martedì 22 giugno 2021

Giovani, carini e disoccupati

 

L'ho rivelato in questa intervista a Patrizia Santini, il titolo del mio libro Giovani, musicanti e disoccupati è venuto a caso. Non ricordo manco quando l'ho pensato, sicuramente dopo avere scritto il libro. Devo confessare che non avevo mai visto il film, l'ho recuperato solo qualche sera fa. E dopo averlo visto posso dire di essere contento, sia per il titolo, sia per i colori e caratteri della copertina che in parte lo riecheggiano.
Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , , ,

sabato 7 dicembre 2019

In palude con The Winonas

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Grunge acustico
DOVE ASCOLTARLO spotify o soundcloud
LABEL Vaccino Dischi
PARTICOLARITA’
La particolarità del progetto è il minimalismo tipico del cantautorato e della musica acustica, con la differenza che il nostro bagaglio musicale è sicuramente più legato a sonorità punk, quindi comunque minimali ma molto più graffianti.
CITTA’ Ravenna
DATA DI USCITA 10 ottobre 2019
Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , ,

venerdì 11 ottobre 2019

Rece d'Alligatore: Luca Marino


Luca Marino, Vivere non è di moda
Autoproduzione
Giovane disincantato Luca Marino è giunto al suo quarto album, prodotto e arrangiato da lui stesso, Vivere non è di moda. Titolo ironico, come ironico è lui stesso, fin dalla posa di copertina, dove gioca a non prendersi sul serio e allo stesso tempo presentarsi come cantautore di oggi, voce/chitarra e ...
Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , ,

sabato 27 ottobre 2018

In palude con i Subtrees

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE grungettone, bello nostalgico e malinconico, ma con qualche spezia in più.
DOVE ASCOLTARLO su tutti i principali canali (Bandcamp, Spotify, Apple Music, Deezer…
LABEL I DISCHI DEL MINOLLO, Vollmer Industries
PARTICOLARITA’ abbiamo 16 occhi in quattro, forse avremmo dovuto dare retta al parroco…
CITTA’ Bologna
DATA DI USCITA 12 ottobre 2018
Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

venerdì 12 ottobre 2018

In palude con i Tritonica


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO 
GENERE Alternative-Rock, Experimental, Progressive Rock, desert rock, post-hardcore, post-metal, post-rock, Stoner rock, Sludge-Metal, Grunge ...
DOVE ASCOLTARLO sulle nostre piattaforme Bandcamp, Soundcloud, Spotify, iTunes e tutte le piattaforme digitali per la musica online 
LABEL Recorded, mixed and mastered at Noiselab Studio in Giulianova (TE) by Sergio Pomante. 
PARTICOLARITA’ Story line: Rino Pelle; Artworks: Valeria Venerucci. 
FB
CITTA’ Roma
DATA DI USCITA 09.10 2018
Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

sabato 3 febbraio 2018

In palude con Gli Occhi Degli Altri


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Grunge/Shoegaze/Rock
DOVE ASCOLTARLO qui
LABEL Autoproduzione
PARTICOLARITA’...
CITTA’ Lecco (LC)
DATA DI USCITA: 22 gennaio 2018


Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,

domenica 29 ottobre 2017

Rece d'Alligatore: Il grido


Il grido, Il grido
Volume! Discografia Moderna
Nuovo progetto musicale di quattro giovani musicanti con già molte esperienze all’attivo, che hanno voluto rimettersi in gioco qualche anno fa. Così ecco il primo ep nel 2013, poi concerti, sbattimenti, aperture a nomi di grido, e finalmente il loro primo omonimo disco d’esordio, Il grido. Rock diretto, scatenato/scatenate, anzi esplosivo come la copertina lascia ben intuire.
Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , ,

giovedì 26 maggio 2016

Rece d'Alligatore: NewTella

NewTella, Spoon
BMA MUSIC
Giovane gruppo simpatico, dinamico, al disco d’esordio. Sono i NewTella (si scrive tutto attaccato), due ragazzi e una ragazza (all’inizio erano tre ragazzi), due italiani, di Genova, e un statunitense, di Boston. Si sono conosciuti e formati nella città ligure nel 2011, e da allora non hanno fatto altro che accrescere il loro affiatamento. Nel 2013 le prime canzoni, con i relativi video, nucleo iniziale di questo Spoon, uscito nel 2015 per Bma Music.  
Undici canzoni dentro le quali si sentono citazioni ad ampio raggio, dagli anni ‘60 ai ’90, gli anni migliori per la musica del diablo. Dagli echi Stones di She’s My Baby, alla rabbia e il ritmo stile Clash di Mary Don’t You Wanna, storia di formazione, la psichedelia sixty di Kaleidoscope, il primo pezzo da loro composto, la sfrontatezza grunge di C’est La Vie (C’est la Merde) … e via di questo passo.  
Musica sempre piacevole ascoltare, anche se non colpisce per originalità, si apprezza per la precisione, il ritmo, l’ironia e le staffilate di chitarra. Dovranno trovare la loro strada. Con semplicità, i jeans e le scarp da tennis ci potranno forse riuscire.

Etichette: , , , , , , , , , , , ,

domenica 22 maggio 2016

Rece d'Alligatore: Manuel Rinaldi


Manuel Rinaldi, Faccio quello che mi pare
Autoproduzione
Bel titolo sfrontato, come la divertente immagine che campeggia in copertina. Manuel Rinaldi è così, provocatorio, nei testi come nella musica fortemente punk-rock. Almeno cerca di esserlo, e in parte ci riesce, in parte no. Questo ribellismo alla fin fine suona troppo di facciata, il rocker emiliano (è di Guastalla) non mi convince del tutto: troppo luoghi comuni contro cui andare, troppa vibra incazzosa.
Dieci pezzi di rock che ti fa saltellare e mai star fermo. Invece dovrebbe cercare di farci star fermi più spesso, perché le canzoni migliori sono le più riflessive, le più pensanti: Non far finta di niente, dove invita all’impegno, alla lucidità per cercare di cambiare le cose e la chitarra si gode tutta, oppure Non ho capito, dove si chiede cosa si deve fare per star bene (anche qui la chitarra si apprezza di più), oppure nel primo pezzo, Lo stato dei soldi, che cita musicalmente i Nirvana più gajardi, per gridare la sua rabbia contro la società mercificata (e qui ci sa tutta, ma è la prima), dove contano solo i soldi (da dare …).  
In analisi finale dico: non mi dispiace, ma deve cercare di essere meno clone di Vasco Rossi, cercando invece percorsi più personali. Conosce la strada, i mezzi li possiede, potrebbe diventare un buon musicante e non l’ennesimo rocker emiliano … chi vivrà vedrà.

Etichette: , , , , , , , , , , ,

sabato 16 maggio 2015

Auguri Krist!

Krist Novoselic è nato il 16 maggio del 1965, oggi quindi spegne 50 candeline. A chi è cresciuto con la musica dei Nirvana credo faccia un certo effetto saperlo e vederlo così: barba sale e pepe, pochi capelli in testa (qualcuno mi ha detto che ci somiglio), cinquant'anni suonati. Auguri Krist!

Etichette: , , , ,

venerdì 9 gennaio 2015

Due parole con John Mario



È un vero piacere aprire le interviste del 2015 con John Mario. Lo è perché lo conosco da alcuni anni, come musicista e amico di penna, l’ho visto suonare un paio di volte e parlato al volo le stesse. È un cantautore vero, capace di passare dall’italiano all’inglese senza falsi imbarazzi (è anche Dead Man Whatching, intervistato qui due anni fa), di creare una sua label (la Cabezon, che in soli 4 anni ha pubblicato una decina di album), di tornare con un album come questo, per chiudere i conti con il passato e ripartire pulito. Almeno questa è la mia impressione, dopo i primi ascolti di Per fare spazio, album intimo e vero.
La copertina del disco, immaginifica, favolistica (da favola nera?), ma con lo stesso John Mario a fissarti, è molto rappresentativa del suo contenuto: undici pezzi biografici, cantanti in modo diretto, tenendosi strettamente sul confine tra reale e surreale. Canzoni lasciate in sospensione per alcuni anni (l’ultimo lavoro firmato John Mario era del 2008), ricordi riaffioranti, sogni, scazzi, disillusioni, riferimenti a Pavese e Jack London. Temi da cantautore classico, tra il pop e il folk, con il grunge come trampolino di lancio. Ovviamente tutto targato Cabezon. Un bel Cabezon. Interroghiamolo! Pronti?

Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

martedì 3 dicembre 2013

Due parole con gli anhima

Per la prima volta in palude, annuncio con grande piacere, gli anhima. Storica formazione fiorentina, autentico rock italico, attiva fin dall’esplosione grunge (a quei tempi venivano definiti, con tipica semplificazione giornalistica,  “i Pearl Jam italiani”, e allora ci poteva anche stare). Presentano su questi schermi 18 anhima, un grande album, pieno di canzoni, suono, suggestioni, frutto di 18 anni di vita artistica. Nel cartonato sono presenti sei pezzi provenienti da Toccato Dal Fuoco del 1995, cinque da Impossibile Mutazione del 2000, e cinque recenti canzoni. Tutto mescolato, senza confini, a dimostrazioni della compattezza del disco e del progetto anhima.
Dato alle stampe in autarchia, con il supporto della bella realtà toscana di ABuzzSupreme, 18 anhima è un disco diretto e fresco, con chitarre in gran spolvero, una sezione ritmica ben presente, e degli ottimi testi cantati in italiano dalla voce sicura di Daniele Tarchiani. In apertura un pezzo-manifesto, dall’esplicito titolo di Orgoglio Punk. Con questa canzone, recente, gli anhima sembrano gettare un ponte tra quello che sono stati e quello che saranno, congelando il momento. La mia coda non riesce a stare ferma, pezzo dopo pezzo di un best of che è molto più di il meglio degli …anhima, anhima, anhima. Pronti?
PERCONOSCERLI MEGLIO 

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , ,

lunedì 19 agosto 2013

Due parole con Monsieur Voltaire



La palude è lieta di ospitare per la prima nientemeno che Monsieur Voltaire, il nuovo progetto solista di Marcello Rossi, musicante toscano sulla scena da più di venti anni, con un ventaglio di esperienze da far invidia a Sting. Non farò il nome delle band nelle quali ha militato, sarebbero troppe, ma solo dire che questo uomo è passato, con scioltezza e divertendosi, dal metal al blues, dal garage rock’n’roll al grunge, fino ad arrivare al pop-folk rarefatto, stile Nick Drake (per fare un nome di quelli che ci piacciono tanto) di Monsieur Voltaire. Dalla sua musica senti sgorgare psichedelia giocosa che è un piacere, manco fosse rinato John Lennon.
Il disco d’esordio di questo suo nuovo progetto, 33, è infatti acido e malinconico rock di un cantautorato di matrice folk, a tratti neo-grunge. A produrre due label in sintonia quali Noja Recordings e White Birch Records; Carlo Barbagallo è invece il geniale produttore artistico, che ha saputo dilatare nella mente queste otto tracce per trenta e minuti di musica. Titoli come The Run, The Shine, Emily, Purgatory (ascoltate tutto il disco qui), capaci di disegnare un mondo, con semplicità, conoscenza del mezzo e spirito critico. Parliamone con Marcello. Pronti? 
PERCONOSCERLO MEGLIO

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , ,

venerdì 2 agosto 2013

Due parole con le Mad Chickens

Per la prima volta in palude il giovane gruppo dei Mad Chickens, attualmente formato da due ragazze e un ragazzo (Valeria Guagnozzi, voce/chitarra, Laura De Benedictis, chitarre/tastiere/cori, Nicola Santucci, batteria). Un trio forte e determinato, con i piedi piantati negli anni novanta del grunge più radicale, e la testa nel futuro, con un rock contaminato/contaminate. È la freschezza la nota dominante nelle canzoni del loro primo album prodotto in coraggiosa autarchia: Kill, Hermit!, copertina piena di colori vivi, una lingua stonesiana in salsa psichedelica, con citazioni come quelle dei dodici pezzi in essa contenuti. Tutto in linea …
Registrato e mixato in analogico presso lo studio Wax di Roma, masterizzato in analogico presso l’Alphadept di Bologna da Andrea Suriani, Kill, Hermit! mantiene, dalla testa alla coda, ciò che promette: capacità di sperimentare, conoscenza dei classici del rock per farli saltare in aria, spirito dissacrante, la rabbia giovane e colori accesi. Difficile da descrivere, quanto facile da ascoltare. Imprevedibili queste galline pazze, come circa dieci anni fa decisero di chiamarsi. Alcuni parlano di Hole, altri di Sleater Kinney, io preferisco immaginarle come Mad Chickens, un gruppo con molte cose da dire. Alcune le sentiremo qui, tra poco. Pronti? 
PERCONOSCERLI MEGLIO 

Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

martedì 3 aprile 2012

Due parole con gli Heike Has The Giggles


Ritornano nella palude gli Heike Has The Giggles, saltellanti e ridenti come suggerisce il nome. Sì, sembrano avere la ridarella come Heike, sembrano sempre in gran forma come lei. Del resto sono una delle poche band veramente giovani dell’attuale giovane rock italico. Ma bando alle polemiche, bruciamo la carta d’identità per concentrarci sul nuovo disco della band romagnola, Crowd Surfing: attitudine punk-rock fin dal titolo, voglia di fare i luoghi comuni in mille pezzi, una nuova label in crescita di quantità e qualità come la mantovana Foolica records, 11 brani in poco più di 30 minuti incendiati/incen(diari).
L’incomunicabilità ancora al centro delle loro riflessioni (se Antonioni fosse vivo oggi, di sicuro metterebbe qualche loro canzone in un suo film), e poi il sogno, come in una pazza pellicola di Michel Gondry, al quale dedicando pure una delle più belle canzoni dell’album (M.Gondry appunto). Incomunicabilità/fuga nel sogno … Niente facili sociologismi, vi prego, gli Heike Has The Giggles vanno solo ascoltati, e guardati, tanto sono plasticamente perfetti. Per rimanere in tema cinematografico, sembrano dei giovani ribelli da Free Cinema. Ma qui sto sbrodolando di brutto, e impaziente di interrogarli apro la blog-intervista con un po’ di anticipo. E allora buttiamoci. Crowd Surfing è partito … 

Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

venerdì 10 febbraio 2012

Due parole con i V-Device


Copertina veramente forte e significativa ad introdurre i V-Device per la prima volta nella palude. Il giovane gruppo napoletano pesta duro perché presenta una realtà dura, come il bel titolo del cd lascia intuire: Calling Europe (non vi ricorda nulla?), disco incendiario, rock autenticamente hard, uscito da pochi giorni con la label Lov & Craft (anche questo non vi ricorda nulla?). L’Europa vista da Napoli, da dove partono delle staffilate del migliore e più arrabbiato sound underground delle città per urlare il bisogno di un cambiamento a questa vecchio continente che ci piace sempre di meno. Undici pezzi ben suonati, canzoni che vanno dritte all’obbiettivo senza fronzoli e senza nessuna facile concessione.
Titoli emblematici a partire dalla title-track messa all’inizio del disco, o Citizen Kane (ascoltiamo Orson Welles), Hush, A Question of Dice, per ridisegnare i confini mentali e anche fisici dell'Europa. C’è pure ironia nei loro testi, e qualche momento dove la melodia trova spazio anche solo per un attimo. Attivi dal 2009, i V-Device hanno trovato la forma definitiva a cinque, e sono così entrati in studio di registrazione per produrre questo loro primo disco. Il nome che si sono scelti deriva da un lavoro dell’artista concettuale Nauman Bruce intitolata Something Device, e la V sta per Violenza, Vittoria, 5, insomma, questa sera spacchiamo tutto, e con Calling Europe a palla partiamo prima …  
VAI AL LORO SITO http://www.v-device.com/

Etichette: , , , , , , , , , , , , ,