sabato 26 ottobre 2019

In palude con The Softone

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE pop/folk
DOVE ASCOLTARLO
Il 4 Ottobre è uscito il primo singolo Alone and weird su Spotify in primis e su tutte le piattaforme digitali, mentre il 25 Ottobre è uscito l’intero album sempre su Spotify (clicca qui). Dopo circa un mese e mezzo metterò il disco in streaming e download su Bandcamp in alta definizione e inserirò nella parte vendite il CD promo in copie limitate e autografate.
LABEL Autoprodotto per mia scelta DIY forever!
PARTICOLARITA’ è un disco intenso e melanconico
FB
CITTA’ Boscotrecase
DATA DI USCITA 25 Ottobre 2019
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lunedì 2 febbraio 2015

Due parole con Naomi Berrill



Naomi Berrill, giovane violoncellista e cantante irlandese, ma di adozione italiana, tra poco in palude per presentare un disco davvero speciale: From the Ground, viaggio nel tempo e nei generi musicali che sembra impossibile, e invece … Invece ecco brani di classica accanto ad altri pop, testi impegnati e soavi melodie. Nomi a me cari, come Nick Drake (ritorna sempre), o il Pete Seeger di una canzone anti-guerra del 1955, altri meno frequentati quali Robert Schumann e Claude Debussy. E poi Emiliana Torrini e Paul Simon, un pezzo folk della tradizione scozzese, Henry Purcell. Insomma, molto materiale (sono 14 pezzi), da far storcere il naso ai puristi, ma che vi assicuro, stanno benissimo insieme.   
From the Ground è uscito solo il mese scorso, arrangiato e prodotto da Naomi Berrill stessa con la collaborazione di Musicamorfosi. Un disco fatto con la voce e il suo violoncello, che a volte imbraccia come fosse una chitarra, altro modo di andare al di là dei generi e delle banali convenzioni. Dietro a questo ardire, dietro a questo virtuosismo, ci sono ovviamente anni di studio. Naomi ha assorbito prima dai genitori, entrambi musicisti, e poi si è specializzata nei luoghi dove ha vissuto e studiato: da Glasgow al Canada, dall’Olanda alla Scuola Musicale di Fiesole e alla Musik-Akademie di Basilea. In questi luoghi ha imparato a fondere il folk delle sue origini al pop moderno, il jazz con il barocco … e qui arriviamo al disco. Parliamone. Pronti?

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martedì 25 novembre 2014

Quarant'anni senza Nick Drake

Tre magnifici album in vita, magnifici quanto sfortunati. Una grande vena compositiva e una tecnica chitarristica unica. Citato da morto (archi nickdrachiani, voce alla Drake, chitarra/voce stile Nick Drake), quanto poco da vivo. Artista totale, che dimostra quanto sia importante l'apparire, rispetto all'essere, o, per meglio dire, quanto sia importante vendersi, rispetto alla qualità di quello che si vende. E, se dal mio pistolotto, non avete capito nulla, non conoscete Nick Drake (ma che avete sentito fino ad ora?), ascoltate  i suoi tre dischi (il mio preferito è il primo, ma anche gli altri due non scherzano) a quarant'anni esatti dalla sua morte ...
QUI DA WIKIPEDIA ALCUNE NOTE BIO

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lunedì 9 settembre 2013

Due parole con i Joycut



Ritornano in palude i JoyCut (da Joey, traccia di Time of No Reply di Nick Drake, e Cut dal lavoro di Roger Waters, The Final Cut, tanto per dire le basi), ritornano con un nuovo disco fortemente strumentale targato Irma Records: PiecesOfUsWhereLeftOnTheGround (scritto rigorosamente tutto attaccato come piace a loro). Un album, suggerisce anche la copertina, pulito nei suoni, a tratti acido, lineare, che ascolto dopo ascolto può creare dipendenza. È elettronica, sì, ma per niente citazionista, elettronica del presente, come è possibile farla oggi, senza scimmiottare nessuno. Del resto, i dieci e passa anni di esperienza dei JoyCut si sentono.
Registrato tra Bologna, New York e Düsseldorf, PiecesOfUsWhereLeftOnTheGround si presenta fisicamente come un piccolo vecchio vinile nero, e questo apparentemente stride con la modernità della loro musica (sarà una delle domande dell’intervista), ma tutto il disco è costellato da apparenti contraddizioni irrisolvibili: umanità/tecnica, uomo/macchina, ritminaturali/ritmiindustriali, caldo/freddo …e via di questo passo. Inoltre, a leggere bene le note, si scopre che l’album è dedicato a Domenico Lorusso (& His Never Ending Way of Love), e a leggere della sua assurda morte, si possono capire certe antinomie del cd. Da ascoltare tutto. Pronti?  
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lunedì 19 agosto 2013

Due parole con Monsieur Voltaire



La palude è lieta di ospitare per la prima nientemeno che Monsieur Voltaire, il nuovo progetto solista di Marcello Rossi, musicante toscano sulla scena da più di venti anni, con un ventaglio di esperienze da far invidia a Sting. Non farò il nome delle band nelle quali ha militato, sarebbero troppe, ma solo dire che questo uomo è passato, con scioltezza e divertendosi, dal metal al blues, dal garage rock’n’roll al grunge, fino ad arrivare al pop-folk rarefatto, stile Nick Drake (per fare un nome di quelli che ci piacciono tanto) di Monsieur Voltaire. Dalla sua musica senti sgorgare psichedelia giocosa che è un piacere, manco fosse rinato John Lennon.
Il disco d’esordio di questo suo nuovo progetto, 33, è infatti acido e malinconico rock di un cantautorato di matrice folk, a tratti neo-grunge. A produrre due label in sintonia quali Noja Recordings e White Birch Records; Carlo Barbagallo è invece il geniale produttore artistico, che ha saputo dilatare nella mente queste otto tracce per trenta e minuti di musica. Titoli come The Run, The Shine, Emily, Purgatory (ascoltate tutto il disco qui), capaci di disegnare un mondo, con semplicità, conoscenza del mezzo e spirito critico. Parliamone con Marcello. Pronti? 
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martedì 15 novembre 2011

Due parole con Fabrizio Cammarata & The Second Grace

Fabrizio Cammarata & The Second Grace questa sera in diretta per la prima volta sul blog, una cosa che mi fa immensamente piacere: uno, perché tra i mille impegni Fabrizio ha trovato un momento per un salto in palude, due, perché il disco che sta portando in giro è veramente notevole. Si tratta di Rooms, uscito magicamente in data 11.11.11, con la bella label Via Audio Records, prodotto dal mitico JD Foster, registrato tra la sua Sicilia, New York, Portland, Tucson, Kingston. Insomma, un disco internazionale, che ha tra gli ospiti, solo per fare un nome, Joey Burns dei Calexico. Nonostante questa presentazione mainstream, Rooms ha la bellezza delle cose intime, della buona musica veramente indipendente.
Ascoltandolo, in certi momenti mi ha ricordato Nick Drake; forse per gli arrangiamenti, forse per la voce, forse perché il nome della band nasce dai versi di una sua canzone (Fly, molti amici del blog conosceranno di certo). Questo per dire della forza intima di questo disco. A tratti colorato e surreale, come la copertina con al centro Fabrizio, e dietro a lui tante storie. Rooms, per dirla con una battuta, è un disco che pensa globalmente, ma agisce localmente. Insomma mi piace e non vedo l’ora di parlarne con chi l’ha fatto: Fabrizio Cammarata & The Second Grace. Sì, proprio Grace. Pronti?

VAI AL LORO SITO thesecondgrace.com

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martedì 30 marzo 2010

Intervista a unePassante

Mi piace passare da un estremo all’altro perchè mi piace tutta la musica. Se la scorsa settimana ero a Bolzano in compagnia di un giovane gruppo metal, questa sera sono a Palermo, con un altrettanto giovane gruppo di dolce pop-folk-rock e una voce di donna che in(canta). Lei è Giulia, scrive e canta le sue canzoni accompagnandosi alla chitarra, ha girato l’Europa, dalla Francia all’Inghilterra non disdegnando alcune belle città italiane come Siena e Firenze, dove ha incontrato Guido, Sergio, Michele, Simone. Insieme hanno dato vita al progetto unePassante (da Baudelaire, forse? …sarà una delle domande).
Dopo tanto viaggiare, prove, concerti, idee, finalmente un bel cd, More than one in number, con la nuovissima label Anna The Granny, un cartonato dal profumo tenue di primavera (anche se è uscito a gennaio), con dei bei disegni interni, un gatto bianco e della musica celestiale. Ricorda Nick Drake, o Damien Rice questa musica, o Polly Paulusma, ma anche Ani DiFranco …insomma, quando qualche giovane musicante mi ricorda tanti grandi nomi, vuol dire che ha trovato la sua strada ed ha già una sua personalità.
Ma comincio a dare i numeri. Meglio sentire se c’è Giulia da Palermo e qualche altro amico dalla Toscana. O viceversa… o anche dalla luna, se lassù hanno una connessione internet… Pronti?
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/unepassante

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