giovedì 19 marzo 2026

NO, un film sul REFERENDUM

Vi invito a vedere questo film, o a rivederlo, e a leggere o rileggere la rece che scrissi nel 2013, dopo l'uscita tardiva in Italia di NO  I GIORNI DELL'ARCOBALENO. di Pablo Larrain

Parla di quel REFERENDUM concesso da Pinochet nel 1988 dopo 15 anni di dittatura. L'inizio della sua lenta caduta, troppo lenta. Allora in Cile, come adesso in Italia, bisognava votare NO. E il NO, nonostante i pochi mezzi e l'opposizione fatta fuori negli anni precedenti, vinse. Non dico che la Meloni sia Pinochet (anche se tra i consiglieri del dittatore c'era Gelli, che oggi voterebbe sì, era nel suo Piano di rinascita democratica la separazione delle carriere), ma mi piace pensare a una vittoria del NO, come inizio della fine di questo governo, e spero sia meno lenta di quella del dittatore cileno. Comunque sia cliccate qui per leggere la rece di allora (e quanta partecipazione nei commenti del blog ... altri tempi).

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giovedì 4 gennaio 2018

Un anno al cinema … il 2017

La ruota delle meraviglie, di Woody Allen, 2017

Ecco la consueta lista dei film visti al cinema nel corso dell’anno appena trascorso. Ben 43 film gustati rigorosamente nella buia sala cinematografia, l’unica adatta a mostrare il Cinema. Dico questo, avendo visto nel periodo delle feste dei film sul piccolo schermo, per me veramente piccolo: un film come il Cigno nero, per esempio, rivisto in tv qualche giorno fa, mi è sembrata la brutta copia del gran capolavoro goduto al cine qualche anno fa. C’è un appiattirsi, un banalizzare le questioni, che non riguarda solo la grandezza dello schermo, non è una questione estetica, voglio dire, c’è per me un ridimensionamento qualitativo troppo marcato. Detto questo, passo brevemente all’analisi delle pellicole del 2017. Per me c’è un trionfatore, ha più di ottant’anni e vive a Manhattan. È Woody Allen, che con La ruota delle meraviglie ha fatto un film stupendo, d’altri tempi, con una Winslet strepitosa (questo,
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domenica 25 agosto 2013

No, un film da vedere assolutamente

Un gran bel film del quale si è scritto poco. Uscito nelle nostre sale a maggio 2013, dopo un anno circa dall'uscita ufficiale e il passaggio trionfale a Cannes 2012, forse per nasconderlo ai più, disabituati alle sale aperte d'estate. Io me lo sono perso alla prima uscita, causa un infortunio al ginocchio, e l'ho recuperato solo ad agosto, in un cinema sotto le stelle bello pieno. Il regista è Pablo Larrain, giovane cileno di talento, autore anche di Tony Manero, che con questo suo quarto film racconta, con un stile documentaristico, i giorni che precedettero il referendum per dire sì o no alla permanenza al potere di Augusto Pinochet, il dittatore sanguinario che aveva eliminato Salvador Allende, uccidendo la democrazia cilena nel 1973. Per rendere perfetto l'incastro tra le immagini di repertorio e quelle filmiche, Larrain usa intelligentemente una fotografia sgranata, la camera un po' traballante, e il risultato è straordinariamente convincente.
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