venerdì 27 febbraio 2026

La via veneta al cult-movie

 

Le città di pianura di Francesco Sossai è un film sorprendente, stupefacente, anzi alcolcentrico. Potrebbe avere come sottotitolo “Dell’importanza dell’alcool nella cultura veneta” perché i due protagonisti, Sergio Romano (non il diplomatico) e Pier Paolo Capovilla (il cantautore, questo sì) bevono di tutto e di più… pure birra analcolica in un autogrill di notte, accorgendosi schifati, dopo diverse bottiglie, che è senza alcool perché di notte negli autogrill gli alcolici sono vietati. È una delle gag più riuscite del film…

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giovedì 17 ottobre 2013

Due parole con TonyLaMuerte OneManBand

Ho sentito al primo ascolto che TonyLaMuerte è uno tosto, per questo ho chiesto subito un passaggio in palude (il primo per lui), anche perché, Tony è uno che suona spesso, quindi non è facile trovare una data libera…ma ci siamo riusciti. Per lui, la dimensione live è importante, anzi vitale. Provate ad ascoltarvi il disco (cliccate qui per sentirlo tutto) e capirete il perché: dinamite pura, un rock inebriante fatto di parole e suoni forti, tra i più forti possiate immaginare (il classico disco da gustare a palla). Il Tonico Caprone, autoprodotto dal giovane vicentino, è contraddistinto da ben ventidue canzoni più l’intro, tra il sarcasmo e l’indignazione (una sembra costantemente nutrire l’altra).  
 TonyLaMuerte OneManBand, recita tutto il suo nome, perché Tony suona tutto il disco lui. Un uomo solo al comando: oltre alla voce, chitarra resofonica e chitarra slide, grancassa, rullante a pedale, armonica a bocca nel pezzo Una canzone sulla morte. E la morte è molto presente nei suoi testi, come il nome lascia intuire. La sua è veramente musica delle indie italiche, un punk-rock-blues sporco che cita senza timori One Dimensional Man (quelli di 1000 doses of love, con i quali ci possono essere alcune analogie), come Vasco Rossi (la linea vocale al minuto 2,38 di Caprone, è tratta dal brano Delusa del Blasco). Insomma, Tony non teme nessuno. Per questo può entrare liberamente in palude. Pronti?  
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sabato 17 agosto 2013

Ad Arco in bici per P.P.Capovilla e P.P.Pasolini

Sono appena tornato dai miei giri in bici culturali, 125 km in due giorni, per andare ad Arco, per la giornata conclusiva dell'Arco Summer Festival. C'era Pier Paolo Capovilla, il cantate de Il Teatro degli Orrori che leggeva Pier Paolo Pasolini, La religione del mio tempo, accompagnato dall'ottimo Daniele Celona (non un semplice sottofondo, un giovane musicante da seguire). 
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lunedì 29 aprile 2013

Due parole con Dagger Moth



Arriva in palude Dagger Moth, vera e propria one-woman-band più unica che rara. Non dico per la prima volta, perché Sara Ardizzoni è già passata di qua con i Pazi Mine, precedente suo gruppo con all’attivo un gran bel disco, imprescindibile per chi ha seguito l’underground italico nell’ultimo decennio. Da alcuni anni lei si è messa in proprio (e fa tutto da sola, dai testi alla musica … fino alla promozione), con una forza e una determinazione ammirabili. Forza e determinazione che senti in questo omonimo esordio uscito da qualche settimana, dato alle stampe per la Psicolabel, storica etichetta tornata meritoriamente in vita da qualche anno grazie a Giorgio Canali, gran uomo del nostro rock più vero e vivo.
Giorgio Canali ha pure registrato e mixato l’album (al Chicoi Recording Studio di Bassano del Grappa, e in parte tra le mura domestiche) ed è uno degli ospiti che rendono ancora più importante questo disco. Gli altri sono Joe Lally (Fugazi), Alfonso Santimone (East Rodeo), Luca Bottigliero (One Dimensional Man, Lucertulas). Gente vicina a Sara per sensibilità e spirito punk (non a caso, in qualche occasione sono passati su questi schermi). Poi c’è il palco: da sempre attenta alla dimensione live, Sara ha rodato bene i dodici pezzi dell’album, scremando i tanti scritti in questo ultimo periodo. Un sacco di buoni motivi per seguire Dagger Moth, in palude e in tutti i luoghi dove si esibirà. Pronti? 
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mercoledì 16 maggio 2012

Putiferio live in Bruno

Non era mai successo prima, che subito dopo l'intervista ci fosse un live a due passi da casa del gruppo intervistato. Questa sera i Putiferio erano al Centro Sociale Bruno di Trento, luogo di resistenza a tutto, a me molto caro. E allora sono salito (non in bici) con l'amico di Parma,  mentre la sua compagna era ad un corso di meditazione, e mi sono goduto la forza dei Putiferio.
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