mercoledì 10 gennaio 2024

Stanlio e Ollio nella foresta di Sherwood


Stanlio & Ollio con Robin Hood sarebbe stato un film memorabile, magari l'ultimo, me lo immagino a colori sgargianti con battute fulminanti. Entra di diritto in quella serie di film sognati da molti registi/attori e mai fatti per problemi produttivi. Penso a Stalingrado di Sergio Leone o al Don Chisciotte di Orson Welles. Resto con questi pensieri dopo aver visto, finalmente, Stanlio & Ollio (Stan & Ollie di Jon S. Baird, Usa 2018).  Sì, perché in questa pellicola si parla del tentativo, fallito, di fare un ultimo film con i due famosi comici, dentro le avventure di Robin Hood. Il mondo della produzione cinematografica anni '50, in crisi per l'avvento della televisione, non vuole rischiare con dei nomi ormai del passato, e blocca sul nascere la magnifica idea. Anche se, a dire il vero, la loro tournée per i teatri inglesi, dopo un inizio fiacco, ha molto successo grazie anche a degli spot fatti appositamente per promuoverli. A Londra fanno il tutto esaurito, le generazioni cresciute con le comiche di Stanlio e Ollio non possono perderli dal vivo. Continua a leggere...»

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venerdì 16 settembre 2022

In palude con Bir Tawil


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE Blues del deserto elettrificato

DOVE ASCOLTARLO bandcamp  spotify

LABEL I Dischi del Minollo/FishBorn

PARTICOLARITA’ nomadi e banditi

FB - INSTAGRAM

CITTA’ Londra/Fontainebleau 

DATA DI USCITA Londra/Fontainebleau 

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giovedì 30 dicembre 2021

In palude con Mari Conti

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE Chillout/ Trip Hop

DOVE ASCOLTARLO  Tutti i distributori digitali mondiali, tipo spotify

LABEL Numen Records

PARTICOLARITA’ L’album è stato concepito e realizzato fra Londra e Roma

INSTAGRAM

FB

CITTA’  Roma/ Londra

DATA DI USCITA   08/10/2021

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sabato 4 maggio 2019

In palude con Nularse

• NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO •
GENERE
Elettronico / acustico / nuovo cantautorato pop
DOVE ASCOLTARLO
Tutte le piattaforme digitali a partire da qui
LABEL
Fresh Yo! Label
PARTICOLARITÀ
È un solo project che cerca di fondere sonorità internazionali al cantato italiano
FB 
CITTÀ
Firenze
DATA DI USCITA
29/03/19

• L’INTERVISTA •
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mercoledì 30 gennaio 2019

Cinquant'anni fa ...

Cinquant'anni fa l'ultimo concerto dei Beatles. Quanti sapevano che  lo sarebbe stato? Probabilmente manco loro. Eppure, il 30 gennaio di cinquant'anni fa, sul tetto dell'Apple Records (la loro casa discografica, Steve Jobs non c'entra), c'erano solo poche decine di persone, attirate da Get Back, Don't Let Me Down e un pugno di altre canzoni. L'esibizione venne presto interrotta da parte della polizia chiamata dagli inquilini dello stabile, tutti inconsapevoli che La Storia del Rock stava passando di fronte a loro. Ovviamente tutto rigorosamente registrato e poi riproposto nel loro ultimo film ufficiale Let It Be. 
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martedì 8 gennaio 2019

In palude con Soul Island

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Elettro-pop Alternativo
DOVE ASCOLTARLO su spotify
LABEL Loyal To Your Dreams
PARTICOLARITA’ Per figli del punk, sensibili e onesti
SITO FB INSTAGRAM 
CITTA' Londra
DATA DI USCITA 7 Dicembre 2018
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lunedì 26 settembre 2016

Buon compleanno Dylan Dog

DYLAN DOG - IL N. 1 (26.09.1986)








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domenica 21 agosto 2016

Fiore del deserto, io l'ho visto ...

In attesa che riparta la stagione cinematografica, scrivo alcune note su di un film visto di recente, distribuito da noi con grande ritardo: Fiore del deserto diretto dalla regista tedesco-americana Sherry Hormann. Film intenso, duro, girato in modo originale con un montaggio geniale, bei costumi, bei colori, una storia appassionante intrecciata con la Storia (e non lascia fuori chi non la conosce, perché riesce a contestualizzare). Realizzato nel 2009 è uscito in Italia solo quest'anno, appunto. Incredibile!
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domenica 16 agosto 2015

In palude con i May Gray



NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE: Rock

DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto): in macchina da soli o dovunque si possa cantare a squarciagola senza sembrare degli idioti.
 (l'alligatore lo consiglia anche su spotify)

LABEL: Irma Records

PARTICOLARITA’: se dopo il primo ascolto ricordate anche solo un ritornello, abbiamo vinto.

SITO O FB DEL GRUPPO: facebook.com/maygrayband

CITTA’: Modena

DATA DI USCITA: 23 Giugno 2015

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venerdì 16 maggio 2014

Due parole con i Prizeday

Prizeday al primo disco, Prizeday al primo sbarco in palude. Saranno qui, tra poco, a presentare il loro vero e proprio esordio, Apps Will Grow Like Feathers, elettrico ed eclettico album dato alle stampe per la ByeBite, in Italia, come in gran parte d'Europa. Del resto i Prizeday sono da sempre abituati a calcare i palchi stranieri, tipo Londra, dove sono stati protagonisti di un bel tour prima di produrre questo loro album. In Inghilterra sono stati notati dal mitico Arthur Brown (il Dio del fuoco infernale, l'ideatore degli acidi Crazy World e Kingdome Come, uomo culto della musica inglese anni 60/70), che gli ha voluti vicini in tre suoi concerti.
Nel disco hanno portato la passione e le esperienze vissute con la musica britannica. La musica del gruppo lombardo ha il buon sapore del pop-rock di ottima fattura internazionale, senza per questo sembrare freddo o impersonale. E la copertina non tragga in inganno, questa immagine strana, che sembra uscire dalla grafica anni '80, rappresenta la meglio i colori e la varia tavolozza compositiva di Apps Will Grow Like Feathers. Il gruppo di Quarry ha fatto un bel lavoro personale, pur partendo da esempi e/o influenze ben precise: dagli U2 ai Depeche Mode, Julian Cope o i Suicide. Avremo modo di approfondire questo e molto altro, nell'intervista che va ad incominciare. Pronti?

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giovedì 3 aprile 2014

Due parole con Barbara Cavaleri

Questa sera la palude apre le porte a Barbara Cavaleri, che presenterà il nuovo disco uscito da qualche settimana. Si tratta di So Rare, terza prova a suo nome dopo l’esordio Ad un passo dal sogno del 2006 e Someone’s Speaking del 2008. Questo nuovo album è nato dopo un periodo passato a Londra, dove l’ha scritto in perfetta solitudine, trovando poi degli amici al ritorno a Milano, con i quali l’ha realizzato. So Rare è stato così dato alle stampe presso Wasabi Produzioni/Total Wipes, con il produttore Leziero Rescigno (già passato direttamente o indirettamente su questi schermi), e un pugno di altri ottimi musicisti capaci di creare il giusto sound attorno alla voce di Barbara.
So Rare è pop cantautorale di gusto internazionale. Vengono spesso accostate a Barbara Cavaleri artisti quali Emiliana Torrini, P.J. Harvey, Feist, ma la ragazza dimostra carattere e idee per imporsi con il suo nome. Dal punto di vista produttivo ha lanciato con successo una raccolta fondi su Musicaiser, che in pochi giorni le ha permesso di iniziare le registrazioni del disco nel 2012. Le storie di So Rare sono intime e personali, ma allo stesso tempo universali. Un viaggio fatto di personaggi bizzarri, fantastici, ma anche assolutamente normali, reali,  storie scritte in inglese, lingua  fatta sua da Barbara. Pop cantautorale, ma anche jazz, soul, rock. Un mondo vario di suoni e parole. Sentiamo cosa ha da aggiungere direttamente lei. Pronti?

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giovedì 17 maggio 2012

Due parole con i Kramers


Collegamento internazionale questa sera: in diretta via web da Islington, noto quartiere di Londra, Freddy Kramer, che chatterà a nome della nuova band genovese, i Kramers, appunto. A Londra per un paio di date, siamo riusciti ad infilare alla perfezione questa serata per parlare del nuovo cd, uscito a marzo con The Prisoner Records, label sfiziosa dell’infaticabile Michele Bitossi (Mezzala, spesso in palude per mitiche chiacchierate). Warum Warum Ist Die Banane Krumm?, questo il titolo del cd dalla nera copertina, a parte i titoli delle canzoni e il nome della band in giallo banana. Non chiedetemi la traduzione del titolo, potrebbe attirare maniaci nel blog. Allusiva, forse, a qualche grande disco della storia rock.
I Kramers, sembrano poco italiani, così mi pare perfetto questo collegamento da Londra. Sono pop e un po’ elettrici, danzerecci e capaci di parlare in modo diretto. Ironici e con una voce di donna molto originale (Giulia Kramer), riescono già a farmi battere la coda ad un ritmo giusto. Sembrano aver raggiunto la perfetta forma a cinque, dopo alcuni cambi di formazione e anche se sono giovani, hanno già maturato esperienze in band di culto della loro Genova, città a parte: En Roco, Cartavetro, Cut of Mica, The Banshee.  Ma bando alle note bio… ora la parola a loro. Pronti?
PERCONOSCERLI MEGLIO

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giovedì 30 settembre 2010

Intervista a Z-Star

Collegamento internazionale questa sera sul blog dell’Alligatore, non sto più quasi nella pelle. C’è Z-Star ragazzi, da Londra con sentimento, passione, sogno, ironia. Un bel salto nello spazio, ma anche nel tempo, visto le sonorità seventies che richiama la ragazza con il suo recente disco, Masochists & Marthyrs. Masochisti e Martiri, non pensate alla realtà politica del nostro paese, Z-Star vola alto, parla dell’amore e di come questo sentimento molto sfaccettato riveli il Masochista e il Martire che è in noi. Qualcosa ho già scritto sul sito di Smemoranda al quale vi rimando: Le imperdibili recensioni dell'Alligatore: Z-Star.
Masochists & Marthyrs è uscito di recente, con un’etichetta fondata dalla cantautrice stessa, la Muthastar Records, da brava e moderna musicante. Musica a km zero, potremmo definirla: direttamente dall’artista all’ascoltatore. Lei scrive, suona, canta, produce… ovviamente accanto ha dei valenti colleghi, alcuni dei quali pescati a Roma, dove ha registrato l’album. E in Italia viene spesso per suonare, come la scorsa settimana, a Milano e a Bassano del Grappa… ma ci dirà lei altre cose. Se è pronta, con accanto l’amica Lucy Anderson, cofondatrice della Muthastar Records e questa sera anche abile traduttrice. Lucy e Michelle, andrà tutto bene. Sembra il titolo di un film …
VAI AL SUO MYSPACE http://www.myspace.com/z-starmusic

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lunedì 15 dicembre 2008

CINEMA: 3 film per scansare il cinepanettone e vivere felici

L’ospite inatteso di Thomas McCarthy
Vi verrà voglia d’imparare a suonare il tamburo dopo aver visto il film e vi chiederete cosa è successo alla nostra società dal 2001 in poi.
Uno spento professore universitario da alcuni anni vedovo, si reca ad un convegno a New York. Trova il suo appartamento occupato da una bella coppia di immigrati senza permesso di soggiorno, affittato loro da un truffatore. Dopo un attimo di smarrimento decide di dare ai due ospitalità in attesa di una nuova sistemazione. Impara così a suonare il tamburo (lui, che stava imparando a suonare da cani il piano) e sviluppa una bella amicizia. Ma un brutto giorno, uno dei due immigrati cade vittima di un controllo, finendo poi in un centro di permanenza temporanea. Il professore lotta con tutte le forze per ottenere la liberazione dell’amico, conosce la sua bella madre, si scontra con una politica assurda, antiumana.
Il film ha fatto il giro dei festival, è stato lodato e amato. Finalmente è giunto a noi. Non è bello perché è buono, ma per il rigore nell’esecuzione, nei personaggi perfetti (su tutti Richard Jenkins, caratterista conosciuto per i film con i fratelli Coen, qui nella parte della sua vita e Hiam Abbass, attrice che abbiamo visto recentemente e vedremo in molti film d’autore) nell’atmosfera di cinefilia pura tipo le prime pellicole di Scorsese e Coppola, o nei personaggi del Jack Nicholson più indipendente. E poi il fascino beat del Greenwich Village, volete mettere…
VAI AL SITO DEL FILM http://www.thevisitorfilm.com/

Il giardino di limoni di Eran Riklis
Grande metafora sullo stallo (a dire poco) del problema dei palestinesi cacciati dalle loro terre, abbandonati dalla comunità internazionale, non aiutati dai vicini arabi, con dei politici neanche lontanamente somiglianti al leader Arafat, che tra errori umani aveva portato loro un po’ di speranza. C’è tutto questo e altro ancora nella kafkiana vicenda della povera donna (ancora interpretata da Hiam Abbass), costretta ad estirpare la sua piccola piantagione di limoni perché il suo nuovo vicino di casa è il ministro della difesa israeliano. Poi c’è l’assurdità di un muro in costruzione (la scena finale, che non racconto, è da antologia della Storia del cinema, ed è lì la grande metafora), la solidarietà tra donne, la burocrazia di uno stato militare, i pregiudizi, la mancanza d’amore della nostra società, il sesso e la politica … Non è un film carino, educato (come potrebbe, visto l’argomento?), ma forte e deciso. Un film come lo girerebbe Buñuel se fosse vivo oggi in Palestina…
VAI AL DISTRIBUTORE DEL FILM http://www.teodorafilm.com/

La felicità porta fortuna di Mike Leigh
Non ci resta altra via che il disordine, cantavano i Soon alcuni anni fa. Sembra pensarla così la dolce ed estroversa maestra trentenne interpretata da Sally Hawkins (premiata a Berlino 2008), libera e gioconda come un personaggio del Free Cinema inglese. Affronta e supera le difficoltà della vita ridendo come una pazza: dal furto della sua bici, al rapporto difficile con l’insegnate di guida frustrato e paranoico, dai problemi con i bambini ai quali insegna al fisioterapista che l’aggiusta. Si diverte con le amiche e con la collega con la quale divide l’appartamento, frequenta un corso di flamenco, inizia una bella storia con l’assistente sociale della scuola, cerca di capire un barbone incontrato di notte, ride della sorella tutta perfettina, con il maritino e il figlio in arrivo …tutti episodi di una vita che scorrono senza sosta, senza farsi ingabbiare nel film. Questa è la forza della commedia scoppiettante diretta da un maestro come Mike Leigh, che guarda ai maestri Lindsay Anderson, Karel Reisz, Tony Richardson … Liberatorio.
VAI AL DISTRIBUTORE DEL FILM http://www.mikado.it/

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mercoledì 20 febbraio 2008

Sogni e delitti, c’è tanto da imparare


C’è tutto il cinismo e la cattiveria dei nostri giorni, senza moralismo ma con molta lucidità e la consapevolezza di fare solo del cinema.
C’è l’Antonioni di Blow-up più il Bergman di tanti suoi capolavori con personaggi tormentati, c’è la Novelle Vague (non solo francese, ma anche polacca: quella barca dove si svolge l’epilogo del film richiama alla memoria il memorabile esordio di Polanski, Il coltello nell’acqua, anche per la tensione morale e quella nervosa), c’è Alfred Hitchcock.
C’è un cineasta ormai libero dagli obblighi del suo personaggio e lontano dagli studios che gli imponevano certe scelte; anche se abbiamo un po’ di nostalgia per l’intellettuale balbettate e le sue fulminanti battute.
C’è un cast incredibile che recita come bere un bicchiere d’acqua (Ewan McGregor è sempre lui), dei tecnici impossibili a partire da Philip Glass o Vilmos Zsigmond… una sceneggiatura perfetta scritta da lui (non c’è comicità dicono, ma non è del tutto vero).
C’è tanto da imparare …

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