mercoledì 8 maggio 2024

Il giardino delle vergini suicide a 25 anni dall'uscita


Non so perché non abbia mai visto prima di questa sera Il giardino delle vergini suicide, credo di avere visto tutti i film di Sofia Coppola, che adoro, tranne questo. Mi piacciono di lei anche i film contestati, tipo Bling Ring o Somewhere, ma questo suo esordio è potentissimo. La storia delle cinque sorelle suicide, perché soffocate da una famiglia borghese tradizionalista americana, è super. Non è tanto la storia, o almeno non solo la storia, magari già sentita in forme diverse in molti film della contestazione, ma è lo stile. Si vede il suo stile, che poi porterà avanti in tutte le opere successive. C'è uno spirito anarchico e una cultura rock ben amalgamanti, da sembrare la stessa cosa. La colonna sonora degli AIR è superba, ti resta dentro come le immagini, le carrellate, i volti delle ragazze bionde, a partire dalla più grande, interpretata da Kirsten Dunst allora diciassettenne, diventata poi grande in altri film indimenticabili della Coppola (Marie Antoinette su tutti). Perfetti nei ruoli di genitori conservatori il grande James Woods e la brava Kathleen Turner. Anche loro volti che restano impressi, come quelli dei ragazzini, inconsapevoli testimoni delle tragedie, ma anche inconsapevoli della vita. Il giardino delle vergini suicide è un film che ti resta dentro, anche dopo alcune ore. Senti ancora la musica, quella musica, le immagini al rallentatore, le festa a scuola. Uno dei migliori esordi della Storia del Cinema accanto a I 400 colpi di Truffaut. Ringrazio la Cineteca di Bologna per il restauro a venticinque anni dall'uscita.
 

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martedì 8 giugno 2021

Rifkin's Festival di Woody Allen: da vedere al cinema


Dopo un anno e qualche mese sono tornato al cinema con un film che sprizza cinefilia da tutti i pori. Si tratta dell'ennesimo film di Woody Allen, che come saprete io adoro. Rifkin's Festival è ambientato al festival del cinema di San Sebastiàn, dove uno studioso di cinema chiamato emblematicamente Mort Rifkin (Wallace Shawn) va per accompagnare la moglie, l'addetta stampa Sue (Gina Gershon), che deve seguire un giovane cineasta francese di successo, tale Philippe (Louis Garrell).  Mort sospetta che la moglie abbia una storia con il bel giovane tenebroso cineasta, per questo ha deciso di seguirla al Festival. 
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