Per la prima intervista
del nuovo anno torna in palude Claudio Milano, torna per parlare di due suoi
importanti album, gli ultimi, mi ha scritto nella mail, ultimi per un certo
periodo, spero bene. Il perché cercheremo di capirlo insieme, di sicuro in
questa scelta gioca molto l’imponenza del lavoro uscito nel 2013 con
l’etichetta Lizard Records, una delle poche in Italia a produrre chicche per
palati fini, poco convenzionali, ma di mirabile bellezza. Chi la vuole cercare
qui la troverà. In sostanza, trattasi di ben due dischi doppi, che il nostro ha
fatto come InSonar e come Nichelodeon,
già ospiti su questi schermi. Due dischi che hanno il coraggio di volare alto,
e per i quali si può parlare apertamente di concept-album.
Quello firmato InSonar, L’Enfant Et Le Ménure (ascoltate qui), ha come tema forte il potere
dell'immaginazione infantile che trasforma l'orrore in meraviglia. Partecipano
62 musicanti provenienti dai 5 continenti, l’inconfondibile voce di Claudio
gioca con un sacco di strumenti, anche molto poco sentiti, e rende omaggio, tra
gli altri a Bowie e Brian Eno, Tim Buckley, The Velvet Underground (di culto
Venus in Furs), arie di Gounod, Martini, Giordano, liriche da opere di Agatha
Christie, David Lynch, Federico Garcia Lorca, la Bibbia e il Sutra del Loto,
un omaggio ai Pierrot Lunaire di Gaio Chiocchio e Arturo Stalteri. Bath Salts è
invece il titolo del disco firmato Nichelodeon, politicamente forte, con la
partecipazione di importanti nomi dell’avanguardia e dell’undergorund italico più vero degli
ultimi cinquant’anni. Tutta questa bellezza, mi è arrivata da un paio di
settimane, in un bel pacchettino artigianale, cartonato blu, racchiuso da uno
spago giallo. Non vi dico dei deliziosi disegni dei booklet, ne parleremo
nell’intervista che va ad iniziare. Pronti?
PER CONOSCERLO MEGLIO Etichette: Bath Salts, Classica, Claudio Milano, David Lynch, Due parole, InSonar, Intervista, L’Enfant Et Le Ménure, Lizard Records, Lombardia, Milano, Nichelodeon, Prog, Psichedelia, Velvet Underground