lunedì 18 agosto 2025

In palude con Orchestra SMS

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE – Pop/Rock/Psychedelia/Post-Punk/Classica colta

DOVE ASCOLTARLO – CD da acquistare nei vari negozi di dischi o sulle principali piattaforme

qui o qui

LABEL – altrOck, distribuzione Ma.Ra.Cash Records

PARTICOLARITA’ – Progetto didattico alla Scuola di Musica Sinfonia - Disco di cover/riletture di musiche meno note di gruppi meno famosi, più un paio di hits, ad opera di un’orchestra da camera ibrida, formata interamente da allievi e amatori musicali.

FB 

INSTAGRAM

 CITTA’ - Lucca

DATA DI USCITA – 14 febbraio 2025

 

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venerdì 4 maggio 2018

In palude con i Talk To Her

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE: Post-Punk, New Wave
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domenica 3 dicembre 2017

In palude con i Lebowski

NOTE SINTETICHE ALL'ASCOLTO DEL DISCO
GENERE  Post-Punk/Art-Rock
DOVE ASCOLTARLO su SoundCloud
LABEL Area51 records
PARTICOLARITA’ L’album della maturità, in una nuova modalità
FB
CITTA’ Jesi/Chiaravalle (AN)
DATA DI USCITA 10/11/2017


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venerdì 3 novembre 2017

In palude con i Circoboia


NOTE SINTETICHE ALL`ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Post Punk, Alternative, Indie Rock
DOVE ASCOLTARLO online qui, su cd acquistabile online o ai concerti
LABEL  Autoproduzione (in Italia), Wiener Records (in Usa)
PARTICOLARITA' lingua inglese
CITTA' Grosseto
DATA DI USCITA 31 ottobre 2017
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domenica 1 ottobre 2017

In palude con i Secret Sight

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE New Wave, Post punk, Alternative rock
DOVE ASCOLTARLO su Bandcamp e sulle principali piattaforme digitali
LABEL Unknown Pleasures Records/Manic Depression
PARTICOLARITA’: Cantato con due voci diverse ma è impossibile trovare le differenze
FB
CITTA’: Ancona
DATA DI USCITA: 4 settembre 2017
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martedì 22 agosto 2017

In palude con gli Zeman


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE
Post-punk, new wave, indie (purtroppo ho dovuto scriverlo). Ma indie in questo senso qui e non in questo senso qui.
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto)
Bandcamp, Spotify, Deezer,
LABEL
To Lose la Track
PARTICOLARITÀ
Ci vediamo come la risposta italiana ai Take That. Tardiva solo perché meditata.
CITTÀ:
Ci piace Venezia. Ma viverci! Scherzi a parte. Ci muoviamo tra Udine e Trieste, quindi geograficamente siamo “in fondo a destra” come il 90% delle toilette.
DATA DI USCITA
28/04/2017

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lunedì 5 dicembre 2016

In palude con Krank


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE: Post-Punk, Elettronica, Industrial
DOVE ASCOLTARLO Più che dove direi come: in solitudine con la dovuta concentrazione …
Provate su SOUNCLOUD
LABEL: Autoproduzione
PARTICOLARITA’: Elettronica scura, chitarre taglienti e voce inquieta
CITTA’: Bologna
DATA DI USCITA: 2 Novembre 2016

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giovedì 3 novembre 2016

In palude con Please Diana


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Alt Rock, Post Punk
DOVE ASCOLTARLO 
Potete ascoltarlo gratuitamente su internet (Spotify, Soundcloud e compagnia
bella) e poi magari, se vi piace, comprarlo in formato digitale o in copia fisica. Ve lo portiamo noi
direttamene a casa vostra.
LABEL Phonarchia Dischi
PARTICOLARITA’
Se ascoltato al contrario, per tre volte di fila, in piedi su una sola gamba non succede
niente.
SITO O FB DEL GRUPPO
Trovate facilmente la nostra pagina su facebook (facebook.com/PleaseDiana), invece il nostro nuovo sito internet è QUI
CITTA’ Assisi (PG)
DATA DI USCITA 14.10.2016

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sabato 9 aprile 2016

In palude con Wu Ming Contingent


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE: post-punk, spoken word, rock
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto): https://play.spotify.com/album/3taalVgfd5tur8lgqgKpLm
LABEL: WoodWorm Label
SITO O FB DEL GRUPPO:
CITTA’: Bologna
DATA DI USCITA: 12-02-2016

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giovedì 2 aprile 2015

Due parole con The Doormen

The Doormen per la terza volta in palude, l’annuncio con vero piacere vista la bellezza del nuovo terzo disco in uscita imminente. Come sempre prodotto in autarchia dalla band di Ravenna, Abastract[ra] è stato pensato come un vero e proprio concept – album, un disco con un tema centrale quale la provincia, l’aria soffocante della provincia. Un luogo dell’anima, un posto dal quale si vorrebbe sempre fuggire, anche se ci si rimane legati, come a un uovo magico, direi cosmico (si veda il fantastico disegno sul foglietto interno con i testi delle canzoni, che in parte si vede anche sul fondo della cover disegnata dallo stesso autore). Il protagonista della storia, in relazione a questo, pensa ai suoi rapporti con il lavoro e l’amore, e tante altre piccole o grandi cose.
Si è parlato di rivoluzione riguardo alla realizzazione di Abastract[ra] da parte dei Doormen. Una rivoluzione interna, visto che del nucleo centrale della band sono rimasti Vins Baruzzi e Luca Malatesta, qui nelle vesti di compositori, produttori artistici ed esecutori materiali di tutto il progetto. Un’autonomia guadagnata sul campo, tra concerti e sbattimenti, i primi lavori, sempre autoprodotti, a partire dal 2009 quando tutto questo è iniziato. E ora, avendo piena consapevolezza dei propri mezzi, hanno pensato bene di affrontare un lavoro più complesso, più meditato e personale. Sono sempre loro, il marchio di fabbrica c’è, quel pop di origine anglosassone di gusto post-punk è confermato. Si aggiunge la psichedelia, delle storie legate da un filo rosso, come gli omini legati alla loro Abastract[ra] (già ra). Parliamone. Pronti?

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lunedì 24 marzo 2014

Due parole con i Bad Apple Sons



Ritornano in palude, dopo quattro anni esatti, i Bad Apple Sons. Allora era il 22 marzo del 2010, presentavano l’esordio autoprodotto dopo la vittoria al Rock Contest 2008. Questa sera presenteranno il seguito, un seguito rielaborato e diversificato, a dimostrazione della loro crescita. My Dear No Fear infatti, pur rimanendo vicino al loro modo di intendere la musica, è un tuffo, ancora più profondo, nell’oscuro dell’animo umano. Più ossessivo, ritmico e acido del cd d’esordio, con cavalcate melodiche da musicanti esperti. Accanto a loro, sempre la banda di ABuzzSupreme e una nuova label nata in mezzo a questo ambiente, la Chic Paguro, una specie di Artisti Associati dell’alternative-rock toscano.
My Dear No Fear (che bella musicalità rock il titolo), è stato registrato la primavera scorsa in sole due sedute, in un casolare della campagna pisana (il West Link Studio), per poi essere completato in estate, presso lo studio mobile fiorentino di Paolo Mauri. Un lavoro di fino quello fatto con loro dallo storico produttore degli Afterhours (ora anche con Le Luci della Centrale Elettrica), che ci consegna un disco di culto. Anche dalla copertina si respira aria di album importante. Una foto ambivalente: dei volti felici (ma anche no), con tutta la pesantezza della tradizione e la voglia di violarla come in un film anti-sistema anni ’70. Sarà così anche la musica in esso contenuta? Parliamone! Pronti?
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venerdì 28 febbraio 2014

Due parole con i Bluoltremarte



La palude è onorata di ospitare una giovane band all’esordio, con un disco molto intenso e ben fatto, sì, un disco che mi è piaciuto un sacco quello dei Bluoltremarte. Ascolto dopo ascolto, ho trovato in Spomenik elementi originali, senza clamore, ma con ardore, passione vera. Spomenik, termine sloveno per indicare un concetto architettonico relativo a costruzioni fuori scala, brutali e allo stesso tempo affascinati, nate nei regimi totalitari, è un disco di sano pop-rock cantautorale. Otto pezzi cantati senza enfasi in italiano, divisi da uno strumentale intitolato come il disco stesso (ascoltatatelo tutto in streaming gratuito qui).
Prodotto artisticamente dagli stessi Bluoltremarte insieme alla VdM Sound, Spomenikè il risultato maturo della band, nata solo nel 2012 dall’incontro/fusione tra gli elementi che fino al 2011 condividevano solo la sala prove. In una veloce e chiara evoluzione delle cose, la band ha prima prodotto un singolo, con relativo video, Bachi, poi l’intero cd completato a novembre 2013, per uscire ufficialmente ora. La distribuzione, per stessa scelta della band, è in FreeDownload. Mentre lo assaggiate, io provo a sentire cosa hanno da dirci i Bluoltremarte. Pronti?
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martedì 11 febbraio 2014

Due parole con gli ex KGB



Ritornano in palude gli ex KGB, più forti e dissacranti che mai. Ritornano con il nuovo disco, che fin dal titolo e dalla splendida copertina del satiro Hurricane grida il loro spirito punk: False Hope Corporation è un concentrato acido di suoni, parole, distorsioni, che non può certo lasciare indifferenti. Dato alle stampe sul finire dell’anno scorso per la label del loro primo cd Prosdocimi Records insieme alla Ma.ra.cash Records, va avanti per trenta minuti e rotti senza mai fermarsi, se non per segnalare il lato A e lato B dei vecchi vinili. Ci sono cinque canzoni per parte, anche se sembrano due brani unici (è per tenere desta l’attenzione).
Registrato in analogico, come da tradizione di casa Prosdocimi, False Hope Corporation è stato prodotto dal californiano Ronan Chris Murphy, che ha suggerito al trio veneto di fare il cd senza nessuna interruzione. I ragazzi terribili hanno sposato in pieno l’idea, per andare contro la moda corrente del web di comprare/scaricare singole tracce. Il disco si gode tutto insieme, e i motivi per farlo sono molti: dal radicalismo nei testi, allo sperimentalismo nella musica. Gli ex KGB definiscono la loro musica Avant-Punk, per cercare di sintetizzare funk, post-punk, e groovy rock. Cosa? Ne parleremo nell’intervista che va ad incominciare. Pronti?
Pronti?  
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venerdì 17 gennaio 2014

Due parole con i Melampus



Melampus presto in palude, sarà un vero piacere ospitarli. Non ero riuscito ad averli circa un anno fa, per presentare il loro esordio cult Ode Road, ma ci sono riuscito per questa seconda prova, intitolata N° 7 (7, perché? … sarà una delle domande, ovvio). Accanto alla Locomotiv, che aveva prodotto il precedente album, troviamo la Riff Records, label di Bolzano da me sempre seguita (la prima intervista sul blog, nel 2008, fu ad un loro gruppo). Ottimi supporti produttivi per Francesca Pizzo e Angelo Casarrubia, che non si sono fatti mancare nulla: registrazione presso il Locomotiv Club di Bologna con Lorenzo “Loz” Ori e Giovanni Garoia, ospiti di autentico grido (isterico) quali due … A Toys Orchestra, Enzo Moretto e Ilaria d’Angelis.
Copertina elegante e asettica, tra un film muto e una setta segreta, molto in linea con le atmosfere “a togliere” dell’intero disco. N°7 sembra infatti, un album dove non c’è nulla fuori posto, le cose sono state controllate al millimetro ed eseguite con rigore post-punk brechtiano. Un indie-rock dal sapore internazionale, nordico direi, che in poco più di mezz’ora delinea un mondo sonoro autenticamene underground. Già all’esordio avevo pensato ai Melampus come alla coppia che ci mancava, questo N°7 (ascoltatelo qui), mi conferma nell’idea. E allora sentiamo cosa hanno da dirci. Pronti?  
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lunedì 23 settembre 2013

Due parole con Kalweit and the Spokes



Kalweit and the Spokes per la seconda volta in palude. Non potevo farmeli sfuggire, perché il nuovo disco, Mulch, in imminente uscita (come il precedente per Irma Records), è una delle più piacevoli sorprese dell’autunno in musica. Anzi, una conferma del loro gran talento. Con Mulch Georgeanne ci racconta storie del suo Minnesota e della sua Minneapolis, dopo vent’anni vissuti in Italia. Lo fa con il respiro dolce e i colori nostalgici della copertina, il sorriso di ragazzini in palude (palude?) a fine estate. Accanto a lei, nel disco, ancora Giovanni Calella (chitarra), mentre alla batteria c’è il nuovo Mauro Sansone, subentrato dal 2011 a Leziero Rescigno.
Mulch sembra un viaggio a ritroso nel proprio io, fatto in modo poetico, raccogliendo i detriti di una vita in modo decisamente lucido, sapendo cosa si vuole dire. Non mancano poi, prese di posizione decise. Stupendo il video di Hank’s Hour, che sarebbe piaciuto un sacco al nostro amato Bukowski: girato nella fredda Stoccolma da Marco Balletti, gioca sul vero e sul falso, sui luoghi comuni uomo/donna, sull’alcool rivelatore dei nostri lati più nascosti, ed ha un finale decisamente caldo (mi piace rivederlo spesso, per questo l’ho messo tra i preferiti sul mio canale YouTube ALLYDIEGO cliccate sopra e godetevelo). Ma tutto l’album gioca sui chiaroscuri della vita, per questo vi invito ad ascoltarlo (sarà possibile sentirlo in anteprima streaming fino a mercoledì 25 su Rockit, cliccate e godete). Ma prima, seguitemi nella blog-intervista. Pronti?  

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lunedì 9 luglio 2012

Due parole con i Devocka


Ritornano in palude i Devocka e l’atmosfera si fa calda, incandescente, molto più calda del normale. Copertina e foto del libretto interno che sembrano uscire da un film del loro conterraneo Michelangelo Antonioni, sulla difficoltà dei rapporti umani e sull’incomunicabilità, per un cd con al centro la paranoia nella quotidianità dell’individuo (forse non è un caso, sapendo la passione cinefila del gruppo). Questo il tema portante di La morte del sole (anche il titolo è antonioni-style), album uscito da qualche settimana con ottime recensioni per I Dischi del Minollo, label abruzzese dal gran fiuto.
Undici pezzi che spaccano dentro e fuori, più dentro che fuori del solito però: il noise dei primi due dischi, lascia spazio ad un post-punk più diretto e forse ancora maggiormente micidiale, con una formazione rimasta sempre quella, che suona insieme come un solo uomo. Questa è la sensazione più forte ascoltando la band di Ferrara, con l’inossidabile Igor (voce), la ritmica pulsante di Ivan (batteria) e Bonus (basso) e le chitarre distorte di Matteo. Un power-quartetto che spacca con dolcezza. Ma bando alle sbrodolature, i Devocka non li tengo più, vogliono partire con la blog-intervista …via!  
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lunedì 14 maggio 2012

Due parole con i Putiferio


Ritornano in palude i Putiferio a quattro anni dalla prima memorabile volta. Ritornano con una formazione in parte rinnovata, ma con tutti i protagonisti di allora, seppur in ruoli diversi. Se Giulio “Ragno” Favero non batte più i tamburi, ha registrato e mixato il cd assieme ad Andrea Cajelli e ha suonato il basso in alcuni pezzi, se Woolter non suona più la chitarra, ha prodotto Lov Lov Lov con la sua Macina Dischi, che ha affiancato la label trentina RobotRadio Records (oltre ad aver scritto la title-track con gli altri). Sono rimasti Mirco (altra chitarra) e Panda (voce), mentre dietro le pelli c’è ora Luca Zaminga e alla chitarra Jan Falinski.
Lov Lov Lov si diceva, da contrapporre all’esordio Ate Ate Ate. L’amore contrapposto all’odio (vince sempre?), ma non certo l’amore delle rime baciate delle canzonette pop. Qui c’è il noise-rock più vero e duro, si parla di amore malato e incancrenito, amore negato, amore che porta delle conseguenze a livello fisico. Del resto i Putiferio sono una band fisica, forse tra i pochi veri eredi dei “vecchi” One Dimensional Man. Spaccano e dilatano, sia su cd, sia live (occhio, saranno mercoledì prossimo al Centro Sociale Bruno di Trento, alla fine della prima serie di concerti). Potevano non fermarsi in palude prima di andare in trentino? … pronti?       
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giovedì 16 giugno 2011

Intervista a The ex KGB

Alla fine anche loro nella palude, gli Ex KGB in una missione supersegreta. Non volevano parlare e mostrare loro fotografie, ma io gli ho convinti grazie ad amicizie nella ex nomenklatura sovietica. Scherzi a parte, questi tre veneti sono una delle novità più sorprendenti dell’anno. Un terzetto di pura energia e dissacrazione, impegno (anche diretto, vedi Greenpeace …ne parleremo), da vedere dal vivo assolutamente. Insomma, un power-trio con i controfiocchi, per dirla alla critico rock-shock.

Anche il recente disco, uscito per Prosdocimi records, è una festa. S’intitola I Putin, e sembra ventilare lontane origini venete per il padre padrone della Russia, famoso per certi lettoni (leggi, letti grandi) e per le maniere forti. Un rock pompante e devastante, sudato e sudante, come vedete dalla dinamica foto. Post-punk, rock’n’roll con le molle, alternative senza alternative, il classico disco da ascoltare a volume alto (tanto i vicini non protesteranno, al limite ve lo ruberanno). Un vero oggetto di culto, a partire dall’immagine della copertina: una scacchiera bianca e nera con alcuni volti misteriosi. Chi? Sarà una delle domande dell’intervista che va ad incominciare… pronti?

VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/theexkgb

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venerdì 27 maggio 2011

Intervista ai Maciunas


Questa sera aboliremo i confini tra le arti, tra le persone, tra le nostre convinzioni, sconfiggeremo il temporale che gira sopra la mia testa e le falle di Blogspot di questi giorni. Stanno arrivando nella palude i Maciunas, band al debutto non con un semplice cd, ma un dvd, contraddistinto da veri e propri film in presa diretta, Esplodere nel sonno. Un video per ogni canzone. Del resto, il nome scelto non lasciava loro scampo: Maciunas, architetto, amico di Yoko Ono e Nam June Paik, fondatore del movimento Fluxus nato per abolire i confini tra le varie discipline artistiche (semplificando). Chissà se fosse vivo oggi cosa ne farebbe del/col computer? Di sicuro aprirebbe un blog.
Torniamo al gruppo: come forse avrete capito (anche dalla foto), i Maciunas sono al debutto, ma non sono artisti di primo pelo. Giorgio Ciccarelli è anche il chitarrista degli Afterhours, e voce/chitarra dei Sux!, Luca Pastore è il bassista/chitarrista dei Fluxus, e noto filmaker, Roberto Rabellino è il batterista dei Fluxus. Questo loro nuovo progetto, tra il blues sporco e il cantautorato più vero e profondo, è lo specchio dei tempi; la musica nell’era di Internet non è più la stessa. Contaminazioni, ibridazioni, energie in movimento, tutto questo si sente ascoltando e guardando la musica dei Maciunas. Vediamo se sono arrivati con la calzamaglia in testa o senza...
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/maciunass

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martedì 31 agosto 2010

Intervista agli Speedy Peones

La foto non tragga in inganno, gli Speedy Peones non si stanno buttando sotto alla locomotiva pur di non arrivare nella palude. È il loro modo di salire sul treno: lo aspettano su binari e poi ci saltano sopra al volo. Saranno qua in un attimo, Padova non è lontana e gli Speedy Peones sono velocissimi, come suggerisce il loro nome: una giostra scatenata/scatenante tra Joe Strummer e i Gogol Bordello, tra i Fuzztones e via adrenalizzando …veloci, velocissimi nell’esecuzione dei pezzi come i celebrati One Dimensional Man o forse ancora di più (non a caso apriranno i concerti autunnali della rediviva formazione di Pier Paolo Capovilla e Giulio Ragno Favero).
Ho in sottofondo il loro recente Karel Thole, omaggio fin dal titolo e dalla colorata cover stracult al grande illustratore olandese, noto, tra l’altro, per le copertine degli Urania. Dodici pezzi spaccacoda usciti con ben tre label del circuito indi: Shyrec, Tornado Ride, Rambla. Difficile immaginare cosa riescano a dare di più dal vivo senza immaginare un infarto. Ma non mancano di ironia e autoironia, cosa non facile in un pezzo di due minuti con la ritmica a mille, le chitarre tirate e la voce a gridare… ma questa sera solo parole scritte. Il treno è arrivato a destinazione. Benvenuti nella palude Speedy Peones
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/speedypeones

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