mercoledì 14 dicembre 2022

In palude con i JoyCut

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE | BLUWAVE_
DOVE ASCOLTARLO | Su Vinile per apprezzare il missaggio, le curve dinamiche, ed il taglio
sartoriale [fatto a mano] che ha preservato tutte le frequenze originarie, senza subire equalizzazioni
standardizzate_
iniziate da qui
LABEL | PillowCase – 伊達直⼈_
PARTICOLARITA’ | Il vinile consta di tre differenti produzioni_ Una è in bioplastica riciclata e
trasparente_ L’altra è un 180 Grammi Nero, compresso di granulato e schegge riciclate_ La terza
versione, 180 Grammi Colorato, estratto di riciclo di schegge e granulati, si presenta con tinte casuali
non controllate, ha la 4 etichetta del 4 lato, differente da tutte le altre_ La Box è fatta a mano con effigi
grafiche impresse via tornio in legno_
Ogni Box è unica_
La cassetta è in bioplastica riciclata trasparente_
Tutti i packaging, CD incluso, sono al 100% riciclati, con inchiostri ad acqua e colle vegetali_
https://www.joycut.com/bluorder
SITO | joycut.com | FB - INSTAGRAM | joycutofficial
CITTA’ | BOLOGNA
DATA DI USCITA | WW 5.6.22 | UK 10.9.22
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domenica 5 gennaio 2014

La mia Berlino


Tra la fine del 2013 e l'inizio del 2014 ho fatto il turista, cosa che non facevo da anni, ma fare il turista a Berlino non è come farlo in un'altra qualsiasi città. Ti imbatti, volente o nolente, nella Storia, in particolare quella del Secolo Breve, con i suoi orrori, ma anche grandi sogni e speranze. Le grandi ideologie qui hanno dato il meglio e il peggio, camminando per strada si sente tutta la loro forza, lo vedi nei monumenti, come nei resti di palazzi, nelle strade, nei semafori (l'Ampelmann, il simpatico omino dei semafori dell'est), nelle socialista Trabant, auto mito che trovi in ogni salsa (magliette, tazze da tè, modellini con pezzo del muro attaccato...), in ciò che resta del Muro. Io, come vedete dalla foto, al mio arrivo con la Trabant, ne ho abbattuto un altro pezzo.
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lunedì 9 settembre 2013

Due parole con i Joycut



Ritornano in palude i JoyCut (da Joey, traccia di Time of No Reply di Nick Drake, e Cut dal lavoro di Roger Waters, The Final Cut, tanto per dire le basi), ritornano con un nuovo disco fortemente strumentale targato Irma Records: PiecesOfUsWhereLeftOnTheGround (scritto rigorosamente tutto attaccato come piace a loro). Un album, suggerisce anche la copertina, pulito nei suoni, a tratti acido, lineare, che ascolto dopo ascolto può creare dipendenza. È elettronica, sì, ma per niente citazionista, elettronica del presente, come è possibile farla oggi, senza scimmiottare nessuno. Del resto, i dieci e passa anni di esperienza dei JoyCut si sentono.
Registrato tra Bologna, New York e Düsseldorf, PiecesOfUsWhereLeftOnTheGround si presenta fisicamente come un piccolo vecchio vinile nero, e questo apparentemente stride con la modernità della loro musica (sarà una delle domande dell’intervista), ma tutto il disco è costellato da apparenti contraddizioni irrisolvibili: umanità/tecnica, uomo/macchina, ritminaturali/ritmiindustriali, caldo/freddo …e via di questo passo. Inoltre, a leggere bene le note, si scopre che l’album è dedicato a Domenico Lorusso (& His Never Ending Way of Love), e a leggere della sua assurda morte, si possono capire certe antinomie del cd. Da ascoltare tutto. Pronti?  
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lunedì 18 aprile 2011

Intervista ai JoyCut

Eccoli arrivati in palude i JoyCut, un po’ sporchi di fango ma con tante cose da raccontare. Hanno iniziato a battere seriamente le strade del rock da circa la metà degli anni zero, ma hanno già fatto un sacco di cose. Da Arezzo Wave ai primi ep e cd, dalle sperimentazioni sonore ai tantissimi concerti vicini a band della loro generazione d’Italia e del mondo, da veri internazionalisti della musica. Un bel percorso il loro, preludio perfetto al magico album uscito da qualche settimana, Ghost Trees Where To Disappear, prodotto insieme a Jason Howes presso il mitico The Premises, primo studio di registrazione europeo interamente alimentato da energia solare, e uscito per PillowCaseRecords.

Un album con una storia impegnata, ma semplice, diretta, con protagonista l’uomo in cerca di ossigeno sul pianeta devastato, dove l’unica speranza sono gli alberi, fantasmi soffocati da liberare. Un discorso concreto, non solo per lo studio di registrazione, ma anche per il supporto riciclabile, per una campagna mirata e per i 13 pezzi dell’album, vera ecologia per il corpo e per la mente. La matrice è new wave, il meglio degli anni ’80 riproposti con le tecnologie di oggi, cioè al massimo della forma. I fan dei Cure si commuoveranno, e non solo loro… ma sto cominciando a sbrodolare.

Meglio lasciare la parola ai JoyCut… pronti?

VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/joycut

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