domenica 27 giugno 2021

Singoli: La rivoluzione indolore

Perché un singolo oggi?
Bella domanda. La verità è che non lo so. Non c’è una vera e propria
“ragione” discografica o manageriale in questa scelta. Non ho seguito
il consiglio di nessuno, ho messo fuori qualcosa di mio con i tempi e
le modalità che volevo.

Maria Devigili, in riferimento al singolo Io, tu e le cose, per il libro Giovani, musicanti e disoccupati.

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venerdì 2 aprile 2021

In palude con Odla

 

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE

Cantautorato

DOVE ASCOLTARLO

Alla pagina Bandcamp di Snowdonia Dischi

LABEL

Snowdonia Dischi

PARTICOLARITA’

Concept-album al cui sviluppo narrativo, tematico e percettivo concorrono stratificatamente relazioni fra parole, suoni e disegni, grazie ad un'interessante collaborazione grafica con il pittore Paolo Dolzan.

FB

Potete trovare informazioni su di noi e sul nostro lavoro alla pagina FB di Snowdonia Dischi, e alla mia personale (Odla Iznat)

CITTA’ Trento

DATA DI USCITA Novembre 2020

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giovedì 9 luglio 2020

Io, Tu e Le Cose, canzone dell'estate

mia intervista a Maria Devgili su Smemoranda.it

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lunedì 6 luglio 2020

Non uccidete l'orso

Il Presidente della provincia di Trento Maurizio Fugatti ha firmato un’ordinanza che condanna a morte un altro orso in Trentino. Incredibilmente questa condanna è stata emessa senza un “processo” visto che ancora non sono chiare le dinamiche che hanno portato l’orso a ferire due persone (erano presenti cuccioli?).
ALLUCINANTE! 
Leggete qui e firmate la petizione del WWF come ho già fatto io

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sabato 15 dicembre 2018

Ascoltavo i La Crus ... e voi?

Foto dal video di Avrei di Cesare Malfatti - La Storia è Adesso (2018)
Da ragazzino ascoltavo i La Crus, forse più di qualsiasi altro gruppo italiano. Negli scorsi mesi Elle e io abbiamo messo a posto i cd accumulati nel corso degli anni, veramente tanti (pensate solo ai gruppi intervistati qui, oppure nell'Orto, ogni intervista un cd), e mi sono accorto di avere tutti i cd dei La Crus a parte l'ultimo, il live di commiato come gruppo. Dico questo perché mi è capitato di intervistare uno dei tre La Crus, quel Cesare Malfatti che è uscito di recente con un disco dannatamente interessante. Si tratta La Storia è Adesso, disco dato alle stampe con Riff Records, che narra la strana storia del podestà del paese di Rovereto, Valeriano Malfatti (un suo antenato), costretto a vivere un momento drammatico come l' evacuazione del suo paese durante la I^ guerra mondiale. Allora Rovereto, come tutto il trentino, era parte dell'Impero Austroungarico e l'Italia era contro di loro ... una bella riflessione in musica sull'Europa del passato, e su quella del presente, per fortuna senza guerre come quella ... vi consiglio l'ascolto del disco e la lettura della mia intervista sul sito di SMEMORANDA (un'intervista fatta per la prima volta per me tramite whatsapp, vocale, poi sbobinata con l'aiuto fondamentale di Elle).
E voi? Quale gruppo ascoltavate da ragazzi?

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venerdì 10 agosto 2018

Rece d'Alligatore: Francesco Camin


Francesco Camin, Palindromi
Lady Lovely Label
Bel disco simpatico, che qui in palude ha trovato subito orecchie attente questo esordio di Francesco Camin, trentino surreale e ambientalista, che traduce in canzoni pop la sua passione per gli alberi e la natura. Dopo essersi laureato in Scienze Forestali e Ambientali, infatti, si è diplomato nel corso di composizione di musica leggera al CET di Mogol, partecipando poi con successo a vari concorsi/selezioni musicali con le sue canzoni.
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mercoledì 28 settembre 2016

In bici nel Trentino

Guida alle piste ciclabili del Trentino – Con itinerari e proposte di viaggio è un libro della Ediciclo Editore che racconta le piste ciclabili presenti in una delle regioni italiane dove si sono sviluppate maggiormente. Strade dove vai solo in bici, lunghe molti chilometri, unite spesso tra di loro. Tratti abbandonati, che hanno ritrovato una nuova vita dopo essere stati nel passato rami di ferrovie, vecchie strade dove prima passavano auto (anche se si stenta a crederlo visto quanto sono strette), vie di campagna tra distese di meleti, vigne e le montagne attorno.
Ne ho parlato con Leonardo Corradini e Veronica Rizzoli, del blog di viaggi LifeInTravel, autori di questa interessatissima guida. Per leggerla sul sito di Smemoranda, clicca qui

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sabato 2 novembre 2013

Una scorpacciata di film 3

La prima neve di Andrea Segre
Racconto morale tra le montagne trentine. Film incantevole, del documentarista vero Segre, passato da qualche anno anche al film di finzione (ma sempre con i piedi nella realtà). Umanista convinto, conoscitore della Storia e delle storie, dopo l'esordio Io sono Li (purtroppo non l'ho visto), con una giovane orientale a Chioggia, passa con La prima neve a raccontare la storia di un profugo del Togo, fuggito dalla Libia in fiamme. L'uomo viene mandato in Trentino, nella fiabesca Valle dei Mocheni, e la sua vita precaria si incrocia con altre vite precarie di montanari: un ragazzino problematico senza padre, la madre di questo, con sensi di colpa e molte rinunce, suo nonno, saggio del villaggio (la legna ti scalda tre volte, insegna, quando la tagli, quando l'accatasti, e quando la bruci). La prima neve è quella che cadrà alla fine del film, con le storie che sembrano appianarsi, rilassarsi sotto di essa, ma, immaginiamo, non scomparire. La pellicola è in parte sottotitolata (quando parlano nello stretto dialetto della Valle dei Mocheni, comprensibile in molto nord Italia), presenta attori professionisti (Jean-Christophe Folly, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston), accanto a non professionisti, però non si nota la differenza per la bravura di Segre. Anche in questo mi ha ricordato il cinema del primo Olmi, e del purtroppo poco noto Franco Piavoli. Da vedere (qui il sito del film per vedere dove lo danno).

VOTO 

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sabato 17 agosto 2013

Ad Arco in bici per P.P.Capovilla e P.P.Pasolini

Sono appena tornato dai miei giri in bici culturali, 125 km in due giorni, per andare ad Arco, per la giornata conclusiva dell'Arco Summer Festival. C'era Pier Paolo Capovilla, il cantate de Il Teatro degli Orrori che leggeva Pier Paolo Pasolini, La religione del mio tempo, accompagnato dall'ottimo Daniele Celona (non un semplice sottofondo, un giovane musicante da seguire). 
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domenica 1 luglio 2012

I miei primi 500 km

Ieri sono passato davanti a queste bandiere colorate e svolazzanti proprio mentre il contachilometri della bici segnava 500 km. L'ho preso come un bel segno, mi sentivo lisergico. La bici è, per sua natura lisergica. Le rendo omaggio con alcune foto dei miei primi 500 km fatti in questa stagione appena iniziata. Senza di lei non avrei visto così ...
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sabato 14 novembre 2009

Offlaga Disco Pax live in Bruno

È difficile riassumere le emozioni di un concerto. Lo è di più con un concerto degli Offlaga Disco Pax. Lo è ancora di più per un concerto degli Offlaga Disco Pax al Bruno, il mitico Centro Sociale di Trento. Dentro di me ho pensieri e immagini poco chiare, come quelle scattate con il cellulare (l’unica buona è quella con Daniele Carretti, qua sopra). È un’emozione non da poco, credetemi. Se ascoltandoli su disco si sorride e ci si esalta e si pensa, dal vivo ci si emoziona per le parole che Max Collini, quasi con pudore, pronuncia al microfono davanti alla pila di oggetti di culto dei suoi testi: il toblerone, la vecchia Golf… La mia vecchia Golf, simile a quella offlagadiscopaxiana, lo stesso giorno del concerto dimostra i suoi anni, e il meccanico mi sconsiglia di fare lunghi viaggi (non chiedetemi perchè, non ci capisco nulla, ma non la mollerò, le sono troppo affezionato). Trento non è tanto distante da casa mia, ma accetto il consiglio del meccanico e vado al concerto con l’auto dell’amico di Parma, invitato anche (ma non solo) per quel verso di Robespierre ("Forza Reagan bombardaci Parma..."); lui e la sua dolce metà. E poi non mi piace guidare, preferisco bere. Infatti mi faccio un ottimo Rum del Nicaragua appena dentro al Centro Sociale, dai giovani compagni di Ya Basta. Se lo fa anche l’amico di Parma, anche se deve guidare. E pure qualche birra ci facciamo.Riesco a trovare al primo colpo il tipo del Bruno che mi ha prenotato i biglietti. Mi dicono che ha la barbetta ed è sempre in movimento. Il 90% dei presenti corrisponde alla descrizione, ma io ho il sesto senso e mezzo: sei tu F…? Sì, ciao, Alligatore…
Mi dice che gli ODP sono arrivati e si stanno sistemando in albergo. Arriveranno al Bruno tra poco. Aprirà Johnny Mox, poi subito loro. Organizzazione perfetta. Fanno un sacco di cose al Bruno. Questa sera c’è pure il film nel settore cinema, Messia selvaggio, un Ken Russel d’annata, mica palle (complimenti ai responsabili cinema, ho letto il programma).
Mentre Johnny Mox suona la sua indie-elettronica davanti ad una sala in riempimento, arrivano, uno dietro l’altro, gli ODP, avvicinandosi al banco dei loro dischi. Prima Enrico Fontanelli, poi Daniele Carretti e infine lui, Max Collini. Rimango seduto ad osservarli, quasi intimidito. Sono dei grandi per me, fin dal primo cd, Socialismo Tascabile, fin dalla prima canzone di quel cd (ho preso anche il vinile), Kappler. Sono ansioso. Vorrei sentirli dal vivo, è la prima volta per me. Ancora qualche birra per rompere l’attesa… finalmente si avvicinano al palco. Ci vado pure io, quasi in prima fila.

L’inizio è un inedito, almeno per me. Una canzone dedicata ai compagni fatti fuori da Pinochet. Fa parte dei testi orgogliosamente “politici” di Collini. Chiuderà invece, un paio di ore dopo, con un altro inedito, questo però dal testo ironicamente “personale”: una storia di sesso con una ragazza d’acqua dolce con il corpo tatuato. In mezzo tutte le canzoni (o quasi) dei due cd, declamate con intensità e senza enfasi, con una recitazione “a togliere”. La musica pompa nel cervello e le parole emozionano. Veramente, scusate se mi ripeto, ma il live ODP emoziona, quasi fino alle lacrime. Tra queste emozionano di più Sensibile, che su disco non avevo trovato così intensa, Cinnamon (con tanto di lancio tra il pubblico del ciuingam, magico come stelle filanti nel buio del Bruno), Robespierre, Cioccolato I.A.C.P., Dove ho messo la Golf? …avete ancora due concerti per emozionarvi, prima della lunga pausa per il terzo attesissimo cd. Tra poco al C.S.O. Rivolta e venerdì prossimo, 20 novembre, gran finale nella loro Reggio Emilia al Laboratorio Sociale AQ.16 ( il suo myspace: Aq16)
MYSPACE DEL GRUPPO
http://www.myspace.com/odp130
BLOG DEL GRUPPO
http://offlagadiscopax.splinder.com/
BLOG DEL BRUNO
http://www.centrosocialebruno.blogspot.com/

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lunedì 20 luglio 2009

In bici al Mart di Rovereto

Approfittando di una bella giornata estiva sono andato in bici al Mart di Rovereto. È comodo per me il Museo trentino, sempre sulla Ciclopista del Sole (solo 30 km), così sono andato a vedere finalmente La Guerra Fredda - Cold War. Arte e design in un mondo diviso 1945-1970.
Difficile sintetizzare in due parole da blogger lo splendore e le miserie viste. C’è il mondo diviso in due blocchi, e tutte le costruzioni, invenzioni, manifestazioni per mostrare la propria supremazia: dai palazzi giganteschi a specchio statunitensi alla maestosa architettura russa, dalle cucine e auto da sogno americano alle tute spaziali di Gagarin, dai film epocali come 007, Il dottor Stranamore (c’è pure lo storyboard di alcune scene), Ipcress ai bunker antiatomici. E poi Praga, il Maggio francese (significativo il manifesto di una bara dove si depone la scheda elettorale: chissà cosa ne pensa Cohn-Bendit), la colomba della pace disegnata da Picasso, l’Ungheria, il Vietnam … scendendo ho ripensato alle follie (ma anche certezze) del mondo diviso in due. Ho guardato in alto, poco sopra dei splendidi vigneti e ho visto la Campana della Pace, enorme monito contro le guerre, costruita fondendo i cannoni della Grande Guerra. Ho messo questa foto, anche perché dentro al Mart non si possono scattare immagini. Andate dunque a vedere di persona, se siete nei paraggi. Anche se certi cartelli illustrativi non mi hanno trovato totalmente d’accordo, ne vale la pena. Purtroppo non avete molto tempo: chiude il 26 luglio.
http://www.mart.trento.it/

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mercoledì 30 luglio 2008

Fermo in bici

Vi sono mancato? In questi giorni ci sono e non ci sono. Giri in bici, su stradine di campagna, al lago o in montagna, su strade trafficate o ciclabili perfette, come quella che scorre lungo la Valle dell’Adige, da Verona a Bolzano, ritratta nelle foto sotto. Già che ero vicino, un salto anche a Rovereto, a Manifesta7, e al primo bicigrill della storia d’Italia, a Nomi.
Un migliaio di chilometri in un paio di settimane, ma io non sono dopato. Almeno non nel senso che credete voi. E poi non devo vincere il Tour e manco le Olimpiadi ...





LEGGI IL RESOCONTO DEL VIAGGIO QUI

RACCONTACI IL TUO VIAGGIO

PER ORGANIZZARE IL VIAGGIO

http://www.ripristino.provincia.tn.it/Piste_Ciclabili/index.htm

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