giovedì 30 ottobre 2014

Due parole con the Child of a Creek

Torna in palude, per la quarta volta The Child of a Creek, torna con non un semplice album, ma due, due dischi fuori in queste settimane con altrettante label diverse, trovate lontano dall’Italia. Quindi per questo blog, averlo qua è già un record. Vedremo di batterne altri parlando di Quiet Swamps, uscito con la francese Ruralfaune nelle prime settimane di ottobre, e Hidden Tales and Other Lullabies, uscito per la danese Metaphysical Circuits poco dopo. Due album legati al loro autore, sempre ricchi di suoni e atmosfere eteree, come potete intuire dalla copertina del primo.
Quiet Swamps appare un disco intimo, per dirla in critichese dilatato/dilatante, capace di momenti riflessivi di profondità abissale con accanto grandi staffilate rock. Come sottotiolo potrebbe andare bene Al di là del concetto di psichedelia. Hidden Tales and Other Lullabies è un tuffo ancora più intimo nella psiche di Lorenzo. Un album squisitamente strumentale, retto da un pianoforte magico, ma anche con chitarre e piano elettrico, e tante altre diavolerie usate dal musicante livornese come un alchimista. Indefinibile, assurdo perdere tempo a parlarne, bisogna ascoltarlo, anzi, ascoltarli. Pronti?

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lunedì 8 luglio 2013

Due parole con The Child of a Creek



Per la terza volta in palude (se non è un record poco ci manca) ritorna, graditissimo ospite, The Child of a Creek, per presentare il suo nuovo sofferto disco: The Earth Cries Blood, titolo esplicito a rappresentare un male dentro molto forte. Ritorna a pubblicare con la Seahorse Recordings, bella realtà delle indie italiche, dopo il precedente disco uscito con una label danese, ritorna con la solita intensità e la forza di fare tutto da solo: Lorenzo Bracaloni, cantautore toscano, ha scritto, suonato, cantato, composto, arrangiato, mixato e prodotto artisticamente in perfetta solitudine questo suo nuovo album.
The Earth Cries Blood è ricco di una tensione emotiva impressionante, capace di smuovere l’animo umano, quasi un’opera di rock acido dilatato/dilatante, dove la voce si confonde con gli altri strumenti musicali, quali chitarre elettriche e acustiche, un flauto, un piano classico e uno elettrico, organi, sintetizzatori, più il magico incontro con la voce di donna, quella di Pantaleimon (già con i Current 93), nella splendida Don’t Cry to the Moon. Un album fatto in maniera artigianale, da ascoltare e riascoltare, per coglierne meglio l’essenza. E per farlo ancora al meglio, seguiteci nell’intervista che va ad incominciare. Pronti?  

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giovedì 11 agosto 2011

Due parole con The Child of a Creek

Ritorna l’intervista sul blog, ritorna con una formula rinnovata. Ritorna con The Child of a Creek, il cantautore toscano che ama la natura, la montagna, suona, canta e crea i suoi dischi in totale autarchia. Parleremo con lui della sua recente uscita, Whispering Tales under an Emerald Sun. Ne parleremo diffusamente, in quanto le nuove interviste saranno incentrate direttamente sull’opera: su Whispering Tales under an Emerald Sun ci saranno molte cose da sviscerare.

Prodotto dall’etichetta danese (sì, danese) A Beard of Snails Records, è un disco molto intimo, legato alla natura, ai suoi ritmi, corsi e stagioni. La voce, meno presente del solito, è usata quasi come uno strumento musicale in pezzi più lunghi, decisamente dilatati. Titoli inequivocabili, come Shivers, Black Rainbow, Echoes in the Sunrise, Under the Emerald Sun …senti la natura, senti il contatto intimo con le cose. Un tocco in più è dato dal flauto, ma tutto profuma di folk-rock acido di grande impatto. Ne parleremo con Lorenzo, alias The Child of a Creek. Pronto?

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http://www.myspace.com/thechildofacreek

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