Io, Tu e Le Cose, canzone dell'estate
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Cultura Rock a 360°
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| Giuliano, su IL NUOVO MALE n.13, marzo/aprile 2013 |
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Tutta la materia di cui siamo fatti noi l’hanno costruita le stelle, tutti gli elementi dall’idrogeno all’uranio sono sati fatti nelle reazioni nucleari che avvengono nelle supernove, cioè queste stelle molto più grosse del Sole che alla fine della loro vita esplodono e sparpagliano nello spazio il risultano di tutte le reazioni nucleari avvenute al loro interno. Per cui noi siamo veramente figli delle stelle.
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Ofeliadorme per la seconda volta sul blog dell’Alligatore (Francesca, voce e chitarra del gruppo, per la terza, è record!) e la cosa mi rende estremamente felice. Come i La Blanche Alchimie, ospiti domenica scorsa, si tratta di una band per niente banale, con delle soluzioni musicali mai scontate, una splendida voce di donna e la volontà di fare tutto da soli. È una buona annata questa per le donne nel rock e anche per il sottobosco più vivo e veramente indipendente. Le nuove tecnologie e le comunicazioni web rendono il momento favorevole, approfittiamone.VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/ofeliadorme
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Siamo nell’anno di grazia 1968 (si sente), maggio. Le operaie inglesi della Ford sono pagate meno dei loro colleghi maschi, lavorano in un fabbricato fatiscente in condizioni impossibili, con un caldo pazzesco (rimangono spesso in reggipetto e mutandine, ma non è per fare bunga-bunga). I boss sindacali, tutti maschi, non le difendono, cercando sempre compromessi al ribasso. Loro capiscono il gioco, non ci stanno e iniziano uno sciopero ad oltranza, che metterà in ginocchio la Ford interrompendo tutti i settori della produzione (senza le cuciture dei sedili è difficile fare auto). Scatta il ricatto occupazionale, con le pressioni psicologiche dei maschi e quelle, in alto, dei capi della fabbrica (arrivano a minacciare di trasferire la produzione). Ma le donne tengono duro, riuscendo ad ottenere la parità salariale, grazie anche ad un accordo con il Ministro del lavoro dell’allora governo laburista di Harold Wilson, Barbara Castle (la rossa, non solo di capelli).
Il film è molto appassionante. Mostra la vera essenza del Sessantotto, cioè felice spontaneismo, rottura di un sistema vecchio, liberazione della donna, (favorita pure da un interclassismo, ben mostrato dalla pellicola), liberazione sessuale (che non è, semplicemente, andare a letto con chi mi pare), libertà e (è) partecipazione.
Protagonista di We Want Sex è in particolare Sally Hawkins, mingherlina ma combattiva leader delle lavoratrici (era la protagonista anche di La felicità porta fortuna, uno dei migliori film del decennio scorso, di Mike Leigh), anche se si può definirlo un film corale, con dei bei caratteri a colorare un’epoca. 
Cole dimostra un equilibrio ed una bravura rara a non cadere nel semplice vintage (colonna sonora non eccessivamente connotata), con rimandi al passato (il dramma della guerra) e luci sul futuro (occhio ai titoli di coda, con le vere protagoniste della lotta). Regista anche di L’erba di Grace e Calendar Girls, qui è al suo miglior film.
Impossibile non pensare alle analogie con lo sciopero della Fiom, alla quale dedico questa recensione. I protagonisti, sesso a parte, sono identici a quelli di oggi. Le contraddizioni capitale/lavoro si ripetono. Corsi e ricorsi storici, si dice. E chi s’inventa che la Storia è finita, dice cazzate in malafede…
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Il gruppo ospite questa sera è spettacolare. Non saprei come altro presentare Honeybird & the Birdies. Hanno proprio il senso dello spettacolo nel sangue honeybird (charango, chitarra e voce), p-birdie (batteria, percussioni e voce), ginobird (basso). Basta guardarli per capire la loro musica: varia, colorata, diversa e divertente. Sembra uno slogan da Dream Party, è invece l’essenza vera dell’honeyebird&thebirdies-sound. Del resto, sono dei musicanti giramondo, dalle diverse provenienze (Los Angeles, Catania, Anzio, e poi in giro per concerti …una sfilza lunghissima), non potrebbero fare altro.Etichette: Alternative, Anzio, Carlo Mazzacurati, Catania, Donne, Duckhead Green Music, honeyebirdethebirdies, Intervista, La Passione, Lazio, Los Angeles, Mixing Berries, Rock, Roma, Sicilia, States
Non smette più di piovere, qui siamo ormai con il pianeta sommerso dall’acqua come in quel film di Kevin Reynolds anni Novanta. Come vedete Giulia Villari naviga a vista su di una zattera, in direzione della mia plaude imbracciando la sua fida chitarra. Arriverà in tempo per l’intervista? Spero di sì, perché le domande sono tante e Giulia Villari chissà quando la ripiglio (è una musicante in ascesa, come si dice).Etichette: AbuzzSupreme, Acqua, Alternative, Donne, Giulia Villari, Intervista, Lazio, Marlene Kuntz, November, River, Rob Ellis, Rock, Roma
I Pazi Mine sono pronti, vedo che sono in posa, quasi come nel film I soliti sospetti, noto cult-movie di quando ero ragazzetto. Non a caso la loro musica ha radici negli anni Novanta, gli anni del grunge e della rinascita di certe sonorità punk-rock. Un rock duro, un rock che spacca, senza perdere la tenerezza però. Forse perché c’è una donna nel gruppo (troppo facile dirlo?), forse perché le esperienze e le provenienze dei quattro Pazi Mine consentono loro di accelerare e rallentare quando si deve.Etichette: AbuzzSupreme, Alternative, Donne, Emilia Romagna, Ferrara, Grunge, I soliti sospetti, Inception, Intervista, Mantova, Pazi Mine, Rock, Super Fake
Collegamento internazionale questa sera sul blog dell’Alligatore, non sto più quasi nella pelle. C’è Z-Star ragazzi, da Londra con sentimento, passione, sogno, ironia. Un bel salto nello spazio, ma anche nel tempo, visto le sonorità seventies che richiama la ragazza con il suo recente disco, Masochists & Marthyrs. Masochisti e Martiri, non pensate alla realtà politica del nostro paese, Z-Star vola alto, parla dell’amore e di come questo sentimento molto sfaccettato riveli il Masochista e il Martire che è in noi. Qualcosa ho già scritto sul sito di Smemoranda al quale vi rimando: Le imperdibili recensioni dell'Alligatore: Z-Star.Etichette: Blues, Donne, Gran Bretagna, Internazionale, Intervista, Londra, Lucy Anderson, Masochists e Marthyrs, Muthastar Records, Rock, Smemoranda, Storia, Z-Star
Il P.I.M.I. è il Premio Italiano Musica Indipendente, ma forse sarebbe meglio ribattezzarlo Pisello Italiano Musica Indipendente, visto l’assoluta mancanza di sesso femminile tra i premiati (vedi Targhe Mei 2010 - I Vincitori del PIMI, il Premio Italiano Musica Indipendente). A parte Elena Diana dei Perturbazione e Ilaria D’Angelis degli … A Toys Orchestra, tra i premiati e i segnalati ci sono solo musicanti con il pisello. Detta così sembra da ridere, ma è una cosa seria. Non discuto il valore dei premiati, molti di questi passati sul blog (leggi "Intervista agli … A Toys Orchestra" band da sogno con cd da sogno e "Intervista a Samuel Katarro", per la seconda volta graditissimo ospite dell’Alligatore), non discuto il valore de Il Teatro degli Orrori, da me sempre seguiti e stralodati, ma quest’anno sono uscite delle musicanti altrettanto degne di figurare nei primi posti, e non le vedo manco tra le segnalate. Allora segnalo io tutte le interviste fatte da un anno a questa parte a musicanti donne o band con donne, non per ridicole quote rosa, ma come battagliero gesto di fondazione del F.I.M.I.Etichette: Cultura, Donne, Emilia Romagna, F.I.M.I, Faenza, Interviste, M.E.I., Musica, Nevermind, Nirvana, P.I.M.I, Pisello, Rock, Sesso
Cominciamo bene, ancora un’artista che teme le mie domande al punto di preferire vie estreme pur di sfuggirvi. Ovviamente si scherza, Tying Tiffany è una vera dark lady, con atteggiamenti e pose da dark lady, come quella della stupenda foto di Alberto Lisi. Una foto perfetta per raccontare il suo mondo, pieno di plastiche atmosfere funeree e suoni tosti, accompagnati però da un gusto pop di fondo e molta ironia.Etichette: Bologna, Dark Lady, Donne, Elettronica, Intervista, Jim Jones, Padova, Peoples Temple, post-punk, Storia, Triangolo delle Bermuda, Trisol, Tying Tiffany, Veneto
Mi piace passare da un estremo all’altro perchè mi piace tutta la musica. Se la scorsa settimana ero a Bolzano in compagnia di un giovane gruppo metal, questa sera sono a Palermo, con un altrettanto giovane gruppo di dolce pop-folk-rock e una voce di donna che in(canta). Lei è Giulia, scrive e canta le sue canzoni accompagnandosi alla chitarra, ha girato l’Europa, dalla Francia all’Inghilterra non disdegnando alcune belle città italiane come Siena e Firenze, dove ha incontrato Guido, Sergio, Michele, Simone. Insieme hanno dato vita al progetto unePassante (da Baudelaire, forse? …sarà una delle domande).Etichette: Baudelaire, Donne, Firenze, Intervista, More than one in number, Nick Drake, Palermo, Pop, Rock, Sicilia, Toscana, unePassante