martedì 14 aprile 2026

In palude con Nebüla

 

NOTE SUL DISCO

Artisti: Nebüla

Titolo: Urobori

Genere: Alt-Rock, Dreampop, Shoegaze, New Wave

Etichetta: Nos Records

Città: Taranto

Data di uscita: 10.03.2026

LINK UTILI qui, qui, qui

Ascoltalo qui

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martedì 29 ottobre 2024

In palude con i Cosmic Room 99


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE: Psych Rock – New Wave

DOVE ASCOLTARLO: su tutte le piattaforme streaming: Spotify, YouTube, Tidal, ecc

LABEL: Sister 9 Recordings / Little Cloud Records / Shyrec

PARTICOLARITA’:  Riverberi cosmici

SITO INSTAGRAM FB:

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CITTA’: Treviso

DATA DI USCITA: 11 Ottobre 2024

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martedì 7 febbraio 2023

In palude con Il Silenzio delle Vergini

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE: Post rock, elettropop, new wave.

DOVE ASCOLTARLO dal vivo, partendo da qui

LABEL I Dischi del Minollo e (R)esisto Distribuzione

PARTICOLARITA’ suoni molto ricercati

INSTAGRAM FB  

CITTA’ Bergamo

DATA DI USCITA 13/01/2023

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domenica 10 novembre 2019

C'è vita su Marsico

Sto leggendo un sacco di libri particolari in questo periodo, non propriamente romanzi, ma storie di vita/e, come questo dedicato a Maurizio Marsico. Libri, dei quali scriverò, che mi stanno insegnando molto, caricandomi di energia positiva, come questo Life on Marsico, scritto dal critico di Blow Up Christian Zingales. Marsico, Maurizio Marsico, chi è? Dal Conservatorio a Milano all'insegnamento alle medie, poi il successo internazionale nei primi anni '80, la vicinanza con la banda FRIGIDAIRE del quale era il braccio musicale, la partecipazione televisiva al primo programma delle Dandini, Obladì Obladà, il perdersi e il ritrovarsi. La vita di Marsico è una vita emblematica di uno dei pochi personaggi usciti vivi dagli anni '80. Un talento musicale pieno di fame di vita, sesso, droga e rock'n'roll. Senza moralismo e pentitismo, senza censure o cesure, il libro racconta questo, e ci dice chi è e cosa fa oggi Maurizio Marsico. L'ho intervistato per SMEMORANDA, e vi consiglio di andare a leggerla, ma più di tutto vi consiglio questo libro uscito con Goodfellas.
VAI ALL'INTERVISTA
VAI AL LIBRO

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venerdì 25 ottobre 2019

Rece d'Alligatore: Newdress


Newdress, LEIcontroLEI
Discipline di Garbo
LEIcontroLEI è il nuovo disco dei Newdress, un vero e proprio concept-album dedicato a figure femminili contrapponibili, sfaccettate, diversamente donne, ma tutte importanti: da Marilyn a Elizabeth Warren, sfidante alle primarie dei democratici LGBT, poi Joyce Lussu, Greta Thunberg, Amelia Earhart, prima donna ad attraversare con l’aereo l’Oceano Pacifico nel 1937, Leonarda Cianciulli, la serial killer passata alla storia come la saponificatrice di Correggio, donne del web, donne fuori. Dieci pezzi di vibrante elettronica di pieno gusto anni ’80.
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domenica 4 novembre 2018

Euforia e i Novelle Vague

Ieri pomeriggio, sabato 3 novembre, abbiamo deciso di passarlo al cinema. Volevamo vedere il film della Golino Euforia. Valeria Golino è la regista, mentre a interpretarlo c'è Riccardo Scamarcio, Valerio Mastandrea, Isabella Ferrari, e in un piccolo ma importante ruolo anche Jasmine Trinca, anche produttrice. Ci sono due fratelli molto diversi in Euforia, uno estroverso, gay libertino, ricco, l'altro serio, piccolo borghese, malato terminale di cancro. Il primo lo ospita nel suo attico a Roma, cercando di essere il più possibile utile, a volte eccedendo. Nel complesso un discreto film, a tratti pesante (difficile essere leggeri con una trama così, forse), con dei momenti interessanti e delle invenzioni di regia non banali. Non mi è dispiaciuto, in parte può ricordare il primo Ozpetek, non solo per la tematica omosessuale, e certo cinema francese. Mi è piaciuto più di tutto ritrovare una canzone dei Novelle Vague, anzi la loro reinterpretazione memorabile di A Manner of Speaking dei Tuxedomoon. Tale pezzo è contenuto nel primo loro disco, che abbiamo ascoltato per ore ieri a cena Elle e io. E allora, riprendo la rece che scrissi nel 2004 per Smemoranda, consigliandone l'ascolto ...
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venerdì 4 maggio 2018

In palude con i Talk To Her

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE: Post-Punk, New Wave
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domenica 1 ottobre 2017

In palude con i Secret Sight

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE New Wave, Post punk, Alternative rock
DOVE ASCOLTARLO su Bandcamp e sulle principali piattaforme digitali
LABEL Unknown Pleasures Records/Manic Depression
PARTICOLARITA’: Cantato con due voci diverse ma è impossibile trovare le differenze
FB
CITTA’: Ancona
DATA DI USCITA: 4 settembre 2017
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martedì 22 agosto 2017

In palude con gli Zeman


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE
Post-punk, new wave, indie (purtroppo ho dovuto scriverlo). Ma indie in questo senso qui e non in questo senso qui.
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto)
Bandcamp, Spotify, Deezer,
LABEL
To Lose la Track
PARTICOLARITÀ
Ci vediamo come la risposta italiana ai Take That. Tardiva solo perché meditata.
CITTÀ:
Ci piace Venezia. Ma viverci! Scherzi a parte. Ci muoviamo tra Udine e Trieste, quindi geograficamente siamo “in fondo a destra” come il 90% delle toilette.
DATA DI USCITA
28/04/2017

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domenica 19 febbraio 2017

In palude con Maurizio Marsico


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Italo Disco – New Wave – Art Rock – Synth Pop
DOVE ASCOLTARLO dal vivo
LABEL Spittle Records
PARTICOLARITA’ Anni ‘80
CITTA’: Milano
DATA DI USCITA 31/01/17

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venerdì 17 gennaio 2014

Due parole con i Melampus



Melampus presto in palude, sarà un vero piacere ospitarli. Non ero riuscito ad averli circa un anno fa, per presentare il loro esordio cult Ode Road, ma ci sono riuscito per questa seconda prova, intitolata N° 7 (7, perché? … sarà una delle domande, ovvio). Accanto alla Locomotiv, che aveva prodotto il precedente album, troviamo la Riff Records, label di Bolzano da me sempre seguita (la prima intervista sul blog, nel 2008, fu ad un loro gruppo). Ottimi supporti produttivi per Francesca Pizzo e Angelo Casarrubia, che non si sono fatti mancare nulla: registrazione presso il Locomotiv Club di Bologna con Lorenzo “Loz” Ori e Giovanni Garoia, ospiti di autentico grido (isterico) quali due … A Toys Orchestra, Enzo Moretto e Ilaria d’Angelis.
Copertina elegante e asettica, tra un film muto e una setta segreta, molto in linea con le atmosfere “a togliere” dell’intero disco. N°7 sembra infatti, un album dove non c’è nulla fuori posto, le cose sono state controllate al millimetro ed eseguite con rigore post-punk brechtiano. Un indie-rock dal sapore internazionale, nordico direi, che in poco più di mezz’ora delinea un mondo sonoro autenticamene underground. Già all’esordio avevo pensato ai Melampus come alla coppia che ci mancava, questo N°7 (ascoltatelo qui), mi conferma nell’idea. E allora sentiamo cosa hanno da dirci. Pronti?  
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lunedì 9 settembre 2013

Due parole con i Joycut



Ritornano in palude i JoyCut (da Joey, traccia di Time of No Reply di Nick Drake, e Cut dal lavoro di Roger Waters, The Final Cut, tanto per dire le basi), ritornano con un nuovo disco fortemente strumentale targato Irma Records: PiecesOfUsWhereLeftOnTheGround (scritto rigorosamente tutto attaccato come piace a loro). Un album, suggerisce anche la copertina, pulito nei suoni, a tratti acido, lineare, che ascolto dopo ascolto può creare dipendenza. È elettronica, sì, ma per niente citazionista, elettronica del presente, come è possibile farla oggi, senza scimmiottare nessuno. Del resto, i dieci e passa anni di esperienza dei JoyCut si sentono.
Registrato tra Bologna, New York e Düsseldorf, PiecesOfUsWhereLeftOnTheGround si presenta fisicamente come un piccolo vecchio vinile nero, e questo apparentemente stride con la modernità della loro musica (sarà una delle domande dell’intervista), ma tutto il disco è costellato da apparenti contraddizioni irrisolvibili: umanità/tecnica, uomo/macchina, ritminaturali/ritmiindustriali, caldo/freddo …e via di questo passo. Inoltre, a leggere bene le note, si scopre che l’album è dedicato a Domenico Lorusso (& His Never Ending Way of Love), e a leggere della sua assurda morte, si possono capire certe antinomie del cd. Da ascoltare tutto. Pronti?  
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giovedì 30 maggio 2013

Due parole con i Kill Your Boyfriend



Kill Your Boyfriend in palude. Non è un incitamento ad uccidere il vostro ragazzo/a, ma il nome della band ospite questa sera su questi schermi. Un gruppo nuovo, nato da soli due anni grazie all’idea di Matteo Scarpa (Wora Wora Washington, The Transisters), e Marco Fontolan (Kitsune), ai quali si è poi aggiunto Roberto Durante, Alexander e ora, al suo posto per i live dentro e fuori l’Italia, Antonio Angeli. Quattro personalità forti, che a vederle in foto sembrano delle autentiche rock-star perdute anni ’80, e a sentirli dei musicisti ritrovati, ora, tra post-punk ed elettronica, momenti lisergici e algide atmosfere ricordate pure dalla copertina.
Un esordio promettente, dato alle stampe con la label indipendente Shyrec, dopo un solo ep casereccio che ha portato i KYB a suonare e a farsi conoscere un po’ in giro. Registrato al Cheap Studio di Treviso,  masterizzato al Garage Studio della stessa città, conta un certo Nick Manzan al mixaggio. I Kill Your Boyfriend hanno un  atteggiamento libero, un modo diretto di proporsi, e sembrano sicuri del fatto loro. Otto pezzi per trentacinque minuti e passa di musica, titoli con nomi di persona importanti nella storia dell’arte, da Chester a Dexter, da Jacques a Xavier, e poi Egon, Henry, Tetsuo, William …che ci sia un filo rosso a legarli? Sarà una delle domande dell’intervista che va ad incominciare. Pronti?  
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lunedì 9 luglio 2012

Due parole con i Devocka


Ritornano in palude i Devocka e l’atmosfera si fa calda, incandescente, molto più calda del normale. Copertina e foto del libretto interno che sembrano uscire da un film del loro conterraneo Michelangelo Antonioni, sulla difficoltà dei rapporti umani e sull’incomunicabilità, per un cd con al centro la paranoia nella quotidianità dell’individuo (forse non è un caso, sapendo la passione cinefila del gruppo). Questo il tema portante di La morte del sole (anche il titolo è antonioni-style), album uscito da qualche settimana con ottime recensioni per I Dischi del Minollo, label abruzzese dal gran fiuto.
Undici pezzi che spaccano dentro e fuori, più dentro che fuori del solito però: il noise dei primi due dischi, lascia spazio ad un post-punk più diretto e forse ancora maggiormente micidiale, con una formazione rimasta sempre quella, che suona insieme come un solo uomo. Questa è la sensazione più forte ascoltando la band di Ferrara, con l’inossidabile Igor (voce), la ritmica pulsante di Ivan (batteria) e Bonus (basso) e le chitarre distorte di Matteo. Un power-quartetto che spacca con dolcezza. Ma bando alle sbrodolature, i Devocka non li tengo più, vogliono partire con la blog-intervista …via!  
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lunedì 16 aprile 2012

Due parole con i Wora Wora Washington


Ritornano in palude i Wora Wora Washington, e già ci sconvolgono per gli effetti speciali della copertina del loro nuovo disco, Radical Bending. Come sempre amanti dei particolari, hanno fatto una cover in movimento, come in movimento sono sempre loro. Per leggere il titolo dell’album bisogna ruotare il cartonato che racchiude il dischetto, e grazie ad un gioco di segni si riesce a farlo comparire (provate a ruotare il pc). L’ideale sarebbe essere in gondola, basterebbe il muoversi di questa imbarcazione della loro città, per leggerlo. Scherzi a parte, sembra elettrico, e la sensazione aumenta quando faccio partire il cd rosso fiammante.
Esterno bianco a righe nere, interno rosso, come l’interno di un corpo umano, niente è lasciato al caso, grazie anche alla collaborazione con la loro label Shyrec, insieme ai Wora Wora Washington fin dagli inizi. Radical Bending sembra un bolide fatto di carne lanciato a velocità incredibile, una cosa da film di David Cronenberg. Otto schegge impazzite dentro il lettore, alcune scritte insieme alla music-poetess Giulia Galvan, vicina al gruppo da molto. Un’opera dove senti la potenza dell’elettronica a confronto con la parola, e il gruppo che sembra sempre in presa diretta davanti a te. Questo sensazione è data anche grazie ai molti live, ai chilometri macinati per portare in giro il loro sound. Sempre in movimento ... ora dovrebbero fermarsi un po’ in palude. Pronti?

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martedì 14 febbraio 2012

Due parole con i Low-Fi


Ancora Napoli protagonista nella palude. Va forte in fatto di nuove band in questo periodo la città partenopea. Sembra stia vivendo una primavera culturale, mentre il resto d’Italia è sotto la neve e il gelo. Che sia un semplice caso o ci sia sotto qualcosa? Il Vesuvio? Lo chiederemo ai Low-Fi, ora freschi di debutto con l’album What We Are Is Secret, per l’etichetta Octopus Records, bella realtà della loro città. Cos’è questo segreto? Come mai tutta questa musica in questo periodo? Musica poi esportabile fuori dai patri confini, tra l’altro, come poche altre volte è stato possibile.
Dopo la pubblicazione dell’ep omonimo di un paio di anni fa infatti, i Low-Fi sono andati in giro per l’Europa a suonare, acquisendo quella maturità e consapevolezza che gli ha permesso di fare il salto in lungo con questo cd. Registrato ai K-lab studio con la produzione di Giuseppe Fontanella dei 24 Grana, masterizzato a Londra presso gli Swift Studio, What We Are Is Secret è contraddistinto da un bel muro del suono, costruito pazientemente, senza lasciare nulla al caso. Rock? New Wave? Elettronica? Chiamatela come vi pare, ma suona bene, e se i Low-Fi sono pronti parlerà. Pronti?  
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/lowfiband  

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