domenica 26 gennaio 2025

A Complete Unknown e la svolta elettrica di Dylan

 

A Complete Unknown è un film molto bello e molto importante, in rete fioccano le recensioni a favore (o contro) quindi è il momento di dire la mia. È importante per me, perché legato ai molti temi che sono da sempre girati su queste pagine del blog, e poi anche sui social: anni Sessanta, Musica, Politica, gli Anni della contestazione (che anticipa), Bob Dylan. Di sciuro è molto bello per le tante canzoni proposte, pare cantate dal divo Timothée Chalamet, entrato perfettamente nella parte del menestrello di Duluth. In questo film è protagonista assoluta la musica, le ballate, le prime ballate del Dylan folk, le canzoni di protesta contro i maestri della guerra. 

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lunedì 2 febbraio 2015

Due parole con Naomi Berrill



Naomi Berrill, giovane violoncellista e cantante irlandese, ma di adozione italiana, tra poco in palude per presentare un disco davvero speciale: From the Ground, viaggio nel tempo e nei generi musicali che sembra impossibile, e invece … Invece ecco brani di classica accanto ad altri pop, testi impegnati e soavi melodie. Nomi a me cari, come Nick Drake (ritorna sempre), o il Pete Seeger di una canzone anti-guerra del 1955, altri meno frequentati quali Robert Schumann e Claude Debussy. E poi Emiliana Torrini e Paul Simon, un pezzo folk della tradizione scozzese, Henry Purcell. Insomma, molto materiale (sono 14 pezzi), da far storcere il naso ai puristi, ma che vi assicuro, stanno benissimo insieme.   
From the Ground è uscito solo il mese scorso, arrangiato e prodotto da Naomi Berrill stessa con la collaborazione di Musicamorfosi. Un disco fatto con la voce e il suo violoncello, che a volte imbraccia come fosse una chitarra, altro modo di andare al di là dei generi e delle banali convenzioni. Dietro a questo ardire, dietro a questo virtuosismo, ci sono ovviamente anni di studio. Naomi ha assorbito prima dai genitori, entrambi musicisti, e poi si è specializzata nei luoghi dove ha vissuto e studiato: da Glasgow al Canada, dall’Olanda alla Scuola Musicale di Fiesole e alla Musik-Akademie di Basilea. In questi luoghi ha imparato a fondere il folk delle sue origini al pop moderno, il jazz con il barocco … e qui arriviamo al disco. Parliamone. Pronti?

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domenica 3 maggio 2009

Buon compleanno Pete

Pacifista, ecologista, dalla parte dei lavoratori di tutto il mondo, si è sempre battuto per i diritti civili e per ogni causa degna di rispetto. Ha cantato e diffuso (tra le tantissime) We Shall Overcome e This Land Is Your Land dell’amico Woody Guthrie, è finito sulla lista nera del maccartismo come tutti i veri difensori della libertà e della giustizia sociale. Non è un santino ma un grande musicante. Quando penso a lui penso all’amato banjo e al berretto da marinaio calato in testa, penso che il Sessantotto non sia solo una data storica ma uno stato della mente.
Bruce Springsteen gli ha reso omaggio nel meraviglioso modo che sappiamo e festeggerà oggi il suo novantesimo compleanno assieme all’amica Joan Baez e a un sacco di altri grandi. Al di fuori di ogni retorica, credo che se non fosse vissuto Pete Seeger, la nostra musica più amata sarebbe stata molto, ma mooolto più povera. Non solo il folk, ma anche il rock e tutte le sue diramazioni devono a Seeger qualcosa. Per questo dedico il post a lui e ai suoi splendidi novant’anni. Auguri Pete! Canta ancora per noi.
ALIAS IN EDICOLA PROPRIO OGGI, DOMENICA 3 MAGGIO, DEDICA AL GRANDE FOLKSINGER LA COPERTINA E UNA BELLA SERIE DI ARTICOLI CON TANTO DI INTERVISTA TELEFONICA.

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