martedì 7 gennaio 2014

Due parole con Claudio Milano


Per la prima intervista del nuovo anno torna in palude Claudio Milano, torna per parlare di due suoi importanti album, gli ultimi, mi ha scritto nella mail, ultimi per un certo periodo, spero bene. Il perché cercheremo di capirlo insieme, di sicuro in questa scelta gioca molto l’imponenza del lavoro uscito nel 2013 con l’etichetta Lizard Records, una delle poche in Italia a produrre chicche per palati fini, poco convenzionali, ma di mirabile bellezza. Chi la vuole cercare qui la troverà. In sostanza, trattasi di ben due dischi doppi, che il nostro ha fatto come InSonar e come Nichelodeon, già ospiti su questi schermi. Due dischi che hanno il coraggio di volare alto, e per i quali si può parlare apertamente di concept-album.
Quello firmato InSonar, L’Enfant Et Le Ménure (ascoltate qui), ha come tema forte il potere dell'immaginazione infantile che trasforma l'orrore in meraviglia. Partecipano 62 musicanti provenienti dai 5 continenti, l’inconfondibile voce di Claudio gioca con un sacco di strumenti, anche molto poco sentiti, e rende omaggio, tra gli altri a Bowie e Brian Eno, Tim Buckley, The Velvet Underground (di culto Venus in Furs), arie di Gounod, Martini, Giordano, liriche da opere di Agatha Christie, David Lynch, Federico Garcia Lorca, la Bibbia e il Sutra del Loto, un omaggio ai Pierrot Lunaire di Gaio Chiocchio e Arturo Stalteri. Bath Salts è invece il titolo del disco firmato Nichelodeon, politicamente forte, con la partecipazione di importanti nomi dell’avanguardia  e dell’undergorund italico più vero degli ultimi cinquant’anni. Tutta questa bellezza, mi è arrivata da un paio di settimane, in un bel pacchettino artigianale, cartonato blu, racchiuso da uno spago giallo. Non vi dico dei deliziosi disegni dei booklet, ne parleremo nell’intervista che va ad iniziare. Pronti?  
PER CONOSCERLO MEGLIO 

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