sabato 23 maggio 2015

Una certa somiglianza: 007 missione LSD

Ho sempre pensato fossero gemelli divisi dalla nascita, anche se la differenza di età impedirebbe questo. Mi riferisco a Sean Connery, il mio 007 preferito, il grande attore orgogliosamente scozzese, e Albert Hoffman, lo scienziato svizzero padre dell'LSD, morto a 98 anni nel 2008. Hoffman è anche autore di uno splendido libro intitolato LSD, Il mio bambino difficile, nel quale racconta la sua fortuita scoperta, mentre lavorava nei laboratori Sandoz ad altre ricerche. Mi piacerebbe vedere quel libro tradotto in film. Sean Connery sarebbe l'attore perfetto per interpretare la parte di Hoffman racconta ...

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lunedì 4 febbraio 2013

Brava Ilaria

Sarò poco obiettiva ma non riesco a dimenticare che quello zombie, o larva, come l'ex ministro cristianamente ama definire Stefano, prima di pagare il fio dei propri errori in carcere, faceva pugilato ed andava a lavorare regolarmente. Con buona pace di tutti. Se sarò eletta, la legge Fini/Giovanardi è la prima cosa a cui metterò mano. Una legge criminale, che non solo ha ammazzato Stefano, ma ha riempito le galere.
Ilaria Cucchi
Spero entri in Parlamento, anche per questo, ma non solo. La sua risposta, all'ennesima provocazione di Giovanardi, autore, insieme a Fini, di una delle peggiori leggi del ventennio berlusconiano, è di gran classe.

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domenica 31 luglio 2011

Temperature a picco, Frigidaire in tutta Italia

L’estate quest’anno non arriva, quindi Frigidaire in tutta Italia. Non è una battuta, ma la realtà. Da questo mese il mensile popolare d’èlite sul quale scrivo pure io, esce anche in Calabria, Sicilia e Sardegna. È un bel numero ricco, non lo dico solo per le mie rece (questa volta Freaky Mermaids e La Metralli), ma perché si legge con vero piacere fisico.

Come vedete dalla copertina, Frigidaire rilancia la sacrosanta campagna per la legalizzazione delle droghe, che in passato costò al direttore Vincenzo Sparagna una denuncia per “incitamento alla coltivazione di marijuana”. Lo fa con un articolo e la traduzione integrale del recentissimo documento della Global Commission on Drugs dell’ONU, che chiede la legalizzazione di tutte le sostanze considerate droghe nei trattati internazionali. Un bel passo avanti, del quale pochi avevano parlato.

http://www.frigolandia.eu/

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sabato 19 settembre 2009

CINEMA: Il cattivo tenente di Werner Herzog

Piove in questi giorni di fine estate, chiapperi se piove. Le strade sono allagate e a guardare il cielo grigio diresti non smetterà più. Meglio riparare al cine, a vedere il remake herzoghiano de Il cattivo tenente… e piove pure al cine, anzi diluvia: siamo a New Orleans, quella tristemente finita con l’uragano Katrina. Una serpe nuota elegantemente nel fiume, la camera la segue come in un doc e lei ci porta in carcere, dove un povero detenuto rischia di morire annegato. A salvarlo ci pensa un poliziotto (dopo aver sadicamente scherzato con un collega), che così si becca un doloroso mal di schiena e la promozione a tenente. Il cattivo tenente del titolo.

Parodia acidamente rinnovata di quel famoso film di Abel Ferrara con Harvey Keitel, spesso nudo e disperato, è una discesa agli inferi kitsch e sarcastica, come solo i cineasti tedeschi sui set Usa sanno essere. Perfetto per la parte Nicolas Cage, spesso vestito elegantemente (ha pure le mutande di marca) ma altrettanto disperato, sempre pronto a farsi di tutte le droghe possibili e immaginabili come nel cult amatissimo Via da Las Vegas era sempre pronto a bere di tutto e di più.

Tra scommesse al gioco, il rapporto di complicità con l’amante/prostituta d’alto bordo (Eva Mendes, sempre imbronciata e molto tenebrosa), tirate di coca e pipate di crack, violenze e corruzioni, il tenente porta avanti un’indagine su di un triplice omicidio nato nel modo degli spacciatori. Non mancano allucinazioni con alligatori (sì, sono originario di quelle parti), iguane, l’anima di un gangster che balla dopo la sua morte. Con gli animali Herzog mantiene uno stile documentaristico, tipico del suo cinema. Surreale l’alligatore che osserva un altro alligatore schiacciato da un’auto e poi se ne va, come le simpatiche iguane che vediamo solo noi e il tenente strafatto, ma non i suoi colleghi, o l’anima del gangster appena ucciso che balla scatenata un bel blues, interrotta solo da una seconda scarica di pallottole (il film sarebbe piaciuto un sacco ad Hunter S. Thompson).

Il finale è un tripudio di happy end. Devono aver detto ad Herzog che nel cinema hollywoodiano si usa così e lui ha voluto accontentarli alla grande. Non vi dico nulla, svelo solo che quando tutto sembra andare per il verso sbagliato al cattivo tenente, tutto all’improvviso cambia: la squadra sulla quale aveva puntato al gioco incredibilmente vince e il resto segue a ruota. È stata la sua ultima allucinazione? Chi lo sa? Esco dal cine ed ha pure smesso di piovere Nel cielo si aprono ampi squarci senza nubi, nelle grosse pozzanghere non nuotano serpi e non ci sono manco iguane. Solo un alligatore solitario e pensoso si aggira per la città: cosa scrivere di questo film?

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