
Superato il fatto di dover prendere un inserto del giornale
confindustriale, superate patinate pagine di pubblicità, superati
alcuni articoli dei quali potevo vivere senza (tipo Renato Pozzetto
sdoganatore di omosessualità, tipo Bevi e Pedala), sono arrivato
alle ultime pagine di questo IL Idee e Lifestyle del Sole 24 ORE,
dove ho trovato la succosa anticipazione di un capitolo del nuovo
romanzo di Jonathan Franzen tradotto da Silvia Pareschi (non ha
certo bisogno di presentazioni per gli amici della palude, e non
solo), che dal suo blog me l'aveva segnalato.
Come vedete dalla foto, Franzen mi ha preso alla testa, tanto scrive
bene. Non ho mai letto un suo libro, ma dopo questa scorcio di
Purity, credo inizierò presto. In uscita a settembre negli States,
Purity sarà in Italia solo a febbraio 2016. Si respira aria di miti
smitizzati, la Storia intrecciate con le storie, sottili ironie di
un Wes Anderson con la penna: dalla Berlino est ottanta/novanta,
dove un figlio di funzionari di Partito fa il ribelle in chiese di
sovversivi, scopazzando a più non posso con ragazze disagiate
socialmente, alla San Francisco di oggi, tra case occupate e povertà
diffusa, dove vive Purity, per gli amici Pip, giovane squattrinata. E
poi la Bolivia, in un campeggio cablato, dove chissà come si
incontreranno i due ... e cosa faranno per la libertà d'informazione
internazionale/internazionalista?
Questo è quanto trapela
riguardo il romanzo evento. L'anticipazione si svolge a Berlino,
città mito per molti, dove facciamo la conoscenza con Andreas Wolf,
eccentrico figlio di dirigenti del Partito, decisamente poco in
linea con loro. S'intitola La Repubblica del Cattivo Gusto, e se il
romanzo è tutto su questi livelli, ci sarà da divertirsi ...
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