venerdì 23 dicembre 2022

In palude con Zelda Mab

             

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE Elettro Rock Alternativo
DOVE ASCOLTARLO un pò ovunque, tipo qui

LABEL Riff Records
PARTICOLARITA’ genere pionieristico non ancora omologato/copiato/abusato
SITO INSTAGRAM FB
CITTA’ Bolzano
DATA DI USCITA 28.10.2022

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domenica 21 marzo 2021

In palude con Structure


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE elettronica - cantautorato

DOVE ASCOLTARLO tutte i distributori digitali, tipo qui o qui o su CD

LABEL Riff Records

PARTICOLARITA’ collaborazione con dieci cantautrici

INSTAGRAM FB

CITTA’ Milano

DATA DI USCITA 5/3/2021

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venerdì 15 novembre 2019

In palude con Alex Cremonesi

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE – Elettronica – mash-up – canzone d’autore
DOVE ASCOLTARLO – consuete piattaforme online, tipo spotify + CD edizione speciale 250 copie numerate con packaging realizzato a mano
LABEL Riff Records
PARTICOLARITA’ Arte contemporanea in musica
FB
CITTA’ Milano
DATA DI USCITA 15.11.2019
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giovedì 9 maggio 2019

In palude con Lupo


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE folk/acoustic
DOVE ASCOLTARLO
Su bandcamp e su tutti gli store digitali.
LABEL Riff Records/Grand Tree House Records
PARTICOLARITA’
Questo EP raccoglie 6 ballad songs originali arrangiate e composte in sessioni notturne al Noah Studio di Sangenjaya, Tokyo, tra marzo e aprile del 2017. 
CITTA’: Bologna/Reggio Emilia
DATA DI USCITA 26 marzo 2019
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sabato 15 dicembre 2018

Ascoltavo i La Crus ... e voi?

Foto dal video di Avrei di Cesare Malfatti - La Storia è Adesso (2018)
Da ragazzino ascoltavo i La Crus, forse più di qualsiasi altro gruppo italiano. Negli scorsi mesi Elle e io abbiamo messo a posto i cd accumulati nel corso degli anni, veramente tanti (pensate solo ai gruppi intervistati qui, oppure nell'Orto, ogni intervista un cd), e mi sono accorto di avere tutti i cd dei La Crus a parte l'ultimo, il live di commiato come gruppo. Dico questo perché mi è capitato di intervistare uno dei tre La Crus, quel Cesare Malfatti che è uscito di recente con un disco dannatamente interessante. Si tratta La Storia è Adesso, disco dato alle stampe con Riff Records, che narra la strana storia del podestà del paese di Rovereto, Valeriano Malfatti (un suo antenato), costretto a vivere un momento drammatico come l' evacuazione del suo paese durante la I^ guerra mondiale. Allora Rovereto, come tutto il trentino, era parte dell'Impero Austroungarico e l'Italia era contro di loro ... una bella riflessione in musica sull'Europa del passato, e su quella del presente, per fortuna senza guerre come quella ... vi consiglio l'ascolto del disco e la lettura della mia intervista sul sito di SMEMORANDA (un'intervista fatta per la prima volta per me tramite whatsapp, vocale, poi sbobinata con l'aiuto fondamentale di Elle).
E voi? Quale gruppo ascoltavate da ragazzi?

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martedì 13 febbraio 2018

Tempus Fugit

Con grande soddisfazione annuncio il ritorno delle interviste in diretta. Interviste in diretta che non saranno più sul questo blog ma nell'Orto di Elle e Ally, o nell'Orto di Elly, come ha simpaticamente sintetizzato la prima ospite, che sarà da noi intervistata giovedì 15 febbraio dalle 21,30 in poi. Si tratta di Maria Devigli, già ospite in palude due volte, che nell'Orto presenterà Tempus Fugit. Una doppia, tripla soddisfazione, perché con le interviste Elle e io ci siamo conosciuti, si parla di un disco che parla di tempo, costante di tutti i tempi, ma oggi troppo di corsa, troppo confuso con il denaro ... invece la Devigli, con questo disco rock, ci invita a riprendercelo. Ma ne parleremo con più calma giovedì. Aggiungo solo che tra le due etichette una è la Riff Records (l'altra è Cardio Production), label per prima ospite in palude in un'intervista sul blog: era il 28 febbraio 2008, quasi 10 anni fa e intervistai i Phidge, una delle sue prime produzioni (ora la Riff Records festeggia il suo cinquantesimo disco). Tempus Fugit ... ora in diretta qui

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lunedì 12 dicembre 2016

In palude con ED


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE
dreampop
DOVE ASCOLTARLO su BandCamp e SoundCloud
LABEL
Wiener/Burger Records, Riff Records
PARTICOLARITA’
Un disco di pancia. Registrato a Modena e masterizzato in Usa.
FB
CITTA’: Modena
DATA DI USCITA 24.10.2016
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lunedì 23 marzo 2015

Due parole con Maria Devigili

Gradito ritorno in palude quello di Maria Devigili, cantautrice trentina al secondo disco, disco importante e intenso. Il titolo è forte, La trasformazione: con questa vuole parlare di crisi, tra le parole più usate in questo periodo, fino a svalutarla. Maria Devigili la vuole rivedere, ribaltare, rivoluzionare, spiegandoci che il passaggio inevitabile da un sistema a un altro, è da sempre un momento doloroso, ma da affrontare, magari ben attrezzati. Qui si sentono i suoi studi filosofici, Eraclito e Platone in particolare, nei testi delle canzoni meno ermetici del precedente Motori e Introspezioni, l’esordio di tre anni fa.
La trasformazione è uscito proprio oggi, 23 marzo 2015, tramite Riff Records, label spesso ospite su questi schermi. In questi ultimi mesi ha sfornato album interessanti dell’underground più vero e sofisticato, con coraggio e voglia di trasformare. Il disco di Maria Devigili è il perfetto esempio: parole e suoni non addomesticati, un bel gruppo di ospiti da me molto apprezzati (da Stefano Orzes, fin dagli inizi accanto a Maria, al mitico Claudio Lolli, e poi Francesca Bono, passata di qui in sacco di volte con i suoi Ofeliafdorme, ma anche prima, Lorenzo “Loz” Ori, spesso citato e una volta intervistato con il suo progetto Tack At). 1, 2 3 Trasformazione. Pronti?

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giovedì 29 gennaio 2015

Due parole con i Mandrake



Mandrake in palude tra poco e sarà grande festa. La giovane band livornese ha fatto un disco di autentico culto, per la forza cosmica che esprime, per le collaborazioni sfruttate al meglio, per la vibra. Sì, Dancing With Viga mi prende molto. L’ho già fatto partire in cuffia, se volete ascoltarlo anche voi cliccate qui, non ve ne pentirete. Cantautorato psichedelico, pop-rock molto folk con vari rifermenti internazionali, da Sufjan Stevens a Damien Rice, Devendra Banhart … Credo di aver reso l’idea, e se non è stato così la copertina farà il resto: giocattolosa e colorata, acida e ancestrale.
Nati nella bella città toscana cinque anni fa i Mandrake si sono formati attorno a Giorgio Mannucci, già voce e chitarra dei The Walrus, che ha cercato e trovato i suoi compagni di viaggio nel web. Sono così arrivati il violino e la viola di Asita Fathi (esperienze con l’Orchestra Sinfonica di Sting nel 2011, membro dell’Orchestra sinfonica di Grosseto e La Spezia), il contrabbasso di Stella Sorgente (nell’European Union Youth Orchestra e nell’Ensemble del Festival Puccini, pure vice sindaco di Livorno, chiapperi), la tromba di Mauro La Mancusa e la batteria/percussioni di Dario Gentili (NSambo). Un disco nel 2012 (Zarastro, portato molto in giro, anche fuori Italia), un disco ora, questo, uscito per la Riff Records. Parliamone. Pronti?

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lunedì 13 ottobre 2014

Due parole con Silvia Caracristi



Oggi Orbita, il primo album di Silvia Caracristi, è in orbita, e proprio in questo momento sta passando sulla palude. Il viaggio iniziato nella sua Trento, a me vicina, credo sarà lungo e piacevole, per questo ne approfitto per fermarla un attimo qui. L'attimo della blog-intervista per parlare di questo disco magico e poetico, un soave pop-rock dalle venature internazionali. Nato dall'impegno di Silvia, che ha trovato i suoi finanziatori in Rete tramite Musicraiser, e poi una label a me cara quale Riff Records (la prima intervista sul blog con un suo gruppo, nel lontano 2008), ora finalmente arriva a tutti (in primis chi l’ha da subito sostenuto). 
Orbita è contraddistinto da dodici canzoni dove la vibrante voce di Silvia dialoga con strumenti acustici ed elettronica fatta in casa. Giochi di suoni e parole creati in intimità, nel suo studio, assieme a Gabriele Pierro, compagno di vita e arte (insieme sono l'originale progetto Miniature, con il quale rifanno pezzi noti con strumenti in dimensioni ridotte). Qui invece canzoni proprie, scritte tutte da lei, pezzi che sembrano dei classici al primo ascolto. Ascoltandoli, con di fronte la copertina, fanno un effetto musica straordinario. Provate anche voi ad ascoltarli così, cliccando qui. Pronti?
PER CONOSCERLA MEGLIO

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venerdì 17 gennaio 2014

Due parole con i Melampus



Melampus presto in palude, sarà un vero piacere ospitarli. Non ero riuscito ad averli circa un anno fa, per presentare il loro esordio cult Ode Road, ma ci sono riuscito per questa seconda prova, intitolata N° 7 (7, perché? … sarà una delle domande, ovvio). Accanto alla Locomotiv, che aveva prodotto il precedente album, troviamo la Riff Records, label di Bolzano da me sempre seguita (la prima intervista sul blog, nel 2008, fu ad un loro gruppo). Ottimi supporti produttivi per Francesca Pizzo e Angelo Casarrubia, che non si sono fatti mancare nulla: registrazione presso il Locomotiv Club di Bologna con Lorenzo “Loz” Ori e Giovanni Garoia, ospiti di autentico grido (isterico) quali due … A Toys Orchestra, Enzo Moretto e Ilaria d’Angelis.
Copertina elegante e asettica, tra un film muto e una setta segreta, molto in linea con le atmosfere “a togliere” dell’intero disco. N°7 sembra infatti, un album dove non c’è nulla fuori posto, le cose sono state controllate al millimetro ed eseguite con rigore post-punk brechtiano. Un indie-rock dal sapore internazionale, nordico direi, che in poco più di mezz’ora delinea un mondo sonoro autenticamene underground. Già all’esordio avevo pensato ai Melampus come alla coppia che ci mancava, questo N°7 (ascoltatelo qui), mi conferma nell’idea. E allora sentiamo cosa hanno da dirci. Pronti?  
PERCONOSCERLI MEGLIO

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lunedì 23 gennaio 2012

Due parole con i Phidge

Questa sera si fa la storia o si muore. Anzi, si fa la Storia, punto e basta, perché ritorna nella palude la prima band passata di qui per la blog-intervista (nel lontano febbraio 2008), i Phidge.  Tanto tempo è passato da allora, ma ho ritrovato un gruppo con la voglia di fare, con un piacere del rock nelle vene, nonostante gli anni e i cambiamenti effettuati in questo periodo (per esempio, hanno un nuovo batterista). Sono cresciuti dall’esordio It’s All About Tell di quattro anni fa, ma sono rimasti fedeli a loro stessi, soprattutto nella volontà di fare e nell’entusiasmo di stare insieme; per dirvi, questa sera hanno organizzato una cena in occasione della blog-intervista.
Questo nuovo disco s’intitola We Never Really Came Back (con Back scritto storto, come tutto il titolo dell’album di Nordgarden, che sia una tendenza del 2012?), ed è uscito, come il precedente, con la bolzanina Riff Records. I Phidge sono tornati, dicono con questo titolo, sono loro, ma non lo sono completamente: amori, delusioni, battaglie vinte, battaglie perse … la vita, la vita ha inevitabilmente creato degli altri Phidge. La copertina, ispirata da un Amleto televisivo di Carmelo Bene (dopo mi spiegheranno), con le figure dei quattro Phidge in movimento, sembra alludere a questo cambiamento continuo. C’è energia in questa immagine, come nella loro musica. La sento dal cd, la sento dal tavolino in movimento. Non è una seduta spiritica, ma la blog-intervista in partenza. Se ci siete battete un colpo… 

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venerdì 26 marzo 2010

Intervista agli Scrat Till Death

Questa sera andiamo nel bosco con una band di confine, gli Scrat Till Death. Confine geografico, visto che vengono da Bolzano e dintorni, confine musicale, visto il loro rock decisamente duro, un metal sbatticoda pregiatissimo (lo ascolto ora e la mia coda non riesce a stare ferma). E devono aver fatto battere la coda pure alla giuria di Upload 2009, rassegna della loro città dedicata alla musica giovanile sempre più grande. Primo premio nella sezione Local e un bel dischetto con il supporto dall’etichetta Riff: Inborn Ignorance.
Solo cinque tracce, ma già indicative della forza e della loro buona tecnica, resa al meglio dalla produzione artistica di David Lenci. E ora che il disco è fuori, la band lo accompagna un po’ in giro. Nella dimensione live sanno dare ancora più incisività alla loro musica, e a quanto leggo si spingeranno pure nella vicina Vienna. Idea originale quella di portare il metal in una città da musica classica come Vienna. Come mai? Un altro concorso? Questo ed altro ancora nell’intervista che va ad incominciare… pronti?
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/scrattilldeath

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mercoledì 12 novembre 2008

Intervista ai Sense of Akasha

C’è un progetto forte dietro alla musica dei Sense of Akasha, me ne sono accorto fin dal primo ascolto del loro People do not know who rules, da pochi giorni uscito per l’indipendente dal gran fiuto Riff Records di Bolzano (è la stessa label dei Phidge). Ascolto dopo ascolto questa convinzione si è fatta in me certezza. Forti, troppo forti, con un cd che profuma di cultura rock a un chilometro di distanza. Sì, questi cinque ragazzi di Brunico sanno proprio come servirsi degli strumenti per creare momenti poetici incredibili, dolci e amari, citando Ghandi o ricordando certe atmosfere da cinema di David Lynch (gli piacerebbe un sacco la copertina del cd e la foto interna).
Il fatto che questa loro prima uscita ufficiale sia stata registrata con calma in una vecchia stazione ferroviaria trasformata in studio (at “Casello Brunico”), ne aumenta il fascino e trasforma People do not know who rules in un oggettino di culto con chitarre, basso, batteria, violoncello … ma anche banjo, glockenspiel, mandolini e chi più ne ha … canzoni lunghe, una voce di donna molto “Nico”, 10 tracce di contaminato/contaminante rock d’autore. Comincio a sbrodolare, ma per fortuna vedo i Sense of Akasha che si sono messi comodi, senza scarpe … Ci siete?
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/senseofakasha

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giovedì 28 febbraio 2008

Intervista ai Phidge



Finalmente è giunto il gran giorno, il giorno della prima intervista in diretta tramite blog della storia d’Italia unita e Antille Francesi (non c’è dato sapere se in altri stati abbiano già provato, ma qui, per quello che sappiamo, è la prima volta).


Vedete i Phidge mentre si apprestano ad entrare nel blog, un luogo verdeggiante, bucolico, tra la Via Emilia e Woodstock. Ad accoglierli in prima fila l’amica preziosa Press Sheep, una bottiglia di chiaretto bardolino, del cioccolato fondente equo e solidale e un sacco di domande. Nelle orecchie ancora il loro cd d’esordio, domani in tutti i migliori negozi grazie all’indipendente bolzanina Riff (http://www.riffrecords.it/)


Di It's all about to tell ho già parlato diffusamente sul blog e sul sito di Smemoranda e ora ho voglia di far parlare loro: Dodi, Fedro, Nick e Simone. Buttiamoci allora con la prima domanda e poi tutti nei post (giusti) a postare altre domande e altre risposte, con possibilità di partecipazione infinita.

PRIMA DOMANDA:
Chi sono i Phidge?

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