutto e tutti è troppo marcato, e alla fine stroppia. Buona invece la costruzione di questo personaggio senza qualità, il narrare le sue bevute e avventure sessuali, il cercare di smascherare le dinamiche borghesi attraverso i suoi fallimenti. In copertina c'è un uomo lontano dalla città, si vede anche un gatto. Si tratta di Gastone, il gatto trovato in campagna, con il quale instaura un bel rapporto, il migliore del romanzo. Da leggere.

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venerdì 29 gennaio 2016

Succedeva quarant'anni fa ...

Signori, magistrati, moralizzatori: vorrei sapere in quale forno crematorio sarà bruciato il negativo di Ultimo tango a Parigi. Con la vostra sentenza avete mandato in campo di sterminio le idee al posto di alcuni milioni di spettatori adulti, gli stessi che si sono guadagnati il diritto di votare, di scioperare e di divorziare, colpevoli di aver amato, odiato o comunque di avere visto Ultimo tango a Parigi. Ma non fatevi illusioni: nell'Italia del 1976 siete soltanto una minoranza in via di estinzione storica, naturale, biologica. Auspicando su di voi la benedizione del cardinal Poletti, vostro Bernardo Bertolucci".
(Lettera di Bertolucci ai quotidiani dopo la sentenza della Cassazione del 29 gennaio 1976, che ordinava la distruzione di tutti i negativi di Ultimo tango a Parigi, film culto dell'anno di grazia 1972).

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giovedì 7 gennaio 2016

Je Suis Checchò


Sono giorni che continuo a pensarci.
Oggi è già passato un anno, sembrano secoli.
Non è  cambiato un cazzo, nelle teste della gente.
In Italia, in Europa, nel mondo, tutti a gridare Je Suis Charlie, ieri.
A gridarlo per stupidi opportunismi di bottega.
Per un applauso in più, un voto in più, una sega.
Poi niente, altre guerre, altre bombe, sempre le stesse.
Poi altri attentati, altre bombe, altre guerre e solidarietà di facciata.
Frontiere chiuse, frontiere aperte, attenti a quelli con la barba.
Stars Wars 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 ... Checco Zalone.
In Italia poi, dove scambiano la satira con la baguette,
il massimo è Checcho Zalone e il suo filmone.

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lunedì 14 dicembre 2015

Storie di libraie coraggiose


L'abbiamo preso perché c'è la storia di una nostra amica, una libraia raccontata in questo Storia di libraie coraggiose, e abbiamo trovato una magnifica lettura. Dalla Sardegna alla Sicilia, dal sud al nord Italia (e anche la Svizzera italiana), Matteo Eremo ha raccolto 20 storie di libraie, pubblicandolo poi con marcos y marcos
Donne che hanno deciso di aprire una piccola libreria indipendente, molte delle quali oggi, quando, si dice, siano scomparse, fagocitate da Internet, libri elettronici, grandi catene, amazon e i suoi fratelli ... e poi la crisi, chi vuoi che compri un libro oggi? E invece ... 
Un piccolo volume appassionante, quattrocento pagine che si leggono in un attimo, lasciandoti in bocca la voglia di leggere e vivere la propria vita nonostante tutto. Sì, dopo aver letto questo libro, ti viene voglia di combattere contro i mulini a vento ... e non è una cosa da poco. Consigliatissimo!

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mercoledì 8 aprile 2015

La tortura a Genova 2001

Condivido questo articolo apparso su il manifesto di ieri, 7 aprile 2015. Si parla della sentenza della Corte di Strasburgo riguardo i fatti di Genova 2001: l'Italia ha violato l'articolo 3 della Convenzione dei diritti dell'uomo, che riguardano la tortura.Quando una legge contro la tortura in Italia?

Il vero scandalo è in Parlamento
di Patrizio Gonnella

C’è un giu­dice in Europa. I fatti di Genova risal­gono al 20 luglio del 2001. In quella cir­co­stanza una buona parte delle isti­tu­zioni si è sen­tita legit­ti­mata a ragio­nare e ad agire come se fosse in uno stato di ecce­zione. La pre­senza di due mini­stri nella cabina di regia delle ope­ra­zioni di poli­zia con­tro i mani­fe­stanti assunse il signi­fi­cato di legit­ti­mare l’eccezionalità di quanto stava acca­dendo. Ci furono le bru­ta­lità della Diaz e poi le tor­ture di Bol­za­neto. Non furono epi­sodi mar­gi­nali o «mele marce».
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sabato 10 gennaio 2015

Ciao Francesco ...

Oggi ci ha lasciati anche Francesco Rosi, grande cineasta italiano, regista di non molti film, ma quasi tutti importanti, imprescindibili per un appassionato di cinema che si rispetti. Da citare, in ordine di uscita:
 Salvatore Giuliano, Le mani sulla città, Uomini contro, Il caso Mattei,
Lucky Luciano, Cadaveri eccellenti, Cristo si è fermato ad Eboli, Cronaca di una morte annunciata, Dimenticare Palermo, La tregua.

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sabato 1 novembre 2014

La legge è uguale per tutti?

http://www.controlacrisi.org/notizia/Altro/2014/11/1/42881-caso-cucchi-famigliari-e-avvocati-vogliono-andare-avanti/

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sabato 22 febbraio 2014

Ad ovest di Berlusconi

Giuliano, su IL NUOVO MALE n.13, marzo/aprile 2013

Il nuovo governo ha giurato, e la sensazione è di una gran presa per le palle mediatica. Pare impossibile, ma con tutti i nostri intellettuali, pensatori, poeti e navigatori, noi riusciamo a farci rappresentare sempre dal peggio mascherato di nuovo. Il gattopardo è il nostro animale simbolo, sarebbe ora di metterlo sulla bandiera. Dai, rinnoviamo anche la bandiera, già che ci siamo...
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giovedì 19 settembre 2013

La comica finale?


Sbrodolata mediatico-eversiva di Berlusconi. Che non tocca il governo. Per ora
di Dino Greco - Liberazione.it
Il videomessaggio di Silvio Berlusconi è stato esattamente ciò che si poteva immaginare: una sbrodolata di impronta eversiva contro la magistratura, definita come un “contropotere dello Stato in grado di condizionare il potere legislativo ed esecutivo con la missione di realizzare per via giudiziaria il socialismo”. E a questo fine protagonista di una persecuzione politica agita “per conto terzi” contro l’uomo che già nel ’92, con la provvida “discesa in campo”, salvò il paese dalla sinistra altrimenti prossima ad impossessarsi del potere. Ebbene, secondo Berlusconi, ora “siamo diventati una democrazia dimezzata alla mercé di una magistratura politicizzata che, unica fra i paesi civili, gode di una totale irresponsabilità e immunità”.
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giovedì 28 febbraio 2013

Krugman: basta austerity

Due mesi fa, quando Mario Monti si è dimesso dalla carica di Capo del Governo Italiano, il giornale “The Economist” ha espresso l’opinione che la “prossima campagna elettorale sarà soprattutto un test sulla maturità e sul realismo degli elettori italiani”. Presumibilmente questa azione matura e realistica avrebbe dovuto portare al ritorno di Monti, che è stato essenzialmente imposto all’Italia dai suoi creditori, al ruolo di Capo del Governo, questa volta con un reale mandato popolare.
Non sembra che le cose siano andate per questo verso. Il partito di Monti é arrivato quarto, non solo arrivando dietro l’essenzialmente comico Silvio Berlusconi, ma anche dietro al vero comico Beppe Grillo, la cui mancanza di una piattaforma coerente non gli ha impedito di diventare una forza politica poderosa. 
Il Nobel Krugman commenta le elezioni italiane e dice basta alla fallimentare austerity.
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domenica 24 febbraio 2013

... al voto con Totò

In questi pochi giorni di campagna elettorale, strana e inedita per l'Italia, in inverno, sotto la neve, tra blogger ci siamo accapigliati, scontrati, divisi, sempre mantenendo un confronto civile, anche se aspro, con altri invece, totale simpatica sintonia.
Note sono le mie idee, noto è come oggi voterò. Non farò quindi appelli al voto particolari, e chiedo pure a voi di non farne in questo post qui. Vi chiedo solo di cercare di dare un senso alla politica. Oggi e domani la possibilità c'è, con il voto. Dopodomani l'impegno deve continuare, controllando e interessandoci alla cosa pubblica sempre.
BUON VOTO!

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mercoledì 30 gennaio 2013

Vota bene, non fare l'Arnold

Sono ancora in corso le votazioni per le categorie Musica Alternativa e Italian Trash, nel bel concorso indetto dagli amici del blog dell'Orablù. Io ho già scelto i miei 9 preferiti, e invito a fare altrettanto chi passa di qui. C'è una bella selezione, mi piacerebbe vedere tra i primi tre qualcuno passato in palude, rivoluzionando le gerarchie. Mi viene in mente quella puntata di Happy Days, con il primo Arnold della serie (Pat Morita), che rifiutava Bob Dylan, perché non era ancora nessuno ... io non l'avrei mai fatto.
  QUI PER VOTARE E RIVOLUZIONARE

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giovedì 24 gennaio 2013

... votate, votate, votate!

Non so ancora per chi votare, se farlo, che nomi mettere. Mi sono iscritto, sono in regalo con tutto, però ho sempre avuto difficoltà. Non mi riferisco, come forse avrete intuito, alle elezioni politiche, per quelle ho già deciso come e chi votare (vota Antonio, vota Antonio, come diceva Totò), ma mi riferisco a questa fantastica iniziativa di alcuni amici blogger raccolti nel blog l'Orablù (che è anche un locale, in quel di Bollate). Sì, tratta di un controfestival, canzoni da votare, perché Sanremo è la solita solfa. Purtroppo non sono mai stato capace di fare classifiche, di dire questo è primo e questo ultimo, detesto le classificazioni, vivo in un perenne caos. Entro sabato 26 gennaio, dovrò mettere ordine: tre canzoni per categoria (Musica alternativa, Italian Trash, Italian Best e una canzone uscita nell'ultimo anno per l'Ospite straniero). Potete ancora iscrivervi anche voi e...  votate, votate, votate!

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mercoledì 15 agosto 2012

Il Benpensante nel paese delle lacrime

L'Italia è il paese delle lacrime. C'è un'inflazione di madonne che piangono e il 75 per cento delle trasmissioni televisive di successo è fatto di lacrime, abbracci, singhiozzi. Le lacrime fanno ascolto anche se sono uno spettacolo ripugnante. All'uscita di un funerale di Stato, anche il presidente del Consiglio, con un coup de théatre, si è passato, quasi infastidito per quel momento di debolezza, la mano sugli occhi: sembrava la Madonna di Civitavecchia.
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