domenica 6 gennaio 2019

... penultima? Spero di no.

Qui sul mio blog ho sempre cercato di parlare di film belli, buoni libri, dischi da ascoltare, perché mi piace proporre esempi di arte da gustare. Niente tempo da perdere con cazzate, film fatti tanto per fare, o libri, album. Ma ora scrivo la recensione di un bruttissimo film, il peggiore nella carriera di attori da sempre molto apprezzati. Scrivo la recensione quasi solo per dirvi di non andare a vederlo, perdereste soldi e tempo, che è la cosa più importante. Mi piange il cuore, ma è così: Favino, Papaleo, Rubini, Mastandrea, e poi Margherita Buy, Alessandro Haber, Matilde Gioli, Valeria Solarino. Sono loro i protagonisti di Moschettieri del re - La penultima missione, di tale Giovanni Veronesi, fratello del buon Sandro Veronesi.
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martedì 1 marzo 2016

In palude con Filippo Dr. Panico


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Cantautorato punk
LABEL Frivola Records
PARTICOLARITA’ Nichilismo e canzoni d’amore
CITTA’: Roma/ Potenza
DATA DI USCITA 26/01/2016

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lunedì 9 settembre 2013

Due parole con i Joycut



Ritornano in palude i JoyCut (da Joey, traccia di Time of No Reply di Nick Drake, e Cut dal lavoro di Roger Waters, The Final Cut, tanto per dire le basi), ritornano con un nuovo disco fortemente strumentale targato Irma Records: PiecesOfUsWhereLeftOnTheGround (scritto rigorosamente tutto attaccato come piace a loro). Un album, suggerisce anche la copertina, pulito nei suoni, a tratti acido, lineare, che ascolto dopo ascolto può creare dipendenza. È elettronica, sì, ma per niente citazionista, elettronica del presente, come è possibile farla oggi, senza scimmiottare nessuno. Del resto, i dieci e passa anni di esperienza dei JoyCut si sentono.
Registrato tra Bologna, New York e Düsseldorf, PiecesOfUsWhereLeftOnTheGround si presenta fisicamente come un piccolo vecchio vinile nero, e questo apparentemente stride con la modernità della loro musica (sarà una delle domande dell’intervista), ma tutto il disco è costellato da apparenti contraddizioni irrisolvibili: umanità/tecnica, uomo/macchina, ritminaturali/ritmiindustriali, caldo/freddo …e via di questo passo. Inoltre, a leggere bene le note, si scopre che l’album è dedicato a Domenico Lorusso (& His Never Ending Way of Love), e a leggere della sua assurda morte, si possono capire certe antinomie del cd. Da ascoltare tutto. Pronti?  
PERCONOSCERLI MEGLIO

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lunedì 18 aprile 2011

Intervista ai JoyCut

Eccoli arrivati in palude i JoyCut, un po’ sporchi di fango ma con tante cose da raccontare. Hanno iniziato a battere seriamente le strade del rock da circa la metà degli anni zero, ma hanno già fatto un sacco di cose. Da Arezzo Wave ai primi ep e cd, dalle sperimentazioni sonore ai tantissimi concerti vicini a band della loro generazione d’Italia e del mondo, da veri internazionalisti della musica. Un bel percorso il loro, preludio perfetto al magico album uscito da qualche settimana, Ghost Trees Where To Disappear, prodotto insieme a Jason Howes presso il mitico The Premises, primo studio di registrazione europeo interamente alimentato da energia solare, e uscito per PillowCaseRecords.

Un album con una storia impegnata, ma semplice, diretta, con protagonista l’uomo in cerca di ossigeno sul pianeta devastato, dove l’unica speranza sono gli alberi, fantasmi soffocati da liberare. Un discorso concreto, non solo per lo studio di registrazione, ma anche per il supporto riciclabile, per una campagna mirata e per i 13 pezzi dell’album, vera ecologia per il corpo e per la mente. La matrice è new wave, il meglio degli anni ’80 riproposti con le tecnologie di oggi, cioè al massimo della forma. I fan dei Cure si commuoveranno, e non solo loro… ma sto cominciando a sbrodolare.

Meglio lasciare la parola ai JoyCut… pronti?

VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/joycut

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