giovedì 19 marzo 2026

NO, un film sul REFERENDUM

Vi invito a vedere questo film, o a rivederlo, e a leggere o rileggere la rece che scrissi nel 2013, dopo l'uscita tardiva in Italia di NO  I GIORNI DELL'ARCOBALENO. di Pablo Larrain

Parla di quel REFERENDUM concesso da Pinochet nel 1988 dopo 15 anni di dittatura. L'inizio della sua lenta caduta, troppo lenta. Allora in Cile, come adesso in Italia, bisognava votare NO. E il NO, nonostante i pochi mezzi e l'opposizione fatta fuori negli anni precedenti, vinse. Non dico che la Meloni sia Pinochet (anche se tra i consiglieri del dittatore c'era Gelli, che oggi voterebbe sì, era nel suo Piano di rinascita democratica la separazione delle carriere), ma mi piace pensare a una vittoria del NO, come inizio della fine di questo governo, e spero sia meno lenta di quella del dittatore cileno. Comunque sia cliccate qui per leggere la rece di allora (e quanta partecipazione nei commenti del blog ... altri tempi).

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giovedì 7 febbraio 2019

Santiago, Italia? Sì, grazie!

Sono da sempre un appassionato sostenitore dei film di Nanni Moretti, un uomo di cinema totale, con un'idea di cinema forte. Capace di stare dietro come davanti alla macchina da presa, uno che fa cinema sempre, anche quando gira un documentario, come in questo caso, Santiago, Italia. Un documentario uscito a fine anno, portato in giro per l'Italia dal cineasta stesso in molti incontri. Finalmente la pellicola è arrivata anche nella mia città (purtroppo senza Moretti), mi sono preso un giorno di ferie e sono andato a vederlo con Elle. Sia lei, che non aveva mai visto un suo film, sia io, che li ho visti tutti, l'abbiamo apprezzato tantissimo, e usciti dal cinema ci siamo sorpresi non se ne parli più di tanto. 
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domenica 15 aprile 2018

Locandine cult: Poesia senza fine

  Poesia senza fine (Poesía sin fin)
di Alejandro Jodorowsky (Cile/Francia 2016)
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venerdì 29 aprile 2016

Trento Film Festival ... da non perdere


In corso in queste ora il Trento Film Festival, come sempre pieno zeppo di film, ospiti, presentazioni di libri, incontri con alpinisti, una rassegna dedicata ad un paese straniero (questa volta il Cile). Non posso fare a meno di segnalarlo, ad appassionati di montagna e non, appassionati di cinema e non, appassionati di libri e non ... insomma un festival per appassionati e non. Noi ci saremo.

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sabato 26 ottobre 2013

Una scorpacciata di film 2

Gloria di Sebastian Lelio
Film dell'anno. Inaspettato cult-movie (va forte il cinema cileno in questo periodo), con in coda la versione spagnola dell'hit di Tozzi, Gloria appunto (forse per questo non mi aspettavo un capolavoro così). E invece lo è: per come racconta il Cile di oggi e la nostra società in generale, per come racconta questa storia di donna, impiegata vicino ai sessanta. Gloria ama ballare, è divorziata ma ha un buon rapporto con l'ex e i figli già grandi, le piace concedersi qualche avventura dopo il ballo, senza malizia ma con una naturalezza invidiabile. Una sera incontra Rodolfo, uomo poco più anziano di lei, e inizia a frequentarlo. L'uomo si rivela un tipo ambiguo e un po' vile, legato ancora alla ex moglie (sarà veramente ex?), e alle ridicolmente viziate figlie. Due episodi mostrano la mancanza di libertà ed educazione di lui: una, quando pianta in asso senza dire nulla Gloria al compleanno del figlio di lei (si sentiva a disagio, dice), e poi, quando, perdonato, la pianta in asso durante una vacanza al mare, dopo una notte di splendido sesso.
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domenica 22 settembre 2013

... una sola forma di pericolo per voi qui: la poesia

Conosco poco Pablo Neuruda, poeta cileno internazionalista, pieno di vita, passioni politiche e amorose, veramente troppo poco per scriverne qualcosa di sensato. In questi giorni, leggendo cose del Cile, mi sono però fermato a riflettere sulla sua strana morte, avvenuta quasi quarant'anni fa. Il 23 settembre del 1973, dodici giorni dopo il golpe di Pinochet, Neruda morì mentre aspettava di partire per l’esilio messicano. Cancro alla prostata? Iniezione letale di qualche agente della DINA, polizia segreta del regime? ... potrebbe essere, un assassinio vigliacco mentre era nel suo letto d'ospedale, nella clinica Santa Maria a Santiago. 
Sicuramente era una personalità troppo pericolosa per la dittatura ancora in fasce. Nobel per la letteratura nel 1971, comunista da sempre, aveva appoggiato l'amico e compagno Salvador Allende. Agli sgherri di Pinochet,  quando lo infastidivano, rispondeva: «Guardatevi in giro, c’è una sola forma di pericolo per voi qui: la poesia».
Mi piace ricordarlo così, e nei prossimi giorni cercherò qualche suo libro. Avete consigli da darmi in proposito?

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mercoledì 11 settembre 2013

Quarant'anni dopo

Immagine storica tra le più drammatiche del secolo scorso: Salvador Allende, che cerca di salvare la democrazia cilena, forse l'esperimento politico più bello in assoluto. Forse per questo, Pinochet e i suoi sgarri, finanziati dagli americani, non lo potevano tollerare. Succedeva quarant'anni fa esatti ...

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domenica 25 agosto 2013

No, un film da vedere assolutamente

Un gran bel film del quale si è scritto poco. Uscito nelle nostre sale a maggio 2013, dopo un anno circa dall'uscita ufficiale e il passaggio trionfale a Cannes 2012, forse per nasconderlo ai più, disabituati alle sale aperte d'estate. Io me lo sono perso alla prima uscita, causa un infortunio al ginocchio, e l'ho recuperato solo ad agosto, in un cinema sotto le stelle bello pieno. Il regista è Pablo Larrain, giovane cileno di talento, autore anche di Tony Manero, che con questo suo quarto film racconta, con un stile documentaristico, i giorni che precedettero il referendum per dire sì o no alla permanenza al potere di Augusto Pinochet, il dittatore sanguinario che aveva eliminato Salvador Allende, uccidendo la democrazia cilena nel 1973. Per rendere perfetto l'incastro tra le immagini di repertorio e quelle filmiche, Larrain usa intelligentemente una fotografia sgranata, la camera un po' traballante, e il risultato è straordinariamente convincente.
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sabato 20 agosto 2011

Ciao Raúl

Regista internazionale di gran classe, esule politico in Francia dopo il colpo di stato di Pinochet (si occupava di cultura e cinema nel governo Allende, forse il politico più avanzato del secolo scorso), poco visto in Italia, a parte il ristretto club di chi segue Fuori Orario, è scomparso ieri a Parigi Raúl Ruiz. Solo settant'anni di età e tante cose da dirci (stava montando l'ultimo film La notte di fronte, dove ripercorreva i tempi e i luoghi della sua infanzia in Cile), ed era pronto a girare in autunno il nuovo film, sull'invasione napoleonica del Portogallo. Cineasta prolifico, lo ricordo quando interpretò una piccola ma significativa parte in uno dei capolavori morettiani, Palombella rossa. Ogni goal è un silenzio ... questa la frase diventata un tormentone. Nel mio canale YouTube ALLYDIEGO (cliccateci sopra), ho messo tra i preferiti quella scena cult.

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