Spesso mi chiedo quanti gruppi/musicanti siano nati lungo la via Emilia e quanti ancora ne nasceranno. Ne spuntano come funghi ogni secondo, ogni nostro respiro, ogni nostro battito di ciglia. È una cosa incredibile, a tratti inspiegabile. L’amico Moroz ha cercato di farlo con
L’Emilia o la dura legge della musica (Guanda 2006) con il suo stile buffo e disincantato. Io però continuo a chiedermi quale sia il segreto.
Sbatto le ciglia ed ecco altri quattro ragazzi di Bologna, in arte Phidge, con un cd d’esordio sulla rampa di lancio (ufficialmente sarà liberato il prossimo 11 gennaio al Covo, club della loro città). Ai primi ascolti mi sembra un sacco grunge (la voce del cantante ricorda, a tratti, Eddie Vedder), con delle belle chitarre spesso e volentieri a briglia sciolta, una certa sana indignazione, un buon gusto per la melodia.
Inizia davvero bene l’anno per l’undergound italico grazie ai Phidge e al loro
It’s all about to tell, presso l’indie Riff di Bolzano il prossimo 29 febbraio. La copertina con corvi ricorda lo stile stralunato del grande disegnatore serbo Zograf. Motivo in più per apprezzarli e tenerli sotto stretta osservazione.
http://www.phidgeband.com/news/frame.htmhttp://www.myspace.com/phidgeP.S. PURTROPPO HO SAPUTO OGGI, IL LUTTAZZI NON SARA’ A CONEGLIANO VENETO IL 9 GENNAIO. ANNULLATA QUELLA DATA, RIMANGONO PERO’ IN PIEDI TUTTE LE ALTRE …
NON CREDO NE AVRA’ BISOGNO, MA IO CONTINUO A FARE PASSAPAROLA.
IN ITALIA NON C’E’ GUSTO AD ESSERE INTELLIGENTI.