Per la prima volta in palude Valeria Caputo, cantautrice
pugliese che ho amato fin dal primo ascolto, tanto da chiederle di passare da
me quasi subito dopo il primo ascolto. Le sue canzoni, quelle del suo primo
disco, Migratory birds, colpiscono per quel sound antico (il folk-rock anni
60/70), capace di raccontare un’epoca con una voce calda e intensa. Canzoni
attuali, cantate in inglese, in maniera soave, con rispetto per i “maestri”
dichiarati (la grande Joni Mitchell), però con un’impronta decisamente personale.
E non era facile, perché non è scontato suonare oggi un disco di folk-rock
facendo propria e attuale la materia.
Il disco, in uscita per Vintage Factroy Records, sarà
presentato domenica 4 novembre a Lugo, nell’Emilia Romagna dove vive. Credo
sarà un’occasione da non perdere, questa voce darà molta soddisfazione a chi la
vorrà ascoltare dal vivo. Del resto Valeria Caputo ha già un suo bel seguito,
testimoniato anche da come è nato Migratory birds, prodotto tramite una sorta
di “azionariato popolare” del quale parleremo tra poco (è già la seconda
musicista in palude ad utilizzare questo sistema di produzione, vorrà dire
qualcosa? … parliamone!). Pronti? …
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