Per la prima volta in palude i Cheap Wine, gruppo di autentico
culto, attivo da 1997, con otto album alle spalle e una reputazione intatta
come pochi. Non si sono mai venduti, hanno sempre fatto quello che volevano,
autoproducendosi per riuscire a fare ogni volta un ottimo vino a buon prezzo. Ottima
anche l’annata 2012, con questo nuovo cd, Based On Lies (basato su falsità), il
nono della serie, dopo l’acclamato album dal vivo di due anni fa. Secondo i
Cheap Wine, ad essere basato su falsità, è il mondo attuale, il neoliberismo
trionfante sulle macerie, capace ancora di colpi di coda e di strategie della
tensione emotiva. Punto di vista che coincide con il mio, come potrete
immaginare.
Undici pezzi di grande rock, tra ballata da deserto,
swing, puro rock’n’roll, canzone d’autore, per raccontare, a loro modo, la
società occidentale ai tempi della crisi. Smarrimento, rabbia, prese per il
culo da parte dei media, manipolazione delle notizie, crisi e disperazione per
chi sta perdendo tutto e non ha manco gli strumenti per capire, perché anni di lavaggio
del cervello l’hanno reso incapace di reagire; ma il loro, intendiamoci, non è
un deprimente telegiornale: citano Tom Waits e pensano a Noam Chomsky, hanno un
video surreale e simpaticamente horror (Waiting
On The Door, ora tra i preferiti sul mio canale YouTube ALLYDIEGO).
Per questo gli ho voluti ospiti in palude. Pronti?
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