venerdì 5 agosto 2022

Welcome Venice di Andrea Segre


Venezia oggi, dopo il primo periodo pandemico, dopo il periodo di una Venezia senza turisti, che i veneziani hanno potuto godere da soli. Ci sono tre fratelli che festeggiano nella loro casa alla Giudecca, isola storica della città. Due sono pescatori di moeche, cioè granchi di laguna, nel periodo tenero, da friggere in padella con un po' di farina, poveretti loro (una brutta fine). Il terzo un affarista nel ramo del turismo. I primi due sono abbastanza simili, proletari duri e puri (uno è stato in passato in carcere), che credono nel lavoro, nell'amicizia tra compagni, nelle mattinate in laguna, con la nebbia e nelle serate in osteria. Il terzo è diverso, pensa sempre agli affari, ai soldi, a come portare in giro i turisti e guadagnare schei. Anche se, è giusto dire, non sono caratteri tagliati con l'accetta, ognuno ha pregi e difetti. Comunque sia, sembrano andare d'amore e d'accordo, nonostante i caratteri e le idee sulla vita. Quando poi fanno cantare al nipotino una storica canzone di Gualtiero Bertelli (Nina ti te ricordi), è il massimo della condivisione ...
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mercoledì 28 settembre 2016

In bici nel Trentino

Guida alle piste ciclabili del Trentino – Con itinerari e proposte di viaggio è un libro della Ediciclo Editore che racconta le piste ciclabili presenti in una delle regioni italiane dove si sono sviluppate maggiormente. Strade dove vai solo in bici, lunghe molti chilometri, unite spesso tra di loro. Tratti abbandonati, che hanno ritrovato una nuova vita dopo essere stati nel passato rami di ferrovie, vecchie strade dove prima passavano auto (anche se si stenta a crederlo visto quanto sono strette), vie di campagna tra distese di meleti, vigne e le montagne attorno.
Ne ho parlato con Leonardo Corradini e Veronica Rizzoli, del blog di viaggi LifeInTravel, autori di questa interessatissima guida. Per leggerla sul sito di Smemoranda, clicca qui

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domenica 18 settembre 2016

No Cannonau, no Vermentino


No Cannonau, no Vermentino, almeno non solo loro,
questo ho imparato dalla vacanza in Sardegna,
me lo hanno detto in molti, anzi, tutti!

Tutti, dico tutti: dal cantiniere a quello dell’enoteca
sotto il nostro B&B (sì, B&B con sotto l’enoteca, vi
pensate che felicità? Grazie Elle per averlo scelto).

Tutti quanti a dirmi che non c’è solo il Cannonau e il
Verementino, vini buoni, conosciuti dai turisti, come
le spiagge (ma non ci sono solo loro).   

Ci sono un sacco di altri vini, oltre il rosso Cannonau
e il bianco Vermentino, “prova ad assaggiarli, turista
ignaro, turista massificato”, mi hanno detto.

Visto che sono aperto al nuovo, mi piacciono le sfide,
ho provato a berne alcuni, nell’enoteca sotto al B&B
(grazie Elle!), al bar, al ristorante, in spiaggia.

Non solo Cannonau, non solo Vermentino, vero, ora
lo posso testimoniare: c’e anche il Bovale, rosso da
riscoprire, rustico come il suo nome.

C’è anche il Monica, dal colore rosso rubino intenso,
avvolgente come il corpo di donna dal quale ha
preso il nome (è un Cannonau femmineo).

C’è anche Is Solinas, vino rosso perfetto per me, che
berrei il rosso anche con il pesce; questo, dai riflessi
violacei, si abbina anche con piatti di mare.

Potrei andare avanti con altri nomi di vini, ma non vi voglio
annoiare, non sono l’ufficio stampa di cantine sarde, però
da questa vacanza l’ho capito: non solo Cannonau …

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venerdì 9 settembre 2016

Carasau, Cannonau ...

... ciau

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